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Il regime forfettario 2026 conviene ancora — ma dipende dal tuo fatturato, dal coefficiente ATECO e dalla tua situazione contributiva. Questa guida ti dà i numeri reali: aliquota 5% o 15%, contributi INPS, confronto con l'ordinario. Esempio: con 50.000€ di fatturato come consulente (coefficiente 78%), il netto forfettario è circa 2.561€/mese — contro 2.100€ in regime ordinario. Il simulatore in cima calcola il tuo netto esatto.

Cos'è il regime forfettario 2026

Il regime forfettario 2026 è il regime fiscale agevolato per le partite IVA individuali con ricavi fino a 85.000€ annui. L'imposta sostitutiva — 15% ordinaria o 5% per i primi 5 anni — sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP. I vantaggi concreti: - Imposta sostitutiva al 15% (o 5% startup) al posto di IRPEF a scaglioni - IVA esente sulle fatture — il cliente paga il 100% dell'importo - Ritenuta d'acconto esclusa — incassi tutto, subito - Contabilità semplificata — basta tenere le fatture, il registro IVA è inutile Il costo reale delle tasse dipende dal tuo coefficiente di redditività (legato al codice ATECO) e dalla cassa previdenziale.

Novità 2026: limite reddito dipendente a 35.000€

La Legge di Bilancio 2026 conferma la soglia a 35.000€ per i redditi da lavoro dipendente (alzata da 30.000€ nel 2025). Chi ha un reddito da dipendente fino a 35.000€ l'anno precedente può aprire o mantenere la P.IVA forfettaria. Se il rapporto di lavoro è cessato, il limite decade.

Superamento soglia 85.000€: cosa succede

La normativa distingue due scenari: Sforamento lieve (85.001–100.000€): completi l'anno in forfettario, dal 1° gennaio dell'anno successivo passi all'ordinario. Sforamento oltre 100.000€: uscita immediata — applichi IVA e IRPEF ordinaria dal giorno del superamento. Le fatture già emesse restano esenti IVA; quelle successive riportano l'aliquota ordinaria.

Aliquota 5% o 15%: quando spetta la riduzione

L'aliquota ridotta al 5% si applica per i primi 5 anni di attività. I requisiti: - Nei 3 anni precedenti: zero attività d'impresa o professionale, anche in forma associata - L'attività è autonoma, indipendente dal lavoro dipendente precedente (eccezione: praticantato obbligatorio) - Se rilevi un'attività, i ricavi dell'anno precedente rientrano nel limite di 85.000€ Dal sesto anno si passa automaticamente al 15% — comunque molto inferiore all'IRPEF a scaglioni (23-43%).

Come si calcolano le tasse nel forfettario

Il calcolo è lineare — tre passaggi: 1. Reddito lordo = Fatturato × Coefficiente di redditività 2. Reddito imponibile = Reddito lordo − Contributi INPS versati 3. Imposta sostitutiva = Reddito imponibile × 5% (o 15%) I costi reali (affitto, materiali, servizi) restano fuori dal calcolo — il regime riconosce una percentuale forfettaria di costi in base al settore.

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Contributi INPS nel regime forfettario

I contributi INPS sono la voce più pesante del carico fiscale forfettario. Dipendono dalla tua cassa previdenziale: - Gestione Separata INPS (professionisti privi di cassa propria): 26,07% sul reddito lordo, contributo minimo zero - Artigiani: 24% + contributi fissi minimi 4.521€/anno, minimale 18.808€ - Commercianti: 24,48% + contributi fissi minimi 4.612€/anno, minimale 18.808€ Fonte: Circolare INPS n. 8/2026 (Gestione Separata) e n. 14/2026 (Artigiani/Commercianti).

Riduzione 35% contributi: come funziona

Artigiani e commercianti in regime forfettario possono richiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS tramite il cassetto previdenziale INPS. La riduzione si applica sia ai contributi fissi che all'aliquota sulle eccedenze. Risparmio medio: 1.500–2.500€/anno. Attenzione: la riduzione si riflette sull'anzianità contributiva — meno contributi oggi, pensione proporzionalmente ridotta domani.

Forfettario vs ordinario: quando conviene davvero

Il forfettario conviene quando: - I tuoi costi reali sono inferiori alla percentuale forfettaria (es. un consulente con meno del 22% di costi) - Fatturi sotto gli 85.000€ - L'IVA sugli acquisti ti è indifferente (il forfettario la esclude) - Le detrazioni IRPEF (mutuo, spese mediche, familiari) pesano poco sul tuo caso Il forfettario è meno conveniente quando: - Hai costi elevati (acquisto merci, affitto, attrezzature) superiori alla quota forfettaria - Hai un mutuo con interessi detraibili - Hai spese mediche ingenti o altri oneri deducibili - I tuoi clienti sono soggetti IVA e preferiscono fatture con IVA detraibile

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Regime forfettario e lavoro dipendente

Puoi avere una P.IVA forfettaria insieme a un contratto di lavoro dipendente. Le condizioni: - Il tuo reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente resta entro i 35.000€ - Il tuo contratto consente attività autonome - Fatturi meno del 50% al tuo datore di lavoro (causa ostativa "ex datore") Il vantaggio: i due redditi restano separati ai fini IRPEF. Il reddito forfettario paga la sua imposta sostitutiva, evitando il salto di scaglione. Se il rapporto di lavoro dipendente è cessato, il limite dei 35.000€ decade.

Fatturazione elettronica: obbligatoria per tutti

Dal 1° gennaio 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari, a prescindere dal fatturato. Le fatture vanno trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell'Agenzia delle Entrate. La fattura forfettaria: - IVA esente (operazione ai sensi dell'art. 1, c. 54-89, L. 190/2014) - Ritenuta d'acconto esclusa — il cliente paga il 100% - Richiede la marca da bollo da 2€ per importi superiori a 77,47€ (assolta virtualmente in e-fattura)

Domande frequenti

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Aggiornato il 3 marzo 2026

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