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Aprire un Bar o un Ristorante nel 2026

Hai in mente il locale — qui trovi i numeri. Scegli il formato e il fatturato previsto: vedi subito il codice ATECO 2025 corretto, i costi di apertura, le tasse del primo anno e il netto stimato. Aggiornato alla normativa 2026.

Approfondimenti

Dal 1° gennaio 2025 è in vigore la nuova classificazione ATECO 2025: i codici della ristorazione sono cambiati rispetto all'ATECO 2007 che trovi ancora su molte guide. Ecco i codici giusti.

AttivitàATECO 2025Vecchio codice (2007)
Ristorante con servizio al tavolo56.11.1156.10.11
Ristorazione senza servizio / asporto56.11.1256.10.20
Bar e caffetterie56.30.0156.30.00
Lounge e cocktail bar56.30.0256.30.00
Gelaterie e pasticcerie56.11.21-2456.10.30
Ristorazione mobile (street food)56.12.0156.10.42
Catering per eventi56.21.0156.10.12

Codice ATECO bar: 56.30.01

Il codice per bar, caffè, pub senza cucina ed enoteche con mescita è il 56.30.01— Attività di somministrazione di bevande in bar e caffetterie. Il vecchio 56.30.00 dell'ATECO 2007 si è articolato in sotto-codici: per i lounge e cocktail bar il codice dedicato è il 56.30.02.

Codice ATECO ristorante: 56.11.11

Ristoranti, trattorie, pizzerie con tavoli e pub con cucina usano il 56.11.11 — Attività di ristoranti con servizio al tavolo, escluse gelaterie e pasticcerie. Le gelaterie e pasticcerie hanno quattro codici dedicati (56.11.21-24), distinti tra servizio al tavolo e asporto.

Codice ATECO asporto e take away: 56.11.12

Pizzerie al taglio, rosticcerie, kebab, take away e self-service usano il 56.11.12 — Attività di ristoranti senza servizio al tavolo o da asporto. Se aggiungi il servizio ai tavoli, il codice corretto diventa il 56.11.11.

Che fine ha fatto il 56.10.11 (e il 56.30.00)

I vecchi codici dell'ATECO 2007 sono confluiti nei nuovi: il 56.10.11 nel 56.11.11, il 56.10.20 nel 56.11.12, il 56.30.00 nel 56.30.01. Le P.IVA già attive sono state riclassificate d'ufficio dalle Camere di Commercio; per una nuova apertura si usa direttamente il codice ATECO 2025. Ai fini del regime forfettario cambia poco: tutta la divisione 56 conserva il coefficiente di redditività del 40%.

I costi di apertura hanno due anime: la burocrazia(simile per tutti) e l'investimento in locale e attrezzature (che fa la vera differenza). Ecco la burocrazia voce per voce, a valori 2026.

VoceCosto tipico
Apertura P.IVA (modello AA9/12)gratuita
Iscrizione Registro Imprese (ComUnica)~120 €
SCIA al SUAP del comune50-250 €
Notifica sanitaria ASL30-150 €
Corso SAB (ex REC)150-900 €
Corso HACCP + manuale di autocontrollo200-600 €
Registratore Telematico800-1.500 €
Pratiche tecniche (asseverazioni, planimetrie)500-1.500 €
Commercialista — pratiche di avvio300-500 €
Totale burocrazia~3.000-4.500 €

Quanto costa aprire un bar piccolo

Oltre alla burocrazia (~3.500 €), un bar di piccolo formato richiede in genere 30.000-60.000 € tra banco, macchina del caffè, frigoriferi, arredi e lavori leggeri. Rilevare un bar già avviato con attrezzature funzionanti può ridurre l'investimento, ma aggiunge il costo della licenza/avviamento.

Quanto costa aprire un ristorante

Un ristorante parte tipicamente da 80.000-200.000 €: la cucina professionale (20.000-60.000 €), la canna fumaria o l'abbattitore, l'impiantistica a norma e gli arredi pesano molto più della burocrazia. È il formato dove la verifica tecnica del locale, prima della firma del contratto, vale più di ogni altro passaggio.

Quanto costa aprire un take away

L'asporto è il formato più leggero: 20.000-50.000 € di investimento tipico, spazi ridotti, servizio al banco. La burocrazia resta la stessa (SAB compreso: serve anche per la vendita di alimenti), ma i requisiti tecnici del locale sono meno onerosi rispetto a una cucina da ristorante.

Il fisco del primo anno di un bar o ristorante in forfettario si calcola in tre passi. Il calcolatore li fa per te — ecco la meccanica.

1. Il coefficiente di redditività: 40%

Nel regime forfettario il fisco considera reddito solo il 40% dei ricavi (coefficiente della divisione ATECO 56): il restante 60% è riconosciuto forfettariamente come spese. Con 60.000 € di incassi, il reddito fiscale è 24.000 €.

2. L'imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni

Sul reddito forfettario si paga un'imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5%per i primi 5 anni di una nuova attività (L. 190/2014). Sull'esempio: 24.000 € × 5% = 1.200 € di imposta il primo anno.

3. I contributi INPS commercianti

Bar e ristoranti sono attività commerciali: il titolare versa i contributi fissi (~4.612 € l'anno in 4 rate trimestrali, dovuti a prescindere dagli incassi) più il 24,48% sulla parte di reddito oltre il minimale di 18.808 €. I forfettari possono chiedere la riduzione del 35% dei contributi, rinunciando a una quota di montante pensionistico.

4. I costi fissi che dimentichi sempre

Commercialista (700-1.800 €/anno), software di cassa (~300 €), diritto camerale (~120 €), PEC: sono 1.300-2.200 € l'anno che entrano nel conto del primo anno insieme alla burocrazia di apertura.

Bar in forfettario 5% (nuova attività) fino a 85.000 € di ricavi, regime ordinario oltre. Burocrazia di apertura inclusa, costi di gestione e investimento esclusi — clicca una riga per personalizzare.

FatturatoImpostaINPSNetto anno 1
40.000 €800 €4612 €29.998 €
60.000 €1200 €5883 €48.327 €
80.000 €1600 €7841 €65.969 €
100.000 €26.484 €24.488 €43.538 €
130.000 €36.799 €31.832 €55.879 €
160.000 €47.115 €39.176 €68.220 €

Oltre 85.000 € il forfettario decade: righe calcolate con IRPEF ordinaria al lordo dei costi reali deducibili. Il netto esclude materie prime, affitto e personale — aggiungili nel calcolatore per il quadro completo.

Tre sigle governano l'apertura di un locale: la formazione (SAB), l'igiene (HACCP) e la pratica amministrativa (SCIA). Ecco cosa serve davvero.

Il corso SAB (ex REC): chi deve farlo

La somministrazione e la vendita di alimenti richiedono il requisito professionale (art. 71 D.Lgs. 59/2010): il corso SAB (100+ ore, 150-900 €), oppure due anni di esperienza nel settore negli ultimi cinque, oppure un titolo di studio idoneo (alberghiero, agraria, e simili). Vale per bar, ristoranti e asporto. È il passaggio più lungo: parti da qui.

HACCP: corso e manuale di autocontrollo

Il Reg. CE 852/2004 richiede la formazione HACCP per titolare e addetti e un piano di autocontrollo scritto sul tuo locale (temperature, tracciabilità, sanificazione). Corso da ~80 € a persona, manuale 150-500 € tramite consulente. Da avere pronti dal primo giorno di apertura.

SCIA al SUAP e notifica sanitaria

La SCIA(Segnalazione Certificata di Inizio Attività) si presenta online allo sportello SUAP del comune e permette di aprire il giorno stesso; la notifica sanitaria all'ASL parte contestualmente. I diritti di istruttoria variano per comune (50-250 €); le asseverazioni tecniche allegate richiedono un professionista abilitato.

Il locale: destinazione d'uso, agibilità, canna fumaria

Prima di firmare il contratto verifica: destinazione d'uso commerciale, agibilità, servizi igienici a norma (anche per i clienti), e — se cucini — l'aspirazione: molti comuni richiedono la canna fumaria a tetto, alcuni ammettono abbattitori a carboni attivi per cucine leggere. È il punto dove si bruciano più soldi: una verifica tecnica da poche centinaia di euro evita errori da decine di migliaia.

Le agevolazioni per chi apre funzionano a bandi: finestre che si aprono e chiudono. Ecco le misure da tenere d'occhio nel 2026 — verifica sempre lo stato del bando prima di contarci.

Le misure Invitalia per l'autoimpiego

I programmi di autoimpiego di Invitalia sostengono nuove attività — ristorazione inclusa — con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, con corsie preferenziali per under 35, donne e disoccupati. ON — Nuove imprese a tasso zero finanzia fino al 90% delle spese per imprese costituite da meno di 5 anni.

Resto al Sud 2.0

Per chi apre nel Mezzogiorno: voucher a fondo perduto per l'avvio e contributi sugli investimenti, con percentuali maggiorate per i più giovani. La ristorazione è storicamente uno dei settori più finanziati della misura.

Nuova Sabatini e bandi locali

La Nuova Sabatiniabbatte gli interessi sull'acquisto di attrezzature (cucine, banchi frigo, RT). Regioni e Camere di Commercio pubblicano bandi periodici per i pubblici esercizi: contributi tipici da 5.000 a 30.000 €. Un business plan solido — fatturato, food cost, costo personale, tasse — è il biglietto d'ingresso di ogni bando.

Il forfettario è il regime naturale di chi parte piccolo. Per la ristorazione ha regole precise.

  • Coefficiente di redditività 40% — il reddito fiscale è il 40% dei ricavi; il 60% è spesa riconosciuta forfettariamente (divisione ATECO 56).
  • Imposta sostitutiva 15% — ridotta al 5% per i primi 5 anni di nuova attività.
  • Limite 85.000 € — di ricavi annui per restare nel regime; oltre 100.000 € l'uscita è immediata.
  • INPS commercianti — fissi ~4.612 €/anno + 24,48% oltre il minimale; riduzione del 35% a richiesta per i forfettari.
  • Niente IVA sulle vendite — scontrini senza IVA, ma anche zero IVA detraibile sugli acquisti e sull'investimento iniziale: su lavori e attrezzature importanti, l'ordinario recupera l'IVA e il forfettario no.

Per confrontare i regimi sui tuoi numeri usa il confronto forfettario vs ordinario e il calcolo tasse forfettario.

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Dati aggiornati ad agosto 2026. Codici ATECO 2025 (classificazione ISTAT in vigore dal 1/1/2025), coefficiente forfettario 40% e imposta sostitutiva (L. 190/2014), contributi INPS commercianti (Circ. INPS 14/2026). I costi di burocrazia sono stime di mercato: variano per comune e fornitore.