Approfondimenti
Contributi del libero professionista senza cassa: aliquota 26,07% sul reddito imponibile.
| Reddito | Contributi 26,07% | Rata trimestrale | Netto previd. |
|---|---|---|---|
| 10.000 € | 2607 € | 652 € | 7393 € |
| 15.000 € | 3911 € | 978 € | 11.090 € |
| 20.000 € | 5214 € | 1304 € | 14.786 € |
| 30.000 € | 7821 € | 1955 € | 22.179 € |
| 40.000 € | 10.428 € | 2607 € | 29.572 € |
| 50.000 € | 13.035 € | 3259 € | 36.965 € |
| 75.000 € | 19.553 € | 4888 € | 55.448 € |
| 100.000 € | 26.070 € | 6518 € | 73.930 € |
Professionista senza altra copertura (26,07%). Minimale 18.808 €, massimale 122.295 € (Circ. INPS 8/2026). Contributi deducibili dal reddito.
Contributi Gestione Separata con reddito 15.000 €: 3911 €
Con un reddito di 15.000 €, un professionista senza cassa versa 3911 € di contributi (26,07%), circa 978 € a trimestre. Dopo i contributi restano 11.090 €(prima dell'IRPEF).
Contributi Gestione Separata con reddito 25.000 €: 6518 €
Con un reddito di 25.000 €, un professionista senza cassa versa 6518 € di contributi (26,07%), circa 1629 € a trimestre. Dopo i contributi restano 18.483 €(prima dell'IRPEF).
Contributi Gestione Separata con reddito 30.000 €: 7821 €
Con un reddito di 30.000 €, un professionista senza cassa versa 7821 € di contributi (26,07%), circa 1955 € a trimestre. Dopo i contributi restano 22.179 €(prima dell'IRPEF).
Contributi Gestione Separata con reddito 50.000 €: 13.035 €
Con un reddito di 50.000 €, un professionista senza cassa versa 13.035 € di contributi (26,07%), circa 3259 € a trimestre. Dopo i contributi restano 36.965 €(prima dell'IRPEF).
Il calcolo è diretto: aliquota sul reddito imponibile, con riparto diverso per professionisti e collaboratori.
1. Reddito imponibile
Per il professionista è il reddito netto dell'attività; per il forfettario è il reddito imponibile (ricavi × coefficiente di redditività); per il co.co.co è il compenso lordo. L'imponibile è cappato al massimale di 122.295 € (2026).
2. Aliquota per categoria
Si applica 26,07% (professionisti senza cassa), 33,72% (collaboratori, 35,03% con DIS-COLL) o 24% (pensionati / altra copertura).
3. Riparto: chi paga quanto
Il professionista versa il 100% dei contributi da sé. Il collaboratore co.co.co ne paga 1/3 (trattenuto dal compenso), il committente versa i 2/3.
Quattro aliquote, secondo la Circolare INPS 8/2026.
26,07% — professionisti senza cassa
L'aliquota per i liberi professionisti senza una cassa previdenziale propria, non iscritti ad altre forme obbligatorie.
33,72% e 35,03% — collaboratori
I collaboratori co.co.co senza altra copertura versano il 33,72%, che sale al 35,03% se è prevista la contribuzione DIS-COLL (indennità di disoccupazione).
24% — pensionati e altra copertura
Chi è già iscritto a un'altra gestione previdenziale obbligatoria o è titolare di pensione applica l'aliquota ridotta del 24%.
L'iscrizione è obbligatoria per chi non ha una cassa di categoria.
Professionisti senza albo e forfettari
Consulenti, freelance, web designer e in generale chi esercita un'attività professionale senza una cassa propria. Anche i forfettari senza cassa versano alla Gestione Separata.
Collaboratori e amministratori
I titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa e gli amministratori di società. Per loro l'iscrizione e il versamento li gestisce il committente/la società.
Lavoratori occasionali oltre 5.000 €
Chi svolge lavoro autonomo occasionale si iscrive solo se i compensi annui superano i 5.000 €; sotto questa soglia non c'è obbligo contributivo.
Come ci si iscrive e quando si versano i contributi.
Come iscriversi
L'iscrizione è gratuita: si fa online sul portale INPS con il servizio dedicato, oppure tramite patronato o commercialista, prima di iniziare l'attività.
Quando si paga
Il professionista versa con F24 insieme alle imposte: saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre. Per i co.co.co il committente versa entro il 16 del mese successivo al compenso.
A differenza di artigiani e commercianti, qui non c'è un contributo fisso: paghi sul reddito reale, ma le soglie contano per la pensione.
| Parametro 2026 | Valore |
|---|---|
| Minimale per accredito anno intero | 18.808 € |
| Massimale imponibile | 122.295 € |
| Soglia lavoro occasionale | 5.000 € |
L'accredito dei mesi dipende dal minimale
Per accreditare 12 mesi di contribuzione serve un versamento pari ad almeno l'aliquota applicata al minimale di 18.808 €. Sotto questa soglia i mesi accreditati ai fini pensionistici si riducono in proporzione, anche se i contributi restano comunque dovuti sul reddito effettivo.
Oltre il massimale non si versa
La quota di reddito eccedente i 122.295 € non è soggetta a contribuzione: l'imponibile è cappato al massimale.
Nel regime forfettario i contributi non si calcolano sui ricavi, ma sul reddito imponibile: ricavi × coefficiente di redditività del tuo codice ATECO. È la differenza che sorprende di più chi apre la partita IVA.
| Ricavi | 78% | 67% | 62% | 40% |
|---|---|---|---|---|
| 15.000 € | 3050 € | 2620 € | 2425 € | 1564 € |
| 25.000 € | 5084 € | 4367 € | 4041 € | 2607 € |
| 35.000 € | 7117 € | 6113 € | 5657 € | 3650 € |
| 50.000 € | 10.167 € | 8733 € | 8082 € | 5214 € |
| 85.000 € | 17.284 € | 14.847 € | 13.739 € | 8864 € |
Contributi del professionista senza cassa (26,07%) sul reddito imponibile forfettario. I coefficienti sono quelli di legge per gruppo ATECO.
Esempio: 30.000 € di ricavi con coefficiente 78%
Il reddito imponibile è 23.400 €, non 30.000 €. I contributi dovuti sono 6100 €, non 7821 €: una differenza di 1721 €l'anno. Sono comunque interamente deducibili, quindi abbassano anche l'imposta sostitutiva dell'anno successivo.
Riduzione contributiva del 35%: chi può chiederla
La riduzione del 35% sui contributi è riservata agli iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti in regime forfettario. Chi è in Gestione Separata nonpuò accedervi: versa l'aliquota piena sul reddito imponibile. È una delle confusioni più diffuse fra chi apre partita IVA.
Per le collaborazioni coordinate e continuative i contributi sono divisi per legge: un terzo al collaboratore (trattenuto dal compenso) e due terzi al committente, che li versa con F24 entro il 16 del mese successivo.
| Compenso lordo | Contributi totali | A tuo carico (1/3) | Committente (2/3) | Netto previdenziale |
|---|---|---|---|---|
| 10.000 € | 3372 € | 1124 € | 2248 € | 8876 € |
| 15.000 € | 5058 € | 1686 € | 3372 € | 13.314 € |
| 20.000 € | 6744 € | 2248 € | 4496 € | 17.752 € |
| 30.000 € | 10.116 € | 3372 € | 6744 € | 26.628 € |
| 40.000 € | 13.488 € | 4496 € | 8992 € | 35.504 € |
Aliquota 33,72% (35,03% con DIS-COLL). Il netto previdenziale è al lordo dell'IRPEF.
Perché il collaboratore paga meno del professionista
L'aliquota del collaboratore è più alta (33,72% contro 26,07%), ma ne sostiene solo un terzo: su 20.000 € di compenso versa 2248 €, mentre un professionista con lo stesso reddito ne versa 5214 €— tutti di tasca propria. In cambio il professionista deduce l'intero importo, il collaboratore solo la sua quota.
A parità di reddito (30.000 €), quanto cambia in base alla tua posizione.
| Chi sei | Aliquota | Contributi totali | A tuo carico |
|---|---|---|---|
| Professionista senza cassa | 26,07% | 7821 € | 7821 € |
| Collaboratore co.co.co | 33,72% | 10.116 € | 3372 € |
| Collaboratore con DIS-COLL | 35,03% | 10.509 € | 3503 € |
| Pensionato o con altra gestione | 24,00% | 7200 € | 7200 € |
Il 24% dei pensionati e di chi ha un altro lavoro
Chi è già pensionato o iscritto a un'altra gestione obbligatoria (per esempio un dipendente che fattura occasionalmente come autonomo) versa l'aliquota ridotta del 24%: la copertura previdenziale principale è già garantita altrove. Su 30.000 € significa 7200 € contro i 7821 € del professionista puro.
Il professionista versa i contributi con l'F24, insieme alle imposte sui redditi. Il meccanismo è saldo più due acconti, e sorprende chi è al primo anno: nel secondo anno si paga quasi il doppio, perché saldo dell'anno precedente e primo acconto dell'anno in corso cadono insieme.
| Scadenza | Cosa si versa | Quota |
|---|---|---|
| 30 giugno | Saldo anno precedente + primo acconto | 100% saldo + 40% acconto |
| 31 luglio | Stessa scadenza con maggiorazione 0,40% | +0,40% |
| 30 novembre | Secondo acconto (non rateizzabile) | 40% acconto (totale 80%) |
| 16 del mese | Co.co.co: versamento del committente | mensile |
L'anno scoperto del primo anno di attività
Chi apre partita IVA a inizio anno non versa nulla fino al 30 giugno dell'anno successivo: sembra un vantaggio, ma è il motivo per cui il secondo anno arriva la stangata. Con 30.000 € di reddito il primo versamento cumulato supera i 10.949 €. Metti da parte il 26% ogni mese: è l'unico modo per non trovarti scoperto.
Da dipendente i contributi li versa il datore (9,19% a tuo carico, il resto a suo). Con la partita IVA in Gestione Separata il 26,07% è tutto tuo: è il salto che va messo in conto quando si confronta uno stipendio con un compenso da autonomo.
| Reddito lordo | Da dipendente (9,19%) | Da autonomo (26,07%) | Differenza |
|---|---|---|---|
| 25.000 € | 2298 € | 6518 € | +4220 € |
| 30.000 € | 2757 € | 7821 € | +5064 € |
| 40.000 € | 3676 € | 10.428 € | +6752 € |
| 50.000 € | 4595 € | 13.035 € | +8440 € |
Aprire la partita IVA mentre si percepisce la NASPI
Si può: la NASPI continua (ridotta) se il reddito da lavoro autonomo resta sotto i 5.500 € l'anno, e va comunicato all'INPS entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. In alternativa si può chiedere la NASPI anticipata in un'unica soluzioneproprio per avviare l'attività: in quel caso l'indennità finisce e si entra a pieno titolo in Gestione Separata.
Quanto devi fatturare per avere lo stesso netto
Regola pratica: per pareggiare uno stipendio netto servono circa il 35-45% in più di fatturato, perché oltre ai contributi pieni mancano tredicesima, ferie pagate, TFR e malattia. Con 25.000 € di RAL da dipendente servono all'incirca 34.000 €–36.000 € di ricavi in forfettario per non perderci.
I contributi della Gestione Separata non sono solo un costo: danno accesso a prestazioni che molti iscritti non sanno di avere.
Indennità di malattia e degenza ospedaliera
Spetta agli iscritti esclusivi alla Gestione Separata con almeno 3 mesi di contribuzione nei 12 mesi precedenti. L'importo dipende dai contributi versati; per la degenza ospedaliera la misura è più alta. Va richiesta entro 30 giorni dalla fine dell'evento.
Maternità e congedo parentale
L'indennità di maternità copre 5 mesi ed è pari all'80% del reddito medio giornaliero, con almeno 3 mesi di contribuzione nei 12 precedenti. Dal 2026 il congedo parentale è riconosciuto anche ai professionisti iscritti in via esclusiva, entro i limiti di legge.
La pensione con il sistema contributivo
I contributi versati costituiscono il montante che, moltiplicato per il coefficiente di trasformazione dell'età di uscita, determina l'assegno. Con 30.000 € di reddito versi 7821 € l'anno: su 30 anni di carriera sono oltre 234.630 € di montante, rivalutati annualmente al PIL medio quinquennale.
Non mettere da parte i contributi
È l'errore numero uno del primo anno: il reddito sembra tutto disponibile perché il primo F24 arriva a giugno dell'anno dopo. Accantona il 26% di ogni fattura appena la incassi.
Confondere ricavi e reddito imponibile
In forfettario i contributi si calcolano sul reddito imponibile (ricavi × coefficiente), non sui ricavi. Chi calcola il 26,07% sul fatturato accantona molto più del dovuto — o, peggio, lo calcola su una base sbagliata quando fa i preventivi.
Iscriversi in ritardo
L'iscrizione va fatta prima di iniziare l'attività ed è gratuita. L'omessa iscrizione non annulla l'obbligo contributivo: i contributi restano dovuti, con sanzioni e interessi.
Saltare l'acconto di novembre
Il secondo acconto del 30 novembre non è rateizzabile. Chi lo dimentica si trova a pagarlo con il ravvedimento operoso: sanzione ridotta più interessi legali, calcolabili con il nostro calcolatore dedicato.
La Gestione Separata è la cassa previdenziale INPS nata con la legge 335/1995 (riforma Dini) per chi lavora in proprio o in collaborazione ed è fuori dalle casse di categoria. Paghi in proporzione al reddito reale — e la pensione si forma sul montante dei tuoi versamenti, con il sistema contributivo puro.
| Chi | Aliquota 2026 | Chi versa | Come |
|---|---|---|---|
| Libero professionista senza cassa (anche forfettario) | 26,07% | L'iscritto, per intero | F24 con la dichiarazione dei redditi |
| Collaboratore co.co.co | 33,72% (35,03% con DIS-COLL) | 1/3 collaboratore, 2/3 committente | Il committente, F24 entro il 16 del mese dopo |
| Amministratore di società | 33,72% | 1/3 amministratore, 2/3 società | La società, F24 mensile |
| Dottorando con borsa, assegnista di ricerca | 35,03% | 1/3 iscritto, 2/3 università | L'università, F24 mensile |
| Lavoratore autonomo occasionale oltre 5.000 € | 33,72% sull'eccedenza | 1/3 lavoratore, 2/3 committente | Il committente, F24 mensile |
| Pensionato o iscritto ad altra gestione obbligatoria | 24,00% | Secondo il tipo di rapporto | F24 (PXX/P10 o C10) |
Aliquote da Circolare INPS 8/2026. Minimale 18.808 €, massimale 122.295 €.
Sistema contributivo puro: paghi sul reddito, prendi sul montante
Nella Gestione Separata la pensione dipende solo da ciò che versi. Ogni anno i contributi si sommano a un montante personale, rivalutato al PIL medio dei cinque anni precedenti; all'uscita dal lavoro il montante si trasforma in rendita con un coefficiente legato all'età. Con 30.000 € di reddito versi 7821 €l'anno: è la cifra che alimenta la tua pensione futura, ed è la stessa che deduci dalle imposte.
Iscritto esclusivo e iscritto con altra copertura
L'INPS distingue chi ha la Gestione Separata come unica tutela (iscritto esclusivo: aliquota piena, diritto a malattia, maternità, DIS-COLL e ISCRO) da chi è già coperto da un altro rapporto o da una pensione (aliquota ridotta del 24%, prestazioni assistenziali erogate dall'altra gestione). La distinzione conta più dell'aliquota: decide quali prestazioni puoi chiedere.
Cosa copre la Gestione Separata
Pensione di vecchiaia e anticipata, indennità di malattia e degenza ospedaliera, maternità e congedo parentale, DIS-COLL per collaboratori e dottorandi, ISCRO per i professionisti, assegno per il nucleo familiare per i collaboratori. Per un confronto con le altre gestioni INPS (dipendenti, artigiani, commercianti) usa il calcolatore dei contributi INPS.
L'iscrizione è gratuita, si fa una volta sola e richiede dieci minuti sul portale INPS. Entra con SPID, CIE o CNS — l'attestato è già lì da scaricare a fine procedura.
Passo 1: entra su inps.it e apri il servizio di iscrizione
Accedi all'area personale con SPID, CIE o CNS e cerca il servizio «Gestione Separata: iscrizione». Il servizio è dedicato ai lavoratori autonomi e parasubordinati: scegli il profilo di libero professionista se hai o stai aprendo la partita IVA.
Passo 2: scegli la tua posizione
Indica se sei un professionista senza cassa, un collaboratore, un amministratore o un lavoratore occasionale oltre la soglia, e se hai già un'altra copertura previdenziale o una pensione. Da qui dipende l'aliquota che l'INPS ti associa: 26,07%, 33,72% o 24,00%.
Passo 3: inserisci i dati dell'attività
| Dato richiesto | Dove lo trovi |
|---|---|
| Codice fiscale e recapiti | Già precompilati dall'identità digitale |
| Partita IVA (se già aperta) | Certificato di attribuzione dell'Agenzia delle Entrate |
| Codice ATECO dell'attività | Modello AA9/12 di apertura partita IVA |
| Data di inizio attività | Stessa data di apertura della partita IVA |
| Tipo di rapporto (professionista, co.co.co, altro) | Contratto o natura dell'attività |
| Altra copertura o pensione | Cedolino o certificato di pensione |
Passo 4: conferma e scarica l'attestato
Al termine il sistema rilascia la ricevuta e l'attestato di iscrizione, consultabile anche in seguito nel Cassetto previdenziale. Conservalo insieme al certificato di partita IVA: lo chiedono banche, clienti esteri e, a volte, i committenti pubblici. I costi complessivi di apertura li vedi nel calcolatore dei costi di apertura partita IVA.
Quando iscriversi e chi lo fa per te
Il professionista si iscrive da solo, contestualmente all'apertura della partita IVA e comunque prima del primo versamento. Per collaboratori, amministratori e dottorandi l'iscrizione la trasmette il committente insieme alla comunicazione del rapporto: tu ritrovi la posizione già aperta nel tuo estratto conto. Il commercialista o il patronato possono fare tutto per delega.
Le quattro aliquote 2026 applicate agli stessi redditi, fino al massimale di 122.295 €. Clicca la riga — il calcolatore si apre già compilato con reddito e categoria.
| Reddito | Professionista 26,07% | Co.co.co 33,72% | Co.co.co DIS-COLL 35,03% | Altra copertura 24% |
|---|---|---|---|---|
| 15.000 € | 3911 € | 5058 € | 5255 € | 3600 € |
| 20.000 € | 5214 € | 6744 € | 7006 € | 4800 € |
| 30.000 € | 7821 € | 10.116 € | 10.509 € | 7200 € |
| 40.000 € | 10.428 € | 13.488 € | 14.012 € | 9600 € |
| 60.000 € | 15.642 € | 20.232 € | 21.018 € | 14.400 € |
| 122.295 € | 31.882 € | 41.238 € | 42.840 € | 29.351 € |
Contributi totali sull'imponibile (per i co.co.co un terzo è a carico del collaboratore). Composizione: 26,07% = 25% IVS + 0,72% maternità/malattia + 0,35% ISCRO; 33,72% = 33% IVS + 0,50% + 0,22% di aggiuntive; 35,03% aggiunge l'1,31% DIS-COLL.
Professionista con 30.000 €: 7821 € tutti a tuo carico
Il 26,07% è l'aliquota di chi ha la partita IVA come unica copertura. Su 30.000 € sono 7821 €, versati in due momenti dell'anno con l'F24 e interamente deducibili. Resta un reddito di 22.179 €prima dell'imposta.
Collaboratore con 30.000 €: 3372 € in busta, il resto lo versa il committente
L'aliquota del 33,72% produce 10.116 € di contributi totali, ma il collaboratore ne vede trattenuti solo 3372 €; i restanti 6744 € sono un costo del committente. Con la DIS-COLL (35,03%) la quota trattenuta sale a 3503 €.
Pensionato o dipendente con 30.000 € di reddito autonomo: 7200 €
Chi è già coperto altrove versa il 24%: 7200 € invece di 7821 €, con un risparmio di 621 € l'anno. Nel calcolatore scegli «Pensionato / altra copertura» e la differenza è già lì.
In forfettario la domanda giusta è: quanto del fatturato metto da parte per l'INPS? La risposta è il 26,07% del coefficiente di redditività — con il 78% dei professionisti significa circa un quinto di ogni incasso.
| Ricavi | Imponibile 78% | Contributi | % dei ricavi | Imponibile 67% | Contributi |
|---|---|---|---|---|---|
| 20.000 € | 15.600 € | 4067 € | 20,33% | 13.400 € | 3493 € |
| 30.000 € | 23.400 € | 6100 € | 20,33% | 20.100 € | 5240 € |
| 50.000 € | 39.000 € | 10.167 € | 20,33% | 33.500 € | 8733 € |
| 85.000 € | 66.300 € | 17.284 € | 20,33% | 56.950 € | 14.847 € |
Clicca una riga per calcolare sull'imponibile al 78%. Coefficienti di legge: 78% attività professionali, 67% altri servizi.
La formula: ricavi × coefficiente × 26,07%
Il reddito imponibile forfettario è già al netto delle spese, calcolate a forfait con il coefficiente del tuo codice ATECO. I contributi si applicano su quel reddito. Con 50.000 €di ricavi e coefficiente 78% l'imponibile è 39.000 € e i contributi sono 10.167 €: il 20,33% del fatturato.
La regola del 20%: accantona a ogni incasso
Con coefficiente 78% la quota INPS è il 20,33% dei ricavi; con il 67% scende al 17,47%. Sposta quella percentuale su un conto dedicato appena la fattura viene pagata — il primo F24 arriva a giugno dell'anno dopo e la somma è già pronta. Il calcolo completo con imposta sostitutiva lo trovi nel calcolatore delle tasse in regime forfettario.
Contributi e imposta sostitutiva: la deduzione arriva l'anno dopo
I contributi versati nell'anno si deducono dal reddito imponibile dell'anno stesso. Chi apre a gennaio 2026 versa il primo F24 a giugno 2027, quindi la prima deduzione arriva nella dichiarazione dei redditi 2027. Con 6100 € di contributi dedotti risparmi 915 € di imposta al 15% e 305 €con l'aliquota start-up del 5%. Se stai valutando il passaggio dal lavoro dipendente, il piano B forfettario mette contributi e imposte accanto al tuo stipendio attuale.
I contributi seguono il reddito: dove il reddito è zero, i contributi sono zero. Gli altri casi di riduzione sono pochi e precisi — eccoli tutti, con quanto vale ciascuno.
| Situazione | Contributi dovuti | Condizione |
|---|---|---|
| Reddito zero nell'anno | 0 € | Nessun contributo fisso in Gestione Separata |
| Lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 € | 0 € | Compensi netti annui, sommando tutti i committenti |
| Pensionato con partita IVA | 24% invece di 26,07% | Titolare di pensione diretta o indiretta |
| Dipendente con partita IVA | 24% invece di 26,07% | Iscritto a un'altra gestione obbligatoria |
| Professionista con cassa di categoria | 0 € alla Gestione Separata | Versa alla cassa (avvocati, ingegneri, medici...) |
| Artigiano o commerciante forfettario | Riduzione del 35% | Solo Gestione Artigiani e Commercianti |
| Reddito oltre il massimale | Contributi cappati | Nulla oltre 122.295 € |
Reddito zero, contributi zero
È la differenza più grande rispetto ad artigiani e commercianti, che versano 4521 €di contributi fissi anche a fatturato zero. In Gestione Separata un anno di pausa costa zero di INPS: il rovescio della medaglia è che quell'anno vale zero anche per la pensione.
La soglia dei 5.000 € vale solo per l'occasionale
Chi ha la partita IVA versa dal primo euro di reddito. La franchigia di 5000 €riguarda il lavoro autonomo occasionale con ritenuta d'acconto, cioè prestazioni saltuarie senza organizzazione: appena i compensi superano la soglia, sull'eccedenza scatta l'iscrizione e il committente versa i due terzi.
La riduzione del 35% è degli artigiani, il 24% è dei pensionati
Le due agevolazioni più cercate vivono in gestioni diverse. La riduzione del 35% è riservata ai forfettari iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti. L'aliquota ridotta del 24% è della Gestione Separata e spetta a chi ha già una copertura: su 20.000 € sono 4800 € contro 5214 €.
I contributi del professionista seguono il meccanismo delle imposte: saldo dell'anno precedente più acconto per l'anno in corso. L'acconto è l'80%dei contributi dell'anno prima, in due rate uguali del 40% — ecco i numeri anno per anno.
| Reddito annuo | Contributi anno | 30/6 anno 2 (saldo + 40%) | 30/11 anno 2 (40%) | 30/6 anno 3 (saldo 20% + 40%) |
|---|---|---|---|---|
| 20.000 € | 5214 € | 7300 € | 2086 € | 3128 € |
| 30.000 € | 7821 € | 10.949 € | 3128 € | 4693 € |
| 50.000 € | 13.035 € | 18.249 € | 5214 € | 7821 € |
Ipotesi di reddito costante. Acconto = 80% dei contributi dell'anno precedente, due rate del 40%.
Primo anno: nessun F24, solo accantonamento
Chi apre nel 2026 versa il primo contributo il 30 giugno 2027. Il 2026 è l'anno in cui il conto dedicato si riempie: con 30.000 € di reddito servono 7821 €, cioè 652 € al mese.
Secondo anno: saldo intero più il 40%
Il 30 giugno 2027 paghi il saldo 2026 (7821 €) e la prima rata di acconto 2027 (3128 €): in tutto 10.949 €. Il 30 novembre 2027 la seconda rata, altri 3128 €. Nel secondo anno escono 14.078 €: è la cifra da avere pronta.
Dal terzo anno: il regime
A reddito costante, dal terzo anno il saldo si riduce al 20% (hai già versato l'80% in acconto) e il 30 giugno diventa un versamento da 4693 €. Se il reddito cresce, il saldo cresce; se cala, il saldo può diventare un credito da usare in compensazione.
Metodo previsionale quando il reddito cala
Se prevedi un reddito più basso, puoi calcolare l'acconto sul reddito atteso invece che su quello dell'anno prima. Lo strumento per simulare entrambi i metodi, con imposta e INPS insieme, è il calcolatore degli acconti partita IVA.
Chi è iscritto alla Gestione Separata può aggiungere in fattura il 4% del compenso a titolo di rivalsa (art. 1, c. 212, L. 662/1996): una parte dei contributi la paga il cliente. È facoltativa, ed è reddito.
| Compenso | Rivalsa 4% | Totale fattura (forfettario) | Contributi 26,07% su compenso + rivalsa | Quota coperta dalla rivalsa |
|---|---|---|---|---|
| 1000 € | 40 € | 1042 € | 271 € | 14,75% |
| 2500 € | 100 € | 2602 € | 678 € | 14,75% |
| 5000 € | 200 € | 5202 € | 1356 € | 14,75% |
| 10.000 € | 400 € | 10.402 € | 2711 € | 14,75% |
Totale forfettario = compenso + rivalsa + bollo da 2 € sopra 77,47€. In regime ordinario si aggiunge l'IVA al 22% su compenso e rivalsa.
Cos'è la rivalsa e chi può applicarla
La rivalsa è una maggiorazione del 4% che il professionista iscritto alla Gestione Separata può addebitare al cliente per farsi rimborsare parte dei contributi. Può applicarla solo il professionista con partita IVA; collaboratori e amministratori hanno già i due terzi a carico del committente. Il cliente può accettarla o contrattarla: va scritta nel preventivo.
La rivalsa è reddito: IRPEF, IVA e contributi
A differenza del contributo integrativo delle casse professionali, la rivalsa INPS resta nelle tue tasche e quindi è compenso: concorre al reddito imponibile IRPEF, alla base IVA e alla base dei contributi Gestione Separata. Su 2500 € di compenso la rivalsa vale 100 € e i contributi si calcolano su 2600 €. Il netto che ti resta dopo INPS e imposte lo vedi con il calcolatore del netto da fattura.
Rivalsa 4% in regime forfettario: entra nei ricavi
In forfettario la rivalsa si somma ai ricavi e concorre al limite di 85.000 €: chi fattura 82.000 € di compensi con il 4% di rivalsa arriva a 85.280 € e supera la soglia. Sui ricavi con rivalsa si applica poi il coefficiente di redditività, quindi il 4% viene tassato come tutto il resto.
Bollo da 2 € sopra 77,47 €
Le fatture forfettarie sono fuori campo IVA: sopra 77,47 € di importo serve la marca da bollo da 2 €, addebitabile al cliente. Scadenze trimestrali e differimenti sono nel calcolatore della marca da bollo in fattura.
Ogni euro versato alla Gestione Separata è dedotto dal reddito: in forfettario abbassa la base dell'imposta sostitutiva, in ordinario abbassa l'IRPEF. Ecco quanto vale la deduzione nei due regimi.
| Reddito | Contributi dedotti | Risparmio forfettario 15% | Risparmio forfettario 5% | Risparmio IRPEF (ordinario) |
|---|---|---|---|---|
| 20.000 € | 5214 € | 782 € | 261 € | 1199 € |
| 30.000 € | 7821 € | 1173 € | 391 € | 1999 € |
| 50.000 € | 13.035 € | 1955 € | 652 € | 4302 € |
| 80.000 € | 20.856 € | 3128 € | 1043 € | 8968 € |
Risparmio IRPEF calcolato sugli scaglioni 2026 (23%, 35%, 43%), al lordo di addizionali e detrazioni.
Deduzione per cassa: conta l'anno del versamento
Si deducono i contributi pagatinell'anno, saldo e acconti compresi, qualunque sia l'anno di competenza. Nel secondo anno di attività, quando versi saldo più 80% di acconto, la deduzione è più alta del solito: con 30.000 € di reddito deduci 14.078 € invece di 7821 €.
In forfettario: dal reddito imponibile, prima dell'imposta sostitutiva
Il reddito forfettario (ricavi × coefficiente) meno i contributi versati dà la base dell'imposta sostitutiva. Con 30.000 € di imponibile e 7821 €di contributi, l'imposta al 15% si calcola su 22.179 €: risparmi 1173 €. Il confronto completo fra i due regimi, contributi inclusi, è nel confronto forfettario-ordinario.
In ordinario: dal reddito complessivo, rigo RP21
In regime ordinario i contributi vanno nel quadro RP (oneri deducibili, rigo RP21) e abbattono il reddito complessivo prima degli scaglioni. Con 50.000 € di reddito e 13.035 € di contributi, l'IRPEF scende di 4302 €: il risparmio effettivo si vede con il calcolatore IRPEF o, per il quadro completo del regime ordinario, con il calcolatore delle tasse in regime ordinario.
Pensione annua = montante contributivo × coefficiente di trasformazione. Il montante è la somma dei tuoi versamenti rivalutata; il coefficiente a 67 anni, per il biennio 2025-2026, è del 5,61%. Ecco cosa produce una carriera di 30 anni.
| Reddito annuo | Contributi annui | Montante 30 anni | Pensione annua a 67 | Mensile (13 mesi) |
|---|---|---|---|---|
| 15.000 € | 3911 € | 117.315 € | 6579 € | 506 € |
| 20.000 € | 5214 € | 156.420 € | 8772 € | 675 € |
| 30.000 € | 7821 € | 234.630 € | 13.158 € | 1012 € |
| 50.000 € | 13.035 € | 391.050 € | 21.930 € | 1687 € |
Stima lorda, senza rivalutazione del montante (che negli ultimi anni ha aggiunto l'1-3% annuo). Coefficiente 5,608% a 67 anni (DM 20/11/2024).
Montante contributivo: la somma dei versamenti, rivalutata
Ogni anno l'INPS accredita i contributi dovuti sul reddito (l'intera aliquota, anche la quota del committente per i co.co.co) e rivaluta il montante accumulato con la media quinquennale del PIL nominale. Con 30.000 € di reddito il montante cresce di 7821 €l'anno: in 30 anni, prima della rivalutazione, arriva a 234.630 €.
Coefficiente di trasformazione: 5,608% a 67 anni
Il coefficiente converte il montante in rendita annua e cresce con l'età di uscita: uscire più tardi rende di più. Nel biennio 2025-2026 va dal 4,204% a 57 anni al 5,608% a 67 anni, fino al 6,510% a 71 anni. Viene aggiornato ogni due anni in base alla speranza di vita.
Quanto rende un anno: 439 € l'anno di pensione
Un anno a 30.000 € di reddito produce 7821 € di montante, che a 67 anni vale 439 € di pensione annua lorda, circa 34 € al mese. Trenta anni così danno 1012 €al mese: il tasso di sostituzione è più basso di quello dei dipendenti perché l'aliquota è più bassa (26,07% contro 33%). Per pianificare l'integrazione, il simulatore di proiezione del patrimonio mette accanto pensione e risparmi.
Requisiti 2026: 67 anni con 20 di contributi, 64 anni con tre volte l'assegno sociale
| Pensione | Età | Contributi | Importo minimo |
|---|---|---|---|
| Vecchiaia | 67 anni | 20 anni | 1 volta l'assegno sociale |
| Anticipata contributiva | 64 anni | 20 anni | 3 volte l'assegno sociale (2,8 con un figlio, 2,6 con due o più) |
| Vecchiaia con pochi contributi | 71 anni | 5 anni | Nessun importo minimo |
| Anticipata ordinaria | Qualsiasi | 42 anni e 10 mesi (41 e 10 donne) | Nessun importo minimo |
I mesi accreditati dipendono dal minimale: un anno con reddito sotto 18.808 € vale meno di 12 mesi, in proporzione. Con 9404 €di reddito, per esempio, l'INPS accredita 6 mesi. Per raggiungere i 20 anni contano i mesi accreditati, non gli anni di partita IVA.
Chi ha contributi in più gestioni (dipendente e poi partita IVA, o viceversa) ha quattro strade per arrivare a un'unica pensione. Tre sono gratuite — la ricongiunzione è l'unica che costa.
| Strumento | Norma | Costo | Calcolo | Quando conviene |
|---|---|---|---|---|
| Ricongiunzione | L. 45/1990 | Oneroso, calcolato dall'INPS | Regole della gestione di arrivo | Contributi retributivi da valorizzare in un'unica gestione |
| Totalizzazione | D.Lgs. 42/2006 | Gratuita | Contributivo per tutte le quote; finestra 18 mesi per la vecchiaia, 21 mesi con 41 anni di contributi | Periodi brevi in più gestioni, età 66 anni o 41 anni di contributi |
| Cumulo | L. 228/2012 e L. 232/2016 | Gratuito | Ogni gestione paga la sua quota con le proprie regole | La scelta standard: vecchiaia a 67 anni con 20 anni complessivi |
| Computo in Gestione Separata | DM 282/1996, art. 3 | Gratuito, su opzione | Tutto nel contributivo della Gestione Separata | Meno di 18 anni ante 1996, almeno 15 anni totali di cui 5 dopo il 1995 |
Ricongiunzione Gestione Separata: quando costa e quanto
La ricongiunzione sposta fisicamente i contributi da una gestione all'altra. Verso e dalla Gestione Separata è a titolo oneroso: l'INPS calcola la riserva matematica, cioè il costo di garantire nella gestione di arrivo la pensione corrispondente ai periodi trasferiti. Il conto arriva con la domanda e si può rateizzare; ha senso quando i contributi da unire sono retributivi e la gestione di arrivo li valorizza meglio del contributivo.
Totalizzazione: gratuita ma tutto contributivo
Somma i periodi di tutte le gestioni per il diritto, ma ogni quota viene ricalcolata con il sistema contributivo, anche quella che sarebbe stata retributiva. Requisiti: 66 anni con 20 anni di contributi (adeguati alla speranza di vita) oppure 41 anni di contributi a qualsiasi età, con finestra di 18 mesi. Per chi è già interamente contributivo, come gli iscritti alla Gestione Separata dal 1996, il ricalcolo è neutro.
Cumulo gratuito: la scelta di default
Il cumulo somma i periodi per raggiungere i requisiti (67 anni con 20 anni, oppure 42 anni e 10 mesi) e poi ogni gestione paga la sua quota con le proprie regole: la quota da dipendente resta retributiva o mista, quella della Gestione Separata contributiva. È gratuito, vale anche con le casse professionali e da qui partono commercialista e patronato quando valutano la tua posizione.
Computo: l'opzione riservata alla Gestione Separata
Chi ha meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, almeno 15 anni complessivi di cui 5 dopo il 1995 e almeno un contributo in Gestione Separata può chiedere di calcolare tutto con il contributivo dentro la Gestione Separata. Conviene a chi ha carriere frammentate e vuole accedere ai requisiti del contributivo puro, come la pensione anticipata a 64 anni.
Le quote aggiuntive dell'aliquota (0,72%, 0,35%, 1,31%) finanziano prestazioni precise. Ecco cosa spetta, a chi e con quali requisiti.
| Prestazione | A chi | Requisito | Durata | Misura |
|---|---|---|---|---|
| DIS-COLL | Co.co.co, dottorandi, assegnisti | 1 mese di contributi dal 1° gennaio dell'anno precedente | Metà dei mesi contribuiti, max 12 | 75% del reddito medio mensile + 25% oltre la soglia, -3% dal 6° mese |
| Maternità / paternità | Iscritte esclusive | 3 mesi di contributi nei 12 precedenti | 5 mesi (+3 per redditi bassi) | 80% del reddito medio giornaliero |
| Congedo parentale | Collaboratori e professionisti iscritti in via esclusiva | Come maternità | Collaboratori: 3+3 mesi entro i 12 anni del figlio. Professionisti: 3 mesi complessivi fra i genitori entro il 1° anno di vita | 30% del reddito |
| Malattia | Iscritti esclusivi | Almeno 1 mese di contribuzione piena nei 12 precedenti e reddito entro il 70% del massimale | Max 61 giorni l'anno | Dal 4% all'8% del massimale giornaliero, per fasce |
| Degenza ospedaliera | Iscritti esclusivi | Come malattia | Max 180 giorni l'anno | Dall'8% al 16% del massimale giornaliero |
| ISCRO | Professionisti iscritti esclusivi | Reddito calato e sotto 12.749,18 € (soglia 2026), 3 anni di iscrizione | 6 mesi | 25% del reddito medio, tra 255,53 e 817,69 € al mese (2026) |
DIS-COLL: la disoccupazione dei collaboratori
Introdotta dal D.Lgs. 22/2015 e resa strutturale dalla L. 81/2017, la DIS-COLL spetta a co.co.co, dottorandi con borsa e assegnisti che perdono il rapporto in modo involontario, hanno almeno un mese di contribuzione dal 1° gennaio dell'anno precedente e sono privi di partita IVA attiva. L'importo segue la formula della NASPI, dura la metà dei mesi contribuiti fino a 12 e dal 2022 dà anche contribuzione figurativa. Si finanzia con l'1,31% aggiuntivo: da qui il 35,03%. Amministratori e sindaci sono esclusi e restano al 33,72%.
Maternità: 5 mesi all'80%, anche continuando a lavorare
L'indennità copre i 2 mesi prima e i 3 dopo il parto, all'80% di 1/365 del reddito dell'anno precedente, con almeno 3 mesi di contributi nei 12 mesi prima. Le professioniste possono continuare a fatturare durante l'indennità. Per i redditi più bassi la legge di bilancio 2022 ha aggiunto 3 mesi: in tutto 8. Con 30.000 € di reddito l'indennità vale circa 9863 € per 5 mesi.
Malattia e degenza: importi legati al massimale
L'indennità di malattia spetta dal 4° giorno per un massimo di 61 giorni l'anno, quella di degenza ospedaliera fino a 180 giorni; entrambe si calcolano su una percentuale del massimale giornaliero (il massimale annuo diviso 365), crescente con le mensilità accreditate. Serve reddito dell'anno precedente entro il 70% del massimale. La domanda va all'INPS entro 30 giorni dalla fine dell'evento.
ISCRO: la rete dei professionisti dal 2024
L'indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa è strutturale dalla legge di bilancio 2024 e finanziata dallo 0,35% dell'aliquota. Spetta al professionista iscritto in via esclusiva da almeno tre anni, in regola con i versamenti, con reddito dell'anno precedente calato di oltre il 70% rispetto alla media dei due anni prima e sotto la soglia di legge (12.000 € indicizzati). Dura 6 mesi, vale il 25% del reddito medio semestrale con minimo 250 € e massimo 800 € al mese, e si chiede entro il 31 ottobre.
Stesso reddito, tre gestioni: la Gestione Separata paga solo in percentuale, artigiani e commercianti partono da 4521 € di contributi fissi fino al minimale e poi aggiungono il 24% (24,48% per i commercianti). La gestione la decide il codice ATECO — i numeri dicono cosa aspettarti.
| Reddito | Gestione Separata 26,07% | Artigiani | Commercianti | Artigiani forfettari -35% |
|---|---|---|---|---|
| 10.000 € | 2607 € | 4521 € | 4612 € | 2939 € |
| 15.000 € | 3911 € | 4521 € | 4612 € | 2939 € |
| 18.808 € | 4903 € | 4521 € | 4612 € | 2939 € |
| 25.000 € | 6518 € | 6007 € | 6128 € | 3905 € |
| 30.000 € | 7821 € | 7207 € | 7352 € | 4685 € |
| 50.000 € | 13.035 € | 12.007 € | 12.248 € | 7805 € |
Artigiani e commercianti: contributi fissi sul minimale di 18.808 €più aliquota sull'eccedenza. Clicca una riga per il calcolo in Gestione Separata.
Sotto il minimale vince chi paga sul reddito
Con 10.000 € di reddito la Gestione Separata chiede 2607 €, l'artigiano versa comunque 4521 €di fissi. Per attività piccole, part-time o all'avvio, la proporzionalità è un vantaggio netto: paghi solo su ciò che incassi.
Sopra i 30.000 € il rapporto si inverte
A 50.000 € il professionista versa 13.035 €, l'artigiano 12.007 €e l'artigiano forfettario con riduzione 7805 €. Due punti di aliquota in meno (24% contro 26,07%) e lo sconto del 35% pesano sempre di più con il crescere del reddito.
La gestione la decide il codice ATECO
Attività intellettuali e professionali senza albo vanno in Gestione Separata; attività artigianali (produzione, riparazione, servizi manuali) e commerciali (vendita, e-commerce, ristorazione) vanno nelle gestioni con i fissi. Con lo stesso codice ATECO la scelta è già fatta. Confronta tutte le gestioni con il calcolatore dei contributi INPS.
I contributi della Gestione Separata si versano nella sezione INPS del modello F24, con una causale contributo al posto del codice tributo. Ecco le causali e i campi da compilare.
| Causale | Chi la usa | Per cosa |
|---|---|---|
| PXX | Professionista senza altra copertura (26,07%) | Saldo e acconti in unica soluzione |
| PXXR | Professionista senza altra copertura | Rate del saldo e del primo acconto |
| P10 | Professionista con altra copertura o pensionato (24%) | Saldo e acconti in unica soluzione |
| P10R | Professionista con altra copertura o pensionato | Rate del saldo e del primo acconto |
| DPPI | Professionista che rateizza o differisce | Interessi da differimento (0,40% e rate) |
| CXX | Committente per co.co.co, amministratori, occasionali | Contributi mensili dei collaboratori senza altra copertura |
| C10 | Committente per collaboratori con altra copertura o pensionati | Contributi mensili al 24% |
I campi della sezione INPS, uno per uno
| Campo | Cosa scrivere |
|---|---|
| Codice sede | Il codice della sede INPS della tua provincia (4 cifre, lo trovi nel Cassetto previdenziale) |
| Causale contributo | PXX oppure P10 (PXXR / P10R se rateizzi) |
| Matricola INPS / codice INPS | Vuoto per i professionisti; codice azienda per i committenti |
| Periodo di riferimento «da mm/aaaa» | 01/2025 per il saldo 2025, 01/2026 per l'acconto 2026 |
| Periodo di riferimento «a mm/aaaa» | 12/2025 per il saldo, 12/2026 per l'acconto |
| Importi a debito versati | Saldo e acconto su righe separate: es. 7821 € e 3128 € |
| Importi a credito compensati | Eventuale credito contributivo dell'anno precedente |
Saldo e acconto: due righe, due anni
Il 30 giugno nello stesso F24 convivono il saldo dell'anno precedente (periodo 01-12 dell'anno scorso) e la prima rata di acconto (periodo 01-12 dell'anno in corso). Vanno su due righe con la stessa causale e periodi diversi: così l'INPS accredita ogni somma all'anno giusto e l'estratto conto resta pulito.
Compensazione con i crediti d'imposta
Nel modello F24 i contributi INPS si possono compensare con crediti IRPEF, IVA o dell'imposta sostitutiva risultanti dalla dichiarazione. L'F24 con compensazione si trasmette solo tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate (F24 web o intermediario), anche se il saldo finale è positivo.
Co.co.co e amministratori: CXX entro il 16 del mese dopo
Il committente versa i contributi dei collaboratori con causale CXX (o C10) entro il 16 del mese successivo al pagamento del compenso e trasmette i dati con il flusso UniEmens. Il collaboratore vede la sua quota di un terzo trattenuta in busta e ritrova l'intero versamento nell'estratto conto.
Due date fisse l'anno per il professionista, una al mese per il committente. Ecco il calendario 2026-2027 con l'esempio di 30.000 € di reddito costante.
| Scadenza | Versamento | Causale | Esempio 30.000 € |
|---|---|---|---|
| 30 giugno 2026 | Saldo 2025 + 1ª rata acconto 2026 (40%) | PXX | 10.949 € |
| 30 luglio 2026 | Stesso versamento con maggiorazione 0,40% | PXX + DPPI | 10.993 € |
| 30 novembre 2026 | 2ª rata acconto 2026 (40%) | PXX | 3128 € |
| 16 di ogni mese | Co.co.co: contributi del mese precedente (committente) | CXX / C10 | 843 € al mese |
| 30 giugno 2027 | Saldo 2026 (20%) + 1ª rata acconto 2027 (40%) | PXX | 4693 € |
| 30 novembre 2027 | 2ª rata acconto 2027 (40%) | PXX | 3128 € |
Le date che cadono di sabato o festivo slittano al primo giorno lavorativo. Esempio a reddito costante dal 2025.
30 giugno 2026: il versamento più pesante
Saldo dell'anno prima e prima rata di acconto insieme, più l'imposta sostitutiva o l'IRPEF con i propri acconti. Con 30.000 € di reddito i soli contributi valgono 10.949 € nel secondo anno di attività.
30 luglio: trenta giorni in più allo 0,40%
Chi versa entro il 30 luglio paga lo 0,40% in più, da indicare con causale DPPI: su 10.949 € sono 44 €. Un mese di respiro a un costo minimo.
Rateizzazione: fino a dicembre con interessi
Saldo e prima rata di acconto si possono dividere in rate mensili di pari importo fino al 16 dicembre, con interessi allo 0,33% mensile e causale PXXR; gli interessi vanno su una riga a parte con DPPI. La seconda rata di acconto di novembre resta in unica soluzione. Il calendario completo di imposte, IVA e bollo è nel calendario fiscale della partita IVA e nelle scadenze fiscali 2026.
Per i contributi INPS il ritardo costa la sanzione civile(art. 116 L. 388/2000): interessi al tasso ufficiale di riferimento più 5,5 punti l'anno, fino al 40% del dovuto. Ecco quanto pesa il ritardo su 7821 € di contributi.
| Ritardo | Contributi | Sanzione civile (TUR 2% + 5,5%) | Totale da versare |
|---|---|---|---|
| 30 giorni | 7821 € | 48 € | 7869 € |
| 90 giorni | 7821 € | 145 € | 7966 € |
| 180 giorni | 7821 € | 289 € | 8110 € |
| 365 giorni | 7821 € | 587 € | 8408 € |
Ipotesi TUR al 2%: il tasso effettivo è quello BCE vigente alla scadenza. Sanzione massima 40% dei contributi.
Omissione: contributi dichiarati e pagati tardi
Se il reddito è in dichiarazione e il versamento arriva in ritardo, l'INPS applica l'omissione: interessi al TUR + 5,5% per i giorni di ritardo, fino al 40%. Con 90 giorni di ritardo su 7821 € sono circa 145 €. Dal 2024, chi paga spontaneamente entro 120 giorni dalla scadenza vede la sanzione ridotta al solo TUR.
Evasione: reddito mai dichiarato
Se il reddito manca dalla dichiarazione, la sanzione civile sale al 30% l'anno fino al 60% dei contributi. Chi regolarizza da solo prima di controlli e contestazioni torna nel regime dell'omissione, più leggero: conviene muoversi prima della lettera dell'INPS.
Imposta e contributi viaggiano insieme: il ravvedimento dell'imposta
Nello stesso F24 di giugno c'è anche l'imposta sostitutiva o l'IRPEF. Per quella parte vale il ravvedimento operoso: sanzione dello 0,1% al giorno entro 14 giorni, 1,25% entro 30, 1,39% entro 90, 1,67% entro l'anno, più interessi legali al 2%. Sanzione e interessi sull'imposta li calcoli con il calcolatore del ravvedimento operoso; per la quota INPS si applica la sanzione civile qui sopra.
Avviso bonario e rateizzazione con l'INPS
Se il ritardo emerge dai controlli, l'INPS invia un avviso con contributi, sanzioni e interessi. Si può chiedere la dilazione fino a 24 rate mensili (oltre in casi eccezionali) direttamente dal Cassetto previdenziale, con un piano che parte dalla prima rata pagata.
Chi ha già una pensione o un rapporto di lavoro dipendente versa il 24% invece del 26,07%: la copertura principale è già lì, la Gestione Separata aggiunge solo la quota pensionistica. Ecco il risparmio per reddito.
| Reddito autonomo | Aliquota 24% | Aliquota 26,07% | Risparmio | Netto previdenziale al 24% |
|---|---|---|---|---|
| 10.000 € | 2400 € | 2607 € | 207 € | 7600 € |
| 20.000 € | 4800 € | 5214 € | 414 € | 15.200 € |
| 30.000 € | 7200 € | 7821 € | 621 € | 22.800 € |
| 50.000 € | 12.000 € | 13.035 € | 1035 € | 38.000 € |
Clicca una riga: il calcolatore si apre già impostato su «Pensionato / altra copertura».
Chi rientra nel 24%
Titolari di pensione diretta (vecchiaia, anticipata, invalidità) o indiretta (reversibilità), lavoratori dipendenti pubblici e privati anche part-time, iscritti ad artigiani, commercianti, coltivatori diretti o a una cassa professionale che svolgono un'attività ulteriore rientrante nella Gestione Separata. La condizione va dichiarata al momento dell'iscrizione e aggiornata se cambia.
Dipendente con partita IVA: cosa succede alla pensione
I contributi al 24% formano un montante separato nella Gestione Separata: a fine carriera si somma con il cumulo gratuito alla pensione da dipendente. Con 20.000 € di reddito autonomo l'anno versi 4800 €, tutti deducibili dall'IRPEF: con uno stipendio nello scaglione al 35% il risparmio d'imposta è di circa 1680 €.
Pensionato con partita IVA: contributi e supplemento
Il pensionato versa il 24% sul reddito autonomo e i contributi versati alimentano un supplemento di pensione, richiedibile ogni 5 anni (2 se ha superato l'età di vecchiaia). Con 10.000 € di reddito l'anno sono 2400 € di contributi, che a 5,608% valgono circa 135 € di pensione annua aggiuntiva per ogni anno versato.
Chi lavora in modo occasionale con ritenuta d'acconto versa alla Gestione Separata solo sulla parte di compensi che supera 5000 €netti l'anno, sommando tutti i committenti. Ecco i numeri.
| Compensi annui | Eccedenza oltre 5.000 € | Contributi 33,72% | A carico tuo (1/3) | Committente (2/3) |
|---|---|---|---|---|
| 4000 € | 0 € | 0 € | 0 € | 0 € |
| 6000 € | 1000 € | 337 € | 112 € | 225 € |
| 8000 € | 3000 € | 1012 € | 337 € | 674 € |
| 12.000 € | 7000 € | 2360 € | 787 € | 1574 € |
Aliquota 33,72% (24% per pensionati o iscritti ad altra gestione). La soglia è unica per anno, non per committente.
Come si conta la soglia
Vale il compenso al netto delle spese documentate rimborsate, sommato su tutti i committenti dell'anno. Il lavoratore comunica a ogni committente quando supera i 5000 €: da quel momento il committente trattiene un terzo dei contributi sull'eccedenza e versa il totale con causale CXX.
Superata la soglia scatta l'iscrizione
Al primo euro oltre 5000 € il lavoratore si iscrive alla Gestione Separata (o lo fa il committente) e da lì maturano mesi di contribuzione. Con 8000 € di compensi l'eccedenza è 3000 € e i contributi sono 1012 €, di cui 337 € trattenuti.
Occasionale o partita IVA: quando cambiare
L'occasionalità richiede assenza di abitualità e organizzazione: chi lavora con continuità per gli stessi clienti apre la partita IVA, anche sotto i 5000 €. Con il forfettario i contributi si calcolano sul reddito ridotto dal coefficiente, e con 8000 € di ricavi al 78% sono 1627 €: più dell'occasionale, ma con 12 mesi di copertura e la possibilità di fatturare a chiunque.
Sono le figure assimilate ai collaboratori: aliquota del collaboratore, riparto un terzo - due terzi, F24 mensile di chi paga il compenso. Cambia solo la DIS-COLL.
| Figura | Aliquota | Su 20.000 €: totale | Trattenuta (1/3) | Chi versa |
|---|---|---|---|---|
| Amministratore di srl o spa | 33,72% | 6744 € | 2248 € | La società (CXX) |
| Sindaco o revisore senza cassa | 33,72% | 6744 € | 2248 € | La società (CXX) |
| Dottorando con borsa | 35,03% | 7006 € | 2335 € | L'università (CXX) |
| Assegnista di ricerca | 35,03% | 7006 € | 2335 € | L'università (CXX) |
| Amministratore già pensionato | 24,00% | 4800 € | 1600 € | La società (C10) |
Amministratore di società: compenso e contributi
Il compenso dell'amministratore è reddito assimilato a lavoro dipendente e i contributi seguono la regola dei co.co.co: 33,72% (senza DIS-COLL) per un terzo trattenuto al compenso e due terzi a carico della società, che li deduce come costo. Su 20.000 € di compenso la società versa 6744 €, di cui 2248 €trattenuti all'amministratore. Se l'amministratore è anche socio lavoratore iscritto ad artigiani o commercianti, sul compenso da amministratore si applica il 24%.
Dottorandi con borsa e assegnisti: contributi che contano per la pensione
Borsa di dottorato e assegno di ricerca sono esenti da IRPEF ma soggetti alla Gestione Separata con il 35,03%: un terzo viene trattenuto dalla borsa, due terzi li versa l'università. Gli anni di dottorato diventano così contribuzione effettiva, con diritto alla DIS-COLL alla fine del rapporto. Su una borsa da 20.000 € la trattenuta è di 2335 € l'anno, circa 195 € al mese.
Amministratore con partita IVA: due posizioni, un'aliquota per ciascuna
Chi è amministratore e insieme professionista con partita IVA ha due posizioni nella stessa Gestione Separata: sul compenso da amministratore la società versa con il riparto 1/3 - 2/3, sul reddito professionale l'iscritto versa il 26,07% con l'F24 della dichiarazione. Il massimale di 122.295 € è unico e vale sulla somma dei due redditi.
La Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 conferma le aliquote e aggiorna le soglie all'inflazione. Ecco il confronto 2025-2026 parametro per parametro.
| Parametro | 2025 | 2026 | Effetto |
|---|---|---|---|
| Aliquota professionisti | 26,07% | 26,07% | Invariata |
| Aliquota collaboratori | 33,72% / 35,03% | 33,72% / 35,03% | Invariata |
| Aliquota altra copertura | 24% | 24,00% | Invariata |
| Minimale di reddito | 18.555 € | 18.808 € | +253 €: servono più contributi per 12 mesi |
| Massimale imponibile | 120.607 € | 122.295 € | +1.688 €: contributi massimi in crescita |
| Contributo massimo professionista | 31.442 € | 31.882 € | +440 € |
| Soglia lavoro occasionale | 5.000 € | 5000 € | Invariata |
| Coefficiente trasformazione a 67 anni | 5,608% | 5,608% | Biennio 2025-2026, prossimo aggiornamento 2027 |
| Congedo parentale professionisti | Solo collaboratori | Anche iscritti esclusivi | Nuova tutela |
Aliquote ferme: il 26,07% è a regime dal 2024
Dopo l'introduzione dello 0,35% ISCRO nel 2024, l'aliquota dei professionisti è stabile al 26,07%. Per il tuo budget significa che la quota da accantonare resta la stessa: il 20,33% dei ricavi con coefficiente 78%.
Minimale più alto: più contributi per l'anno intero
Il minimale sale a 18.808 €: per accreditare 12 mesi nel 2026 servono almeno 4903 € di contributi (26,07% del minimale). Chi resta sotto vede i mesi ridotti in proporzione. Il massimale sale a 122.295 € e il contributo massimo del professionista arriva a 31.882 €.
Cosa aspettarsi per il 2027
Minimale e massimale vengono rivalutati ogni gennaio con l'indice ISTAT dell'anno precedente; i coefficienti di trasformazione si aggiornano con il biennio 2027-2028. Le aliquote cambiano solo per legge: il calcolatore qui sopra segue la circolare INPS di ogni anno, così il tuo numero è sempre quello in vigore.
Quattro abitudini che rendono i contributi un dato sotto controllo — e la pensione un numero che conosci.
Apri un conto dedicato e sposta la quota a ogni incasso
Il 20,33% di ogni fattura (forfettario, coefficiente 78%) o il 26,07% del reddito netto stimato (ordinario) va su un conto separato il giorno stesso del pagamento. A giugno la somma è lì. Nel secondo anno di attività prepara il 180%: saldo più acconto. Il calcolatore del netto da fattura ti dice, fattura per fattura, quanto è davvero tuo.
Controlla l'estratto conto contributivo ogni anno
Nel Cassetto previdenziale INPS trovi, anno per anno, imponibile, contributi accreditati e mesi utili. Un anno con meno di 12 mesi segnala un reddito sotto il minimale di 18.808 €; un anno assente segnala un versamento mai arrivato. Correggere subito costa meno che scoprirlo alla domanda di pensione.
Scrivi la rivalsa nel preventivo
Il 4% di rivalsa va concordato prima, nel preventivo e nel contratto: inserito solo in fattura genera contestazioni. Su 30.000 € di compensi annui la rivalsa vale 1200 €, cioè circa il 14,75%dei contributi dell'anno pagato dai clienti.
Metti la pensione futura accanto ai risparmi
Con 30.000 € di reddito per 30 anni la pensione lorda stimata è 1012 € al mese: un numero da conoscere presto, perché ogni anno di contributi in più e ogni euro di risparmio deciso oggi cambiano il risultato. Il simulatore di proiezione del patrimonio mette insieme i due pezzi; se il confronto è con uno stipendio da dipendente, parti dal piano B forfettario.
Cos'è la Gestione Separata INPS?
È il fondo previdenziale INPS per i lavoratori autonomi e parasubordinati senza una cassa propria: liberi professionisti senza albo, collaboratori co.co.co, amministratori. Istituita dall'art. 2 c.26 della L. 335/1995.
Chi deve iscriversi alla Gestione Separata?
Liberi professionisti senza cassa, collaboratori coordinati e continuativi, amministratori di società e i lavoratori autonomi occasionali con compensi annui superiori a 5.000 euro.
Qual è l'aliquota della Gestione Separata nel 2026?
26,07% per i professionisti senza altra copertura; 33,72% per i collaboratori (35,03% con DIS-COLL); 24% per pensionati o iscritti ad altra gestione obbligatoria (Circolare INPS 8/2026).
Quanto si paga di INPS con la partita IVA in Gestione Separata?
Un professionista versa il 26,07% del reddito imponibile. Su 30.000 euro sono 7.821 euro l'anno, circa 1.955 euro a trimestre. I contributi sono interamente deducibili.
C'è un minimale o un massimale di reddito?
Per il 2026 il minimale è 18.808 euro e il massimale 122.295 euro. Non c'è un contributo fisso minimo come per artigiani e commercianti: si paga in proporzione al reddito effettivo.
I forfettari pagano la Gestione Separata?
Sì, se non hanno una cassa professionale: versano il 26,07% sul reddito imponibile (ricavi moltiplicati per il coefficiente di redditività del codice ATECO).
Chi paga i contributi del collaboratore co.co.co?
Per legge i contributi sono ripartiti: 1/3 a carico del collaboratore (trattenuto dal compenso) e 2/3 a carico del committente, che li versa con F24.
Come ci si iscrive alla Gestione Separata?
L'iscrizione è gratuita e si fa online sul portale INPS, o tramite patronato/commercialista, prima di iniziare l'attività. Per i co.co.co la richiede di norma il committente.
Quando si pagano i contributi del professionista?
Con il modello F24 insieme alle imposte: saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre.
I contributi della Gestione Separata sono deducibili?
Sì: sono interamente deducibili dal reddito complessivo, riducendo l'IRPEF (o il reddito imponibile anche nel regime forfettario).
Cos'è la contribuzione DIS-COLL?
La DIS-COLL è l'indennità di disoccupazione per i collaboratori co.co.co. Comporta un'aliquota maggiorata: i collaboratori che vi accedono versano il 35,03% invece del 33,72%. Non riguarda i professionisti, che non hanno copertura DIS-COLL.
Quanti mesi di contributi servono per l'accredito dell'anno?
L'accredito di un anno intero di contribuzione richiede un versamento pari ad almeno l'aliquota applicata al minimale (18.808 € per il 2026). Se i contributi versati sono inferiori, i mesi accreditati si riducono proporzionalmente.
Cosa succede se il reddito è sotto il minimale?
Nella Gestione Separata non esiste un contributo fisso minimo: si versa in proporzione al reddito effettivo, anche se inferiore al minimale. Tuttavia, sotto il minimale i mesi di contribuzione accreditati ai fini pensionistici vengono ridotti in proporzione.
Quanto devo mettere da parte ogni mese per i contributi?
Il 26,07% del reddito imponibile. In forfettario significa il 26,07% di (ricavi × coefficiente ATECO): con coefficiente 78% equivale a circa il 20% del fatturato. Accantonalo a ogni incasso, perché il primo F24 arriva solo a giugno dell'anno successivo.
Posso aprire la partita IVA mentre prendo la NASPI?
Sì. Se il reddito da lavoro autonomo resta sotto 5.500 euro l'anno la NASPI continua in misura ridotta; va comunicato all'INPS entro 30 giorni. In alternativa si può chiedere la NASPI anticipata in unica soluzione per avviare l'attività, rinunciando ai mesi residui.
I forfettari hanno la riduzione del 35% sui contributi?
No: la riduzione del 35% riguarda solo gli iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti in regime forfettario. Chi è in Gestione Separata versa l'aliquota piena sul reddito imponibile.
Perché il secondo anno di partita IVA pago il doppio?
Perché al 30 giugno si versano insieme il saldo dei contributi dell'anno precedente e il primo acconto dell'anno in corso (40% dei contributi dell'anno precedente), poi al 30 novembre il secondo acconto (altro 40%: l'acconto totale è l'80%). Il primo anno invece non si versa nulla.
La Gestione Separata dà diritto a malattia e maternità?
Sì, per gli iscritti in via esclusiva con almeno 3 mesi di contribuzione nei 12 mesi precedenti: indennità di malattia, degenza ospedaliera, maternità per 5 mesi all'80% del reddito medio giornaliero e congedo parentale.
Quanto devo fatturare per guadagnare come da dipendente?
Circa il 35-45% in più della RAL: oltre ai contributi pieni (26,07% invece del 9,19%) mancano tredicesima, ferie retribuite, TFR e malattia. Con 25.000 euro di RAL servono all'incirca 34.000-36.000 euro di ricavi in forfettario.
La Gestione Separata dà diritto alla pensione?
Sì: i contributi versati alla Gestione Separata maturano diritti pensionistici (pensione di vecchiaia e anticipata) con il sistema contributivo, e danno accesso anche a indennità di malattia, maternità e DIS-COLL (per i collaboratori).
Come è composta l'aliquota del 26,07%?
Il 25% è la quota pensionistica (IVS), lo 0,72% finanzia maternità, malattia e assegni familiari, lo 0,35% finanzia l'ISCRO, l'indennità di continuità reddituale dei professionisti. Per i collaboratori la quota IVS è il 33%, più le aggiuntive dello 0,50% e dello 0,22% e, se prevista, l'1,31% di DIS-COLL: da qui il 33,72% e il 35,03%.
Quanto vale l'acconto della Gestione Separata?
L'acconto è l'80% dei contributi dovuti sul reddito dell'anno precedente, diviso in due rate uguali del 40%: la prima entro il 30 giugno insieme al saldo, la seconda entro il 30 novembre. Con 7.821 euro di contributi 2025 le due rate 2026 sono di 3.128 euro ciascuna.
Come si compila l'F24 per la Gestione Separata?
Si usa la sezione INPS del modello F24: codice sede della tua provincia, causale contributo PXX (professionista senza altra copertura) o P10 (con altra copertura o pensionato), periodo di riferimento da 01 a 12 dell'anno di competenza e importo a debito. Saldo e acconto vanno su due righe distinte, perché hanno anni di riferimento diversi.
Cos'è la causale PXX nel modello F24?
PXX è la causale contributo INPS per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata senza altra copertura previdenziale: si usa per saldo e acconti versati con la dichiarazione dei redditi. La variante PXXR serve per le rate, P10 e P10R per chi ha già un'altra gestione, DPPI per gli interessi da differimento.
Cosa sono le causali CXX e C10?
Sono le causali INPS che il committente usa per versare i contributi dei collaboratori co.co.co: CXX per i collaboratori senza altra copertura (33,72% o 35,03%), C10 per i collaboratori già iscritti a un'altra gestione obbligatoria o pensionati (24%). Il versamento avviene entro il 16 del mese successivo al pagamento del compenso.
Come si calcola la pensione della Gestione Separata?
Con il sistema contributivo: la somma dei contributi versati, rivalutata ogni anno al PIL medio quinquennale, forma il montante; il montante moltiplicato per il coefficiente di trasformazione dell'età di uscita dà la pensione annua. A 67 anni il coefficiente 2025-2026 è 5,608%: con 234.630 euro di montante (30.000 euro di reddito per 30 anni) la pensione lorda è circa 13.158 euro l'anno, 1.012 euro al mese per 13 mensilità.
Quanto rende un anno di contributi alla Gestione Separata?
Con 30.000 euro di reddito versi 7.821 euro: a 67 anni, con coefficiente 5,608%, quell'anno vale circa 439 euro di pensione annua lorda, cioè 34 euro al mese per 13 mensilità, prima della rivalutazione del montante. Ogni anno in più si somma ai precedenti.
A che età si va in pensione con la Gestione Separata?
Vecchiaia a 67 anni con almeno 20 anni di contributi e una pensione pari ad almeno una volta l'assegno sociale; anticipata contributiva a 64 anni con 20 anni di contributi e una pensione di almeno 3 volte l'assegno sociale (2,8 con un figlio, 2,6 con due o più); vecchiaia a 71 anni con soli 5 anni di contributi, qualunque sia l'importo.
Cos'è la ricongiunzione della Gestione Separata?
È il trasferimento dei contributi da o verso un'altra gestione (dipendenti, artigiani, casse professionali) per ottenere un'unica pensione. Per la Gestione Separata è a titolo oneroso (legge 45/1990): il costo lo calcola l'INPS caso per caso. Prima di chiederla conviene confrontarla con cumulo e totalizzazione, che sono gratuiti.
Meglio ricongiunzione, totalizzazione o cumulo?
Il cumulo (legge 228/2012) è gratuito e ogni gestione calcola la sua quota con le proprie regole: di solito è la scelta più conveniente. La totalizzazione è gratuita ma ricalcola tutto con il contributivo e applica una finestra di 18 mesi. La ricongiunzione costa, ma unifica i contributi in una sola gestione. Per la Gestione Separata esiste anche il computo (DM 282/1996), che porta tutto nel contributivo.
Chi paga i contributi di un amministratore di società?
L'amministratore è assimilato al co.co.co: sui compensi si applica il 33,72% (24% se pensionato o già iscritto ad altra gestione), per un terzo a carico dell'amministratore, trattenuto dal compenso, e per due terzi a carico della società, che versa il totale con F24 e causale CXX entro il 16 del mese successivo.
I dottorandi e gli assegnisti di ricerca versano alla Gestione Separata?
Sì. Dottorandi con borsa e assegnisti di ricerca sono iscritti alla Gestione Separata con l'aliquota del 35,03% (hanno diritto alla DIS-COLL): un terzo è trattenuto dalla borsa o dall'assegno, due terzi li versa l'università. Gli anni di dottorato con borsa contano come contribuzione ai fini della pensione.
Chi fa lavoro autonomo occasionale paga i contributi?
Solo sulla parte di compensi che supera 5.000 euro netti l'anno, sommando tutti i committenti. Sull'eccedenza si applica il 33,72% (24% se pensionato o con altra copertura), un terzo trattenuto al lavoratore e due terzi a carico del committente. Con 8.000 euro di compensi i contributi sono 1.012 euro totali, 337 euro a carico del lavoratore.
Come funziona la rivalsa INPS del 4% in fattura?
Il professionista iscritto alla Gestione Separata può aggiungere in fattura una maggiorazione del 4% del compenso a titolo di rivalsa. È facoltativa, è reddito a tutti gli effetti (concorre a IRPEF, IVA e alla base dei contributi) e in regime forfettario entra nei ricavi. Su 2.500 euro di compenso vale 100 euro.
La rivalsa del 4% conviene in regime forfettario?
Sì se il cliente la accetta: su 2.500 euro di compenso incassi 100 euro in più, che concorrono al limite di 85.000 euro di ricavi e vengono tassati con il coefficiente del tuo ATECO. In pratica la rivalsa copre circa un quinto dei contributi dovuti su quella fattura.
Quando si paga la Gestione Separata nel 2026?
Il 30 giugno 2026 il saldo 2025 e la prima rata di acconto 2026 (40%), il 30 luglio 2026 la stessa somma con maggiorazione dello 0,40%, il 30 novembre 2026 la seconda rata di acconto (40%). Il saldo e il primo acconto possono essere rateizzati in rate mensili con interessi; il secondo acconto si versa in unica soluzione.
Cosa succede se pago i contributi della Gestione Separata in ritardo?
L'INPS applica la sanzione civile per omissione: interessi pari al tasso ufficiale di riferimento aumentato di 5,5 punti l'anno, fino a un massimo del 40% dei contributi. Con 7.821 euro pagati 90 giorni dopo la scadenza e TUR al 2% la sanzione è di circa 145 euro. Per l'imposta versata in ritardo con lo stesso F24 si usa il ravvedimento operoso.
Un dipendente con partita IVA quanto paga di Gestione Separata?
Il 24% del reddito da lavoro autonomo, perché la copertura previdenziale principale è già garantita dal rapporto di lavoro dipendente. Su 20.000 euro di reddito da partita IVA sono 4.800 euro l'anno, contro i 5.214 euro di chi ha solo la partita IVA. L'aliquota ridotta si applica anche ai pensionati.
Gestione Separata o artigiani e commercianti: quale costa meno?
Sotto il minimale di 18.808 euro la Gestione Separata costa meno perché paga solo in proporzione al reddito: con 10.000 euro sono 2.607 euro contro i 4.521 euro fissi degli artigiani. Sopra i 30.000 euro il rapporto si inverte: artigiani e commercianti applicano il 24% oltre il minimale e i forfettari possono chiedere la riduzione del 35%. La gestione la decide il codice ATECO, in ogni caso.
Cos'è l'ISCRO per gli iscritti alla Gestione Separata?
È l'indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa, riservata ai professionisti iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata che subiscono un calo di reddito. Dal 2024 è strutturale ed è finanziata dallo 0,35% compreso nell'aliquota del 26,07%. Dura 6 mesi e si richiede all'INPS entro il 31 ottobre.
Cosa cambia nella Gestione Separata nel 2026?
Le aliquote restano quelle del 2025 (26,07%, 33,72%, 35,03%, 24%). Salgono minimale e massimale: il minimale passa a 18.808 euro e il massimale a 122.295 euro, per effetto della rivalutazione ISTAT. Resta a 5.000 euro la soglia per il lavoro autonomo occasionale.
Come controllo i contributi versati alla Gestione Separata?
Nell'estratto conto contributivo sul portale INPS (accesso con SPID, CIE o CNS): per ogni anno vedi imponibile, contributi accreditati e mesi utili. Se un anno mostra meno di 12 mesi, il reddito di quell'anno era sotto il minimale. È il documento da controllare prima di ogni scelta su cumulo o ricongiunzione.