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Il food cost è la percentuale del prezzo di un piatto che se ne va in materie prime. È il primo numero che ti dice se il menu guadagna: lo calcoli dalla ricetta, piatto per piatto.
Food cost % = costo ingredienti ÷ prezzo imponibile × 100
Il prezzo imponibile è il prezzo a menu senza IVA: a menu 11€ al tavolo (IVA 10%) = 10€ di imponibile.
- Scrivi la ricetta in grammi — ogni ingrediente con la quantità della porzione.
- Costo per porzione — quantità × prezzo d'acquisto al chilo ÷ 1.000. Somma tutto: è il costo del piatto.
- Scorpora l'IVA dal prezzo a menu — dividi per 1,10 al tavolo, per 1,22 sulle bevande da asporto.
- Dividi e moltiplica per 100 — un piatto da 3€ di ingredienti venduto a 10€ imponibili ha food cost 30%.
Al contrario, per prezzare un piatto nuovo parti dal food cost che vuoi: prezzo imponibile = costo ingredienti ÷ (food cost target ÷ 100). Con 3€ di ingredienti e target 30% il piatto va a 10€ imponibili, 11€ a menu. Il calcolatore qui sopra fa entrambi i versi e aggiunge quello che la formula da sola lascia fuori: IVA corretta per il tipo di servizio, imposta del regime, quote di personale e costi fissi.
Quanto margine lascia davvero un piatto dopo IVA e tasse? Ecco 8 esempi calcolati con le aliquote 2026in regime forfettario (coeff. 40%, imposta 15%) — clicca una riga per personalizzare con i tuoi numeri.
| Piatto | Costo | Prezzo | Food cost | Margine netto |
|---|---|---|---|---|
| Pizza margherita | 1,80 € | 8,00 € | 25% | 5,03 € |
| Pasta al pomodoro | 2,20 € | 11,00 € | 22% | 7,20 € |
| Hamburger gourmet | 4,50 € | 14,00 € | 35% | 7,47 € |
| Insalatona | 3,00 € | 9,00 € | 37% | 4,69 € |
| Poke da asporto | 4,00 € | 12,00 € | 37% | 6,26 € |
| Spritz al bancone | 1,50 € | 6,00 € | 28% | 3,62 € |
| Bottiglia vino da asporto | 5,00 € | 15,00 € | 41% | 6,56 € |
| Tagliere di salumi | 6,00 € | 18,00 € | 37% | 9,38 € |
Margine netto = imponibile − ingredienti − imposta sostitutiva (15% sul 40% del ricavo). Esclude personale e costi fissi, aggiungibili nei campi avanzati del calcolatore.
Nella ristorazione l'aliquota IVA cambia in base a cosa vendi e come. Ecco le regole 2026.
| Tipo di vendita | Aliquota IVA |
|---|---|
| Somministrazione al tavolo (servizio) | 10% |
| Asporto e domicilio di cibi pronti | 10% |
| Bevande e cibi non preparati da asporto | 22% |
| Coperto (servizio accessorio) | 22% |
| Beni di prima necessità (pane, latte) | 4% |
La distinzione tra somministrazione (servizio) e cessione di beni (asporto) determina l'aliquota. Il calcolatore scorpora l'IVA corretta in base al tipo di servizio selezionato.
In regime forfettario bar e ristoranti pagano l'imposta sul 40% dei ricavi, non sul margine reale.
- Coefficiente di redditività 40% — l'imponibile fiscale è il 40% dei ricavi (il restante 60% è spesa forfettaria riconosciuta).
- ATECO 56.11.11 (ex 56.10.11) — ristoranti con servizio al tavolo e cucina.
- ATECO 56.11.12 (ex 56.10.20) — ristorazione senza servizio al tavolo, asporto.
- ATECO 56.30.01 (ex 56.30.00) — bar, caffetterie e pub senza cucina.
- Imposta sostitutiva 15% — ridotta al 5% nei primi 5 anni per le nuove attività.
- Limite 85.000€ — di ricavi annui per restare nel regime.
Per confrontare forfettario e ordinario sui tuoi ricavi annui usa il confronto regime.
Dal 2026 ristoranti e bar devono collegare il POS al Registratore Telematico.
- Obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi giornalieri all'Agenzia delle Entrate via RT.
- Dal 5 marzo 2026: collegamento tecnico POS ↔ RT entro 45 giorni dalla procedura sul portale Fatture e Corrispettivi.
- Il collegamento è logico (via web), non richiede sostituire i dispositivi esistenti.
- Sanzioni: da 100€ per violazione (max 1.000€/trimestre) fino a 4.000€ per il mancato collegamento.
Il 28–35% è il riferimento generale, ma ogni formato ha il suo equilibrio tra costo degli ingredienti e servizio. Ecco i valori medi di settore per orientarti.
| Tipo di locale | Food cost ideale | Perché |
|---|---|---|
| Bar e caffetteria | 20–30% | caffè ~15%, aperitivi e tramezzini 25–30% |
| Pizzeria | 20–25% | ingredienti economici, margine alto per coprire forno e personale |
| Trattoria e cucina tradizionale | 28–35% | il riferimento classico del settore |
| Ristorante gourmet | 30–38% | materie prime di pregio, prezzo medio alto |
| Fast food e asporto | 30–35% | volumi alti, servizio ridotto |
| Catering e mense | 28–32% | menu fisso, acquisti programmati |
Un food cost basso con prezzo medio alto lascia più margine per coprire personale e affitto. Un food cost alto è sostenibile solo con volumi elevati o servizio ridotto. Confronta il tuo con la riga giusta, poi verifica il margine netto piatto per piatto col calcolatore.
Il food cost si calcola in due momenti diversi, e il confronto tra i due dice dove finiscono i soldi.
Food cost attivo (preventivo)
Calcolato dalla ricetta, piatto per piatto, prima di vendere. È il numero che usi per prezzare il menu: costo ingredienti ÷ prezzo imponibile × 100. È quello che calcoli qui sopra.
Food cost passivo (consuntivo)
Calcolato a fine mese su tutto il locale: (magazzino iniziale + acquisti − magazzino finale) ÷ ricavi imponibili × 100. Include sprechi, porzioni abbondanti, omaggi e ammanchi.
La differenza è il tuo margine di miglioramento.Se il consuntivo supera l'attivo di 3–4 punti, il listino è giusto e il problema è in cucina o in magazzino: porzioni fuori ricetta, scarti, rotture di stock. Un controllo mensile del consuntivo, con inventario di inizio e fine mese, è la routine che tiene il food cost reale vicino a quello teorico.
Il food cost si muove su due leve: il costo degli ingredienti e il prezzo. Le azioni che funzionano davvero, in ordine di impatto.
- Ricette pesate e schede piatto — la porzione standard elimina la variabilità: 20 g di parmigiano in più su 200 coperti al giorno sono 4 kg al mese.
- Menu engineering — incrocia margine e popolarità di ogni piatto: spingi i piatti ad alto margine e molto venduti, riprezza o togli quelli a basso margine e poco venduti.
- Stagionalità e menu corto — meno referenze in carta significano meno scorte, meno scarti e prezzi d'acquisto migliori sui volumi.
- Rinegoziare i fornitori — confronta il prezzo al chilo delle 10 materie prime che pesano di più: da sole fanno spesso il 60–70% degli acquisti.
- Ritocco mirato dei prezzi — alza il prezzo solo dove il food cost supera il target e il piatto è richiesto: pochi centesimi sul piatto giusto valgono più di un aumento generalizzato.
- Controllo del consuntivo — inventario mensile e confronto con l'attivo: lo scostamento è la misura degli sprechi.
Il food cost dice quanto guadagni su un piatto. Il break-even dice quanti piatti servono per coprire affitto, utenze e personale. La formula: coperti al mese = costi fissi mensili ÷ margine di contribuzione medio per coperto.
| Locale | Costi fissi/mese | Margine per coperto | Coperti/mese | Coperti/giorno |
|---|---|---|---|---|
| Bar di quartiere | 6000,00 € | 3,50 € | 1715 | 66 |
| Pizzeria | 12.000,00 € | 8,00 € | 1500 | 58 |
| Trattoria | 15.000,00 € | 14,00 € | 1072 | 42 |
| Ristorante | 30.000,00 € | 22,00 € | 1364 | 53 |
Margine di contribuzione per coperto = imponibile medio − ingredienti − quote variabili. Esempi su 26 giorni di apertura al mese. Sopra la soglia ogni coperto è utile prima delle imposte; il costo del personale, la voce fissa più pesante, lo stimi con il calcolo costo dipendente.