Approfondimenti
Il divario retributivo di genere misura la differenza tra le retribuzioni medie di uomini e donne, espressa come percentuale della retribuzione media degli uomini. La formula del D.Lgs. 96/2026 è:
Il decreto considera anche il valore mediano e la distribuzione per quartili, per restituire un quadro che le sole medie non colgono.
La soglia che conta è il 5%. Oltre quel livello, in assenza di criteri oggettivi che lo giustifichino, il datore interviene entro sei mesi; in caso contrario avvia una valutazione congiunta delle retribuzioni con le rappresentanze dei lavoratori. Misurare il divario in anticipo è il modo più semplice per arrivare pronti alle scadenze del reporting.
In Italia il divario sulla retribuzione oraria lorda è contenuto, ma cresce sensibilmente sul dato mensile e annuale, anche per via del minor numero di ore lavorate e del tasso di occupazione femminile più basso. Per questo il confronto va fatto su valori omogenei, all'interno della stessa categoria di inquadramento.
Per il quadro completo degli obblighi guarda la guida alla trasparenza salariale.