Approfondimenti
Imponibile e IVA per i principali importi IVA inclusa, con tutte le aliquote.
| IVA inclusa | IVA 4% | IVA 5% | IVA 10% | IVA 22% |
|---|---|---|---|---|
| 100,00 € | 3,85 € | 4,76 € | 9,09 € | 18,03 € |
| 200,00 € | 7,69 € | 9,52 € | 18,18 € | 36,07 € |
| 500,00 € | 19,23 € | 23,81 € | 45,45 € | 90,16 € |
| 1000,00 € | 38,46 € | 47,62 € | 90,91 € | 180,33 € |
| 1500,00 € | 57,69 € | 71,43 € | 136,36 € | 270,49 € |
| 2000,00 € | 76,92 € | 95,24 € | 181,82 € | 360,66 € |
| 5000,00 € | 192,31 € | 238,10 € | 454,55 € | 901,64 € |
| 10.000,00 € | 384,62 € | 476,19 € | 909,09 € | 1803,28 € |
| 20.000,00 € | 769,23 € | 952,38 € | 1818,18 € | 3606,56 € |
| 50.000,00 € | 1923,08 € | 2380,95 € | 4545,45 € | 9016,39 € |
Clicca su una riga per calcolare con quell'importo. IVA scorporata da importo IVA inclusa, valori arrotondati 2026.
Le quattro aliquote IVA vigenti in Italia e i relativi ambiti di applicazione.
| Aliquota | Tipologia | Esempi |
|---|---|---|
| 4% | Super ridotta | Pane, latte, frutta, verdura, libri, prima casa |
| 5% | Ridotta speciale | Erbe aromatiche, basilico, spezie |
| 10% | Ridotta | Turismo, energia, ristrutturazioni, alimentari trasformati |
| 22% | Ordinaria | Tutti gli altri beni e servizi |
Per aggiungere l'IVA a un imponibile si usa la formula: Prezzo IVA inclusa = Imponibile × (1 + aliquota/100). Ad esempio, su un imponibile di €1.000 con IVA 22%, il prezzo ivato è €1.220.
| Imponibile | + IVA 4% | + IVA 10% | + IVA 22% |
|---|---|---|---|
| 100,00 € | 104,00 € | 110,00 € | 122,00 € |
| 250,00 € | 260,00 € | 275,00 € | 305,00 € |
| 500,00 € | 520,00 € | 550,00 € | 610,00 € |
| 1000,00 € | 1040,00 € | 1100,00 € | 1220,00 € |
| 2000,00 € | 2080,00 € | 2200,00 € | 2440,00 € |
| 5000,00 € | 5200,00 € | 5500,00 € | 6100,00 € |
Formula per aggiungere l'IVA al prezzo netto
La formula è semplice: moltiplica l'imponibile per il coefficiente corrispondente all'aliquota. Per IVA 4% usa 1,04; per IVA 10% usa 1,10; per IVA 22% usa 1,22. L'IVA da versare è la differenza tra il prezzo ivato e l'imponibile.
Aggiungere IVA 22% a un imponibile: esempio pratico
Imponibile €500 → IVA 22%: €500 × 0,22 = €110 di IVA, prezzo totale €610. In fattura andranno indicati separatamente imponibile, aliquota, importo IVA e totale.
Per scorporare l'IVA al 22% usa: Imponibile = Importo ÷ 1,22. L'IVA è la differenza tra importo e imponibile.
| Importo IVA inclusa | Imponibile | IVA 22% |
|---|---|---|
| 50,00 € | 40,98 € | 9,02 € |
| 100,00 € | 81,97 € | 18,03 € |
| 122,00 € | 100,00 € | 22,00 € |
| 200,00 € | 163,93 € | 36,07 € |
| 500,00 € | 409,84 € | 90,16 € |
| 1000,00 € | 819,67 € | 180,33 € |
| 1220,00 € | 1000,00 € | 220,00 € |
| 2000,00 € | 1639,34 € | 360,66 € |
| 5000,00 € | 4098,36 € | 901,64 € |
| 10.000,00 € | 8196,72 € | 1803,28 € |
Scorporo IVA 22% su 100€: quanto è l'IVA?
Su un importo di €100 IVA inclusa al 22%, l'imponibile è €100 ÷ 1,22 = €81,97 e l'IVA è €18,03. Attenzione: l'IVA non è il 22% di 100€ (€22) ma il 22% dell'imponibile.
Scorporo IVA 22% su 1.000€: calcolo completo
Importo €1.000 IVA inclusa: imponibile = €1.000 ÷ 1,22 = €819,67; IVA = €1.000 − €819,67 = €180,33.
Perché si divide per 1,22 e non si moltiplica per 22%?
Perché l'importo totale già include l'IVA. Moltiplicare per 22% darebbe l'IVA calcolata sull'intero importo (compresa la quota d'imposta), ottenendo un valore errato. Dividendo per 1,22 si isola correttamente l'imponibile, su cui poi il 22% coincide con l'IVA effettiva.
L'IVA ridotta al 10% si applica a numerose categorie di beni e servizi:
- Ristrutturazioni edilizie (manutenzione ordinaria e straordinaria su immobili residenziali)
- Turismo e ristorazione (somministrazione di alimenti e bevande)
- Prodotti alimentari trasformati (conserve, salumi, formaggi stagionati)
- Medicinali (farmaci per uso umano e veterinario)
- Trasporto passeggeri (ferroviario, aereo, marittimo)
- Eventi culturali e spettacoli (ingressi a musei, teatri, cinema)
Formula: Imponibile = Importo ÷ 1,10.
| Importo IVA inclusa | Imponibile | IVA 10% |
|---|---|---|
| 100,00 € | 90,91 € | 9,09 € |
| 500,00 € | 454,55 € | 45,45 € |
| 1000,00 € | 909,09 € | 90,91 € |
| 2000,00 € | 1818,18 € | 181,82 € |
| 5000,00 € | 4545,45 € | 454,55 € |
IVA 10% sulle ristrutturazioni: come funziona
Per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su immobili residenziali l'IVA agevolata al 10% si applica sia alla manodopera che ai materiali (se forniti dall'impresa e il loro valore non supera il 50% del corrispettivo). Per la nuova costruzione di prima casa l'aliquota scende ulteriormente al 4%.
Scorporo IVA 10% su 1.000€
Importo €1.000 IVA inclusa al 10%: imponibile = €1.000 ÷ 1,10 = €909,09; IVA = €90,91.
L'aliquota IVA del 4%(Tabella A, Parte II, DPR 633/72) è la più bassa prevista dall'ordinamento italiano e si applica a:
- Beni di prima necessità alimentari: pane, latte, frutta fresca, verdura
- Cessione di fabbricati adibiti ad abitazione principale (acquisto da costruttore)
- Ausili, protesi e dispositivi per disabili
- Pubblicazioni: libri, giornali quotidiani, riviste periodiche
Formula: Imponibile = Importo ÷ 1,04.
| Importo IVA inclusa | Imponibile | IVA 4% |
|---|---|---|
| 100,00 € | 96,15 € | 3,85 € |
| 200,00 € | 192,31 € | 7,69 € |
| 500,00 € | 480,77 € | 19,23 € |
| 1000,00 € | 961,54 € | 38,46 € |
IVA 4% prima casa: acquisto da costruttore
Chi acquista la prima abitazione direttamente da un'impresa costruttrice o di ristrutturazione paga l'IVA al 4% sul corrispettivo pattuito. I requisiti sono gli stessi dell'agevolazione “prima casa”: residenza nel Comune entro 18 mesi, immobile non di lusso (non A/1, A/8, A/9), assenza di altri immobili acquistati con agevolazione prima casa.
IVA 4% prodotti alimentari: la lista completa
Rientrano nell'aliquota super ridotta: pane e prodotti da forno, latte fresco e UHT, formaggi freschi non stagionati, uova, frutta e verdura fresche, paste alimentari, olio d'oliva. Sono invece soggetti ad aliquota 10% i prodotti trasformati e conservati (salumi, formaggi stagionati, conserve).
Guida rapida all'aliquota IVA applicabile alle operazioni più frequenti nella vita quotidiana e professionale.
| Operazione | Aliquota IVA | Note | Riferimento |
|---|---|---|---|
| Affitto abitativo | Esente | Locazioni a privati | Art. 10 n. 8 DPR 633/72 |
| Affitto commerciale | 22% o esente | Esente su opzione del locatore | Art. 10 n. 8 e art. 36-bis |
| Ristrutturazione ordinaria | 10% | Su immobili residenziali | Tab. A Parte III n. 127-quaterdecies |
| Ristrutturazione straordinaria | 10% | Manodopera e materiali (< 50%) | Tab. A Parte III n. 127-quinquiesdecies |
| Nuova costruzione prima casa | 4% | Da costruttore | Tab. A Parte II n. 21 |
| Nuova costruzione non prima casa | 10% | Da costruttore | Tab. A Parte III n. 127-undecies |
| Servizi professionali | 22% | Avvocati, commercialisti, ingegneri | Aliquota ordinaria |
| Consulenza | 22% | Consulenza aziendale e informatica | Aliquota ordinaria |
| Trasporto urbano | 5% | TPL urbano ed extraurbano locale | Tab. A Parte II-bis |
| Trasporto extraurbano | 10% | Ferroviario, aereo, marittimo | Tab. A Parte III n. 127-novies |
| Energia elettrica uso domestico | 10% | Uso abitativo fino a 3 kW | Tab. A Parte III n. 103 |
IVA sugli affitti: quando si paga e quando è esente
Le locazioni abitative a privati sono generalmente esenti IVAper legge (art. 10, n. 8, DPR 633/72). Le locazioni commerciali sono esenti di default ma il locatore può optare per l'imponibilità al 22%, emettendo fattura con IVA — scelta conveniente se il conduttore è un soggetto IVA che detraggono l'imposta.
IVA ristrutturazione 10% o 22%: come orientarsi
L'aliquota agevolata al 10% si applica agli interventi su immobili a prevalente destinazione abitativa. Per i lavori su immobili commerciali (uffici, negozi) l'aliquota ordinaria del 22% è la regola. I materiali forniti dall'impresa godono del 10% solo se il loro valore non supera la metà del corrispettivo totale; altrimenti si scinde la fattura.
Le operazioni esenti IVAnon prevedono l'addebito dell'imposta, ma vanno comunque fatturate indicando la norma di esenzione. Diversamente dalle operazioni escluse (fuori campo IVA), quelle esenti rientrano nel campo di applicazione del tributo ma sono dispensate dall'imposta per ragioni di politica fiscale.
| Operazione esente | Riferimento | Note |
|---|---|---|
| Prestazioni sanitarie | Art. 10 n. 18 | Medici, dentisti, psicologi, fisioterapisti |
| Prestazioni educative | Art. 10 n. 20 | Scuole, università, corsi riconosciuti |
| Operazioni di assicurazione | Art. 10 n. 2 | Premi assicurativi e riassicurativi |
| Operazioni bancarie e finanziarie | Art. 10 n. 1 | Concessione crediti, depositi, pagamenti |
| Locazione immobili abitativi | Art. 10 n. 8 | Affitti residenziali a privati |
| Cessione sangue e organi | Art. 10 n. 19 | Sangue umano, plasma, latte materno |
| Servizi postali pubblici | Art. 10 n. 16 | Servizi del fornitore del servizio universale |
Esente, escluso, non imponibile: le differenze
Esente(art. 10): nel campo IVA, ma l'imposta non si applica. Il cedente non detrae l'IVA sugli acquisti (pro rata).
Escluso(art. 2-4): fuori dal campo IVA, nessuna fattura obbligatoria.
Non imponibile(art. 8, 8-bis, 9): aliquota zero, ma il cedente detrae l'IVA sugli acquisti. Tipico delle esportazioni.
Il medico paga l'IVA? L'esenzione per prestazioni sanitarie
Le prestazioni mediche e sanitarie rese da professionisti abilitati sono esenti IVAai sensi dell'art. 10, n. 18. Il medico emette fattura con dicitura “Operazione esente IVA ai sensi dell'art. 10, n. 18, DPR 633/1972”. Non addebita IVA e non detrae l'IVA sulle proprie spese (salvo pro rata se svolge anche attività imponibili).
Il reverse charge(o inversione contabile) è il meccanismo con cui l'obbligo di versare l'IVA viene trasferito dal cedente/prestatore al cessionario/committente. È disciplinato dall'art. 17, comma 6, DPR 633/72 e si applica in specifici settori per contrastare le frodi IVA.
| Settore | Operazione | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Edilizia | Subappalti nel settore delle costruzioni | Art. 17 c. 6 lett. a |
| Pulizie e demolizioni | Servizi su edifici (pulizia, demolizione, installazione impianti) | Art. 17 c. 6 lett. a-ter |
| Metalli preziosi | Cessioni di oro industriale e argento puro | Art. 17 c. 5 |
| Rottami e cascami | Cessioni di rottami ferrosi e non ferrosi | Art. 74 commi 7-8 |
| Commercio elettronico | Cessioni di cellulari, tablet, laptop tra operatori | Art. 17 c. 6 lett. b |
| Servizi intra-UE | Prestazioni di servizi B2B tra soggetti UE | Art. 7-ter DPR 633/72 |
Reverse charge in edilizia: subappalti e manutenzione
In caso di subappalto nel settore edilizio, il subappaltatore emette fattura senza IVA con la dicitura “Inversione contabile — art. 17, c. 6, lett. a, DPR 633/72”. Il committente (appaltatore principale) integra la fattura, registra l'IVA sia a debito che a credito e la versa — a meno che non abbia diritto alla detrazione.
Come si registra una fattura in reverse charge?
Il cessionario/committente deve: 1) integrare la fattura ricevuta con l'indicazione dell'aliquota e dell'IVA; 2) registrarla nel registro acquisti (detrazione) e nel registro vendite (debito) con uguale importo; 3) includere l'operazione nella liquidazione IVA periodica. L'effetto netto è zero se il soggetto ha piena detraibilità.
Gli scambi tra operatori di Paesi UE seguono regole speciali rispetto alle operazioni domestiche. Il principio cardine è la tassazione nel Paese di destinazione per le operazioni B2B.
| Operazione | Trattamento IVA | Adempimenti |
|---|---|---|
| Vendita B2B UE (cessione intra-UE) | Non imponibile | Fattura con art. 41 D.L. 331/93, iscrizione VIES, Intrastat |
| Acquisto B2B UE (acquisto intra-UE) | Reverse charge | Integrazione fattura, registro acquisti e vendite, Intrastat |
| Vendita B2C UE sotto soglia | IVA italiana (22%/10%/4%) | Fattura o scontrino con IVA italiana |
| Vendita B2C UE sopra soglia OSS | IVA del Paese di destinazione | Registrazione OSS, dichiarazione trimestrale OSS |
| Servizi B2B UE (regola generale) | Non imponibile in Italia | Fattura con art. 7-ter DPR 633/72, reverse charge nel Paese UE del cliente |
Cos'è il VIES e perché serve per l'IVA intra-UE
Il VIES(VAT Information Exchange System) è la banca dati europea per verificare la validità dei numeri IVA degli operatori UE. Prima di emettere una fattura non imponibile per cessione intra-UE è obbligatorio verificare che il numero IVA del cliente estero sia iscritto al VIES. L'iscrizione al VIES è richiesta anche all'operatore italiano che vuole effettuare operazioni intra-UE: si richiede all'Agenzia delle Entrate contestualmente all'apertura della partita IVA o tramite variazione dati.
Vendite online in Europa: il regime OSS
Dal 1° luglio 2021 esiste il regime OSS(One Stop Shop), che permette agli e-commerce di dichiarare e versare l'IVA dovuta in tutti i Paesi UE tramite un unico portale nel proprio Paese. La soglia unica UE è di €10.000annui di vendite B2C verso altri Paesi UE: sotto tale soglia si applica l'IVA italiana; sopra è obbligatorio applicare l'IVA del Paese del consumatore, tramite OSS o registrazione diretta.
Scorporare l'IVA significa ricavare l'imponibile (prezzo al netto dell'imposta) partendo dal totale IVA inclusa. Serve una sola divisione.
1. Identifica l'aliquota IVA applicata
Prima di tutto verifica quale aliquota è stata applicata: 22% (ordinaria), 10% (ridotta), 5% (speciale) o 4%(super ridotta). Lo trovi nella fattura o nello scontrino. Se non è indicato, quasi sempre è il 22%.
2. Dividi l'importo per il coefficiente
La formula è: Imponibile = Importo IVA inclusa ÷ (1 + aliquota/100). Per il 22% dividi per 1,22. Per il 10% per 1,10. Per il 4% per 1,04. Esempio: 1220,00 € ÷ 1,22 = 1000,00 € di imponibile.
3. Calcola l'IVA per differenza
IVA = Importo totale − Imponibile. Nell'esempio: 1220,00 € − 1000,00 € = 220,00 € di IVA. Se hai una partita IVA forfettaria, ricorda che non applichi l'IVA sulle tue fatture — lo scorporo ti serve solo per gli acquisti.
4. Verifica: Imponibile + IVA = Totale
Controlla sempre che la somma quadri: 1000,00 € + 220,00 € = 1220,00 €. Se il totale non torna, probabilmente la fattura contiene più aliquote e lo scorporo va fatto separatamente per ciascuna.
Le principali novità IVA in vigore nel 2026 e le scadenze da tenere d'occhio.
Fatturazione elettronica obbligatoria per tutti
Dal 1° gennaio 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i contribuenti in regime forfettario, indipendentemente dal fatturato. Lo scorporo IVA serve per verificare le fatture ricevute dai fornitori in regime ordinario.
Aliquote IVA 2026: restano invariate
Le aliquote IVA nel 2026 sono confermate ai livelli degli anni precedenti: 4%, 5%, 10% e 22%. La clausola di salvaguardia che prevedeva aumenti automatici è stata definitivamente disattivata con la Legge di Bilancio 2020.
Scadenze IVA 2026: liquidazione e versamento
La liquidazione IVA resta mensile (entro il 16 del mese successivo) o trimestrale (entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre). Per chi ha una partita IVA, il calendario fiscale P.IVA mostra tutte le scadenze in un colpo d'occhio.
Tre errori che costano soldi — e come evitarli.
Errore 1: moltiplicare per l'aliquota invece di dividere
L'errore più frequente: prendere 1000,00 € e calcolare il 22% = 220,00 €, ottenendo un'IVA di 220,00 €su un importo che già la include. Il risultato corretto è 1000,00 € ÷ 1,22 = 819,67 € di imponibile, con IVA di 180,33 €. La differenza? 39,67 €in più versati per niente.
Errore 2: applicare l'aliquota sbagliata
Scorporare al 22% un importo che era ivato al 10% gonfia l'IVA e riduce l'imponibile. Su 10.000,00 €: al 10% l'IVA è 909,09 €, al 22% sarebbe 1803,28 €— quasi il doppio. Controlla sempre l'aliquota in fattura prima di scorporare.
Errore 3: scorporare l'IVA su operazioni esenti
Le prestazioni sanitarie, assicurazioni, affitti abitativi e altre operazioni ex art. 10 DPR 633/72 sono esenti IVA — non c'è nulla da scorporare. Se il fornitore indica “esente art. 10”, l'importo in fattura è già interamente imponibile. Per capire se un'operazione ha IVA, il calcolatore del ravvedimento operoso ti aiuta a regolarizzare eventuali versamenti errati.
L'IVA agevolata al 10% si applica agli interventi di manutenzione su immobili residenziali (D.P.R. 633/72, tab. A parte III n. 127-quaterdecies) — chi la richiede risparmia il 12% rispetto all'aliquota ordinaria del 22%.
Quando si applica l'IVA al 10% sulle ristrutturazioni
L'aliquota agevolata spetta per manutenzione ordinaria (tinteggiatura, sostituzione pavimenti, impianti) e straordinaria (rifacimento tetto, apertura porte e finestre, modifica impianti elettrici) su abitazioni residenziali non di lusso (categorie A/1, A/8, A/9 escluse). Gli interventi di nuova costruzione e ampliamenti con modifica della volumetria pagano invece il 22%.
Interventi ammessi al 10% vs ordinari al 22%
| Tipo intervento | Aliquota | Esempio 30.000€ |
|---|---|---|
| Tinteggiatura, rifacimento pavimenti | 10% | +3.000€ IVA |
| Sostituzione infissi, caldaia, porte | 10% | +3.000€ IVA |
| Rifacimento impianti elettrici/idraulici | 10% | +3.000€ IVA |
| Rifacimento tetto, isolamento termico | 10% | +3.000€ IVA |
| Costruzione nuova abitazione | 22% | +6.600€ IVA |
| Ampliamento con modifica volumetria | 22% | +6.600€ IVA |
| Seconde case di lusso (A/1, A/8, A/9) | 22% | +6.600€ IVA |
Il risparmio netto scegliendo interventi agevolati su una ristrutturazione da 30.000€ è 3.600€ di IVA in meno.
Dichiarazione IVA agevolata 10%: come compilarla
Il committente consegna al fornitore una dichiarazione scritta (non esiste un modulo ministeriale ufficiale, basta una lettera firmata) che contiene:
- Dati anagrafici del committente (nome, codice fiscale, indirizzo immobile)
- Descrizione dell'intervento (manutenzione ordinaria/straordinaria)
- Dichiarazione che l'immobile è abitazione residenziale non di lusso
- Impegno a non effettuare modifiche di destinazione
- Data e firma
Il fornitore conserva la dichiarazione per 5 anni(prescrizione Agenzia delle Entrate, art. 43 D.P.R. 600/73) e fattura direttamente al 10%. Niente recupero successivo: l'aliquota si applica da subito.
Beni significativi e IVA al 22% residua
Per i «beni significativi» elencati nel D.M. 29/12/1999 (ascensori, caldaie, infissi, impianti di climatizzazione, sanitari, videocitofoni) l'IVA al 10% si applica solo fino al valore della manodopera. La parte eccedente va al 22%. Esempio: installazione caldaia da 3.000€ con manodopera da 500€ — IVA al 10% su 1.000€ (500€ manodopera + 500€ bene fino al valore manodopera) = 100€, IVA al 22% sul restante 2.000€ = 440€. Totale IVA: 540€ invece di 660€ (solo 22%) o 300€ (solo 10%).
Esempio: ristrutturazione 30.000€ con IVA al 10%
Rifacimento completo appartamento 90 mq: 30.000€ imponibile. Con IVA al 10% paghi 33.000€ totali. Con IVA al 22% (seconda casa di lusso) avresti pagato 36.600€. Risparmio: 3.600€. Per verificare che l'intervento rientri tra quelli agevolati, consulta il codice ATECO della tua impresa edile e la descrizione in fattura.
Il reverse charge (inversione contabile, art. 17 comma 5-7 D.P.R. 633/72) sposta l'obbligo di versamento IVA dal fornitore al cliente — si applica in specifici settori B2B e sempre nelle operazioni intracomunitarie.
Cos'è il reverse charge e come funziona
Nel reverse charge il fornitore emette fattura senza IVAcon dicitura «inversione contabile art. 17 D.P.R. 633/72». Il cliente integra la fattura con l'IVA italiana (22% di norma), la registra sia a debito che a credito nello stesso periodo (IVA neutra), e la versa direttamente all'Erario. Obiettivo: prevenire frodi carosello dove il fornitore fattura con IVA ma scompare senza versarla.
Settori dove si applica il reverse charge interno
| Settore | Riferimento norma | Quando |
|---|---|---|
| Edilizia (subappalto) | Art. 17 c. 6 lett. a) | Subappaltatore → appaltatore |
| Edilizia (prestazioni a imprese) | Art. 17 c. 6 lett. a-ter) | Pulizia, demolizione, installazione impianti |
| Cellulari e microprocessori | Art. 17 c. 6 lett. b) c) | Vendite B2B sopra soglia |
| Console da gioco, tablet, laptop | Art. 17 c. 6 lett. c) | Vendite B2B (DM 25/5/2016) |
| Gas ed energia elettrica | Art. 17 c. 6 lett. d-bis) | Certificati verdi, capacità |
| Oro da investimento | Art. 17 c. 5 | Cessione tra soggetti IVA |
Reverse charge edilizia: chi versa l'IVA
Nel subappalto edilizio il subappaltatore emette fattura senza IVA all'appaltatore. L'appaltatore (che ha contratto diretto col committente) integra con IVA al 22% e la versa. Dal 2015 il reverse charge si estende anche a prestazioni di pulizia, demolizione, installazione impianti e completamento rese a imprese edili, anche fuori dal subappalto (art. 17 comma 6 lett. a-ter).
Come compilare la fattura in reverse charge
Fattura elettronica in reverse charge: nel campo «Natura» si inserisce N6(inversione contabile) con sottocategoria specifica: N6.1 cessione di rottami, N6.2 oro e argento, N6.3 subappalto edilizia, N6.4 cessione fabbricati, N6.5 cellulari, N6.6 prodotti elettronici, N6.7 edilizia e settori connessi, N6.8 energetici, N6.9 altri casi. L'aliquota IVA è 0, il totale fattura è solo l'imponibile.
Reverse charge interno vs intracomunitario
Il reverse charge interno si applica tra soggetti italiani in settori specifici (edilizia, cellulari, ecc.). Il reverse charge intracomunitario si applica semprein acquisti di beni/servizi da soggetti IVA UE: l'impresa italiana integra la fattura estera con IVA italiana. Per verificare la P.IVA UE si usa il VIES — vedi sezione dedicata.
Errori comuni nel reverse charge
- Fatturare con IVA quando serve reverse charge: sanzione 1.000€ — 4.000€ (art. 6 c. 9-bis D.Lgs. 471/97)
- Non integrare la fattura ricevuta: l'IVA resta evasa, sanzione 90% imposta (D.Lgs. 471/97)
- Applicare reverse charge a un privato: il privato non ha P.IVA, serve fatturare con IVA normale
- Codice Natura sbagliato in fattura elettronica: causa scarto del SdI
Lo split payment (scissione dei pagamenti, art. 17-ter D.P.R. 633/72) è un meccanismo obbligatorio per fornitori di enti pubblici — il fornitore incassa solo l'imponibile, l'IVA va direttamente all'Erario. La deroga UE (Decisione Consiglio 2023/1552) è stata prorogata fino al 30 giugno 2026: oltre tale data l'applicabilità dipende da eventuale rinnovo UE.
Cos'è lo split payment e perché esiste
Introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 per combattere l'evasione IVA nei rapporti con la PA. Funziona così: il fornitore emette fattura con IVA esposta normalmente (22% o altra aliquota), ma l'ente pubblico paga al fornitore solo l'imponibilee versa l'IVA direttamente all'Erario, senza passare dal fornitore. Il fornitore non incassa mai l'IVA — se ha credito IVA deve chiederne rimborso.
Quando si applica lo split payment
| Soggetto committente | Obbligo |
|---|---|
| Stato, regioni, comuni, province | Sì |
| ASL, ospedali, università pubbliche | Sì |
| Enti pubblici economici e non economici | Sì |
| Società quotate nel FTSE MIB | Sì (dal 2018) |
| Società controllate dal MEF o enti pubblici | Sì |
| Fondazioni bancarie, privati | No |
L'elenco completo degli enti soggetti a split payment è pubblicato dal MEF ogni anno su www.finanze.gov.it.
Come fatturare in split payment
In fattura elettronica il campo «EsigibilitàIVA» va impostato a «S»(scissione dei pagamenti). La dicitura obbligatoria in fattura è: «Scissione dei pagamenti art. 17-ter D.P.R. 633/72». L'importo totale della fattura include l'IVA (es. 1.220€ per imponibile 1.000€ + IVA 220€), ma l'ente paga solo 1.000€ al fornitore e 220€ direttamente all'Erario.
Split payment e liquidazione IVA del fornitore
Per il fornitore, l'IVA in split payment non entra nella liquidazione IVA (né a debito, né a credito). La fattura viene registrata regolarmente ma la colonna IVA è «esigibile differita split». Questo può creare situazioni di credito IVA permanenteper fornitori che lavorano solo con PA: l'IVA sui costi è detraibile, ma non c'è IVA attiva da compensare. In questi casi si chiede il rimborso trimestrale (modello IVA TR) o annuale.
Esempio pratico split payment
Studio tecnico fattura a un comune 10.000€ + IVA 22% = totale 12.200€. Il comune paga 10.000€ al professionista e versa 2.200€ di IVA direttamente all'Erario tramite F24 (codice tributo 6040). Il professionista registra la fattura con esigibilità IVA «S» e non la include in liquidazione IVA. I fornitori di software gestionali distinguono automaticamente le fatture split per evitare errori.
Il VIES (VAT Information Exchange System) è il registro europeo delle partite IVA abilitate alle operazioni intracomunitarie — chi vende B2B all'estero deve sempre verificare la P.IVA del cliente prima di fatturare.
Come controllare una partita IVA VIES (gratis, 10 secondi)
Vai su ec.europa.eu/taxation_customs/vies (sito ufficiale della Commissione Europea, gratuito, senza login):
- Seleziona il paese (es. DE per Germania, FR per Francia)
- Inserisci il numero di partita IVA senza prefisso (es. 12345678901)
- Clicca «Verifica» — risposta istantanea: «Numero IVA valido» o «Numero IVA non valido»
- Salva lo screenshot come prova: in caso di controllo AdE, è la prova di aver verificato la posizione del cliente
Come iscriversi al VIES (partita IVA italiana)
Dal 2014 l'iscrizione al VIES non è più automatica: quando apri la P.IVA (modello AA9/12 per persone fisiche, AA7/10 per società) spunta la casella «Operazioni intracomunitarie». L'Agenzia delle Entrate verifica entro 30 giorni e ti inserisce nel VIES (o respinge con comunicazione motivata). Se hai già la P.IVA e non sei nel VIES, presenta modello AA9/12 integrativo online tramite Fisconline/Entratel.
Cosa cambia se il cliente UE non è VIES
Se la partita IVA del cliente non è nel VIES, l'operazione è fiscalmente assimilata a una vendita a un privato consumatore: devi fatturare con IVA italiana piena(22% normale), non puoi usare il reverse charge intracomunitario. Questo vale anche se il cliente ha effettivamente una P.IVA ma non l'ha abilitata al VIES.
VIES per servizi digitali (OSS)
Per vendite di servizi digitali a consumatori UE (non imprese) c'è il regime OSS (One Stop Shop): ti iscrivi sul portale OSS dell'Agenzia delle Entrate, fatturi con l'IVA del paese del cliente, versi tutto cumulativamente in Italia. L'AdE redistribuisce agli altri Stati. Serve solo se superi 10.000€/anno di vendite B2C transfrontaliere UE.
Errori comuni col VIES
- Non verificare il cliente: se la P.IVA risulta non VIES e hai fatturato senza IVA, l'AdE ti contesta l'IVA evasa (22% dell'imponibile) + sanzioni
- Confondere VIES con CF/P.IVA: esistenza della P.IVA non implica VIES. Sempre controllare
- Fatturare senza IVA a un privato UE: i privati non hanno VIES, serve IVA italiana (o OSS se superi 10.000€)
- Non conservare la verifica: AdE può chiedere prova documentale fino a 5 anni dopo
Il regime del margine (artt. 36-40 D.L. 41/1995) permette ai commercianti di beni usati di applicare l'IVA solo sulla differenza prezzo vendita − prezzo acquisto — un risparmio enorme rispetto all'IVA sull'intero importo.
Cos'è il regime del margine
Applicato a commercianti di beni usati, oggetti d'arte, antiquariato e oggetti da collezione. L'IVA si calcola sul margine (prezzo vendita − costo acquisto), non sul totale. Esempio: compro un'auto usata a 8.000€ da un privato, la rivendo a 10.000€ — IVA al 22% solo su 2.000€ di margine = 360,66€ (non su 10.000€ = 2.200€).
Tre metodi di applicazione
| Metodo | Come funziona | Quando conviene |
|---|---|---|
| Analitico | IVA calcolata per ogni singola operazione | Commercio auto, beni di valore alto |
| Globale | Margine cumulativo di tutto il periodo | Commercio libri usati, abbigliamento |
| Forfettario | Margine = 60% (o 50%) del prezzo vendita | Oggetti d'arte non tracciabili |
Chi può usare il regime del margine
- Commercianti di auto usate (acquisti da privati, non da concessionari)
- Negozianti di oggetti d'arte, antiquariato, collezionismo
- Rivenditori di beni usati in genere (libri, mobili, elettronica, abbigliamento vintage)
- Solo se il bene è stato acquistato da un soggetto privato o da un altro operatore in regime del margine
Esempio pratico: auto usata
Concessionario acquista Fiat Panda 2018 a 7.500€ da un privato. La vende a 9.500€. Margine: 2.000€. IVA regime margine (22%): 360,66€ (scorporata dal margine: 2.000 ÷ 1,22 × 0,22). L'IVA normale sarebbe stata 1.711,48€ (9.500 ÷ 1,22 × 0,22). Risparmio: 1.350,82€.
Fatturazione in regime del margine
La fattura in regime del margine non espone l'IVA. Dicitura obbligatoria: «Operazione in regime del margine ex art. 36 D.L. 41/1995». Il cliente acquirente non può detrarrel'IVA (perché non c'è IVA esposta). Per il commerciante, l'IVA sul margine viene versata in liquidazione IVA come se fosse IVA normale — codice 6099 in F24.
Le risposte alle domande più cercate sullo scorporo IVA.
Come si calcola lo scorporo IVA?
Per scorporare l'IVA da un importo IVA inclusa, dividi per 1 + l'aliquota IVA. Per l'IVA al 22%: Imponibile = Importo / 1,22. Per il 10%: Importo / 1,10. L'IVA è la differenza tra importo totale e imponibile.
Qual è la formula dello scorporo IVA al 22%?
Imponibile = Importo IVA inclusa ÷ 1,22. Esempio: se il totale è 1.220€, l'imponibile è 1.000€ e l'IVA è 220€. La formula funziona per qualsiasi aliquota: basta sostituire 1,22 con 1,04 (4%), 1,05 (5%) o 1,10 (10%).
Quando si usa il 4%, il 10% e il 22%?
IVA 4%: beni di prima necessità (pane, latte, frutta, libri). IVA 5%: erbe aromatiche, basilico. IVA 10%: servizi turistici, alimentari trasformati, ristrutturazioni edilizie agevolate. IVA 22%: aliquota ordinaria per tutti gli altri beni e servizi.
Come faccio ad aggiungere l'IVA a un prezzo netto?
Per aggiungere l'IVA: Prezzo IVA inclusa = Imponibile × (1 + aliquota). Per il 22%: Prezzo × 1,22. Esempio: se l'imponibile è 1.000€, il totale IVA inclusa è 1.220€.
Lo scorporo IVA si applica ai forfettari?
No, i contribuenti in regime forfettario non applicano l'IVA sulle loro fatture. Lo scorporo IVA serve per chi opera in regime ordinario e deve separare l'imponibile dall'IVA inclusa nel prezzo finale.
Come si fa lo scorporo IVA con aliquote miste?
Se una fattura contiene beni con aliquote diverse (es. 10% e 22%), lo scorporo va fatto separatamente per ogni aliquota. Dividi gli importi per la rispettiva aliquota: la parte al 10% si divide per 1,10 e la parte al 22% per 1,22. L'IVA totale è la somma delle due IVA scorporate.
Cos'è il reverse charge e come funziona con l'IVA?
Il reverse charge (inversione contabile) è un meccanismo per cui l'IVA non viene addebitata dal fornitore ma è il cliente ad autofatturarla. Si applica nelle operazioni intracomunitarie e in alcuni settori (edilizia, informatica, energia). In questi casi lo scorporo IVA non serve perché il fornitore fattura senza IVA e il cliente integra la fattura con l'aliquota italiana applicabile.
Come si calcola l'IVA su un importo netto?
Per calcolare l'IVA da aggiungere a un importo netto (imponibile), moltiplica l'imponibile per l'aliquota IVA. Esempio: 1.000€ × 22% = 220€ di IVA, totale 1.220€. Per il 10%: 1.000€ × 10% = 100€, totale 1.100€. La formula è: Totale = Imponibile × (1 + aliquota).
Quali beni hanno l'IVA al 5%?
L'aliquota IVA al 5% si applica a una categoria ristretta di beni alimentari: basilico, rosmarino, salvia e altre erbe aromatiche fresche. Introdotta dal 2016, è l'aliquota meno diffusa. Non va confusa con il 4% (beni di prima necessità) né con il 10% (alimentari trasformati e servizi).
Scorporo IVA: si arrotonda per eccesso o per difetto?
L'arrotondamento dell'IVA segue la regola matematica standard: si arrotonda al centesimo più vicino (da 0,005 in su per eccesso, sotto per difetto). Nella fatturazione elettronica l'importo IVA viene calcolato con almeno 2 decimali. Il totale fattura deve quadrare: Imponibile + IVA = Totale IVA inclusa.
Come si fa lo scorporo IVA al 10%?
Per scorporare l'IVA al 10% dividi l'importo IVA inclusa per 1,10. Esempio: 1.100€ ÷ 1,10 = 1.000€ di imponibile. L'IVA è 100€. L'aliquota al 10% si applica a ristrutturazioni, turismo, ristorazione e alimentari trasformati.
Quanto è l'IVA su 1.000 euro?
Dipende dalla direzione del calcolo. Se 1.000€ è il prezzo IVA inclusa al 22%: imponibile = 819,67€, IVA = 180,33€. Se 1.000€ è l'imponibile e vuoi aggiungere l'IVA al 22%: IVA = 220€, totale 1.220€. Lo scorporo (da ivato a netto) divide per 1,22; l'aggiunta (da netto a ivato) moltiplica per 1,22.
Come si calcola l'IVA su una fattura con più aliquote?
Quando una fattura contiene beni con aliquote diverse (es. 4% e 22%), ciascun importo va scorporato separatamente con il proprio divisore (1,04 e 1,22). L'IVA totale è la somma delle singole IVA. In fattura elettronica le righe con aliquote diverse vengono raggruppate in "riepilogo IVA" distinti.
Scorporo IVA e split payment: come funziona?
Con lo split payment (scissione dei pagamenti, art. 17-ter DPR 633/72), la Pubblica Amministrazione versa l'IVA direttamente all'Erario invece che al fornitore. Lo scorporo IVA resta identico — cambia solo chi versa l'imposta. Il fornitore incassa l'imponibile, l'ente pubblico trattiene e versa l'IVA.
Qual è la differenza tra scorporo IVA e calcolo IVA in avanti?
Lo scorporo IVA parte dal totale IVA inclusa e ricava l'imponibile (divisione per 1 + aliquota). Il calcolo in avanti parte dall'imponibile e aggiunge l'IVA (moltiplicazione per aliquota). Sono operazioni inverse: scorporo per verificare fatture ricevute, calcolo in avanti per emettere fatture.
Quando si applica l'IVA al 10% sulle ristrutturazioni?
L'IVA al 10% si applica a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su immobili residenziali (D.P.R. 633/72, tab. A parte III, n. 127-quaterdecies). Include rifacimento tetto, sostituzione infissi, impianti elettrici e idraulici, tinteggiatura, pavimentazione. Esclusi: nuove costruzioni (22%) e grandi ristrutturazioni totali. Per i «beni significativi» (caldaia, ascensore, infissi di valore alto) l'IVA al 10% si applica solo fino al valore della manodopera — il resto va al 22%.
Come si compila la dichiarazione IVA agevolata al 10%?
Il committente consegna al fornitore una dichiarazione scritta (non serve modulo ministeriale) con: dati immobile, tipologia intervento, dichiarazione che la casa è abitazione residenziale non di lusso (cat. A/1, A/8, A/9 escluse), firma. Il fornitore conserva la dichiarazione per 5 anni (prescrizione AdE). La fattura viene emessa direttamente al 10% — niente recupero successivo.
Cos'è il reverse charge in edilizia?
Il reverse charge edilizia (art. 17 comma 6 DPR 633/72) inverte chi versa l'IVA: non il fornitore (subappaltatore) ma il committente (impresa appaltatrice). Si applica a prestazioni nel settore edile rese a un'altra impresa edile. Il fornitore emette fattura SENZA IVA con dicitura «inversione contabile art. 17 DPR 633/72». L'impresa appaltatrice integra la fattura con IVA al 22% e la versa direttamente all'Erario.
Come funziona lo split payment per la PA?
Lo split payment (scissione dei pagamenti, art. 17-ter DPR 633/72) si applica quando un fornitore emette fattura a una Pubblica Amministrazione, ente pubblico economico o società controllata dal MEF. Il fornitore emette fattura con IVA esposta + dicitura «scissione dei pagamenti art. 17-ter», ma l'Ente trattiene l'IVA e la versa direttamente all'Erario, pagando al fornitore SOLO l'imponibile. In fattura elettronica il campo «EsigibilitàIVA» va impostato a «S».
Cos'è il regime del margine (beni usati)?
Il regime del margine (artt. 36-40 D.L. 41/1995) si applica a commercianti di beni usati, oggetti d'arte, antiquariato. L'IVA non si calcola sul prezzo totale ma solo sul margine (prezzo vendita − prezzo acquisto). Esempio: compro un'auto usata a 8.000€ e la rivendo a 10.000€ → IVA al 22% solo su 2.000€ di margine = 360,66€ (non su 10.000€). Tre metodi: analitico, globale, forfettario.
Come controllare una partita IVA VIES?
Il VIES (VAT Information Exchange System) è il registro UE delle partite IVA abilitate a operazioni intracomunitarie. Controlla su ec.europa.eu/taxation_customs/vies (gratuito, senza login): inserisci codice paese + numero IVA, il sistema risponde «valido» o «non valido». Se vendi a un cliente UE e la sua P.IVA non è VIES, devi fatturare con IVA italiana (non reverse charge). Per la tua P.IVA italiana: è automaticamente iscritta al VIES dopo richiesta all'AdE (modello AA9/12).
Quando serve la dichiarazione IVA annuale?
Tutti i contribuenti in regime ordinario presentano la dichiarazione IVA entro il 30 aprile dell'anno successivo (art. 8 D.P.R. 322/1998). Esonerati: forfettari, minimi, agricoltori in regime speciale art. 34, chi emette solo fatture esenti. La dichiarazione riassume IVA a debito e credito del periodo, calcola saldo finale (a credito → rimborso o compensazione; a debito → versamento).