Approfondimenti
Dal 1° gennaio 2025 è in vigore la nuova classificazione ATECO 2025: i codici della ristorazione sono cambiati rispetto all'ATECO 2007 che trovi ancora su molte guide. Ecco i codici giusti.
| Attività | ATECO 2025 | Vecchio codice (2007) |
|---|---|---|
| Ristorante con servizio al tavolo | 56.11.11 | 56.10.11 |
| Ristorazione senza servizio / asporto | 56.11.12 | 56.10.20 |
| Bar e caffetterie | 56.30.01 | 56.30.00 |
| Lounge e cocktail bar | 56.30.02 | 56.30.00 |
| Gelaterie e pasticcerie | 56.11.21-24 | 56.10.30 |
| Ristorazione mobile (street food) | 56.12.01 | 56.10.42 |
| Catering per eventi | 56.21.01 | 56.10.12 |
Codice ATECO bar: 56.30.01
Il codice per bar, caffè, pub senza cucina ed enoteche con mescita è il 56.30.01— Attività di somministrazione di bevande in bar e caffetterie. Il vecchio 56.30.00 dell'ATECO 2007 si è articolato in sotto-codici: per i lounge e cocktail bar il codice dedicato è il 56.30.02.
Codice ATECO ristorante: 56.11.11
Ristoranti, trattorie, pizzerie con tavoli e pub con cucina usano il 56.11.11 — Attività di ristoranti con servizio al tavolo, escluse gelaterie e pasticcerie. Le gelaterie e pasticcerie hanno quattro codici dedicati (56.11.21-24), distinti tra servizio al tavolo e asporto.
Codice ATECO asporto e take away: 56.11.12
Pizzerie al taglio, rosticcerie, kebab, take away e self-service usano il 56.11.12 — Attività di ristoranti senza servizio al tavolo o da asporto. Se aggiungi il servizio ai tavoli, il codice corretto diventa il 56.11.11.
Che fine ha fatto il 56.10.11 (e il 56.30.00)
I vecchi codici dell'ATECO 2007 sono confluiti nei nuovi: il 56.10.11 nel 56.11.11, il 56.10.20 nel 56.11.12, il 56.30.00 nel 56.30.01. Le P.IVA già attive sono state riclassificate d'ufficio dalle Camere di Commercio; per una nuova apertura si usa direttamente il codice ATECO 2025. Ai fini del regime forfettario cambia poco: tutta la divisione 56 conserva il coefficiente di redditività del 40%.
I costi di apertura hanno due anime: la burocrazia(simile per tutti) e l'investimento in locale e attrezzature (che fa la vera differenza). Ecco la burocrazia voce per voce, a valori 2026.
| Voce | Costo tipico |
|---|---|
| Apertura P.IVA (modello AA9/12) | gratuita |
| Iscrizione Registro Imprese (ComUnica) | ~120 € |
| SCIA al SUAP del comune | 50-250 € |
| Notifica sanitaria ASL | 30-150 € |
| Corso SAB (ex REC) | 150-900 € |
| Corso HACCP + manuale di autocontrollo | 200-600 € |
| Registratore Telematico | 800-1.500 € |
| Pratiche tecniche (asseverazioni, planimetrie) | 500-1.500 € |
| Commercialista — pratiche di avvio | 300-500 € |
| Totale burocrazia | ~3.000-4.500 € |
Quanto costa aprire un bar piccolo
Oltre alla burocrazia (~3.500 €), un bar di piccolo formato richiede in genere 30.000-60.000 € tra banco, macchina del caffè, frigoriferi, arredi e lavori leggeri. Rilevare un bar già avviato con attrezzature funzionanti può ridurre l'investimento, ma aggiunge il costo della licenza/avviamento.
Quanto costa aprire un ristorante
Un ristorante parte tipicamente da 80.000-200.000 €: la cucina professionale (20.000-60.000 €), la canna fumaria o l'abbattitore, l'impiantistica a norma e gli arredi pesano molto più della burocrazia. È il formato dove la verifica tecnica del locale, prima della firma del contratto, vale più di ogni altro passaggio.
Quanto costa aprire un take away
L'asporto è il formato più leggero: 20.000-50.000 € di investimento tipico, spazi ridotti, servizio al banco. La burocrazia resta la stessa (SAB compreso: serve anche per la vendita di alimenti), ma i requisiti tecnici del locale sono meno onerosi rispetto a una cucina da ristorante.
Il fisco del primo anno di un bar o ristorante in forfettario si calcola in tre passi. Il calcolatore li fa per te — ecco la meccanica.
1. Il coefficiente di redditività: 40%
Nel regime forfettario il fisco considera reddito solo il 40% dei ricavi (coefficiente della divisione ATECO 56): il restante 60% è riconosciuto forfettariamente come spese. Con 60.000 € di incassi, il reddito fiscale è 24.000 €.
2. L'imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni
Sul reddito forfettario si paga un'imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5%per i primi 5 anni di una nuova attività (L. 190/2014). Sull'esempio: 24.000 € × 5% = 1.200 € di imposta il primo anno.
3. I contributi INPS commercianti
Bar e ristoranti sono attività commerciali: il titolare versa i contributi fissi (~4.612 € l'anno in 4 rate trimestrali, dovuti a prescindere dagli incassi) più il 24,48% sulla parte di reddito oltre il minimale di 18.808 €. I forfettari possono chiedere la riduzione del 35% dei contributi, rinunciando a una quota di montante pensionistico.
4. I costi fissi che dimentichi sempre
Commercialista (700-1.800 €/anno), software di cassa (~300 €), diritto camerale (~120 €), PEC: sono 1.300-2.200 € l'anno che entrano nel conto del primo anno insieme alla burocrazia di apertura.
Bar in forfettario 5% (nuova attività) fino a 85.000 € di ricavi, regime ordinario oltre. Burocrazia di apertura inclusa, costi di gestione e investimento esclusi — clicca una riga per personalizzare.
| Fatturato | Imposta | INPS | Netto anno 1 |
|---|---|---|---|
| 40.000 € | 800 € | 4612 € | 29.998 € |
| 60.000 € | 1200 € | 5883 € | 48.327 € |
| 80.000 € | 1600 € | 7841 € | 65.969 € |
| 100.000 € | 26.484 € | 24.488 € | 43.538 € |
| 130.000 € | 36.799 € | 31.832 € | 55.879 € |
| 160.000 € | 47.115 € | 39.176 € | 68.220 € |
Oltre 85.000 € il forfettario decade: righe calcolate con IRPEF ordinaria al lordo dei costi reali deducibili. Il netto esclude materie prime, affitto e personale — aggiungili nel calcolatore per il quadro completo.
Tre sigle governano l'apertura di un locale: la formazione (SAB), l'igiene (HACCP) e la pratica amministrativa (SCIA). Ecco cosa serve davvero.
Il corso SAB (ex REC): chi deve farlo
La somministrazione e la vendita di alimenti richiedono il requisito professionale (art. 71 D.Lgs. 59/2010): il corso SAB (100+ ore, 150-900 €), oppure due anni di esperienza nel settore negli ultimi cinque, oppure un titolo di studio idoneo (alberghiero, agraria, e simili). Vale per bar, ristoranti e asporto. È il passaggio più lungo: parti da qui.
HACCP: corso e manuale di autocontrollo
Il Reg. CE 852/2004 richiede la formazione HACCP per titolare e addetti e un piano di autocontrollo scritto sul tuo locale (temperature, tracciabilità, sanificazione). Corso da ~80 € a persona, manuale 150-500 € tramite consulente. Da avere pronti dal primo giorno di apertura.
SCIA al SUAP e notifica sanitaria
La SCIA(Segnalazione Certificata di Inizio Attività) si presenta online allo sportello SUAP del comune e permette di aprire il giorno stesso; la notifica sanitaria all'ASL parte contestualmente. I diritti di istruttoria variano per comune (50-250 €); le asseverazioni tecniche allegate richiedono un professionista abilitato.
Il locale: destinazione d'uso, agibilità, canna fumaria
Prima di firmare il contratto verifica: destinazione d'uso commerciale, agibilità, servizi igienici a norma (anche per i clienti), e — se cucini — l'aspirazione: molti comuni richiedono la canna fumaria a tetto, alcuni ammettono abbattitori a carboni attivi per cucine leggere. È il punto dove si bruciano più soldi: una verifica tecnica da poche centinaia di euro evita errori da decine di migliaia.
Le agevolazioni per chi apre funzionano a bandi: finestre che si aprono e chiudono. Ecco le misure da tenere d'occhio nel 2026 — verifica sempre lo stato del bando prima di contarci.
Le misure Invitalia per l'autoimpiego
I programmi di autoimpiego di Invitalia sostengono nuove attività — ristorazione inclusa — con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, con corsie preferenziali per under 35, donne e disoccupati. ON — Nuove imprese a tasso zero finanzia fino al 90% delle spese per imprese costituite da meno di 5 anni.
Resto al Sud 2.0
Per chi apre nel Mezzogiorno: voucher a fondo perduto per l'avvio e contributi sugli investimenti, con percentuali maggiorate per i più giovani. La ristorazione è storicamente uno dei settori più finanziati della misura.
Nuova Sabatini e bandi locali
La Nuova Sabatiniabbatte gli interessi sull'acquisto di attrezzature (cucine, banchi frigo, RT). Regioni e Camere di Commercio pubblicano bandi periodici per i pubblici esercizi: contributi tipici da 5.000 a 30.000 €. Un business plan solido — fatturato, food cost, costo personale, tasse — è il biglietto d'ingresso di ogni bando.
Il forfettario è il regime naturale di chi parte piccolo. Per la ristorazione ha regole precise.
- Coefficiente di redditività 40% — il reddito fiscale è il 40% dei ricavi; il 60% è spesa riconosciuta forfettariamente (divisione ATECO 56).
- Imposta sostitutiva 15% — ridotta al 5% per i primi 5 anni di nuova attività.
- Limite 85.000 € — di ricavi annui per restare nel regime; oltre 100.000 € l'uscita è immediata.
- INPS commercianti — fissi ~4.612 €/anno + 24,48% oltre il minimale; riduzione del 35% a richiesta per i forfettari.
- Niente IVA sulle vendite — scontrini senza IVA, ma anche zero IVA detraibile sugli acquisti e sull'investimento iniziale: su lavori e attrezzature importanti, l'ordinario recupera l'IVA e il forfettario no.
Per confrontare i regimi sui tuoi numeri usa il confronto forfettario vs ordinario e il calcolo tasse forfettario.