Approfondimenti
Il valore di 10 giorni di ferie non godute per le fasce di RAL più comuni: lordo, netto dopo INPS e IRPEF marginale, e incidenza delle trattenute. Clicca una riga per ricalcolare con i tuoi giorni esatti.
| RAL | Paga/giorno | Lordo 10 gg | Netto 10 gg |
|---|---|---|---|
| 20.000 € | 76 € | 758 € | 530 € |
| 25.000 € | 95 € | 947 € | 662 € |
| 30.000 € | 114 € | 1136 € | 767 € |
| 35.000 € | 133 € | 1326 € | 807 € |
| 40.000 € | 152 € | 1515 € | 922 € |
| 50.000 € | 189 € | 1894 € | 1152 € |
| 60.000 € | 227 € | 2273 € | 1176 € |
| 80.000 € | 303 € | 3030 € | 1569 € |
Ferie non godute con RAL 25.000 €: quanto ti spetta
Con una RAL di 25.000 € un giorno di ferie vale 95 € lordi: 10 giorni residui diventano 947 € lordi e circa 662 €netti in busta paga, con un'aliquota marginale effettiva del 23.0% (scaglione 23%).
Ferie non godute con RAL 30.000 €: quanto ti spetta
Con una RAL di 30.000 € un giorno di ferie vale 114 € lordi: 10 giorni residui diventano 1136 € lordi e circa 767 €netti in busta paga, con un'aliquota marginale effettiva del 25.7% (scaglione 33%).
Ferie non godute con RAL 35.000 €: quanto ti spetta
Con una RAL di 35.000 € un giorno di ferie vale 133 € lordi: 10 giorni residui diventano 1326 € lordi e circa 807 €netti in busta paga, con un'aliquota marginale effettiva del 33.0% (scaglione 33%).
Ferie non godute con RAL 40.000 €: quanto ti spetta
Con una RAL di 40.000 € un giorno di ferie vale 152 € lordi: 10 giorni residui diventano 1515 € lordi e circa 922 €netti in busta paga, con un'aliquota marginale effettiva del 33.0% (scaglione 33%).
Il calcolo segue tre passaggi: valore giornaliero, indennità lorda, trattenute.
1. La paga giornaliera
Retribuzione mensile ÷ coefficiente giornaliero del CCNL: 22 per chi lavora 5 giorni a settimana, 26 per chi ne lavora 6. Con RAL 30.000 € (2.500 €/mese, settimana corta): 2.500 ÷ 22 = 113,64 € al giorno. Per i ROL si usa la paga oraria (mensile ÷ 173,33 per 40 ore settimanali).
2. L'indennità lorda
Giorni residui × paga giornaliera (+ ore ROL × paga oraria). L'indennità compare nell'ultima busta paga come "Indennità sostitutiva ferie non godute".
3. INPS e IRPEF ad aliquota marginale
L'indennità è retribuzione ordinaria: contributi INPS al 9,19% (L. 335/1995) e IRPEF calcolata col metodo differenziale — si somma al reddito annuo e viene tassata nello scaglione più alto raggiunto (23-33-43%, art. 11 TUIR), senza detrazioni aggiuntive. È il motivo per cui la trattenuta pesa più che sullo stipendio.
La legge distingue nettamente tra rapporto in corso e rapporto cessato.
Durante il rapporto: divieto (con eccezione CCNL)
Le 4 settimane minime legali di ferie vanno godute, mai pagate (D.Lgs. 66/2003, art. 10): 2 settimane nell'anno di maturazione, 2 entro i 18 mesi successivi. I giorni che il CCNL concede oltre il minimo legale possono invece essere monetizzati, se il contratto lo prevede.
Alla cessazione: pagamento integrale
Dimissioni, licenziamento o scadenza del contratto: tutte le ferie maturate e non godute vengono liquidate con l'ultima busta paga, insieme a ROL residui, ratei di tredicesima e TFR. È l'indennità sostitutiva delle ferie.
ROL ed ex festività: regole più morbide
I permessi retribuiti non fruiti si monetizzano anche in costanza di rapporto, secondo le scadenze del CCNL — molti contratti li liquidano automaticamente a giugno o dicembre dell'anno successivo.
Come si calcolano le ferie non godute in busta paga?
Giorni residui × retribuzione giornaliera. La giornaliera è la retribuzione mensile divisa per il coefficiente del CCNL: 22 su settimana di 5 giorni, 26 su 6 giorni. Sull'indennità si applicano i contributi INPS (9,19%) e l'IRPEF ad aliquota marginale, perché si somma al reddito dell'anno.
Quando si possono monetizzare le ferie non godute?
Di regola solo alla cessazione del rapporto (dimissioni, licenziamento, fine contratto): l'indennità sostitutiva arriva con l'ultima busta paga. In costanza di rapporto la monetizzazione è vietata per le 4 settimane minime legali (D.Lgs. 66/2003, art. 10); i giorni eccedenti previsti dal CCNL possono invece essere liquidati.
Le ferie non godute si perdono se non le prendo?
No: i giorni maturati restano un credito del lavoratore e alla cessazione vengono pagati tutti. Il datore deve però far godere 2 settimane nell'anno di maturazione e altre 2 entro i 18 mesi successivi.
Quanto vale un giorno di ferie non godute?
La retribuzione mensile divisa per il coefficiente giornaliero. Con RAL 30.000 € (2.500 €/mese) e settimana di 5 giorni: 2.500 ÷ 22 = circa 114 € lordi al giorno. Con settimana di 6 giorni il divisore è 26.
Come vengono tassate le ferie non godute?
Come retribuzione ordinaria: contributi INPS 9,19% più IRPEF ad aliquota marginale (23%, 33% o 43% a seconda del reddito complessivo), senza detrazioni aggiuntive. Per questo la trattenuta percepita è più alta rispetto allo stipendio normale.
I ROL e le ex festività non goduti vengono pagati?
Sì: si liquidano al valore della paga oraria secondo le scadenze del CCNL, spesso automaticamente a giugno o dicembre dell'anno successivo se non fruiti. A differenza delle ferie, sono monetizzabili anche in costanza di rapporto.
Le ferie non godute entrano nel TFR e nei contributi?
Sì su entrambi: l'indennità è imponibile previdenziale (concorre alla pensione) e rientra nella retribuzione utile per il TFR dell'anno in cui viene corrisposta.
Con le dimissioni ho diritto al pagamento delle ferie residue?
Sì, sempre: la causa di cessazione è irrilevante. Dimissioni volontarie, licenziamento o scadenza del termine — le ferie maturate e non godute vanno sempre liquidate con le competenze di fine rapporto.