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Trasparenza Salariale 2026

Dal 7 giugno 2026 il D.Lgs. 96/2026 cambia gli annunci di lavoro e la parità retributiva. Qui trovi gli obblighi, le scadenze e gli strumenti per arrivare pronto — con i numeri al posto giusto.

Trasparenza retributiva — la guida

Cosa cambia dal 7 giugno 2026: obblighi negli annunci, calendario del reporting, soglia del 5%, sanzioni e diritti dei lavoratori.

Approfondimenti

Il D.Lgs. 96/2026 recepisce in Italia la direttiva europea 2023/970 sulla trasparenza retributiva. È in vigore dal 7 giugno 2026 e si applica a tutti i datori di lavoro, pubblici e privati.

L’obiettivo è chiaro: rendere visibili i criteri con cui si fissano le retribuzioni e ridurre il divario retributivo di genere. Le regole toccano tre momenti del rapporto di lavoro — la selezione (annunci e colloqui), il rapporto in corso (diritto del lavoratore all’informazione) e la rendicontazione periodica per le aziende più grandi.

Le novità si applicano anche ad apprendistato, lavoro domestico, lavoro intermittente, collaborazioni coordinate e continuative e includono i dirigenti.

Dal 7 giugno 2026 ogni annuncio indica la retribuzione iniziale o una fascia retributiva chiara, costruita su criteri oggettivi e neutri rispetto al genere. In alternativa, l’azienda comunica la cifra al candidato prima del primo colloquio.

Formule corrette

  • “RAL: 26.000 euro lordi annui”
  • “Da 23.000 a 27.000 euro lordi annui, in base all’esperienza”
  • “RAL indicativa tra 28.000 e 32.000 euro”

Formule da evitare

  • “RAL commisurata all’esperienza”
  • “Stipendio competitivo”
  • “Retribuzione in linea con il mercato”

La fascia parte sempre dal minimo tabellare del livello di inquadramento previsto dal CCNL applicato. Inserisci CCNL, livello ed esperienza nel calcolatore: vedi la fascia coerente e il testo dell’annuncio già pronto da copiare.

Le aziende dai 100 dipendenti in su raccolgono e comunicano periodicamente i dati sul divario retributivo di genere: differenza tra retribuzioni medie di uomini e donne, valori mediani, distribuzione per quartili, incidenza delle componenti variabili. Le scadenze dipendono dalle dimensioni dell’organico.

Dimensione aziendaPrima scadenzaCadenza
Almeno 250 dipendenti7 giugno 2027Annuale
Da 150 a 249 dipendenti7 giugno 2027Ogni 3 anni
Da 100 a 149 dipendenti7 giugno 2031Ogni 3 anni

Sotto i 100 dipendenti il reporting periodico resta facoltativo; gli obblighi su annunci, selezione e diritti informativi valgono comunque per tutti.

Il divario retributivo di genere si misura così: (retribuzione media uomini − retribuzione media donne) / retribuzione media uomini × 100. Accanto alla media, il decreto considera anche il valore mediano, che neutralizza l’effetto delle retribuzioni più alte.

La soglia che conta è il 5%: oltre quel livello, in assenza di criteri oggettivi che lo giustifichino, scatta l’obbligo di intervento entro sei mesi. Misurare il divario in anticipo è il modo più semplice per arrivare pronti.

ViolazioneSanzione
Violazioni meno gravida 1.000 a 5.000 €
Casi più seri o reiteratifino a 50.000 €
Recidiva / violazioni graviesclusione dagli appalti pubblici

In caso di contenzioso per discriminazione retributiva l’onere della prova si inverte: è il datore di lavoro a dover dimostrare che le scelte retributive rispondono a criteri oggettivi e privi di pregiudizi di genere. Avere criteri chiari e documentati — a partire dalla fascia RAL costruita sul CCNL — è la difesa migliore.

Durante il rapporto, ogni lavoratore può chiedere per iscritto il proprio livello retributivo e i livelli retributivi medi, disaggregati per sesso, della categoria di colleghi che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Il datore risponde in tempi definiti.

Le clausole contrattuali che vietano di parlare del proprio stipendio sono vietate. La trasparenza diventa la regola, non l’eccezione.

Ultimo aggiornamento: giugno 2026