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Calcolo Food Cost 2026

Dal costo del piatto al margine netto reale. Calcola food cost, ricarico e margine scorporando l'IVA della ristorazione (10% al tavolo, 22% bevande da asporto) e l'imposta del regime forfettario. Per ristoranti e bar, aggiornato 2026.

Approfondimenti

Il food cost è la percentuale del prezzo di un piatto che se ne va in materie prime. È il primo numero che ti dice se il menu guadagna: lo calcoli dalla ricetta, piatto per piatto.

Food cost % = costo ingredienti ÷ prezzo imponibile × 100

Il prezzo imponibile è il prezzo a menu senza IVA: a menu 11€ al tavolo (IVA 10%) = 10€ di imponibile.

  1. Scrivi la ricetta in grammi — ogni ingrediente con la quantità della porzione.
  2. Costo per porzione — quantità × prezzo d'acquisto al chilo ÷ 1.000. Somma tutto: è il costo del piatto.
  3. Scorpora l'IVA dal prezzo a menu — dividi per 1,10 al tavolo, per 1,22 sulle bevande da asporto.
  4. Dividi e moltiplica per 100 — un piatto da 3€ di ingredienti venduto a 10€ imponibili ha food cost 30%.

Al contrario, per prezzare un piatto nuovo parti dal food cost che vuoi: prezzo imponibile = costo ingredienti ÷ (food cost target ÷ 100). Con 3€ di ingredienti e target 30% il piatto va a 10€ imponibili, 11€ a menu. Il calcolatore qui sopra fa entrambi i versi e aggiunge quello che la formula da sola lascia fuori: IVA corretta per il tipo di servizio, imposta del regime, quote di personale e costi fissi.

Quanto margine lascia davvero un piatto dopo IVA e tasse? Ecco 8 esempi calcolati con le aliquote 2026in regime forfettario (coeff. 40%, imposta 15%) — clicca una riga per personalizzare con i tuoi numeri.

PiattoCostoPrezzoFood costMargine netto
Pizza margherita1,80 €8,00 €25%5,03 €
Pasta al pomodoro2,20 €11,00 €22%7,20 €
Hamburger gourmet4,50 €14,00 €35%7,47 €
Insalatona3,00 €9,00 €37%4,69 €
Poke da asporto4,00 €12,00 €37%6,26 €
Spritz al bancone1,50 €6,00 €28%3,62 €
Bottiglia vino da asporto5,00 €15,00 €41%6,56 €
Tagliere di salumi6,00 €18,00 €37%9,38 €

Margine netto = imponibile − ingredienti − imposta sostitutiva (15% sul 40% del ricavo). Esclude personale e costi fissi, aggiungibili nei campi avanzati del calcolatore.

Nella ristorazione l'aliquota IVA cambia in base a cosa vendi e come. Ecco le regole 2026.

Tipo di venditaAliquota IVA
Somministrazione al tavolo (servizio)10%
Asporto e domicilio di cibi pronti10%
Bevande e cibi non preparati da asporto22%
Coperto (servizio accessorio)22%
Beni di prima necessità (pane, latte)4%

La distinzione tra somministrazione (servizio) e cessione di beni (asporto) determina l'aliquota. Il calcolatore scorpora l'IVA corretta in base al tipo di servizio selezionato.

In regime forfettario bar e ristoranti pagano l'imposta sul 40% dei ricavi, non sul margine reale.

  • Coefficiente di redditività 40% — l'imponibile fiscale è il 40% dei ricavi (il restante 60% è spesa forfettaria riconosciuta).
  • ATECO 56.11.11 (ex 56.10.11) — ristoranti con servizio al tavolo e cucina.
  • ATECO 56.11.12 (ex 56.10.20) — ristorazione senza servizio al tavolo, asporto.
  • ATECO 56.30.01 (ex 56.30.00) — bar, caffetterie e pub senza cucina.
  • Imposta sostitutiva 15% — ridotta al 5% nei primi 5 anni per le nuove attività.
  • Limite 85.000€ — di ricavi annui per restare nel regime.

Per confrontare forfettario e ordinario sui tuoi ricavi annui usa il confronto regime.

Dal 2026 ristoranti e bar devono collegare il POS al Registratore Telematico.

  • Obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi giornalieri all'Agenzia delle Entrate via RT.
  • Dal 5 marzo 2026: collegamento tecnico POS ↔ RT entro 45 giorni dalla procedura sul portale Fatture e Corrispettivi.
  • Il collegamento è logico (via web), non richiede sostituire i dispositivi esistenti.
  • Sanzioni: da 100€ per violazione (max 1.000€/trimestre) fino a 4.000€ per il mancato collegamento.

Il 28–35% è il riferimento generale, ma ogni formato ha il suo equilibrio tra costo degli ingredienti e servizio. Ecco i valori medi di settore per orientarti.

Tipo di localeFood cost idealePerché
Bar e caffetteria20–30%caffè ~15%, aperitivi e tramezzini 25–30%
Pizzeria20–25%ingredienti economici, margine alto per coprire forno e personale
Trattoria e cucina tradizionale28–35%il riferimento classico del settore
Ristorante gourmet30–38%materie prime di pregio, prezzo medio alto
Fast food e asporto30–35%volumi alti, servizio ridotto
Catering e mense28–32%menu fisso, acquisti programmati

Un food cost basso con prezzo medio alto lascia più margine per coprire personale e affitto. Un food cost alto è sostenibile solo con volumi elevati o servizio ridotto. Confronta il tuo con la riga giusta, poi verifica il margine netto piatto per piatto col calcolatore.

Il food cost si calcola in due momenti diversi, e il confronto tra i due dice dove finiscono i soldi.

Food cost attivo (preventivo)

Calcolato dalla ricetta, piatto per piatto, prima di vendere. È il numero che usi per prezzare il menu: costo ingredienti ÷ prezzo imponibile × 100. È quello che calcoli qui sopra.

Food cost passivo (consuntivo)

Calcolato a fine mese su tutto il locale: (magazzino iniziale + acquisti − magazzino finale) ÷ ricavi imponibili × 100. Include sprechi, porzioni abbondanti, omaggi e ammanchi.

La differenza è il tuo margine di miglioramento.Se il consuntivo supera l'attivo di 3–4 punti, il listino è giusto e il problema è in cucina o in magazzino: porzioni fuori ricetta, scarti, rotture di stock. Un controllo mensile del consuntivo, con inventario di inizio e fine mese, è la routine che tiene il food cost reale vicino a quello teorico.

Il food cost si muove su due leve: il costo degli ingredienti e il prezzo. Le azioni che funzionano davvero, in ordine di impatto.

  • Ricette pesate e schede piatto — la porzione standard elimina la variabilità: 20 g di parmigiano in più su 200 coperti al giorno sono 4 kg al mese.
  • Menu engineering — incrocia margine e popolarità di ogni piatto: spingi i piatti ad alto margine e molto venduti, riprezza o togli quelli a basso margine e poco venduti.
  • Stagionalità e menu corto — meno referenze in carta significano meno scorte, meno scarti e prezzi d'acquisto migliori sui volumi.
  • Rinegoziare i fornitori — confronta il prezzo al chilo delle 10 materie prime che pesano di più: da sole fanno spesso il 60–70% degli acquisti.
  • Ritocco mirato dei prezzi — alza il prezzo solo dove il food cost supera il target e il piatto è richiesto: pochi centesimi sul piatto giusto valgono più di un aumento generalizzato.
  • Controllo del consuntivo — inventario mensile e confronto con l'attivo: lo scostamento è la misura degli sprechi.

Il food cost dice quanto guadagni su un piatto. Il break-even dice quanti piatti servono per coprire affitto, utenze e personale. La formula: coperti al mese = costi fissi mensili ÷ margine di contribuzione medio per coperto.

LocaleCosti fissi/meseMargine per copertoCoperti/meseCoperti/giorno
Bar di quartiere6000,00 €3,50 €171566
Pizzeria12.000,00 €8,00 €150058
Trattoria15.000,00 €14,00 €107242
Ristorante30.000,00 €22,00 €136453

Margine di contribuzione per coperto = imponibile medio − ingredienti − quote variabili. Esempi su 26 giorni di apertura al mese. Sopra la soglia ogni coperto è utile prima delle imposte; il costo del personale, la voce fissa più pesante, lo stimi con il calcolo costo dipendente.

Strumenti correlati

Dati aggiornati a settembre 2026. Aliquote IVA ristorazione (DPR 633/72), classificazione ATECO 2025 (ISTAT), coefficiente di redditività forfettario divisione 56 (40%) e imposta sostitutiva (L. 190/2014). Obbligo corrispettivi telematici dal 2026. Le percentuali di food cost per tipo di locale sono valori medi di settore.