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Calcolo Acconti P.IVA 2026

Calcola saldo, primo e secondo acconto della tua partita IVA. Metodo storico o previsionale, con scadenze e codici tributo F24 per forfettari e ordinari.

Approfondimenti

In sintesi:con un'imposta di 5.000 € l'anno precedente, il 1° acconto è 2000 €(entro il 30 giugno) e il 2° acconto è 3000 € (entro il 30 novembre).

La tabella mostra gli acconti dovuti in base all'imposta dell'anno precedente (metodo storico). L'acconto totale è il 100% dell'imposta, suddiviso in 40% (1° acconto) e 60% (2° acconto).

Tabella acconti P.IVA 2026: saldo, primo acconto, secondo acconto e totale per 9 fasce di imposta
Imposta prec.Saldo1° acconto (40%)2° acconto (60%)Totale
500 €500 €200 €300 €500 €
1000 €1000 €400 €600 €1000 €
2000 €2000 €800 €1200 €2000 €
3000 €3000 €1200 €1800 €3000 €
5000 €5000 €2000 €3000 €5000 €
7500 €7500 €3000 €4500 €7500 €
10.000 €10.000 €4000 €6000 €10.000 €
15.000 €15.000 €6000 €9000 €15.000 €
20.000 €20.000 €8000 €12.000 €20.000 €

Se l'imposta è < 51,65 €: nessun acconto dovuto. Se < 257,52 €: versamento unico entro il 30 novembre. Metodo storico (art. 2, D.L. 69/1989).

In sintesi:le scadenze principali sono il 30 giugno (saldo + 1° acconto) e il 30 novembre (2° acconto). Chi paga entro il 30 luglio può farlo con una maggiorazione dello 0,40%.

Scadenze fiscali P.IVA 2026 con codici tributo F24 per forfettari e ordinari
DataVersamentoF24 ForfettarioF24 Ordinario
30 giugno 2026Saldo anno precedente + 1° acconto1792 / 17934001 / 4033
30 luglio 2026Saldo + 1° acconto (con maggiorazione 0,40%)1792 / 17934001 / 4033
30 novembre 20262° acconto17944034

Il saldo e il 1° acconto possono essere rateizzati in max 6 rate mensili (interessi 0,33%/mese). Il 2° acconto di novembre è sempre in un'unica soluzione.

In sintesi:il metodo storico calcola l'acconto sull'imposta dell'anno precedente. Il previsionale su quella stimata per l'anno corrente. Se prevedi meno reddito, il previsionale riduce gli acconti e migliora la liquidità.

Attenzione: con il previsionale, se la stima è troppo bassa rispetto all'imposta effettiva, si applicano sanzioni sulla differenza (art. 2, D.L. 69/1989). Per calcolare l'eventuale sanzione, usa il calcolatore ravvedimento operoso.

Confronto metodo storico vs previsionale per diversi scenari di imposta
Imposta prec.Imposta prev.Acconti storicoAcconti prev.Risparmio
5000 €3000 €5000 €3000 €+2000 €
5000 €5000 €5000 €5000 €0 €
5000 €7000 €5000 €7000 €-2000 €
10.000 €6000 €10.000 €6000 €+4000 €
10.000 €10.000 €10.000 €10.000 €0 €
10.000 €14.000 €10.000 €14.000 €-4000 €

Il risparmio indica la liquidità risparmiata scegliendo il previsionale (se positivo). Se l'imposta effettiva supera la previsione, il saldo sarà più alto l'anno successivo + sanzione.

In sintesi:il saldo e il 1° acconto possono essere rateizzati in massimo 6 rate mensili (giugno-novembre), con interessi dello 0,33% per rata. Il 2° acconto di novembre non è rateizzabile.

La rateizzazione (art. 20, D.Lgs. 241/1997) è utile per gestire la liquidità senza incorrere in sanzioni. Per i contributi INPS, le scadenze sono diverse: consulta il calcolatore contributi INPS.

Piano rateizzazione saldo + 1° acconto 2026: importo rata, interessi e totale
Imposta prec.Saldo + 1° acc.Rata baseN. rateInteressi totali
3000 €4200 €700 €635 €
5000 €7000 €1167 €658 €
8000 €11.200 €1867 €692 €
12.000 €16.800 €2800 €6139 €

Interessi: 0,33% per rata. La prima rata non genera interessi. Si può scegliere da 2 a 6 rate. Scadenza ultima rata: 16 novembre 2026.

Il 30 novembre 2026scade il secondo (o unico) acconto IRPEF, IRES e IRAP per l'anno d'imposta 2026. A differenza del primo, va versato in unica soluzione: la rateizzazione dell'acconto di novembre non è prevista.

Metodo storico o previsionale?

Col metodo storicoversi in base all'imposta 2025 (il calcolatore qui sopra usa questo): zero rischi di sanzioni. Col previsionaleversi in base a quanto stimi per il 2026 — conviene se il reddito è in calo, ma se sbagli per difetto scatta il ravvedimento sull'acconto insufficiente.

Proroga per le P.IVA?

Ogni anno il dibattito sulla proroga/rateizzazione dell'acconto di novembre per le partite IVA si riaccende in Manovra (nel 2024 la mini-proroga a gennaio per i forfettari fu decisa all'ultimo). A oggi la scadenza resta il 30 novembre: aggiorneremo questa pagina il giorno stesso in caso di novità.

Se il 2026 è andato male

Puoi ridurre o azzerare il secondo acconto col previsionale. E se hai cartelle in rottamazione-quinquies, ricorda che il 30 novembre scade anche la terza rata: due versamenti nello stesso giorno da pianificare.

Tre passaggi e hai il numero: prendi l'imposta dell'anno scorso, applichi le due soglie, dividi in 40% e 60%. Vale per IRPEF, imposta sostitutiva, cedolare secca e IRES.

Le tre soglie che determinano l'acconto P.IVA 2026: sotto 51,65 euro, fra 51,65 e 257,52 euro, sopra 257,52 euro
Imposta anno precedenteAcconto totale1° acconto 30 giugno2° acconto 30 novembre
40,00 €———
51,65 €51,65 €—51,65 € (unica rata)
150,00 €150,00 €—150,00 € (unica rata)
257,52 €257,52 €103,01 €154,51 €
400,00 €400,00 €160,00 €240,00 €
1200,00 €1200,00 €480,00 €720,00 €

Soglie art. 2, D.L. 69/1989: sotto 51,65 € l'acconto resta a zero, sotto 257,52 € si versa in unica rata a novembre.

Passo 1: trova l'imposta di riferimento

È l'imposta netta del rigo di dichiarazione, già al netto di detrazioni e crediti: rigo RN34 del modello Redditi PF, rigo LM42 per il forfettario. Non l'imposta lorda, non il reddito.

Passo 2: applica le due soglie

Sotto 51,65 € nessun acconto: verserai solo il saldo l'anno prossimo. Fra 51,65 € e 257,52 € tutto in unica rata il 30 novembre. Sopra 257,52 € si spacchetta in due.

Passo 3: dividi 40% e 60%

Con 5000 € di imposta il primo acconto vale 2000 € e il secondo 3000 €. Il 30 giugno il primo acconto si somma al saldo dell'anno precedente: è la scadenza più pesante dell'anno.

L'acconto IRPEF nasce da un numero preciso della dichiarazione. Ecco quale, e quanto diventa acconto nelle fasce di reddito più comuni per una partita IVA in regime ordinario.

Acconto IRPEF 2026 per fascia di imposta netta: primo acconto, secondo acconto e totale dovuto nell'anno
IRPEF netta (rigo RN34)Acconto totale1° acconto (40%)2° acconto (60%)Uscita 30 giugno (saldo + 1°)
500 €500 €200 €300 €700 €
1000 €1000 €400 €600 €1400 €
2000 €2000 €800 €1200 €2800 €
3000 €3000 €1200 €1800 €4200 €
5000 €5000 €2000 €3000 €7000 €
7500 €7500 €3000 €4500 €10.500 €
10.000 €10.000 €4000 €6000 €14.000 €
15.000 €15.000 €6000 €9000 €21.000 €
20.000 €20.000 €8000 €12.000 €28.000 €

L'uscita di giugno somma il saldo dell'anno precedente e il primo acconto dell'anno in corso: circa il 140% dell'imposta annua.

Sotto 51,65 euro: acconto a zero

Con imposta netta sotto 51,65 €nessun acconto è dovuto. Capita spesso a chi ha molte detrazioni o un anno di attività parziale: si versa solo il saldo alla dichiarazione successiva.

Fra 51,65 e 257,52 euro: unica rata a novembre

In questa fascia salta il versamento di giugno: l'intero acconto va in un solo F24 il 30 novembre. Una regola di semplificazione che evita micro-versamenti da poche decine di euro.

Addizionali regionali e comunali: regole loro

L'addizionale regionale si versa solo a saldo, senza acconto. Quella comunale prevede invece un acconto del 30% a giugno e il saldo l'anno successivo. L'impatto delle addizionali sul tuo netto lo vedi con il calcolatore IRPEF.

L'acconto IVA è un capitolo a sé: scadenza il 27 dicembre, tre metodi di calcolo, codici tributo dedicati. Chi sceglie bene il metodo versa meno.

Acconto IVA dicembre 2026: confronto fra metodo storico, previsionale e analitico per base di calcolo e importo
MetodoBase di calcoloPercentualeQuando conviene
StoricoIVA a debito dell'ultima liquidazione dell'anno precedente88%Fatturato stabile o in crescita
PrevisionaleIVA stimata sull'ultima liquidazione dell'anno in corso88%Fatturato in calo, con stima prudente
AnaliticoOperazioni effettive dal 1° al 20 dicembre100%Dicembre debole: importo certo, zero sanzioni

Art. 6, L. 405/1990. Sotto 103,29 €l'acconto IVA non si versa.

Quanto esce con il metodo storico

Importo dell'acconto IVA di dicembre con metodo storico, per IVA a debito di riferimento
IVA a debito di riferimentoAcconto 88%Saldo a conguaglioCodice tributo
2000 €1760 €240 €6013 / 6035
5000 €4400 €600 €6013 / 6035
10.000 €8800 €1200 €6013 / 6035
20.000 €17.600 €2400 €6013 / 6035
35.000 €30.800 €4200 €6013 / 6035

Codice 6013 per i contribuenti mensili, 6035 per i trimestrali. L'acconto si scomputa dalla liquidazione di dicembre o del quarto trimestre.

Il forfettario salta tutto

Chi sta in regime forfettario resta fuori dal campo IVA: nessuna liquidazione, nessun acconto di dicembre. Gli acconti che lo riguardano sono solo quelli sull'imposta sostitutiva e sui contributi.

Calcola la tua liquidazione

Per l'IVA del periodo, il debito di riferimento e l'acconto di dicembre usa il calcolatore della liquidazione IVA: gestisce sia i mensili sia i trimestrali con l'interesse dell'1%.

I contributi hanno acconti propri, con le stesse date delle imposte ma basi diverse. Chi sta in Gestione Separata versa l'80% del dovuto sull'anno precedente; artigiani e commercianti solo sull'eccedenza del minimale.

Acconti contributivi INPS 2026 per gestione: base di calcolo, percentuale e scadenze
GestioneBase dell'accontoPercentualeScadenze
Gestione SeparataContributi dovuti sull'anno precedente80% (40% + 40%)30 giugno e 30 novembre
Artigiani e commerciantiContributi sull'eccedenza del minimale100% (40% + 60%)30 giugno e 30 novembre
Artigiani e commercianti (fissi)Minimale annuo, importo predeterminato4 rate uguali16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio

I contributi fissi restano fuori dal meccanismo degli acconti: sono importi fissi trimestrali, indipendenti dal reddito.

Quanto pesa l'acconto Gestione Separata

Acconto contributivo Gestione Separata 2026 per fascia di reddito: contributo annuo, acconto totale e singola rata
Reddito anno precedenteContributi 26,07%Acconto 80%Ogni rata (40%)Uscita 30 giugno
15.000 €3911 €3128 €1564 €5475 €
25.000 €6518 €5214 €2607 €9125 €
35.000 €9125 €7300 €3650 €12.774 €
50.000 €13.035 €10.428 €5214 €18.249 €

L'uscita di giugno somma il saldo dell'anno precedente e la prima rata di acconto: circa il 140% del contributo annuo.

Il dettaglio contributo per contributo

Per aliquote, minimale, massimale e riduzioni della tua gestione usa il calcolatore dei contributi INPS oppure, se sei un professionista senza cassa, il calcolatore Gestione Separata.

Chi affitta con cedolare secca versa un acconto pari al 100% dell'imposta dell'anno precedente, con le stesse scadenze dell'IRPEF. Ecco quanto esce per i canoni più comuni.

Acconto cedolare secca 2026 per canone annuo: imposta al 21% e al 10%, primo e secondo acconto
Canone annuoCedolare 21%1° acconto (40%)2° acconto (60%)Cedolare 10% concordato
6000 €1260 €504 €756 €600 €
9000 €1890 €756 €1134 €900 €
12.000 €2520 €1008 €1512 €1200 €
18.000 €3780 €1512 €2268 €1800 €

Aliquota ordinaria 21%, ridotta al 10% per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa (art. 3, D.Lgs. 23/2011).

Primo anno di locazione: nessun acconto

Chi opta per la cedolare per la prima volta versa solo il saldo alla dichiarazione successiva: manca l'imposta di riferimento su cui calcolare l'acconto.

I codici tributo della cedolare

1840 per il primo acconto, 1841 per il secondo acconto o l'unica rata, 1842 per il saldo. Vanno in sezione Erario del modello F24, con l'anno di riferimento dell'imposta.

Cedolare o IRPEF ordinaria

La cedolare conviene quasi sempre sopra il primo scaglione, perché sostituisce IRPEF, addizionali, registro e bollo. Il confronto sui tuoi canoni sta nel calcolatore della cedolare secca.

Le società di capitali seguono lo stesso schema 40/60, con scadenze legate all'approvazione del bilancio: 31 luglio per il saldo e la prima rata, 30 novembre per la seconda.

Acconto IRES e IRAP 2026 per utile ante imposte: imposta dovuta, primo e secondo acconto
Utile ante imposteIRES 24%IRAP 3,9%1° acconto (40%)2° acconto (60%)
20.000 €4800 €780 €2232 €3348 €
50.000 €12.000 €1950 €5580 €8370 €
100.000 €24.000 €3900 €11.160 €16.740 €
200.000 €48.000 €7800 €22.320 €33.480 €

IRES ordinaria 24% (TUIR art. 77). IRAP base 3,9%, variabile per regione fra circa 2,98% e 4,82%. La base IRAP differisce dall'utile civilistico.

Le scadenze seguono il bilancio

Per le società con esercizio solare che approvano il bilancio entro 120 giorni, saldo e primo acconto scadono l'ultimo giorno del settimo mese dalla chiusura: il 31 luglio. L'approvazione a 180 giorni sposta la scadenza al 31 agosto.

I codici tributo

2001 e 2002 per i due acconti IRES, 3812 e 3813 per l'IRAP. L'IRAP va in sezione Regioni, con il codice della regione di riferimento.

Il carico fiscale completo di una SRL

IRES, IRAP, compenso amministratore e dividendi ai soci entrano tutti nel conto finale: il quadro completo è nel calcolatore delle tasse per SRL.

Il 30 giugno esce il 140% dell'imposta annua: saldo dell'anno chiuso più il 40% di acconto. Il 30 novembre solo il 60%. Ecco il confronto in euro.

Confronto fra la scadenza del 30 giugno e quella del 30 novembre: importo, composizione e peso percentuale
Imposta annua30 giugno (saldo + 40%)30 novembre (60%)Totale anno30 luglio (+0,40%)
1000 €1400 €600 €2000 €1406 €
2000 €2800 €1200 €4000 €2811 €
3000 €4200 €1800 €6000 €4217 €
5000 €7000 €3000 €10.000 €7028 €
7500 €10.500 €4500 €15.000 €10.542 €
10.000 €14.000 €6000 €20.000 €14.056 €
15.000 €21.000 €9000 €30.000 €21.084 €
20.000 €28.000 €12.000 €40.000 €28.112 €

Totale anno = saldo dell'anno precedente + acconto pieno per l'anno in corso. La maggiorazione dello 0,40% si applica al solo versamento differito al 30 luglio.

Quanto costa rinviare al 30 luglio

Trenta giorni in più costano lo 0,40% dell'importo: su 7000 € di versamento sono 28,00 €. Un tasso annuo intorno al 4,8%: più caro di un fido, meno di una sanzione.

Accantona il 30% ogni mese

Il modo più semplice per arrivare pronto a giugno: mettere da parte una quota fissa di ogni incasso su un conto separato. Con 40.000 € di imposte e contributi annui su 50.000 € di ricavi, la quota da accantonare gira intorno al 35% di ogni fattura.

Le date della tua P.IVA, filtrate

Tutte le scadenze del tuo regime, con importi e codici tributo, stanno nel calendario fiscale P.IVA.

Il previsionale abbassa l'acconto quando il reddito cala. Il prezzo è il rischio: se la stima resta sotto l'imposta reale, sulla differenza scatta la sanzione del 25%.

Metodo previsionale: acconto versato, imposta effettiva, differenza non versata e sanzione con ravvedimento
Imposta stimataAcconto versatoImposta effettivaAcconto insufficienteSanzione piena 25%
3000 €3000 €3000 €0 €—
3000 €3000 €4000 €1000 €250 €
3000 €3000 €6000 €3000 €750 €
6000 €6000 €8000 €2000 €500 €
6000 €6000 €12.000 €6000 €1500 €

Sanzione base 25% del non versato (art. 13, D.Lgs. 471/1997, riformato dal D.Lgs. 87/2024). Con il ravvedimento scende in proporzione al ritardo.

Quando il previsionale regge

Regge quando il calo è già certo a novembre: un cliente principale perso a marzo, una chiusura di attività, un anno di maternità. In quei casi i conti dei primi dieci mesi parlano chiaro e la stima è solida.

Il margine di sicurezza del 10%

La pratica prudente: calcola l'imposta previsionale sui dati reali di gennaio-ottobre, aggiungi il 10% e versa su quel numero. Il piccolo sovrappiù torna come credito nella dichiarazione successiva.

Il secondo acconto si può correggere

Chi ha versato il primo acconto con il metodo storico può passare al previsionale a novembre e ridurre la seconda rata. Il contrario vale altrettanto: si integra a novembre quello che a giugno era troppo basso.

L'acconto saltato si regolarizza con il ravvedimento operoso: sanzione ridotta più interessi legali al 2%. Prima paghi, meno costa.

Costo del ravvedimento operoso su un acconto di 3.000 euro non versato, per fascia di ritardo
RitardoSanzione ridottaSu 3.000 €Interessi legaliTotale da versare
Entro 14 giorni1,25%37,50 €1,64 €3039,14 €
Entro 30 giorni2,50%75,00 €4,11 €3079,11 €
Entro 90 giorni2,78%83,33 €12,33 €3095,66 €
Entro 1 anno3,13%93,75 €32,88 €3126,63 €
Entro 2 anni3,57%107,14 €82,19 €3189,33 €

Esempio su acconto di 3000 €. Entro 14 giorni la sanzione base scende allo 0,0833% per giorno (ravvedimento sprint). Interessi legali al 2% annuo, pro rata temporis.

Il ravvedimento sprint dei primi 14 giorni

Nei primi 14 giorni la sanzione si riduce ulteriormente, a 1/10 del 12,5% e poi frazionata per giorno di ritardo. Pagare con tre giorni di ritardo su 3000 € costa pochi euro di sanzione.

Come si compila l'F24 del ravvedimento

Tre righe: il tributo originario con il suo codice (4033, 4034, 1793, 1794), la sanzione con codice 8901 e gli interessi con codice 1989. Tutte con l'anno di riferimento dell'acconto, non quello del pagamento.

Fino a quando si può ravvedere

Fino alla notifica di un atto di accertamento o di una comunicazione di irregolarità. Dopo, la sanzione torna piena. Il conto esatto sul tuo importo e sulla tua data lo fa il calcolatore del ravvedimento operoso.

Ogni imposta ha il suo codice, e ogni rata il suo. Scriverne uno sbagliato manda il versamento su un tributo diverso: si corregge con un'istanza, ma serve tempo.

Codici tributo del modello F24 per saldo e acconti di imposta sostitutiva, IRPEF, cedolare secca, IRES, IRAP e IVA
CodiceImpostaTipo versamentoSezione F24
1792Imposta sostitutiva forfettarioSaldoErario
1793Imposta sostitutiva forfettario1° accontoErario
1794Imposta sostitutiva forfettario2° accontoErario
4001IRPEFSaldoErario
4033IRPEF1° accontoErario
4034IRPEF2° accontoErario
1840Cedolare secca1° accontoErario
1841Cedolare secca2° acconto o unica rataErario
1842Cedolare seccaSaldoErario
2001IRES1° accontoErario
2002IRES2° accontoErario
3812IRAP1° accontoRegioni
3813IRAP2° accontoRegioni
6013Acconto IVA mensileAcconto dicembreErario
6035Acconto IVA trimestraleAcconto dicembreErario

L'anno di riferimento è sempre quello a cui l'imposta si riferisce: un acconto 2026 versato nel 2026 porta anno 2026.

L'F24 delle P.IVA viaggia solo telematico

I titolari di partita IVA versano con i canali telematici: home banking convenzionato, Entratel o Fisconline. Il modello cartaceo allo sportello resta riservato ai privati senza compensazioni.

Compensare con i crediti disponibili

Crediti IRPEF, IVA e bonus fiscali abbattono l'acconto direttamente in F24. Sopra 5000 € annui serve il visto di conformità e si può compensare dal decimo giorno dopo la presentazione della dichiarazione.

F24 a zero: si presenta comunque

Quando la compensazione azzera il dovuto, il modello va comunque trasmesso entro la scadenza e solo tramite Entratel o Fisconline. Saltarlo costa una sanzione fissa di 100 euro, ridotta a 50 se si rimedia entro 30 giorni.

Chi apre la partita IVA nel 2026 versa il primo euro di imposte a giugno 2027. Ma quella scadenza porta saldo e acconto insieme: conviene saperlo dal primo giorno.

Cronologia dei versamenti per chi apre la partita IVA: cosa si versa nel primo, secondo e terzo anno
Anno30 giugno30 novembreUscita su imposta di 5.000 €
2026 (apertura)Nessun versamentoNessun versamento0 €
2027 (secondo anno)Saldo 2026 + 1° acconto 20272° acconto 202710.000 €
2028 (a regime)Saldo 2027 + 1° acconto 20282° acconto 20285000 €

Esempio a imposta costante di 5000 €: il secondo anno l'uscita raddoppia perché si sommano saldo e acconto pieno. Dal terzo anno il carico si stabilizza.

L'anno due è quello duro

Il secondo anno raccoglie due annualità in una: il saldo dell'anno di apertura e l'acconto pieno per quello in corso. Chi accantona dal primo giorno arriva pronto; chi comincia a novembre si trova a rincorrere.

Contributi INPS: stessa curva

Il meccanismo vale anche per la Gestione Separata: il secondo anno si versa il saldo del primo più l'80% di acconto. Per artigiani e commercianti i fissi trimestrali partono invece subito, dal trimestre di iscrizione.

Quanto mettere da parte

Il forfettario al 5% con 40.000 € di ricavi e coefficiente 78% accantona intorno al 28% di ogni fattura fra imposta e contributi. La stima puntuale sul tuo ATECO sta nel calcolatore delle tasse in regime forfettario.

Il forfettario segue lo stesso schema 40/60, applicato all'imposta sostitutiva del 5% o del 15%. Ecco quanto esce a partire dai ricavi.

Acconti del regime forfettario 2026: imposta sostitutiva al 5% e al 15% per fascia di ricavi, con primo e secondo acconto
RicaviImponibile (coeff. 78%)Sostitutiva 15%1° acconto2° acconto
20.000 €15.600 €2340 €936 €1404 €
30.000 €23.400 €3510 €1404 €2106 €
45.000 €35.100 €5265 €2106 €3159 €
60.000 €46.800 €7020 €2808 €4212 €
85.000 €66.300 €9945 €3978 €5967 €

Esempio con coefficiente 78% (attività professionali). L'imponibile va ridotto dei contributi previdenziali versati nell'anno prima di applicare l'aliquota.

I primi cinque anni al 5%

Chi apre una nuova attività applica il 5% per i primi cinque anni: l'imposta si riduce a un terzo e con essa gli acconti. Su 30.000 € di ricavi al coefficiente 78% l'imposta scende da 3510 € a 1170 €.

I contributi abbassano la base

I contributi INPS versati nell'anno si deducono dall'imponibile prima dell'aliquota. Un professionista in Gestione Separata con 30.000 € di ricavi deduce circa 6100 €: l'imposta scende di conseguenza e con essa l'acconto dell'anno dopo.

I tre codici tributo del forfettario

1792 per il saldo, 1793 per il primo acconto, 1794 per il secondo. Il conto completo di imposta e contributi sui tuoi ricavi sta nel calcolatore del regime forfettario.

Saldo e primo acconto si spalmano fino a sei rate mensili, da giugno a novembre. Ecco quanto costa il piano e come si compila ogni F24.

Piano di rateizzazione di saldo e primo acconto: numero di rate, scadenze, interessi per rata e costo totale
RataScadenzaInteresseRata su 6.000 €Interessi sulla rata
1ª rata30 giugno 2026—1000,00 €0,00 €
2ª rata16 luglio 20260,33%1000,00 €3,30 €
3ª rata20 agosto 20260,66%1000,00 €6,60 €
4ª rata16 settembre 20260,99%1000,00 €9,90 €
5ª rata16 ottobre 20261,32%1000,00 €13,20 €
6ª rata16 novembre 20261,65%1000,00 €16,50 €

Interessi dello 0,33% mensile (art. 20, D.Lgs. 241/1997). La prima rata paga zero interessi. Costo totale del piano su 6000 €: circa 49,50 €.

Il secondo acconto resta fuori

Il versamento del 30 novembre va in unica soluzione: la legge non prevede rateazione per la seconda rata di acconto. È la ragione per cui novembre sorprende chi ha rateizzato giugno.

Gli interessi hanno un codice tutto loro

Nel modello F24 il tributo va sul suo codice e gli interessi da rateazione sul codice 1668 (tributi erariali) o 3805 (tributi regionali), riga separata, stesso anno di riferimento.

Saltare una rata: si rimedia

Il piano regge finché la rata saltata viene versata entro la scadenza della successiva, con il ravvedimento sulla sola rata. Oltre quel termine il piano decade e il residuo torna esigibile in unica soluzione.

Quattro leve legittime per alleggerire la scadenza. Tre agiscono sull'importo, una sul momento in cui esce dal conto.

Strategie per ridurre l'acconto P.IVA: effetto, rischio e quando applicarle
LevaEffettoRischioQuando usarla
Metodo previsionaleAbbassa l'acconto alla stima realeSanzione 25% se la stima è bassaCalo di reddito già evidente
Compensazione creditiAzzera o riduce l'esborsoVisto di conformità sopra 5.000 €Crediti IVA o IRPEF disponibili
RateizzazioneSpalma su 6 mesiInteressi 0,33% per rataImporto alto, cassa stagionale
Differimento al 30 luglioSposta di 30 giorniMaggiorazione 0,40%Incasso atteso a luglio

Le quattro leve si combinano: si può usare il previsionale e rateizzare lo stesso, oppure compensare in parte e differire il resto.

Deduzioni e detrazioni abbassano l'acconto dell'anno dopo

Contributi previdenziali, previdenza complementare e spese detraibili riducono l'imposta netta: e l'imposta netta è la base dell'acconto successivo. Ogni euro di deduzione lavora due volte. Il conto completo sta nel simulatore 730.

Il credito da acconti eccedenti torna indietro

Acconti superiori all'imposta finale generano un credito: si chiede a rimborso oppure si compensa in F24 con le scadenze successive. La compensazione è quasi sempre più rapida del rimborso.

Quello che non funziona

Rinviare il versamento senza ravvedimento, fatturare a gennaio ciò che è maturato a dicembre, azzerare il previsionale senza dati a supporto: tre strade che il controllo automatizzato intercetta subito, con sanzione piena.

Otto date coprono l'intero anno di versamenti per una partita IVA. Ecco quali, con chi riguardano e cosa portano.

Calendario completo degli acconti 2026 per persone fisiche, partite IVA e società
DataCosa si versaChi riguarda
30 giugno 2026Saldo 2025 + 1° acconto 2026 IRPEF, sostitutiva, cedolare, INPSPersone fisiche e P.IVA
30 luglio 2026Stesso versamento con maggiorazione dello 0,40%Chi rinvia il 30 giugno
31 luglio 2026Saldo e 1° acconto IRES/IRAP (esercizio solare)Società di capitali
16 settembre 2026Rata del piano di rateizzazioneChi ha scelto la rateazione
30 novembre 20262° acconto IRPEF, sostitutiva, cedolare, INPSPersone fisiche e P.IVA
30 novembre 20262° acconto IRES/IRAP (esercizio solare)Società di capitali
27 dicembre 2026Acconto IVA (88% storico o previsionale, 100% analitico)Titolari di P.IVA con IVA a debito

Le scadenze di sabato o festivo slittano al primo giorno lavorativo successivo. Il 27 dicembre 2026cade di domenica: l'acconto IVA slitta al 28.

Le due date che contano davvero

Il 30 giugno e il 30 novembre concentrano oltre il 90% del carico annuo di una partita IVA. Le altre sono appuntamenti minori o riguardano platee specifiche.

Il tuo calendario, filtrato sul tuo regime

Regime forfettario, ordinario, società: le scadenze cambiano. Il calendario fiscale P.IVA mostra solo quelle che ti riguardano, con importi e codici tributo già pronti.

Cinque errori ricorrenti, con il prezzo di ciascuno e la mossa che li evita. Tre riguardano la compilazione, due il metodo.

Errori frequenti sugli acconti P.IVA: conseguenza e rimedio
ErroreConseguenzaRimedio
Anno di riferimento sbagliato in F24Versamento imputato ad altro periodo, lettera di irregolaritàIstanza di correzione (CIVIS), gratuita
Codice acconto invertito (1793 al posto di 1794)Prima rata risulta scopertaIstanza di correzione, nessuna sanzione
Acconto calcolato sull'imposta lordaVersamento in eccesso, credito da recuperareCompensazione in F24 o rimborso
Previsionale azzerato senza datiSanzione del 25% sul non versatoRavvedimento prima del controllo
Dimenticare l'acconto INPSSanzioni civili INPS sul contributoRegolarizzazione spontanea con interessi

Le correzioni formali di codice o anno si chiedono con l'istanza CIVIS dal portale dell'Agenzia: nessuna sanzione, solo tempi tecnici.

L'imposta netta, non quella lorda

La base dell'acconto è l'imposta dopo detrazioni e crediti: rigo RN34 per il modello Redditi PF, LM42 per il forfettario. Partire dall'imposta lorda gonfia l'acconto anche del 30%.

Gli acconti già versati si scomputano dal saldo

Il saldo di giugno è l'imposta dell'anno chiuso meno gli acconti già versati per quell'anno. Dimenticare lo scomputo porta a pagare due volte la stessa imposta.

Due versamenti lo stesso giorno

Il 30 novembre concentra il secondo acconto delle imposte, quello dei contributi e, per chi ha aderito, la rata della rottamazione. Tre uscite in una data: vale la pena metterle in conto già a settembre.

Chiusure, cambi di regime e passaggi di gestione hanno regole proprie. Ecco come si comporta l'acconto nei quattro casi che ricorrono di più.

Comportamento dell'acconto P.IVA nei casi particolari: chiusura, passaggio di regime, anno parziale
SituazioneAcconto dovutoBase di calcolo
Chiusura P.IVA in corso d'annoDovuto per l'anno di chiusuraImposta dell'anno precedente, oppure previsionale sul parziale
Da forfettario a ordinarioDovutoImposta sostitutiva dell'anno precedente, versata con codici IRPEF
Da ordinario a forfettarioDovutoIRPEF dell'anno precedente, versata con codici sostitutiva
Anno con reddito zero ma P.IVA apertaDovuto sul metodo storicoPrevisionale a zero, documentato

Nei cambi di regime l'acconto resta legato all'imposta dell'anno precedente: cambia il codice tributo, mai l'importo di riferimento.

Chiudere a metà anno: il previsionale è la via

Chi cessa a luglio ha un reddito parziale e documentabile: il previsionale calcolato sui mesi effettivi è solido e regge in caso di controllo. Il metodo storico farebbe versare su un anno intero mai realizzato.

Passaggi di regime: codici nuovi, base vecchia

Chi entra in forfettario nel 2026 versa gli acconti 2026 sull'IRPEF del 2025, ma con i codici 1793 e 1794 dell'imposta sostitutiva. La convenienza del passaggio si verifica con il confronto forfettario-ordinario.

Un anno fermo non azzera l'acconto storico

Con partita IVA aperta e reddito zero il metodo storico continua a chiedere l'acconto sull'imposta dell'anno prima. Il previsionale a zero è legittimo: serve conservare la documentazione che prova l'assenza di attività.

Le risposte alle domande più cercate sugli acconti P.IVA, con riferimenti normativi aggiornati al 2026.

Come si calcolano gli acconti P.IVA 2026?

Gli acconti 2026 si calcolano con il metodo storico (default) o previsionale. Con il metodo storico, l'acconto totale è pari al 100% dell'imposta dell'anno precedente. Se l'importo supera 257,52€, si divide in 1° acconto (40%) entro il 30 giugno e 2° acconto (60%) entro il 30 novembre. Se l'importo è inferiore a 257,52€, si versa in un'unica soluzione entro il 30 novembre.

Qual è la differenza tra metodo storico e previsionale?

Il metodo storico calcola l'acconto sul 100% dell'imposta dell'anno precedente. Il metodo previsionale calcola l'acconto sulla stima dell'imposta dell'anno corrente. Il previsionale conviene se si prevede un reddito inferiore, ma comporta il rischio di sanzioni se la stima è troppo bassa (art. 2, D.L. 69/1989).

Quando non è dovuto l'acconto?

L'acconto non è dovuto se l'imposta dell'anno precedente (o la stima con il metodo previsionale) è inferiore a 51,65€ (art. 2, comma 1, D.L. 69/1989, convertito in L. 154/1989). In questo caso si versa solo il saldo l'anno successivo.

Quali sono i codici tributo F24 per gli acconti?

Per il regime forfettario: 1792 (saldo imposta sostitutiva), 1793 (1° acconto), 1794 (2° acconto). Per il regime ordinario (IRPEF): 4001 (saldo), 4033 (1° acconto), 4034 (2° acconto). I versamenti si effettuano tramite modello F24 telematico.

È possibile rateizzare gli acconti?

Il saldo e il 1° acconto possono essere rateizzati in massimo 6 rate mensili (da giugno a novembre), con interessi dello 0,33% per ogni rata successiva alla prima (art. 20, D.Lgs. 241/1997). Il 2° acconto di novembre non è rateizzabile.

Cosa succede se pago in ritardo?

Il ritardo nel versamento degli acconti comporta una sanzione del 30% (art. 13, D.Lgs. 471/1997) più gli interessi legali. Con il ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997) la sanzione si riduce: 0,1%/giorno nei primi 14 giorni, 1,25% entro 30 giorni, fino al 5% oltre 2 anni. Calcola la sanzione ridotta con il calcolatore ravvedimento operoso.

Il forfettario deve pagare anche gli acconti INPS?

Sì, oltre all'acconto sull'imposta sostitutiva, il forfettario in Gestione Separata deve versare anche gli acconti INPS con le stesse scadenze (30 giugno e 30 novembre). Per artigiani e commercianti, i contributi fissi si pagano invece in 4 rate trimestrali. Calcola i tuoi contributi con il calcolatore INPS.

Come funziona la compensazione nel modello F24?

Nel modello F24 è possibile compensare gli acconti dovuti con crediti d'imposta disponibili (es. credito IRPEF, credito IVA, credito INPS). La compensazione è orizzontale (tra imposte diverse) e riduce l'importo da versare. Per crediti superiori a 5.000€ serve il visto di conformità.

Primo anno di attività: devo pagare gli acconti?

No, nel primo anno di attività con partita IVA non è dovuto alcun acconto perché non esiste un'imposta dell'anno precedente su cui calcolarli. Si verserà solo il saldo l'anno successivo, insieme ai primi acconti per l'anno in corso.

Conviene il metodo previsionale se prevedo meno ricavi?

Sì, se prevedi un reddito inferiore all'anno precedente, il metodo previsionale riduce gli acconti da versare, migliorando il flusso di cassa. Attenzione però: se la stima è troppo bassa e l'imposta finale supera gli acconti versati, si applicano sanzioni sulla differenza.

Quando si paga l'acconto IVA e come si calcola?

L'acconto IVA scade il 27 dicembre. Tre metodi: storico (88% dell'IVA a debito dell'ultima liquidazione dell'anno precedente), previsionale (88% dell'IVA stimata per l'ultima liquidazione dell'anno in corso), analitico (100% dell'IVA sulle operazioni dal 1° al 20 dicembre). Sotto 103,29€ l'acconto resta a zero. I codici tributo sono 6013 per i mensili e 6035 per i trimestrali. Il forfettario, fuori campo IVA, salta questo versamento.

Come si calcola l'acconto INPS per una partita IVA?

In Gestione Separata l'acconto vale l'80% dei contributi dovuti sull'anno precedente, diviso in due rate del 40% ciascuna con scadenze 30 giugno e 30 novembre. Per artigiani e commercianti l'acconto riguarda solo i contributi sull'eccedenza del minimale, al 100% diviso 40% e 60%; i contributi fissi restano fuori e seguono le quattro rate trimestrali del 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio.

L'acconto della cedolare secca quanto vale?

L'acconto della cedolare secca è pari al 100% dell'imposta dell'anno precedente, con le stesse regole dell'IRPEF: 40% il 30 giugno e 60% il 30 novembre, unica rata a novembre sotto 257,52€. Codici tributo 1840 (primo acconto), 1841 (secondo acconto o unica rata), 1842 (saldo). Chi opta per la cedolare per la prima volta versa solo il saldo l'anno successivo.

Quando scadono gli acconti IRES e IRAP?

Per le società di capitali con esercizio solare che approvano il bilancio entro 120 giorni, saldo e primo acconto scadono il 31 luglio; il secondo acconto il 30 novembre. Con approvazione a 180 giorni la prima scadenza slitta al 31 agosto. I codici tributo sono 2001 e 2002 per l'IRES e 3812 e 3813 per l'IRAP, questi ultimi in sezione Regioni.

Perche il 30 giugno si paga piu che a novembre?

Perché il 30 giugno raccoglie due cose: il saldo dell'anno appena dichiarato e il primo acconto (40%) per l'anno in corso. In tutto circa il 140% dell'imposta annua. Il 30 novembre porta invece solo il restante 60% di acconto. Con 5.000€ di imposta, a giugno escono 7.000€ e a novembre 3.000€.

Quanto costa versare gli acconti il 30 luglio?

Il differimento al 30 luglio costa una maggiorazione dello 0,40% sull'intero importo (art. 17, c. 2, DPR 435/2001). Su un versamento di 7.000€ sono 28€ per trenta giorni in più, equivalenti a un tasso annuo intorno al 4,8%. La maggiorazione si versa con lo stesso codice tributo del versamento principale.

Quanto costa ravvedere un acconto non versato?

La sanzione base per omesso versamento è il 25% (art. 13, D.Lgs. 471/1997, riformato dal D.Lgs. 87/2024). Con il ravvedimento si riduce in base al ritardo: entro 30 giorni a 1/10, entro 90 giorni a 1/9, entro un anno a 1/8, entro due anni a 1/7. Si aggiungono gli interessi legali al 2% annuo pro rata temporis. Nei primi 14 giorni vale il ravvedimento sprint, frazionato per giorno.

Quali codici tributo servono nell'F24 del ravvedimento?

Tre righe: il tributo originario con il suo codice (4033 o 4034 per l'IRPEF, 1793 o 1794 per la sostitutiva), la sanzione con codice 8901 e gli interessi con codice 1989. Tutte e tre portano l'anno di riferimento dell'acconto, non quello in cui si effettua il pagamento.

Chi apre partita IVA quando inizia a versare gli acconti?

Dal secondo anno. Nel primo anno non esiste un'imposta di riferimento, quindi l'acconto resta a zero. Il secondo anno però concentra due annualità: il saldo del primo anno più l'acconto pieno per quello in corso, circa il doppio dell'imposta annua. Accantonare fin dal primo giorno evita la sorpresa.

Si puo passare dal metodo storico al previsionale a novembre?

Sì. Chi ha versato il primo acconto con il metodo storico può ricalcolare la seconda rata con il previsionale e versare meno a novembre, purché la stima sia sostenibile con i dati reali di gennaio-ottobre. Vale anche l'opposto: si integra a novembre un primo acconto risultato troppo basso.

Il forfettario come calcola i suoi acconti?

Il forfettario applica lo stesso schema 40/60 all'imposta sostitutiva del 5% o del 15%. La base è l'imposta del rigo LM42, già al netto dei contributi previdenziali dedotti. Con 30.000€ di ricavi e coefficiente 78% l'imponibile è 23.400€ e l'imposta al 15% arriva a 3.510€ prima della deduzione contributiva. Codici tributo 1792, 1793 e 1794.

Si possono rateizzare tutti gli acconti?

Solo il saldo e il primo acconto, in massimo 6 rate mensili da giugno a novembre, con interessi dello 0,33% per rata (art. 20, D.Lgs. 241/1997). Il secondo acconto del 30 novembre va sempre in unica soluzione: la rateazione non è prevista. Gli interessi da rateazione si versano con codice 1668, riga separata dell'F24.

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Dati aggiornati a marzo 2026. Calcoli basati sull'art. 2, D.L. 69/1989 e normativa vigente.