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Calcolo Tasse Regime Forfettario 2026

Simula le tasse della tua partita IVA in regime forfettario: imposta sostitutiva (5% o 15%), contributi INPS gestione separata e reddito netto mensile.

Approfondimenti

Valori calcolati per attività professionale (coeff. 78%), aliquota 15%, senza contributi già versati.

FatturatoNetto/mese (15%)Netto/mese (5%)INPSPressione
15.000 €850 €947 €3050 €32,0%
20.000 €1133 €1263 €4067 €32,0%
25.000 €1416 €1578 €5084 €32,0%
30.000 €1699 €1894 €6100 €32,0%
35.000 €1982 €2210 €7117 €32,0%
40.000 €2266 €2526 €8134 €32,0%
50.000 €2832 €3157 €10.167 €32,0%
60.000 €3398 €3788 €12.201 €32,0%
70.000 €3965 €4420 €14.234 €32,0%
80.000 €4531 €5051 €16.268 €32,0%
85.000 €4814 €5367 €17.284 €32,0%

Se fatturo 30.000 € quanto pago di tasse in forfettario?

Con un fatturato annuo di 30.000 € (attività professionale, coeff. 78%), paghi 3510 € di imposta sostitutiva e 6100 € di INPS (gestione separata). Ti restano 1699 € netti al mese con aliquota 15%, oppure 1894 € netti/mesenei primi 5 anni (aliquota 5%). La pressione fiscale complessiva è del 32,0%.

Se fatturo 40.000 € quanto pago di tasse in forfettario?

Con un fatturato annuo di 40.000 € (attività professionale, coeff. 78%), paghi 4680 € di imposta sostitutiva e 8134 € di INPS (gestione separata). Ti restano 2266 € netti al mese con aliquota 15%, oppure 2526 € netti/mesenei primi 5 anni (aliquota 5%). La pressione fiscale complessiva è del 32,0%.

Se fatturo 50.000 € quanto pago di tasse in forfettario?

Con un fatturato annuo di 50.000 € (attività professionale, coeff. 78%), paghi 5850 € di imposta sostitutiva e 10.167 € di INPS (gestione separata). Ti restano 2832 € netti al mese con aliquota 15%, oppure 3157 € netti/mesenei primi 5 anni (aliquota 5%). La pressione fiscale complessiva è del 32,0%.

Se fatturo 60.000 € quanto pago di tasse in forfettario?

Con un fatturato annuo di 60.000 € (attività professionale, coeff. 78%), paghi 7020 € di imposta sostitutiva e 12.201 € di INPS (gestione separata). Ti restano 3398 € netti al mese con aliquota 15%, oppure 3788 € netti/mesenei primi 5 anni (aliquota 5%). La pressione fiscale complessiva è del 32,0%.

Se fatturo 80.000 € quanto pago di tasse in forfettario?

Con un fatturato annuo di 80.000 € (attività professionale, coeff. 78%), paghi 9360 € di imposta sostitutiva e 16.268 € di INPS (gestione separata). Ti restano 4531 € netti al mese con aliquota 15%, oppure 5051 € netti/mesenei primi 5 anni (aliquota 5%). La pressione fiscale complessiva è del 32,0%.

Il coefficiente determina quale percentuale del fatturato è considerata reddito imponibile.

Settore di attivitàCoefficienteCosti forfettari
Commercio all'ingrosso e al dettaglio40%60%
Industrie alimentari e delle bevande40%60%
Commercio ambulante di alimentari40%60%
Commercio ambulante di altri prodotti54%46%
Costruzioni e attività immobiliari86%14%
Intermediari del commercio62%38%
Attività di servizi di alloggio e ristorazione40%60%
Attività professionali, scientifiche, tecniche78%22%
Altre attività economiche (servizi)67%33%

Il regime forfettario è aperto alle persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni che rispettano precisi requisiti di accesso (art. 1, commi 54–89, L. 190/2014 e successive modifiche).

Requisito principale: ricavi o compensi conseguiti nell'anno precedente non superiori a € 85.000. Per chi inizia l'attività, si presume di rispettare il limite.

Requisiti di accesso al regime forfettario 2026: soglie e condizioni
RequisitoSogliaNote
Ricavi/compensi anno precedente≤ € 85.000Requisito principale; per le start-up si presume rispettato
Spese per collaboratori e dipendenti≤ € 20.000 lordiInclusi collaboratori occasionali e familiari
Redditi da lavoro dipendente/assimilati≤ € 35.000Reddito dell'anno precedente; se cessato non si conta (soglia dal 2025)
Partecipazioni in societàVietate (in alcuni casi)Soc. di persone, SRL trasparenti, associazioni professionali con attività analoga

Forfettario e lavoro dipendente: quando è possibile?

È possibile cumulare la P.IVA forfettaria con un rapporto di lavoro dipendente, a condizione che il reddito da lavoro dipendente (o assimilato) dell'anno precedente non superi € 35.000. Se il datore di lavoro coincide con il principale committente della P.IVA (o lo è stato negli ultimi due anni), scatta la causa ostativa per “attività prevalente verso ex datore di lavoro”.

Cause ostative: chi non può accedere al forfettario

Le cause ostative sono elencate all'art. 1, c. 57, L. 190/2014. Oltre alle soglie di cui sopra, sono esclusi chi adotta regimi speciali IVA (es. agenzie di viaggio, agricoltura, editoria), chi risiede all'estero (salvo UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia), e chi effettua cessioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi intracomunitari. Se sei anche lavoratore dipendente, verifica quanto paghi di IRPEF con il calcolo stipendio netto.

I contributi previdenziali nel regime forfettario variano in base alla cassa di appartenenza. I professionisti senza cassa propria iscrivono alla Gestione Separata INPS, mentre artigiani e commercianti si iscrivono alle rispettive gestioni con diritto alla riduzione del 35% sui minimali e sulle aliquote.

Contributi INPS nel regime forfettario 2026: aliquote e minimali per gestione separata, artigiani e commercianti
CassaAliquota pienaCon riduzione 35%Minimale annuoMinimale ridotto
Gestione Separata (professionisti)26,07%Non applicabileNessun minimale
Artigiani24,00%15,60%∼ € 4.521∼ € 2.939
Commercianti24,48%15,91%∼ € 4.612∼ € 2.998

Riduzione contributiva 35% per forfettari: come richiederla

Artigiani e commercianti in regime forfettario possono richiedere la riduzione del 35% sui contributi INPS presentando apposita domanda tramite il cassetto previdenziale INPS (sezione “Comunicazione di avvio/variazione attività”). La riduzione si applica sia ai minimali fissi sia all'aliquota sulle eccedenze, con un risparmio medio di 1.500–2.500 €/anno.

Contributi gestione separata: non esiste la riduzione 35%

I professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS non possono beneficiare della riduzione del 35%. Pagano il 26,07% sul reddito imponibile (fatturato × coefficiente di redditività, al netto dei contributi dell'anno precedente). Non esiste un minimale: se il reddito è zero, non si versano contributi. Approfondisci il calcolo completo nella pagina dedicata ai contributi INPS.

Artigiani e commercianti forfettari: minimali 2026

Il minimale annuo deve essere versato indipendentemente dal reddito effettivo: è suddiviso in quattro rate con scadenze a febbraio, maggio, agosto e novembre. Se il reddito supera il minimale, si versa un conguaglio in sede di dichiarazione. Con la riduzione del 35%, il minimale scende a circa € 2.939 per gli artigiani e € 2.998 per i commercianti.

Il carico fiscale effettivo nel regime forfettario varia sensibilmente in base al coefficiente di redditività del proprio settore. La tabella mostra una simulazione su fatturato € 50.000, aliquota 15%, senza riduzione contributiva.

Tasse regime forfettario per settore: coefficienti, imponibile, imposta sostitutiva e netto stimato su fatturato 50.000 euro
SettoreCoeff.ImponibileImposta (15%)INPS (est.)Netto stimato
Commercio al dettaglio40%20.000 €3000 €∼ 7800 €39.200 €
Artigiani prod. alimentare40%20.000 €3000 €∼ 7800 €39.200 €
Intermediari del commercio62%31.000 €4650 €∼ 8100 €37.250 €
Informatica / IT67%33.500 €5025 €∼ 8750 €36.225 €
Costruzioni e impiantistica86%43.000 €6450 €∼ 11.200 €32.350 €
Servizi professionali78%39.000 €5850 €∼ 10.200 €33.950 €
Industrie alimentari40%20.000 €3000 €∼ 7800 €39.200 €

Valori indicativi. INPS stimato su base Gestione Separata (26,07%) o artigiani/commercianti senza riduzione 35%. Aliquota 15%, nessun contributo già versato dedotto.

Professionista forfettario: coefficiente 78%

I professionisti (consulenti, informatici, grafici, traduttori, ecc.) applicano il coefficiente del 78%: su € 50.000 di fatturato, il reddito imponibile è € 39.000. L'imposta sostitutiva al 15% è di € 5.850, a cui si sommano circa € 10.200 di contributi INPS Gestione Separata, per un netto stimato di circa € 34.000/anno.

Commerciante forfettario: coefficiente 40%

I commercianti hanno il coefficiente più basso (40%): solo il 40% del fatturato è considerato reddito. Su € 50.000, l'imponibile è solo € 20.000 e l'imposta al 15% è € 3.000. Tuttavia i contributi INPS (gestione commercianti) hanno un minimale fisso, il che rende meno conveniente il forfettario a bassi fatturati.

Chi avvia una nuova attività può beneficiare dell'aliquota ridotta al 5% (invece del 15%) per i primi 5 annidi attività, ai sensi dell'art. 1, c. 65, L. 190/2014. È una delle agevolazioni fiscali più significative per chi inizia.

I requisiti per accedere all'aliquota al 5% sono:

  • Non aver esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare
  • L'attività da esercitare non deve costituire, in nessuna forma, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta (salvo il caso della pratica obbligatoria)
  • Se si rileva un'attività già avviata, i ricavi/compensi realizzati nell'anno precedente non devono superare il limite di € 85.000
Confronto imposta sostitutiva 5% vs 15% nel regime forfettario per nuova attività: risparmio anno per anno su fatturato 40.000 euro, coefficiente 78%
AnnoImposta con 5%Imposta con 15%Risparmio
1° anno1560 €4680 €3120 €
2° anno1560 €4680 €3120 €
3° anno1560 €4680 €3120 €
4° anno1560 €4680 €3120 €
5° anno1560 €4680 €3120 €
Totale 5 anni7800 €23.400 €15.600 €

Esempio: fatturato € 40.000/anno, coefficiente 78%, imponibile € 31.200.

Quanto si risparmia con l'aliquota al 5%?

Su un fatturato di € 40.000 con coefficiente 78%, l'imponibile è € 31.200. Con aliquota al 5% si pagano € 1.560 di imposta; con il 15% si pagherebbero € 4.680. Il risparmio annuo è di € 3.120, per un totale di € 15.600 in cinque anni.

Dopo 5 anni si passa automaticamente al 15%?

Sì. Dal sesto anno di attività, l'aliquota passa automaticamente al 15% senza necessità di comunicazioni specifiche. Non è possibile prorogare il periodo agevolato. L'anno di inizio attività conta come primo anno ai fini del conteggio dei cinque anni, anche se l'attività è partita a dicembre.

La fattura del forfettario ha caratteristiche specifiche che la distinguono da quella ordinaria: non addebita IVA al cliente, non applica la ritenuta d'acconto, e dal 2024 deve essere emessa obbligatoriamente in formato elettronico (SDI).

Il forfettario deve fare fattura elettronica?

Sì. Dal 1° gennaio 2024 l'obbligo di fatturazione elettronica si applica a tutti i forfettari, senza distinzione di fatturato. La precedente esenzione per chi restava sotto € 25.000 è stata abolita dalla L. 197/2022. Le fatture devono essere trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell'Agenzia delle Entrate.

Dicitura obbligatoria nella fattura forfettaria

Ogni fattura emessa in regime forfettario deve riportare la seguente dicitura:

“Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54–89, L. 190/2014 — Regime Forfettario. Il cedente/prestatore non è soggetto a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, c. 67.”

La fattura non riporta IVA (non addebitata né esposta) e non è soggetta a ritenuta d'acconto: il cliente paga il 100% dell'importo fatturato. Il tuo cliente in regime ordinario che riceve la fattura può calcolare l'IVA con lo scorporo IVA.

Marca da bollo sulla fattura forfettario: quando si applica?

La marca da bollo da € 2 è obbligatoria quando l'importo della fattura supera € 77,47(ai sensi del D.P.R. 642/1972). Nella e-fattura il bollo si assolve virtualmente: il valore di € 2 va indicato nel campo specifico del tracciato XML e viene addebitato dall'Agenzia delle Entrate tramite il proprio cassetto fiscale con scadenza trimestrale.

Il forfettario versa l'imposta sostitutiva e i contributi INPS in tre momenti distinti durante l'anno, tramite modello F24. Conoscere le scadenze è fondamentale per pianificare la liquidità.

Scadenze acconti e saldo imposta sostitutiva regime forfettario 2026
ScadenzaCosa si paga%Esempio su imposta € 3.000
30 giugno (o 30 luglio +0,40%)Saldo anno precedente + 1° accontoSaldo + 40%€ 3.000 + € 1.200
30 novembre2° acconto60%€ 1.800
Febbraio / Maggio / Agosto / NovembreRate INPS minimale (artigiani/commercianti)25% × 4Varia

Acconti forfettario: primo anno di attività

Nel primo anno di attività non si versano acconti: non esiste un'imposta dell'anno precedente su cui calcolarli. Si versa solo il saldo a giugno dell'anno successivo. Questo genera un vantaggio di liquidità nel primo anno, ma richiede di accantonare i fondi per il saldo del secondo anno (che includerà anche il primo acconto).

Metodo storico vs metodo previsionale

Gli acconti si calcolano con il metodo storico (100% dell'imposta pagata nell'anno precedente) oppure con il metodo previsionale (stima dell'imposta dell'anno in corso). Il metodo previsionale conviene se ci si aspetta un reddito inferiore a quello dell'anno precedente (es. fatturato in calo), ma espone a sanzioni se la stima è troppo bassa (scostamento > 20%). Simula i tuoi acconti con il calcolatore acconti P.IVA. Se hai saltato una scadenza, calcola subito il ravvedimento operoso.

Superare la soglia di € 85.000 ha conseguenze diverse a seconda dell'entità dello sforamento. La normativa distingue due scenari: superamento “morbido” (85.001–100.000€) e superamento “duro”(oltre 100.000€).

Effetti del superamento della soglia 85.000 euro nel regime forfettario: uscita dall'anno successivo o immediata
ScenarioRicaviEffettoDa quando
Sforamento lieve€ 85.001 – € 100.000Uscita dal forfettarioAnno successivo
Sforamento oltre € 100.000> € 100.000Uscita immediata + IVA su operazioni successiveStesso anno (in corso)
Entro soglia≤ € 85.000Si rimane nel forfettario

Superamento € 85.000 ma sotto € 100.000

Se nell'anno in corso superi € 85.000 ma resti sotto € 100.000, completi l'anno in forfettario: non devi applicare IVA alle fatture restanti. Dal 1° gennaio dell'anno successivo passi al regime ordinario, con obbligo di apertura partita IVA ordinaria, registri contabili, liquidazioni IVA mensili o trimestrali e IRPEF a scaglioni.

Superamento € 100.000: uscita immediata dal forfettario

Se nell'anno in corso superi € 100.000, l'uscita è immediata: devi applicare l'IVA a partire dalle operazioni successive al superamento. Le fatture già emesse restano senza IVA; quelle nuove devono riportare l'aliquota ordinaria. È obbligatorio comunicare il cambio di regime all'Agenzia delle Entrate.

Come prepararsi all'uscita dal regime forfettario

Se prevedi di avvicinarti alla soglia, è utile consultare un commercialista con anticipo per valutare: l'apertura della contabilità ordinaria, la gestione del periodo di transizione IVA, la deducibilità dei costi nel nuovo regime e l'eventuale recupero dell'IVA su beni strumentali (rettifica della detrazione ex art. 19-bis2 DPR 633/1972). Simula il tuo scenario nel Piano B Forfettario.

È possibile avere contemporaneamente una P.IVA in regime forfettario e un rapporto di lavoro dipendente. Le due situazioni sono compatibili, ma esistono limiti e cause ostative da rispettare.

Compatibilità regime forfettario e lavoro dipendente in base al reddito da dipendente 2026
Reddito da lavoro dipendente (anno prec.)Può accedere al forfettario?Note
€ 0Nessuna causa ostativa sul reddito
€ 15.000Verificare causa ostativa ex datore
€ 25.000Verificare causa ostativa ex datore
€ 30.000Entro la soglia di € 35.000
€ 35.000Al limiteSoglia esatta: € 35.000 è ancora compatibile
€ 40.000NoSupera il limite di € 35.000: causa ostativa

Il reddito forfettario si somma al reddito dipendente?

No. Uno dei principali vantaggi del regime forfettario per i dipendenti è che i due redditi non si sommanoai fini IRPEF. Il reddito forfettario è tassato con imposta sostitutiva del 15% (o 5%), separatamente dall'IRPEF ordinaria sul reddito da lavoro dipendente. Questo evita il salto di scaglione che si avrebbe nel regime ordinario.

Dipendente con partita IVA forfettaria: quanto si paga in totale?

Un lavoratore dipendente con RAL di € 28.000 e P.IVA forfettaria con € 20.000 di fatturato (coeff. 78%) paga: IRPEF ordinaria sul reddito dipendente (~€ 5.200) + imposta sostitutiva 15% sull'imponibile forfettario (~€ 2.340) + INPS Gestione Separata (~€ 4.056). I due redditi non si sommano, rendendo il carico fiscale complessivo significativamente inferiore rispetto al regime ordinario. Confronta forfettario vs ordinario →

Aprire e mantenere una partita IVA in regime forfettario comporta costi fissi annuali indipendenti dal fatturato. Ecco il breakdown completo dei costi fissi per il 2026, inclusi quelli che spesso vengono dimenticati.

Voce di costoCosto annuoObbligatorio?Note
Commercialista500–1.500 €ConsigliatoDichiarazione redditi + assistenza. Forfettari semplici nella fascia bassa
PEC (Posta Elettronica Certificata)6–15 €ObbligatorioObbligatoria per tutte le P.IVA dal 2009
Firma digitale20–50 €ConsigliatoNecessaria per e-fattura e comunicazioni telematiche
Software fatturazione elettronica0–100 €ObbligatorioPortale AdE gratuito oppure software a pagamento (piu comodo)
Diritto annuale Camera di Commercio~120 €Solo impreseArtigiani e commercianti; i professionisti ne sono esenti
Contributi INPS (minimale fisso)0–4.612 €ObbligatorioGestione Separata: nessun minimale. Artigiani: ~4.521 €. Commercianti: ~4.612 €
Bolli su fatture (> 77,47 €)2 €/fatturaObbligatorioVersati trimestralmente tramite il cassetto fiscale AdE

Costi fissi per professionisti in gestione separata

Un professionista iscritto alla Gestione Separata INPS (consulente, freelance, fisioterapista senza cassa propria, ecc.) ha i costi fissi piu bassi: nessun minimale INPS e nessun diritto camerale. Il costo fisso annuo reale si limita a 526–1.665 € (PEC + firma digitale + commercialista + software fatturazione). I contributi INPS sono interamente variabili (26,07% sul reddito): se il fatturato e zero, i contributi sono zero.

Costi fissi per artigiani e commercianti

Artigiani e commercianti hanno costi fissi piu elevati per via del minimale INPS (~4.521 € artigiani, ~4.612 € commercianti) e del diritto camerale (~120 €). Il costo fisso annuo minimo e di circa 5.167–6.397 €, anche a fatturato zero. Con la riduzione contributiva del 35%, il minimale INPS scende a ~2.939 € (artigiani) o ~2.998 € (commercianti), portando il costo fisso minimo a circa 3.585–4.783 €.

Una delle domande piu frequenti e “il forfettario paga l'IRPEF?”. La risposta e no: chi aderisce al regime forfettario non paga l'IRPEF sul reddito della partita IVA, ma un'imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le nuove attivita). Ecco cosa significa concretamente.

Imposta ordinariaSostituita daAliquota forfettario
IRPEF (23%–43% a scaglioni)Imposta sostitutiva15% (o 5%)
Addizionale regionale IRPEF (1,2%–3,3%)Inclusa nell'imposta sostitutiva0%
Addizionale comunale IRPEF (0,1%–0,9%)Inclusa nell'imposta sostitutiva0%
IRAPInclusa nell'imposta sostitutiva0%

Calcolo imposta sostitutiva: formula ed esempio

La formula e semplice: Fatturato × Coefficiente di redditivita = Reddito lordo. Dal reddito lordo si sottraggono i contributi INPS gia versati per ottenere l'imponibile. L'imposta sostitutiva e il 15% (o 5%) dell'imponibile.

Esempio su 40.000 € di fatturato (professionista, coeff. 78%): reddito lordo 31.200 €, contributi INPS 8134 €, imponibile 23.066 €. L'imposta sostitutiva al 15% e 3460 €. Con l'IRPEF ordinaria sullo stesso imponibile si pagherebbero 5305 € di IRPEF + circa 461 € di addizionali = 5766 € totali. Il risparmio del forfettario e di 2306 €.

Quando il forfettario paga comunque l'IRPEF

L'esenzione IRPEF riguarda solo il reddito della partita IVA forfettaria. Se hai altri redditi — lavoro dipendente, pensione, affitti (senza cedolare secca), redditi di capitale — su quelli paghi regolarmente l'IRPEF a scaglioni. Il reddito forfettario e quello ordinario restano separati: non si sommano per determinare lo scaglione IRPEF, il che e un vantaggio significativo per chi ha doppia fonte di reddito.

La scelta tra regime forfettario e regime ordinario dipende dal tuo profilo: fatturato, costi reali, esigenza di detrarre l'IVA e complessita contabile. Ecco una tabella comparativa per orientarti.

CaratteristicaForfettarioOrdinario
Tassazione redditoImposta sostitutiva 15% (o 5%)IRPEF 23%–43% + addizionali
IVANon si applica (non addebitata, non detratta)Si applica e si detrae sugli acquisti
Costi deducibiliForfettari (% fissa per ATECO)Costi reali documentati
ContabilitaSemplificata (solo fatture + dichiarazione)Registri IVA, libro giornale, bilancio
Ritenuta d'accontoNon applicataApplicata (20% sui compensi)
Limite ricavi€ 85.000Nessun limite
Costo commercialista500–1.500 €/anno1.500–3.500 €/anno

Quando conviene restare in regime forfettario

Il forfettario conviene quando i tuoi costi reali sono inferiori alla percentuale forfettaria (es. un consulente con poche spese e coefficiente 78% — lo Stato gli “regala” il 22% di costi anche se non li ha). Conviene anche se il fatturato e sotto i 50.000–60.000 €, se non hai bisogno di detrarre l'IVA sugli acquisti, e se vuoi una gestione contabile semplice. Per un professionista con 40.000 € di fatturato, il forfettario produce un carico fiscale totale (imposta + INPS) di 12.814 €.

Quando conviene passare al regime ordinario

L'ordinario puo convenire se hai costi reali elevati (materie prime, dipendenti, affitti, attrezzature) che superano la percentuale forfettaria dei costi, se hai molti acquisti con IVA che vuoi detrarre, o se il tuo fatturato si avvicina alla soglia degli € 85.000 e preferisci non avere il vincolo. L'ordinario conviene anche se hai spese deducibili significative (interessi su mutuo, ristrutturazioni, spese mediche) che nel forfettario non puoi sfruttare.

Per un confronto personalizzato sul tuo fatturato, usa il confronto forfettario vs ordinario — inserisci i tuoi dati e vedi subito quale regime ti fa pagare meno.

Il carico fiscale nel regime forfettario varia in base alla professione per via dei diversi coefficienti di redditivita e delle diverse casse previdenziali. Ecco una simulazione su 40.000 € di fatturato, aliquota 15%, senza contributi gia versati.

ProfessioneCoeff.Cassa INPSImposta (15%)INPS (stima)Netto/mese
Architetto / Ingegnere78%Gestione Separata (Inarcassa per iscritti)4680 €8134 €2266 €
Avvocato78%Cassa Forense4680 €8134 €2266 €
Psicologo / Psicoterapeuta78%ENPAP4680 €8134 €2266 €
Fisioterapista78%Gestione Separata4680 €8134 €2266 €
Consulente / Freelance IT67%Gestione Separata4020 €6987 €2416 €
Fotografo67%Gestione Separata4020 €6987 €2416 €
Personal Trainer67%Gestione Separata4020 €6987 €2416 €
Infermiere libero professionista78%ENPAPI4680 €8134 €2266 €
Artigiano (idraulico, elettricista)86%INPS Artigiani5160 €8968 €2156 €
Commerciante / E-commerce40%INPS Commercianti2400 €4171 €2786 €

Valori indicativi calcolati con Gestione Separata INPS (26,07%) o gestione artigiani/commercianti senza riduzione 35%. Architetti iscritti a Inarcassa e avvocati iscritti a Cassa Forense hanno aliquote e minimali diversi dalla Gestione Separata — consultare la propria cassa per valori esatti.

Architetto o ingegnere forfettario

Architetti e ingegneri applicano il coefficiente del 78% (attivita professionali). Chi e iscritto a Inarcassa ha contributi previdenziali diversi dalla Gestione Separata: aliquota soggettiva del 14,5% + integrativa del 4% (a carico del committente). Con 40.000 € di fatturato e Gestione Separata, il netto stimato e circa 2266 €/mese.

Avvocato forfettario

Gli avvocati hanno lo stesso coefficiente del 78%. Chi e iscritto alla Cassa Forense ha un contributo soggettivo del 15% (riducibile al 7,5% per i primi 6 anni) + contributo integrativo del 4%. La Cassa Forense ha un minimale contributivo annuo di circa € 3.200. Con 40.000 € di fatturato (Gestione Separata), il netto stimato e circa 2266 €/mese.

Psicologo o psicoterapeuta forfettario

Psicologi e psicoterapeuti applicano il coefficiente 78% e sono iscritti all'ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Psicologi), con aliquota contributiva del 10% + 2% integrativo. Con 40.000 € di fatturato (Gestione Separata per chi non e iscritto ENPAP), il netto stimato e circa 2266 €/mese.

Fisioterapista forfettario

I fisioterapisti senza albo con cassa propria si iscrivono alla Gestione Separata INPS (26,07%). Applicano il coefficiente del 78% (attivita professionali sanitarie). Con 40.000 € di fatturato, il netto stimato e circa 2266 €/mese. Attenzione: le prestazioni sanitarie dei fisioterapisti sono esenti IVA(art. 10 DPR 633/72), quindi il forfettario non comporta differenze sul fronte IVA rispetto all'ordinario.

La simulazione di una partita IVA forfettariarichiede di capire come funziona il calcolo delle tasse in regime forfettario. A differenza del regime ordinario, non paghi l'IRPEF progressiva (23%, 35%, 43%) ma un'imposta sostitutiva unica del 15% (o 5% per chi apre una nuova attività nei primi 5 anni).

Il calcolo della partita IVA forfettariasegue 4 step: (1) applicare il coefficiente di redditività al fatturato, (2) sottrarre i contributi INPS versati, (3) calcolare l'imposta sostitutiva sull'imponibile, (4) il netto è fatturato − INPS − imposta sostitutiva.

Calcolo netto partita IVA forfettaria: esempi per fatturato

Simulazione per professionista (coefficiente 78%, Gestione Separata INPS 26,07%), aliquota 15%, senza contributi già versati nell'anno precedente.

Calcolo netto partita IVA forfettaria per fatturato da 20.000€ a 85.000€
Fatturato P.IVAINPSImposta 15%Netto annuoNetto mese
20.000 €4067 €2340 €13.593 €1133 €
30.000 €6100 €3510 €20.390 €1699 €
40.000 €8134 €4680 €27.186 €2266 €
50.000 €10.167 €5850 €33.983 €2832 €
60.000 €12.201 €7020 €40.779 €3398 €
70.000 €14.234 €8190 €47.576 €3965 €
85.000 €17.284 €9945 €57.771 €4814 €

Calcolatore tasse partita IVA forfettaria: cosa copre

Il calcolatore tasse della partita IVA forfettaria di Fyscal calcola tutte le componenti fiscali e contributive:

  • Imposta sostitutiva: 15% standard, oppure 5% se sei nei primi 5 anni di nuova attività
  • Contributi INPS: Gestione Separata (26,07%), Artigiani/Commercianti (con riduzione 35% opzionale), casse professionali (Cassa Forense, Inarcassa, ENPAP, ENPAPI)
  • Reddito netto annuo e mensile
  • Pressione fiscale complessiva (% del fatturato che paghi in tasse + INPS)
  • Coefficiente di redditività automatico per codice ATECO (40%, 54%, 67%, 78%, 86%)

Per la simulazione della tua partita IVA forfettaria basta inserire fatturato e categoria di attività nel calcolatore in cima alla pagina. Il risultato è istantaneo e salvabile nel tuo Cassetto Fiscale per confrontare scenari (15% vs 5%, forfettario vs ordinario, fatturato attuale vs previsionale).

Calcolo imposte regime forfettario: differenza con l'ordinario

Il calcolo delle imposte in regime forfettarioè molto più semplice rispetto all'ordinario: invece di IRPEF a scaglioni + addizionale regionale + addizionale comunale + IRAP (per alcune attività), paghi un'unica imposta sostitutiva che assorbe tutti questi tributi. La semplificazione è sia di calcolo che di adempimenti (niente registri IVA, niente studi di settore, fatturazione semplificata). Per il confronto completo tra i due regimi sul tuo fatturato specifico, usa il confronto forfettario vs ordinario.

La flat tax è un'imposta a aliquota unica sul reddito, contrapposta alle aliquote progressive IRPEF. In Italia la flat tax strutturale è quella del regime forfettario: 15% standard, 5% nei primi 5 anni di attività.

Cos'è la flat tax e perché esiste

La flat tax (dall'inglese «flat» = piatta) è un'imposta a tasso fisso indipendente dal reddito prodotto. Contrapposta all'IRPEF progressiva (23%, 33%, 43% per scaglioni), applica un'unica aliquota a tutto il reddito imponibile. In Italia esiste solo come regime opzionale per le partite IVA individuali sotto gli 85.000€ di ricavi (art. 1 commi 54-89 L. 190/2014). NON esiste una flat tax generale per dipendenti o pensionati.

Flat tax al 15% vs al 5%: chi paga cosa

Aliquote flat tax regime forfettario 2026
SituazioneAliquotaDurataEsempio su 40.000€ fatt. professionista
Nuova attività (primi 5 anni)5%5 anni dall'apertura1.155€ sostitutiva
Forfettario standard15%Finché requisiti ok3.465€ sostitutiva
Ordinario (IRPEF)23-43%Sempre7.800-9.000€ IRPEF

Il risparmio della flat tax 5% rispetto a IRPEF ordinaria su professionista con 40.000€ fatturato è circa 6.500€/anno.

Flat tax vs IRPEF: cosa sostituisce

L'imposta sostitutiva della flat tax (5% o 15%) sostituisce: IRPEF ordinaria con scaglioni, addizionale regionale (1,23-3,33%), addizionale comunale (0,8% media), IRAP. Restano dovuti: contributi previdenziali INPS o cassa (separati dalla flat tax), imposta di bollo su fatture > 77,47€, tributi locali (IMU, TARI), imposta di registro eventuali contratti. Per il calcolo dell'IRPEF ordinaria usa il tool dedicato.

La flat tax esiste anche per lavoratori dipendenti?

No, in Italia la flat tax non si applica ai lavoratori dipendenti (che pagano IRPEF progressiva). Si parla spesso di «flat tax incrementale»: introdotta con la L. 197/2022 per gli autonomi, prevedeva un'aliquota del 15% sull'incremento di reddito rispetto al triennio precedente, ma era una misura una tantum per il 2023, non strutturale. Per i dipendenti esistono solo le agevolazioni del cuneo fiscale (L. 207/2024).

Aprire una partita IVA in regime forfettario nel 2026 richiede 10-15 minuti online, è gratuito e non serve commercialista. Ecco la procedura completa passo-passo.

1. Scegli il codice ATECO

Il codice ATECO identifica l'attività economica e determina il coefficiente di redditività (dal 40% all'86%). Esempi: 62.01 sviluppo software (78%), 74.90.13 personal trainer (67%), 47.91.10 commercio online (40%), 43.22.01 idraulico (86%). Scelta definitiva: cambia il coefficiente quindi impatta direttamente sul tuo netto. Se hai dubbi, verifica sul sito dell'Agenzia delle Entrate (sezione «Classificazione ATECO»).

2. Compila il modello AA9/12 online

Accedi al portale dell'Agenzia delle Entrate con SPID o CIE → Sezione «Servizi» → «Partita IVA» → «Comunicazione di inizio attività». Compila il modello AA9/12 con:

  • Dati anagrafici e codice fiscale
  • Codice ATECO attività principale
  • Indirizzo sede attività (può essere la casa)
  • Regime fiscale: «Forfettario» (spuntare la casella)
  • Data inizio attività (può essere retroattiva di pochi giorni)
  • Opzione VIES se vendi in UE (spuntare se prevedi operazioni intracomunitarie)

3. Iscriviti alla gestione previdenziale corretta

Gestioni INPS per partita IVA forfettaria
Tipo attivitàGestione INPSAliquota 2026
Professionisti senza cassa (consulenti, IT, coach)Gestione Separata26,07%
Artigiani (idraulici, elettricisti, edili)Gestione Artigiani24% (min. 4.432€)
Commercianti (negozianti, e-commerce)Gestione Commercianti24,48% (min. 4.432€)
Professionisti con cassa (avvocati, ingegneri, medici)Cassa professionaleVariabile per cassa

4. Scegli strumenti di fatturazione elettronica

Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria anche per forfettaricon ricavi sopra 25.000€ l'anno precedente (per i nuovi, obbligatoria da subito). Opzioni gratuite: portale «Fatture e Corrispettivi» dell'AdE (gratuito e sufficiente), oppure software commerciali (Aruba, Fatture in Cloud, Namirial) da 30-70€/anno per funzionalità aggiuntive.

5. Timeline prima fattura

Dal giorno di invio del modello AA9/12 alla prima fattura emessa: da 0 a 2 giorni lavorativi. L'AdE attribuisce il numero di P.IVA immediatamente (ricevuta di invio) e lo convalida entro 24-48h (comunicazione via PEC o area personale). Da quel momento puoi emettere fatture. L'iscrizione INPS è separata: richiesta entro 30 giorni dall'inizio attività sul portale inps.it o presso il CAF.

Nel forfettario la pensione si costruisce esclusivamente con i contributi INPS o cassa versati sul reddito imponibile forfettario, con metodo contributivo puro (art. 24 L. 214/2011).

Su cosa si calcola la pensione nel forfettario

L'imponibile previdenziale nel forfettario è il reddito forfettario (fatturato × coefficiente redditività), non il fatturato lordo. Esempio: professionista con 40.000€ fatturato e coefficiente 78% ha imponibile contributivo = 31.200€ (non 40.000€). Su questo si versa il 26,07% gestione separata = 8.134€/anno che vanno a costituire il montante pensionistico individuale.

Pensione forfettario: quanti anni di contributi servono

Con il metodo contributivo servono: 67 anni di età + 20 anni di contributi per pensione di vecchiaia (art. 24 L. 214/2011), oppure 64 anni + 20 anni di contributi + importo ≥ 3x assegno sociale (circa 1.600€/mese 2026) per pensione anticipata contributiva. Dal 2026 la finestra di 3 mesi per accedere si conferma. Puoi cumulare i contributi di diverse gestioni (INPS separata + dipendente + artigiani) tramite cumulo gratuito.

Simulazione pensione forfettario (35 anni contributi)

Simulazione montante pensionistico forfettario a 67 anni
Reddito forfettario medioContributi annuiMontante 35 anni (stima)Pensione mensile lorda
15.000€ (fatturato ~20k)3.910€~175.000€~720€
25.000€ (fatturato ~32k)6.517€~292.000€~1.200€
40.000€ (fatturato ~51k)10.428€~467.000€~1.920€
60.000€ (fatturato ~77k)15.642€~700.000€~2.880€

Stime con rivalutazione PIL media 1,5% annua, coefficiente di trasformazione ~4,9% a 67 anni. Calcola la pensione netta dal lordo stimato.

Versamenti volontari per aumentare la pensione

Il forfettario può versare contributi volontari alla gestione separata oltre il minimo obbligatorio, fino al massimale (~105.000€ nel 2026). Utile se vuoi alzare la pensione futura senza aprire ulteriori attività. I versamenti volontari sono deducibilidal reddito forfettario prima della flat tax — è l'unica deduzione ammessa nel regime (art. 1 c. 64 L. 190/2014).

Nel regime forfettario NON si possono dedurre spese analiticamente. Il coefficiente di redditività include già una quota forfettaria di spese — e spesso è il mito fiscale più diffuso tra chi sta valutando questo regime.

Perché nel forfettario non si scaricano le spese

Il nome stesso «forfettario» significa che il reddito imponibile si calcola forfettariamente, cioè applicando una percentuale predeterminata al fatturato (il coefficiente di redditività, dal 40% all'86%). La parte restante è considerata «spesa forfettaria» che il sistema già deduce per te, senza bisogno di giustificarla con fatture. Vantaggio: zero burocrazia, zero contabilità analitica. Svantaggio: se spendi davvero di più di quanto il coefficiente prevede, non puoi scalare il di più.

Esempio concreto: professionista coefficiente 78%

Esempio calcolo con coefficiente 78%
VoceImportoNote
Fatturato40.000€Dato di partenza
Coefficiente redditività 78%×0,78Per professionisti
Reddito forfettario31.200€Su cui si pagano tasse
Spese forfettarie riconosciute8.800€ (22%)Già dedotte, nessun giustificativo
Spese reali (se minori di 8.800€)GuadagnoIl sistema ti ha dato «di più»
Spese reali (se maggiori di 8.800€)PerditaNon puoi scalare il di più

L'unica deduzione ammessa: contributi previdenziali

I contributi previdenziali obbligatori(INPS gestione separata, gestione artigiani, commercianti o cassa professionale) si possono dedurre analiticamente dal reddito forfettario prima del calcolo della flat tax (art. 1 c. 64 L. 190/2014). Esempio: reddito forfettario 31.200€ − contributi INPS 8.134€ = imponibile flat tax 23.066€ → sostitutiva 15% = 3.460€. Questa è l'UNICA voce deducibile.

Quando il forfettario NON conviene per le spese

Il forfettario è penalizzante per chi ha spese superiori alla quota forfettaria. Esempi di attività ad alto costo:

  • E-commerce (coefficiente 40%, spese reali spesso 50-70%)
  • Ristoranti/bar (coefficiente 40%, spese reali 60-80% tra affitto, utenze, materia prima)
  • Noleggio/locazione (coefficiente 62%, ma spese fisse alte)
  • Produzione manifatturiera (coefficiente 86% costruzioni, ma spese reali variabili)

Per verificare se ti conviene il forfettario o l'ordinario con spese reali, usa il confronto forfettario vs ordinario.

Nel regime forfettario NON si applica la ritenuta d'acconto(art. 1 c. 67 L. 190/2014). Il cliente sostituto d'imposta ti paga l'intero importo della fattura, senza trattenere il 20% tipico delle prestazioni occasionali o professionali in ordinario.

La dicitura obbligatoria in fattura

Ogni fattura emessa in regime forfettario DEVE contenere la dicitura (o equivalente):

«Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1 commi 54-89 L. 190/2014 — Regime forfettario.
Non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1 c. 67 L. 190/2014.»

Senza questa dicitura, il cliente (se è sostituto d'imposta: aziende, enti, professionisti con dipendenti) potrebbe legittimamente trattenere il 20%come ritenuta d'acconto. Soluzione in quel caso: recuperare la ritenuta in dichiarazione dei redditi come credito d'imposta (ma richiede tempo e non è automatico).

Perché non c'è ritenuta nel forfettario

La ritenuta d'acconto (20% o 4% a seconda dell'attività) serve al Fisco per incassare IRPEF in anticiposul reddito autonomo. Nel forfettario l'imposta sostitutiva (5% o 15%) sostituisce interamente l'IRPEF: il regime prevede il versamento diretto dell'imposta da parte del professionista in 2 rate (acconto + saldo). Non ha senso trattenere ritenuta per un'imposta che non sarà pagata tramite IRPEF.

Fattura forfettario: altri elementi obbligatori

  • Numero progressivo univoco per anno (es. 1/2026, 2/2026, ...)
  • Data emissione
  • Dati fornitore (tu): nome, indirizzo, partita IVA, codice fiscale
  • Dati cliente: nome, indirizzo, C.F. e/o P.IVA
  • Descrizione prestazione
  • Imponibile (no IVA, siamo in forfettario)
  • Marca da bollo 2€ virtuale se imponibile > 77,47€ (addebitata al cliente)
  • Codice natura N2.2 (operazioni non soggette - altri casi) nella fatturazione elettronica
  • Dicitura forfettario + no ritenuta

Chi è sostituto d'imposta (e quindi applicherebbe ritenuta senza dicitura)

Sono sostituti d'imposta: aziende con dipendenti, enti pubblici, professionisti con collaboratori, società di capitali. NON sono sostituti: privati consumatori, altre partite IVA individuali, forfettari, contribuenti minimi. Se fatturi a un privato consumatore, la dicitura «no ritenuta» è superflua ma non dannosa — meglio includerla sempre per sicurezza.

I giovani sotto i 35 anni e le nuove attività hanno accesso a due agevolazioni cumulabili: flat tax al 5% per i primi 5 anni e riduzione del 35% sui contributi INPS (solo artigiani/commercianti). Il risparmio cumulato può arrivare al 25-40% rispetto al forfettario standard.

Aliquota 5% per nuove attività: requisiti

L'aliquota 5% si applica per 5 annidall'apertura della partita IVA (art. 1 c. 65 L. 190/2014). Requisiti:

  • Non aver esercitato attività artistica, professionale o imprenditoriale nei 3 anni precedenti
  • Attività NON essere mera prosecuzione di altra precedente (stesso lavoro da dipendente per lo stesso datore, ad esempio)
  • Ricavi annui entro 85.000€ (come forfettario standard)
  • Rispettare tutti gli altri requisiti forfettario (redditi dipendente < 35.000€, niente partecipazioni SRL, ecc.)

Riduzione 35% INPS artigiani e commercianti

Solo per artigiani e commercianti in forfettario (non per gestione separata o casse professionali), si può chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS(art. 1 c. 77 L. 190/2014). Non serve essere giovani: basta essere in forfettario + gestione artigiani/commercianti + opzione esercitata su modello AA9/12 o modifica successiva. Risparmio: su 4.432€ minimale diventa 2.881€ — risparmio di ~1.550€/anno.

Risparmio cumulato 5% + riduzione 35% INPS

Confronto regimi per nuova attività
Scenario (fatt. 30k, artigiano)ImpostaINPSNetto annuo
Forfettario standard 15% + INPS 24%3.870€6.192€~19.940€
Nuova attività 5% + INPS 24%1.290€6.192€~22.520€
Nuova attività 5% + INPS ridotto 35%1.290€4.025€~24.685€
Ordinario IRPEF~5.300€6.192€~18.500€

Risparmio cumulato 5% + riduzione INPS vs ordinario: ~6.185€/anno, ovvero il 33% in più di netto.

Altre agevolazioni per giovani

  • Sono esenti da CCIAA (Camera di Commercio) se artigiani in fase di avvio, prima iscrizione
  • Accesso facilitato a bandi regionali per giovani autonomi (es. ResTO al Sud, Selfiemployment)
  • Nessuna IRAP nel forfettario (automatico, non è agevolazione specifica giovani)
  • Esclusione studi di settore e ISA — nessun adempimento statistico

Cosa succede dopo i 5 anni al 5%

Al 6° anno l'aliquota passa automaticamente dal 5% al 15% sul reddito forfettario. La riduzione del 35% sui contributi INPS invece resta per semprefinché resti in forfettario con gestione artigiani/commercianti. L'aumento dell'imposta si può ammortizzare puntando a crescere il fatturato verso la soglia 85.000€ e massimizzare il beneficio del 15% rispetto al 23-43% ordinario.

Le risposte alle domande più cercate sul regime forfettario, aggiornate al 2026.

Come si calcolano le tasse nel regime forfettario?

Nel forfettario il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività al fatturato (varia dal 40% all'86% in base all'attività). Dal reddito lordo si deducono i contributi INPS versati, e sull'imponibile si paga un'imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attività).

Quanto pago di tasse con il regime forfettario?

Dipende dal fatturato e dal tipo di attività. Ad esempio, un professionista con 40.000€ di fatturato (coefficiente 78%) ha un reddito lordo di 31.200€. Dopo contributi INPS (~8.100€) e imposta sostitutiva (~3.465€), la pressione fiscale totale è circa il 29% del fatturato.

Chi può accedere al regime forfettario nel 2026?

Possono accedere le partite IVA individuali con ricavi fino a 85.000€ annui, senza partecipazioni in società, con redditi da lavoro dipendente entro i 35.000€ (soglia aggiornata dal 2025), e con spese per collaboratori entro i 20.000€.

Cosa sono i contributi INPS gestione separata?

La gestione separata INPS è la cassa previdenziale per professionisti senza cassa propria. L'aliquota 2026 è del 26,07% sul reddito lordo forfettario. I contributi versati sono deducibili dal reddito imponibile dell'anno successivo.

Conviene il forfettario o l'ordinario?

Il forfettario conviene nella maggior parte dei casi per redditi sotto i 50.000€ grazie alla tassazione ridotta. L'ordinario può convenire se hai molte spese deducibili (superiori al coefficiente forfettario) o se la tua attività ha costi reali elevati. Usa il nostro confronto forfettario vs ordinario per simulare entrambi gli scenari sul tuo fatturato.

Quanto pago di INPS con il forfettario?

Con la gestione separata INPS paghi il 26,07% del reddito lordo forfettario (fatturato × coefficiente di redditività). Ad esempio, con 40.000€ di fatturato e coefficiente 78%, il reddito lordo è 31.200€ e i contributi INPS sono circa 8.133€/anno.

Quanto pago di tasse con fatturato di 30.000, 50.000 o 65.000 €?

Con un coefficiente del 78% (professionisti): a 30.000 € di fatturato paghi circa 2.600 € di imposta sostitutiva + 6.100 € INPS = 8.700 € totali (29%). A 50.000 € paghi circa 4.350 € + 10.170 € INPS = 14.520 € (29%). A 65.000 € paghi circa 5.650 € + 13.220 € INPS = 18.870 € (29%). Con l'aliquota al 5% (primi 5 anni) l'imposta sostitutiva si riduce di due terzi.

Regime forfettario 2026: limiti, requisiti e novità

Nel 2026 il limite di fatturato resta 85.000 € annui. Se superi 100.000 € in corso d'anno, esci immediatamente dal forfettario (non dall'anno successivo). Il limite di reddito da lavoro dipendente è 35.000 € (dal 2025). Novità 2026: nessuna modifica strutturale, ma i contributi INPS gestione separata salgono al 26,07%.

Cos'è il coefficiente di redditività e come si applica?

Il coefficiente di redditività è una percentuale fissa associata al codice ATECO della tua attività. Rappresenta la quota di fatturato che lo Stato considera come reddito. Esempi: professionisti 78%, commercio all'ingrosso 40%, servizi di alloggio 40%, costruzioni 86%, commercio al dettaglio 40%, bar e ristoranti 40%, commercio ambulante 54%, attività professionali varie 67%.

Con il regime forfettario pago l'IVA?

No, i forfettari non applicano l'IVA in fattura e non la versano allo Stato. Questo semplifica la gestione ma significa anche che non puoi detrarre l'IVA sugli acquisti. Se compri beni o servizi con IVA al 22%, quel costo è interamente a tuo carico. Per questo il forfettario è meno conveniente se hai molti acquisti con IVA.

Riduzione contributi INPS del 35%: a chi spetta?

La riduzione del 35% sui contributi INPS spetta ai forfettari iscritti alla gestione artigiani o commercianti (non alla gestione separata). Va richiesta entro il 28 febbraio di ogni anno tramite il Cassetto Previdenziale INPS. La riduzione si applica sia ai contributi fissi (minimali) che alla parte variabile. Attenzione: ridurre i contributi significa anche meno anzianità pensionistica.

Flat tax e regime forfettario sono la stessa cosa?

Sì, nell'uso comune "flat tax" per le partite IVA si riferisce al regime forfettario. Il regime forfettario applica un'imposta sostitutiva piatta (flat) del 15% — o del 5% per i primi 5 anni di nuova attività — al posto dell'IRPEF progressiva a scaglioni. Il termine "flat tax" è usato nel dibattito politico e mediatico, mentre "regime forfettario" è la denominazione fiscale ufficiale (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014). Quando cerchi "flat tax partite IVA" o "calcolo flat tax", stai cercando esattamente il calcolo delle tasse in regime forfettario.

Serve un commercialista per la partita IVA forfettaria?

Non è obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato almeno nel primo anno. Il regime forfettario semplifica la contabilità (nessun obbligo di registri IVA, niente bilancio), ma restano adempimenti come la dichiarazione dei redditi, il calcolo degli acconti, la fatturazione elettronica e le comunicazioni INPS. Un commercialista costa mediamente 500-1.500 €/anno per un forfettario. L'alternativa è gestire tutto in autonomia con software dedicati, ma il rischio di errori su scadenze e calcolo acconti è significativo per chi inizia.

Il regime forfettario paga l'IRPEF?

No. Il regime forfettario sostituisce l'IRPEF con un'imposta sostitutiva del 15% (o 5% per nuove attività). L'imposta sostitutiva prende il posto di IRPEF, addizionali regionali e addizionali comunali — un unico tributo al posto di tre. Attenzione: se hai anche redditi da lavoro dipendente o redditi fondiari (es. affitti senza cedolare secca), su quei redditi paghi comunque l'IRPEF ordinaria. Solo il reddito della partita IVA forfettaria è esente da IRPEF.

Come funziona il regime forfettario con gli affitti?

I redditi da affitto (fondiari) non rientrano nel regime forfettario: vanno dichiarati separatamente e tassati con IRPEF ordinaria o cedolare secca. Il reddito forfettario e il reddito fondiario non si sommano ai fini dell'imposta sostitutiva. Tuttavia, il reddito complessivo (forfettario + fondiari + altri) può influire su detrazioni fiscali per familiari a carico e su agevolazioni come l'ISEE. Se possiedi immobili, ricorda che il forfettario non ti esenta dall'IMU.

Quanto costa un commercialista per P.IVA forfettaria?

Il costo di un commercialista per la gestione di una P.IVA forfettaria va indicativamente da 500€ a 800€ all'anno. Il prezzo dipende dal volume di fatture, dalla complessità dell'attività e dalla regione. In confronto, un commercialista per il regime ordinario costa tra 1.500€ e 3.000€ all'anno per i maggiori adempimenti contabili e fiscali.

Posso gestire la P.IVA forfettaria da solo?

Tecnicamente sì: gli adempimenti del forfettario sono semplificati (fatturazione elettronica, dichiarazione Redditi PF annuale, versamento imposta sostitutiva e contributi INPS). Esistono software di fatturazione che facilitano la gestione. Tuttavia, un commercialista può essere utile per verificare il codice ATECO corretto, il calcolo dei contributi, la pianificazione fiscale e la gestione del superamento della soglia dei 85.000€.

Come si fa il calcolo di una partita IVA forfettaria?

Il calcolo della partita IVA forfettaria si fa in 4 passaggi: (1) applicare il coefficiente di redditività al fatturato annuo in base al codice ATECO (es. 78% per professionisti, 40% per commercio, 86% per costruzioni); (2) calcolare i contributi INPS sul reddito lordo forfettario (26,07% per Gestione Separata, diverso per artigiani/commercianti); (3) calcolare l'imposta sostitutiva al 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attività) sull'imponibile, ovvero reddito lordo meno INPS versati; (4) il netto è fatturato meno INPS meno imposta sostitutiva. Usa il calcolatore qui sopra per avere il calcolo esatto sui tuoi numeri.

Come si fa il calcolo del netto di una partita IVA forfettaria?

Il netto di una partita IVA forfettaria si ottiene sottraendo al fatturato i contributi INPS e l'imposta sostitutiva. Esempio con 40.000€ di fatturato, coefficiente 78% (professionista), Gestione Separata INPS: reddito lordo = 31.200€, INPS = 8.133€ (26,07%), imponibile = 23.067€, imposta sostitutiva 15% = 3.460€. Netto annuo = 40.000 - 8.133 - 3.460 = 28.407€, cioè circa 2.367€/mese. Con l'aliquota 5% (nuova attività) il netto sale a ~30.000€/anno, circa 2.500€/mese.

Come funziona la simulazione di una partita IVA forfettaria?

La simulazione di una partita IVA forfettaria richiede tre input: fatturato annuo, codice ATECO (determina il coefficiente di redditività), e se sei nei primi 5 anni di nuova attività (aliquota 5% vs 15%). Il simulatore calcola in automatico: reddito lordo (fatturato × coefficiente), contributi INPS dovuti (% sulla cassa previdenziale), imposta sostitutiva (15% o 5% sull'imponibile al netto dei contributi versati), netto annuo e mensile, pressione fiscale complessiva. Il simulatore è gratuito e aggiornato al 2026.

Quanto pago di tasse con una partita IVA forfettaria?

La pressione fiscale di una partita IVA forfettaria è tipicamente del 25-30% del fatturato, molto più bassa del regime ordinario (35-45%). La ripartizione tipica per un professionista (coefficiente 78%, Gestione Separata) è: 20-22% in contributi INPS e 7-10% in imposta sostitutiva. Con fatturato 40.000€ paghi circa 11.600€ totali (29%); con 60.000€ circa 17.400€ (29%); con 85.000€ circa 24.600€ (29%). Se sei nei primi 5 anni con aliquota 5%, risparmi circa 2.300€ su 40.000€ di fatturato.

Quanto è il calcolatore tasse per partita IVA forfettaria?

Il calcolatore tasse per partita IVA forfettaria su Fyscal è gratuito e non richiede registrazione. Inserisci fatturato, codice ATECO e indica se sei in aliquota 5% o 15%: ricevi imposta sostitutiva, contributi INPS, netto annuo e mensile, pressione fiscale. Il calcolatore è aggiornato alla Legge di Bilancio 2026 e include tutti i coefficienti di redditività ufficiali (art. 1 commi 54-89 L. 190/2014). Salva il risultato nel Cassetto Fiscale per confrontarlo con l'ordinario o con anni diversi.

Cos'è la flat tax?

La flat tax è un'imposta a aliquota unica (piatta) sul reddito. In Italia il regime forfettario applica una flat tax del 15% sull'imponibile (ridotta al 5% nei primi 5 anni per nuove attività). Si chiama «sostitutiva» perché sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali. Il regime forfettario è l'unica flat tax strutturale italiana, pensata per partite IVA individuali con ricavi fino a 85.000€/anno (art. 1 c. 54-89 L. 190/2014, modificato da L. 197/2022).

Come si apre una partita IVA forfettaria?

Puoi aprire la partita IVA forfettaria online e gratis sul portale dell'Agenzia delle Entrate con SPID, compilando il modello AA9/12 (persone fisiche). Indica: codice fiscale, codice ATECO dell'attività, regime fiscale «forfettario», data inizio attività, eventuale opzione per contabilità semplificata. Tempi: 5-15 minuti la compilazione, attivazione immediata. Serve anche l'iscrizione INPS (gestione separata per professionisti senza cassa, gestione artigiani/commercianti per attività manuali o commerciali). Costo: zero euro per aprire, ma considera costi fissi annuali (CCIAA, contributi, eventuale commercialista).

Forfettario e pensione: come si costruisce la pensione con flat tax?

La pensione nel forfettario si costruisce sui contributi INPS versati (gestione separata ~26%, artigiani/commercianti ~24%, o cassa professionale 4-16%). L'imponibile contributivo è il reddito forfettario (fatturato × coefficiente redditività), NON il fatturato lordo. Esempio: professionista con 40.000€ fatturato e coeff. 78% ha imponibile contributivo ~31.200€/anno. Su questo versa ~8.100€ di INPS gestione separata, che costituiscono montante pensionistico. Pensione calcolata col metodo contributivo (art. 24 L. 214/2011). Per aumentare: versamenti volontari o riscatto.

Posso scaricare le spese nel regime forfettario?

No, nel forfettario NON si possono dedurre spese analiticamente (spese personali, cellulare, benzina, materiali, locazioni, ecc.). Il coefficiente di redditività già include forfettariamente una quota di spese: ad esempio per un professionista coefficiente 78% significa che il 22% del fatturato è considerato «spese forfettarie», anche se in realtà spendi di meno o di più. Unica deduzione analitica ammessa: contributi previdenziali obbligatori INPS o cassa professionale versati nell'anno.

Come si fa fattura con ritenuta d'acconto nel forfettario?

Nel forfettario NON si applica ritenuta d'acconto (art. 1 c. 67 L. 190/2014). La fattura deve contenere la dicitura obbligatoria: «Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1 commi 54-89 L. 190/2014 — Regime forfettario. Non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1 c. 67 L. 190/2014». Il cliente (se sostituto d'imposta) NON trattiene nulla: paga l'intero imponibile. Attenzione: per l'emissione della fattura serve il numero di partita IVA forfettaria e la marca da bollo virtuale di 2€ se l'importo supera 77,47€ (vedi sezione «Fattura forfettario»).

Forfettario per giovani e startup: ci sono agevolazioni?

Sì: i giovani sotto i 35 anni e le nuove attività possono usare l'aliquota agevolata del 5% per i primi 5 anni di attività (art. 1 c. 65 L. 190/2014). Requisiti: non aver esercitato attività autonoma nei 3 anni precedenti, non essere mera prosecuzione di altra attività, ricavi entro 85.000€. Gli artigiani e commercianti sotto 35 anni possono chiedere anche la riduzione del 35% sui contributi INPS (gestione artigiani/commercianti) senza ulteriori condizioni. Combinando le due: flat tax 5% + INPS ridotto del 35% per un risparmio cumulato del 25-40% nei primi 5 anni.

Differenza tra forfettario e regime dei minimi?

Il regime dei minimi (art. 27 D.L. 98/2011) è stato abrogato il 31/12/2015 e sostituito dal forfettario. Chi era nei minimi a dicembre 2015 ha potuto mantenerlo fino alla scadenza dei requisiti (max 5 anni complessivi o 35 anni di età). Differenze principali: minimi aveva flat tax 5% senza limite temporale ma soglia ricavi 30.000€; forfettario ha 15% standard (5% primi 5 anni) ma soglia 85.000€. Dal 2016 il forfettario è l'unico regime agevolato per nuove partite IVA.

Forfettario e gestione separata INPS: quanto si paga?

La gestione separata INPS per forfettari professionisti senza cassa applica il 26,07% sul reddito imponibile forfettario (fatturato × coefficiente). Esempio: fatturato 40.000€ × coeff. 78% = 31.200€ imponibile. INPS = 31.200 × 26,07% = 8.134€/anno. Versato in 4 rate: 16 giugno (acconto 50%), 16 agosto (acconto residuo 30%), 30 novembre (saldo 20%) e 30 giugno anno successivo. Il minimale contributivo 2026 (~18.555€) si applica solo se hai anche una cassa professionale obbligatoria.

Come si esce dal regime forfettario?

Si esce dal forfettario in 3 casi: (1) superamento soglia 85.000€ di ricavi nell'anno — uscita dal 1° gennaio anno successivo; (2) superamento soglia 100.000€ — uscita immediata dall'anno in corso con passaggio a ordinario retroattivo e applicazione IVA sulle fatture dall'istante del superamento; (3) violazione altri requisiti (collaboratori >20.000€, redditi dipendente >35.000€, partecipazioni in società, ecc.). Il passaggio richiede adeguamento contabilità (IVA, fatture elettroniche ordinarie, dichiarazione IVA) e può avvenire con opzione volontaria in qualsiasi momento tramite dichiarazione IVA.

Posso essere forfettario se ho anche un lavoro dipendente?

Sì, ma con limiti: il reddito da lavoro dipendente (o pensione) dell'anno precedente NON deve superare 35.000€. Se hai lavoro dipendente 35.001€ o più, NON puoi aprire forfettario (art. 1 c. 57 lett. d-ter L. 190/2014). Se sei già forfettario e l'anno successivo il dipendente sale oltre 35.000€, esci dal regime dal 1° gennaio anno dopo. La soglia di 35.000€ è stata introdotta dalla L. 197/2022. Prima era 30.000€, ora è più favorevole ma attenzione al cumulo: redditi da dipendente + forfettario concorrono alla soglia totale solo per certi casi (es. redditi esteri).

Ultimo aggiornamento: marzo 2026

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