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Calcolo Liquidazione IVA 2026

Inserisci IVA a debito e a credito: scopri subito quanto IVA versare, la maggiorazione trimestrale, le scadenze e i codici tributo F24. Aggiornato al 2026.

Approfondimenti

La liquidazione IVA è una sottrazione: IVA a debito − IVA a credito.

1. IVA a debito (vendite)

È l'IVA incassata dai clienti sulle fatture di vendita emesse nel periodo. La devi all'Erario.

2. IVA a credito (acquisti)

È l'IVA pagata ai fornitori sugli acquisti del periodo (detraibile e inerente). Si sottrae dall'IVA a debito, insieme all'eventuale credito riportato.

3. Saldo: debito o credito

Se la differenza è positiva, è IVA da versare; se è negativa, è un credito IVA. I trimestrali aggiungono l'1% sui primi 3 trimestri.

La periodicità dipende dal volume d'affari; cambia anche il calendario dei versamenti.

PeriodoScadenza 2026Maggiorazione
1° trimestre16 maggio 2026+1%
2° trimestre20 agosto 2026+1%
3° trimestre16 novembre 2026+1%
Saldo annuale (4°)16 marzo 2027+1% (rigo VL36)

I mensili versano entro il 16 del mese successivo, senza maggiorazione. Trimestrali sotto le soglie di volume d'affari (€500.000 servizi / €800.000 altre attività).

Ogni periodo ha il suo codice tributo da indicare nell'F24.

PeriodoCodice tributo
1° trimestre6031
2° trimestre6032
3° trimestre6033
Saldo annuale6099
Mensili (gen-dic)6001 – 6012
Acconto IVA6013 (mensili) / 6035 (trimestrali)

Entro il 27 dicembre le partite IVA versano l'acconto sull'IVA dell'ultimo periodo.

I tre metodi di calcolo

L'acconto si può calcolare con il metodo storico (88% del versamento dell'anno prima), previsionale (88% dell'IVA stimata dell'ultimo periodo) o analitico (sulle operazioni effettive fino al 20 dicembre).

Si scomputa dalla liquidazione

L'acconto versato si sottrae dall'IVA dovuta per l'ultimo periodo (dicembre per i mensili, 4° trimestre per i trimestrali). Codice tributo 6013 (mensili) o 6035 (trimestrali).

Se la liquidazione chiude a credito, hai tre strade.

Riporto e compensazione

Il credito si riporta al periodo successivo (riducendo l'IVA da versare) oppure si compensa in F24 con altri tributi. Oltre 5.000 € annui serve il visto di conformità.

Rimborso

Il rimborso (trimestrale con modello TR o annuale) è possibile in casi specifici: aliquota media sugli acquisti superiore alle vendite, beni ammortizzabili, cessazione attività, operazioni non imponibili oltre il 25%.

Quando la liquidazione chiude a credito, ci sono regole precise su quanto e come puoi recuperarlo subito.

Visto di conformità sopra i 5.000 €

La compensazione orizzontale in F24 del credito IVA è libera fino a 5.000 € annui. Oltre questa soglia serve il visto di conformità apposto da un professionista abilitato o dal CAF, da indicare nella dichiarazione annuale.

Rimborso trimestrale (modello TR) o annuale

Il rimborso infrannuale si chiede col modello TR entro la fine del mese successivo al trimestre, se ricorrono i requisiti (aliquota media, beni ammortizzabili, non imponibili oltre il 25%). Altrimenti il rimborso si chiede in dichiarazione annuale.

Cessione del credito

Il credito chiesto a rimborso può essere ceduto a terzi (banche, factor) con atto notificato all'Agenzia delle Entrate, per ottenere liquidità prima dell'erogazione.

Prendi l'IVA delle tue vendite e quella dei tuoi acquisti del periodo — la tabella ti mostra subito il saldo, la maggiorazione dell'1% dei trimestrali e l'importo che va in F24. Clicca una riga e il calcolatore si compila da solo.

Tabella liquidazione IVA 2026 per fascia di IVA a debito e a credito: saldo, maggiorazione 1% trimestrale, importo da versare per mensili e trimestrali
IVA a debitoIVA a creditoSaldo+1% trimestraleVersi (trimestrale)Versi (mensile)
2200 €1100 €1100 €11 €1111 €1100 €
4400 €1500 €2900 €29 €2929 €2900 €
6600 €2200 €4400 €44 €4444 €4400 €
8800 €3300 €5500 €55 €5555 €5500 €
11.000 €5500 €5500 €55 €5555 €5500 €
13.200 €4400 €8800 €88 €8888 €8800 €
17.600 €6600 €11.000 €110 €11.110 €11.000 €
22.000 €8800 €13.200 €132 €13.332 €13.200 €
3300 €4400 €credito 1100 €0 €0 €
5500 €7700 €credito 2200 €0 €0 €

Clicca su una riga per calcolare con quei valori. Maggiorazione 1% applicata ai primi tre trimestri; i mensili versano il saldo pieno. Valori arrotondati, aggiornati 2026.

Liquidazione IVA con 4400 € a debito e 1500 € a credito

È la situazione tipica di un professionista con circa 20.000 € di fatturato imponibile nel trimestre e pochi acquisti. Il saldo è 2900 €. Se sei trimestrale aggiungi 29 € di interessi e versi 2929 € con il codice tributo del trimestre. Se sei mensile versi 2900 € entro il 16 del mese successivo.

Liquidazione IVA con 8800 € a debito e 3300 € a credito

Corrisponde a 40.000 € di vendite e 15.000 € di acquisti al 22%. Il saldo è 5500 €: il trimestrale versa 5555 € (di cui 55 € di maggiorazione), il mensile 5500 €. Sono le stesse cifre dell'esempio completo che trovi più sotto.

Liquidazione IVA con 22.000 € a debito e 8800 € a credito

Una piccola impresa con 100.000 € di vendite trimestrali e 40.000 € di acquisti. Il saldo sale a 13.200 € e la maggiorazione dell'1% vale 132 € a trimestre: su tre trimestri sono 396 €l'anno di interessi, indeducibili. A questi volumi la liquidazione mensile inizia a farsi interessante.

Liquidazione IVA a credito: 3300 € a debito e 4400 € a credito

Hai comprato più di quanto hai venduto — succede in avvio di attività o dopo un investimento. La liquidazione chiude con un credito di 1100 €: zero da versare, zero maggiorazione. Il credito passa al periodo successivo e riduce l'IVA che verserai lì.

Un trimestre vero, dalla fattura all'F24. Segui i passi con i tuoi numeri al posto di questi — il risultato è già lì.

Passo 1: somma l'IVA delle fatture emesse

Nel trimestre hai emesso fatture per 40.000 € di imponibile al 22%. L'IVA a debito è 40.000 € × 22% = 8800 €. Se hai importi lordi e ti serve l'imposta, usa lo scorporo IVA per separare imponibile e imposta in un attimo.

Passo 2: somma l'IVA delle fatture ricevute

Hai registrato acquisti per 15.000 € di imponibile, tutti inerenti e detraibili al 100%. L'IVA a credito è 15.000 € × 22% = 3300 €. Conta solo l'IVA detraibile: su auto, telefonia e spese promiscue entra in liquidazione la quota ammessa, il resto resta costo.

Passo 3: calcola il saldo e la maggiorazione

Saldo = 8800 €3300 € = 5500 €. Sei trimestrale: aggiungi 1% = 55 €. Totale da versare 5555 €. Un mensile con gli stessi numeri verserebbe 5500 €.

Esempio completo di liquidazione IVA trimestrale con imponibili, IVA a debito, IVA a credito, saldo, maggiorazione e importo F24
VoceImponibileIVA 22%
Fatture emesse (IVA a debito)40.000 €8800 €
Fatture ricevute (IVA a credito)15.000 €3300 €
Saldo IVA del trimestre5500 €
Maggiorazione 1% (solo trimestrali)55 €
Importo in F24 (codice 6031 se 1° trimestre)5555 €

Passo 4: compila l'F24 e segna la scadenza

Nella sezione Erario dell'F24 inserisci il codice tributo del periodo (6031 per il primo trimestre), l'anno di riferimento e l'importo 5555 €. Il versamento va fatto entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre. Tieni tutte le date sotto controllo nel calendario fiscale della partita IVA.

La regola base è mensile. Il trimestrale è un'opzione riservata a chi resta sotto i limiti di volume d'affari — e si paga con l'1% di interessi.

Limite liquidazione IVA trimestrale: 500.000 € e 800.000 €

Puoi optare per la liquidazione trimestrale se nell'anno precedente il volume d'affari è stato fino a 500.000 € per le prestazioni di servizi o fino a 800.000 € per le altre attività. Se svolgi entrambe le attività senza distinta annotazione, vale il limite di 800.000 €sul totale. L'opzione si esercita con il comportamento concludente e si comunica nel quadro VO della dichiarazione IVA.

Confronto tra liquidazione IVA mensile e trimestrale: requisiti, scadenze, maggiorazione, codici tributo e acconto
AspettoMensileTrimestrale
ChiRegola generale, obbligatoria sopra i limitiOpzione sotto 500.000 € (servizi) / 800.000 € (altre attività)
Quando versiEntro il 16 del mese successivoEntro il 16 del secondo mese dopo il trimestre
MaggiorazioneZero1% sui primi tre trimestri
Codici tributo6001 – 60126031, 6032, 6033 + 6099 a saldo
Acconto di dicembreCodice 6013Codice 6035
Ultimo periodoDicembre: 16 gennaio (codice 6012)4° trimestre: saldo annuale entro il 16 marzo
LIPETrimestrale, con i tre mesiTrimestrale
LiquiditàVersi 12 volte, importi piccoliVersi 4 volte, importi più grandi

Quanto costa l'1% di interessi in un anno

La maggiorazione si applica al saldo a debito di ciascuno dei primi tre trimestri ed è indeducibile dal reddito. Con questa tabella vedi subito il costo annuo per fascia di IVA netta trimestrale.

Costo annuo della maggiorazione 1% per fascia di IVA a debito netta trimestrale
IVA netta a trimestreMaggiorazione a trimestreCosto su 3 trimestriVersi a trimestre
1000 €10 €30 €1010 €
2500 €25 €75 €2525 €
5000 €50 €150 €5050 €
10.000 €100 €300 €10.100 €
20.000 €200 €600 €20.200 €
40.000 €400 €1200 €40.400 €

Quando conviene il trimestrale

Il trimestrale ti dà tempo: tieni in cassa l'IVA per due mesi in più. Con 5000 € di IVA netta a trimestre paghi 150 € l'anno di interessi — meno di quanto costerebbe un fido per lo stesso importo. Con 40.000 € a trimestre il costo sale a 1200 €l'anno e molte imprese preferiscono il mensile, che spalma i versamenti e azzera la maggiorazione.

Trimestrali speciali e settore agricolo

Alcune categorie (distributori di carburante, autotrasportatori conto terzi, alcuni servizi pubblici) sono trimestrali per natura ai sensi dell'art. 74 c. 4 DPR 633/72: liquidano a trimestre a prescindere dal volume d'affari, senza la maggiorazione dell'1%, e versano il quarto trimestre entro il 16 febbraio con il codice 6034. Per il settore agricolo il calcolatore prevede l'aliquota ridotta 0,4%: attiva l'opzione nel form.

Cambio da trimestrale a mensile

Se in un anno superi il limite di volume d'affari, dall'anno successivo passi a mensile. Il passaggio cambia anche l'acconto di dicembre: chi diventa mensile calcola lo storico partendo dal quarto trimestre dell'anno precedente, ridotto a un terzo. Il calcolo tasse in regime ordinario ti aiuta a vedere il quadro completo di imposte e contributi accanto all'IVA.

Quando il 16 cade di sabato o festivo, il versamento slitta al primo giorno lavorativo successivo. Ecco il calendario già spostato.

Scadenza IVA trimestrale 2026 e 2027

Scadenze dei versamenti IVA trimestrali 2026 e 2027 con codice tributo
PeriodoCodiceScadenza 2026Scadenza 2027
1° trimestre (gen-mar)603118 maggio 2026 (il 16 è sabato)17 maggio 2027 (il 16 è domenica)
2° trimestre (apr-giu)603220 agosto 202620 agosto 2027
3° trimestre (lug-set)603316 novembre 202616 novembre 2027
Acconto IVA603528 dicembre 2026 (il 27 è domenica)27 dicembre 2027
4° trimestre → saldo annuale609916 marzo 2026 (per il 2025)16 marzo 2027 (per il 2026)
4° trimestre speciali (art. 74)603416 febbraio 202616 febbraio 2027

La scadenza del 16 agosto slitta sempre al 20 agosto per la proroga feriale dei versamenti F24 dal 1° al 20 agosto.

Scadenze IVA mensile 2026

Scadenze dei versamenti IVA mensili 2026 con codice tributo per ciascun mese
Mese di riferimentoCodice tributoVersi entro
Gennaio600116 febbraio 2026
Febbraio600216 marzo 2026
Marzo600316 aprile 2026
Aprile600418 maggio 2026 (il 16 è sabato)
Maggio600516 giugno 2026
Giugno600616 luglio 2026
Luglio600720 agosto 2026
Agosto600816 settembre 2026
Settembre600916 ottobre 2026
Ottobre601016 novembre 2026
Novembre601116 dicembre 2026
Dicembre601218 gennaio 2027 (il 16 è sabato)

Le altre date IVA da segnare

Oltre ai versamenti periodici: la dichiarazione IVA annuale si presenta tra il 1° febbraio e il 30 aprile; le LIPE hanno quattro scadenze (fine maggio, settembre, novembre e febbraio); l'acconto va versato entro il 27 dicembre. Tutte le date della tua partita IVA, in un colpo d'occhio, sono nel calendario delle scadenze fiscali 2026.

Ogni versamento IVA ha il suo codice nella sezione Erario dell'F24. Qui trovi tutti quelli che ti servono, dal mensile al ravvedimento.

Tabella completa dei codici tributo IVA per il modello F24: mensili 6001-6012, trimestrali 6031-6034, acconto 6013 e 6035, saldo 6099, ravvedimento 8904 e 1991
CodiceCosa versiChi lo usa
6001IVA di gennaioMensili
6002IVA di febbraioMensili
6003IVA di marzoMensili
6004IVA di aprileMensili
6005IVA di maggioMensili
6006IVA di giugnoMensili
6007IVA di luglioMensili
6008IVA di agostoMensili
6009IVA di settembreMensili
6010IVA di ottobreMensili
6011IVA di novembreMensili
6012IVA di dicembreMensili
6013Acconto IVA di dicembreMensili
6031IVA 1° trimestreTrimestrali
6032IVA 2° trimestreTrimestrali
6033IVA 3° trimestreTrimestrali
6034IVA 4° trimestreTrimestrali speciali art. 74 c. 4
6035Acconto IVA di dicembreTrimestrali
6099Saldo IVA da dichiarazione annualeTutti (mensili e trimestrali per opzione)
8904Sanzione IVA da ravvedimentoChi regolarizza un versamento tardivo
1991Interessi IVA da ravvedimentoChi regolarizza un versamento tardivo

Codice tributo 6031: IVA del primo trimestre

Il 6031 copre gennaio, febbraio e marzo. Nel campo "rateazione/regione/prov./mese rif." lasci vuoto, nell'anno di riferimento scrivi l'anno del trimestre (2026 per il primo trimestre 2026). Scadenza 16 maggio: nel 2026 slitta a lunedì 18.

Codice tributo 6032 e 6033: secondo e terzo trimestre

Il 6032 si versa entro il 20 agosto (proroga feriale del 16), il 6033 entro il 16 novembre. Entrambi includono la maggiorazione dell'1%: l'importo in F24 è il saldo più gli interessi, in un'unica cifra. Con 5500 € di saldo scrivi 5555 €.

Codice 6034 o 6099 per il quarto trimestre?

Se sei trimestrale per opzione (la maggioranza delle partite IVA sotto i limiti), il quarto trimestre confluisce nella dichiarazione annuale: versi il saldo entro il 16 marzo con il 6099. Attenzione: la maggiorazione dell'1% resta dovuta anche sul conguaglio annuale del quarto trimestre e si indica nel rigo VL36 della dichiarazione IVA. Il 6034è riservato ai trimestrali speciali dell'art. 74 commi 4 e 5 (inclusi i subfornitori), che versano il quarto trimestre entro il 16 febbraio.

Come si compila la riga dell'F24

Sezione Erario, colonna "codice tributo", poi "anno di riferimento" in quattro cifre e "importi a debito versati". Se compensi con un credito, metti il credito nella colonna "importi a credito compensati" con il suo codice (6099 per il credito annuale, 6036-6038 per i crediti trimestrali da TR). Il saldo finale è la differenza.

L'acconto IVA è un anticipo sull'ultima liquidazione dell'anno. Si versa entro il 27 dicembre e lo ritrovi tutto, scomputato, nella liquidazione di dicembre o del quarto trimestre.

Metodo storico: 88% dell'anno prima

È il metodo più usato perché ti basta un dato che hai già: l'IVA dovuta per l'ultimo periodo dell'anno precedente, al lordo dell'acconto allora versato. Per i mensili è la liquidazione di dicembre, per i trimestrali è il saldo annuale più l'acconto. Moltiplichi per 88%— l'acconto è già lì.

Acconto IVA con metodo storico all'88% per fascia di base di riferimento, con indicazione dell'esonero sotto 103,29 euro
Base di riferimento (anno prima)Acconto 88%Da versare?
500 €440,00 €Sì, entro il 27 dicembre
1000 €880,00 €Sì, entro il 27 dicembre
2500 €2200,00 €Sì, entro il 27 dicembre
5000 €4400,00 €Sì, entro il 27 dicembre
10.000 €8800,00 €Sì, entro il 27 dicembre
20.000 €17.600,00 €Sì, entro il 27 dicembre
40.000 €35.200,00 €Sì, entro il 27 dicembre

Sotto 103,29 € l'acconto è esonerato. Codici tributo: 6013 (mensili), 6035 (trimestrali).

Metodo previsionale: 88% di quello che prevedi

Se quest'anno chiudi con meno IVA dell'anno scorso, puoi versare 88%dell'importo che stimi per l'ultimo periodo. Il rischio è tuo: se la stima risulta più bassa del dovuto, sulla differenza si applica la sanzione per insufficiente versamento. Usalo quando il calo è certo — un cliente in meno, un ramo chiuso.

Metodo analitico: la liquidazione al 20 dicembre

Fai una liquidazione straordinaria con le operazioni registrate dal 1° dicembre (mensili) o dal 1° ottobre (trimestrali) fino al 20 dicembre, più quelle effettuate e ancora da fatturare. Versi il 100% di quel risultato. Conviene quando l'ultimo periodo è leggero rispetto a dicembre dell'anno prima.

Acconto IVA quando si recupera

Subito dopo. L'acconto si scomputa dalla liquidazione di dicembre (versamento del 16 gennaio, codice 6012) o dal saldo annuale (16 marzo, codice 6099). Se l'acconto supera l'IVA dovuta, la differenza è un credito che porti avanti o compensi. Esempio: acconto 3520 €, IVA di dicembre 3000 € — a gennaio versi zero e hai 520 € di credito.

Chi è esonerato dall'acconto

Zero acconto se hai iniziato l'attività nell'anno, se hai cessato entro il 30 novembre (mensili) o il 30 settembre (trimestrali), se l'anno scorso l'ultimo periodo chiudeva a credito, se l'importo calcolato è sotto 103,29 € e, ovviamente, se sei forfettario. Per l'acconto delle imposte sui redditi, che segue regole diverse, usa il calcolo acconti della partita IVA.

La dichiarazione IVA chiude l'anno: somma tutte le liquidazioni periodiche, toglie l'acconto e i versamenti fatti, e ti dice se resta un saldo da pagare o un credito da usare.

Dichiarazione IVA: dal 1° febbraio al 30 aprile

Si presenta in via telematica tra il 1° febbraio e il 30 aprile dell'anno successivo. Nel quadro VL confluisce il risultato dell'anno; nel quadro VH i dati delle liquidazioni periodiche, se vanno corretti. Se la presenti entro fine febbraio, sostituisce anche la LIPE del quarto trimestre.

Saldo IVA 16 marzo con codice 6099

Il saldo annuale si versa entro il 16 marzo con il codice 6099, in unica soluzione o a rate. Se l'importo è fino a 10,33 €il versamento è dovuto zero. Per i trimestrali per opzione il saldo è di fatto la liquidazione del quarto trimestre, con la maggiorazione dell'1% da indicare nel rigo VL36 della dichiarazione.

Rateizzare il saldo: 0,33% al mese

Puoi dividere il saldo in rate mensili di pari importo, la prima entro il 16 marzo e le successive entro il 16 di ogni mese, fino al 16 dicembre. Sulle rate dopo la prima si applicano interessi dello 0,33% al mese. Con 6000 € in sei rate versi 1000 € a marzo, poi 1003,30 € ad aprile, 1006,60 € a maggio e così via.

Differire il saldo a giugno: 1,6% in più

Chi presenta la dichiarazione dei redditi può spostare il saldo IVA alla scadenza delle imposte (30 giugno) con una maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione dal 16 marzo: in tutto 1,6%. Un ulteriore rinvio di 30 giorni costa un altro 0,40%.

Saldo IVA annuale differito al 30 giugno con maggiorazione 1,60 per cento, per fascia di saldo
Saldo IVA (6099)Versi il 16 marzoMaggiorazione 1,6%Versi il 30 giugno
1000 €1000 €16,00 €1016,00 €
2500 €2500 €40,00 €2540,00 €
5000 €5000 €80,00 €5080,00 €
10.000 €10.000 €160,00 €10.160,00 €
20.000 €20.000 €320,00 €20.320,00 €

Il saldo IVA convive con acconti e saldo IRPEF di giugno: per vedere tutto il carico di imposte del tuo anno in una schermata, apri il calcolo IRPEF.

La LIPE dice all'Agenzia delle Entrate i numeri delle tue liquidazioni. È un invio, separato dal versamento: anche chi chiude a credito la manda.

LIPE mensile o trimestrale?

L'invio è sempre trimestrale. Chi liquida mensilmente compila tre moduli VP (uno per mese) dentro la stessa comunicazione; chi liquida a trimestre ne compila uno. I dati: IVA a debito, IVA a credito, credito del periodo precedente, acconto, importo dovuto o credito.

Scadenze LIPE 2026 e 2027 per trimestre con i mesi coperti
TrimestreMesi copertiScadenza 2026Scadenza 2027
1° trimestregennaio – marzo1° giugno 2026 (il 31 maggio è domenica)31 maggio 2027
2° trimestreaprile – giugno30 settembre 202630 settembre 2027
3° trimestreluglio – settembre30 novembre 202630 novembre 2027
4° trimestreottobre – dicembre1° marzo 2027 (il 28 febbraio è domenica), o dentro la dichiarazione IVA28 febbraio 2028, o dentro la dichiarazione IVA

Sanzioni per LIPE omessa o in ritardo

L'omessa o errata comunicazione costa da 500 € a 2000 €. Se invii entro 15 giorni dalla scadenza la sanzione si dimezza: da 250 € a 1000 €. Con il ravvedimento la riduci ancora, fino a 1/9 se regolarizzi entro 90 giorni. Un invio tardivo costa quasi sempre meno di un controllo.

LIPE a credito o con IVA sotto 100 €

Se il trimestre chiude a credito, la LIPE riporta il credito nel rigo VP14 e zero nel debito. Se il debito è fino a 100 € e lo rinvii al periodo successivo, lo indichi comunque nella LIPE del periodo in cui è maturato: il versamento slitta, la comunicazione no.

Il credito IVA è denaro tuo che aspetta. Hai tre modi per riprenderlo, in ordine di velocità: riporto, compensazione in F24, rimborso.

Riporto al periodo successivo: la tabella

Il riporto è automatico e immediato: il credito entra nella liquidazione successiva e riduce l'IVA da versare. Qui vedi come cambia l'importo in F24 con 6600 € a debito e 2200 € a credito, al variare del credito riportato. Clicca una riga e il calcolatore si compila da solo.

Effetto del credito IVA riportato dal periodo precedente sulla liquidazione: saldo, maggiorazione e importo da versare per trimestrali e mensili
IVA a debitoIVA a creditoCredito riportatoVersi (trimestrale)Versi (mensile)Nuovo credito
6600 €2200 €1000 €3434 €3400 €
6600 €2200 €3000 €1414 €1400 €
6600 €2200 €4400 €0 €0 €
6600 €2200 €6000 €0 €0 €1600 €
11.000 €4400 €2500 €4141 €4100 €
11.000 €4400 €8000 €0 €0 €1400 €

La maggiorazione dell'1% si calcola sul saldo dopo il riporto del credito: più credito porti, meno interessi paghi.

Compensare il credito IVA in F24: le soglie

La compensazione orizzontale (IVA contro INPS, IRPEF, ritenute) passa sempre dai servizi telematici dell'Agenzia. Fino a 5000 € l'anno la usi liberamente dal 1° gennaio; oltre, serve il visto di conformità sulla dichiarazione e aspetti il decimo giorno dopo l'invio. Il tetto annuo dei crediti compensabili è 2.000.000 €.

Regole per la compensazione e il rimborso del credito IVA per fascia di importo: visto di conformità, garanzia, tempistiche
Credito IVA annualeCompensazione in F24Rimborso
Fino a 5.000 €Libera, dal 1° gennaio, via Entratel/FisconlineSenza visto né garanzia
Da 5.000 € a 30.000 €Visto di conformità + dal 10° giorno dopo la dichiarazioneSenza visto né garanzia
Oltre 30.000 €Visto di conformità + dal 10° giorno dopo la dichiarazioneVisto di conformità (o garanzia) e dichiarazione sostitutiva sui requisiti
Credito trimestrale (modello TR)Dal giorno dopo l'invio del TR; visto sopra 5.000 €Importo minimo 2.582,28 € e requisiti dell'art. 30

Credito IVA e contributi INPS nello stesso F24

Il caso più comune: usi il credito IVA per pagare i contributi. Se il tuo credito è 3000 € e la rata INPS è 1200 €, metti il credito 6099 nella colonna a credito e il contributo nella sezione INPS a debito: l'F24 chiude a zero e ti restano 1800 € per la rata dopo. Quanto versi di contributi lo vedi nel calcolo contributi INPS o, se sei senza cassa, nella Gestione Separata.

Quando conviene il rimborso

Se il credito è strutturale — esporti, lavori in split payment, compri con IVA al 22% e vendi al 10% — la compensazione da sola non lo esaurisce. Chiedi il rimborso: fino a 30.000 € è senza garanzie, i tempi medi sono di alcuni mesi e chi opera in split payment ha la corsia prioritaria.

Con l'IVA per cassa (art. 32-bis DL 83/2012) l'imposta entra in liquidazione quando il cliente ti paga, invece di quando emetti la fattura. Vale anche per l'IVA sugli acquisti: la detrai quando paghi il fornitore.

Chi può sceglierla

Partite IVA con volume d'affari fino a 2.000.000 €nell'anno precedente. L'opzione vale per tutte le operazioni verso altri soggetti IVA, si esercita con il comportamento concludente e si comunica nel quadro VO. In fattura scrivi "IVA per cassa ai sensi dell'art. 32-bis DL 83/2012".

Come cambia la liquidazione

Fattura di 12.200 € emessa a marzo e incassata a maggio: l'IVA di 2200 € entra nella liquidazione di maggio (o del secondo trimestre), non in quella di marzo. La liquidazione segue il conto corrente — la cassa e il fisco respirano insieme.

Il limite di un anno

Se il cliente ancora deve pagarti, l'IVA diventa comunque esigibile un anno dopo l'operazione, salvo che il cliente sia entrato in una procedura concorsuale prima di quella data. Segna la data: dodici mesi dopo la fattura, l'IVA va in liquidazione anche a incasso zero.

Per chi ha senso

Per chi lavora con clienti che pagano a 60-120 giorni e con margini stretti: liberi liquidità nei mesi in cui la fattura è emessa ma i soldi ancora viaggiano. Per chi incassa subito (retail, e-commerce) cambia poco. Il calcolo del netto da fattura ti mostra quanto resta davvero di ogni incasso, IVA esclusa.

Due meccanismi che spostano l'IVA dal fornitore a chi riceve la fattura. Cambiano i numeri della liquidazione in modo opposto: il reverse charge è neutro, lo split payment ti lascia a credito.

Reverse charge: doppia registrazione, effetto neutro

Ricevi una fattura senza IVA (subappalto edile, pulizie, rottami, acquisti intra-UE): la integri con l'aliquota e la registri sia tra le vendite sia tra gli acquisti. Fattura da 10.000 €: 2200 € a debito e 2200 € a credito nello stesso periodo. Se detrai al 100%, il saldo della liquidazione resta identico.

Split payment: l'IVA che il cliente versa al posto tuo

Fatturi alla Pubblica Amministrazione o agli altri soggetti dell'art. 17-ter: esponi l'IVA in fattura con la dicitura "scissione dei pagamenti", ma il cliente ti paga solo l'imponibile e versa l'IVA direttamente all'Erario. Quell'IVA resta fuori dalla tua liquidazione: registri 12.200 € di fattura, incassi 10.000 €, in liquidazione entra zero a debito.

Effetto di reverse charge e split payment sulla liquidazione IVA con una fattura da 10.000 euro al 22 per cento
Fattura 10.000 € + IVA 22%IVA a debitoIVA a creditoEffetto sul saldo
Vendita ordinaria (tu emetti)2200 €+ 2200 € da versare
Acquisto ordinario (tu ricevi)2200 €− 2200 € detratti
Acquisto in reverse charge (tu ricevi)2200 €2200 €Zero: neutro
Vendita in split payment (tu emetti alla PA)0 €Zero: l'IVA la versa la PA
Vendita in reverse charge (tu emetti)0 €Zero: l'IVA la liquida il cliente

Perché chi vende alla PA chiude sempre a credito

Se le tue vendite sono in split payment e i tuoi acquisti hanno IVA piena, la liquidazione va a credito ogni trimestre: 0 € a debito, 3300 € a credito su 15.000 € di acquisti. Per questo la legge riconosce ai fornitori della PA il rimborso in via prioritaria, anche trimestrale con il modello TR.

Reverse charge per il forfettario

Il forfettario integra la fattura in reverse charge e versa l'IVA entro il 16 del mese successivo, senza poterla detrarre: su 10.000 € di acquisto intra-UE versa 2200 €con F24. È l'unico caso in cui un forfettario paga IVA con la propria partita IVA.

Hai saltato il 16? Regolarizzi da solo con il ravvedimento operoso: versi IVA, sanzione ridotta e interessi, prima che arrivi l'avviso. Prima lo fai, meno costa.

Le sanzioni base dopo la riforma del 2024

Per le violazioni dal 1° settembre 2024 (D.Lgs. 87/2024) l'omesso versamento IVA costa il 25%dell'imposta. Se versi entro 90 giorni la sanzione scende al 12,5%, e nei primi 15 giorni si riduce ancora a 1/15 per ogni giorno di ritardo. Il ravvedimento applica a queste percentuali un'ulteriore riduzione, da 1/10 a 1/7.

Sanzione ridotta da ravvedimento operoso per IVA versata in ritardo, esempio su 2.000 euro di imposta
Quando regolarizziSanzione ridottaSu 2000 € di IVACome si ottiene
10 giorni di ritardo0,833%16,67 €0,0833% al giorno × 10
entro 30 giorni1,25%25,00 €1/10 del 12,5%
entro 90 giorni1,389%27,78 €1/9 del 12,5%
entro 1 anno3,125%62,50 €1/8 del 25%
oltre 1 anno3,571%71,43 €1/7 del 25%

Agli importi si aggiungono gli interessi legali al tasso vigente, calcolati giorno per giorno. Codici tributo: 8904 (sanzione), 1991 (interessi).

Come si compila l'F24 del ravvedimento

Tre righe nella sezione Erario: l'IVA con il codice del periodo originario (es. 6031), la sanzione con il codice 8904, gli interessi con il codice 1991. Anno di riferimento: quello del periodo che stai regolarizzando. Il calcolo esatto, giorno per giorno, lo fai con il calcolo del ravvedimento operoso.

Ravvedimento della maggiorazione dell'1%

Se sei trimestrale, la sanzione si calcola sull'intero importo dovuto, maggiorazione inclusa. Con 5555 € versati 30 giorni dopo la scadenza, la sanzione ridotta è 69,44 € più gli interessi.

Oltre i 250.000 €: il rilievo penale

L'omesso versamento dell'IVA dichiarata sopra 250.000 €per anno d'imposta è reato (art. 10-ter D.Lgs. 74/2000) se il debito resta aperto al 31 dicembre dell'anno successivo alla dichiarazione. Sotto questa soglia il tema resta amministrativo — e con il ravvedimento si chiude.

Il forfettario vive fuori dal ciclo IVA: fattura senza imposta, tiene tutto l'incasso e paga l'imposta sostitutiva sul reddito. Liquidazione, LIPE e dichiarazione IVA sono a zero.

Confronto degli obblighi IVA tra regime forfettario e regime ordinario
AdempimentoForfettarioOrdinario / semplificato
IVA in fatturaZero (dicitura art. 1 c. 54-89 L. 190/2014)22%, 10%, 5% o 4%
Detrazione IVA acquistiZero: l'IVA è un costoSì, se inerente
Liquidazione periodicaZeroMensile o trimestrale
LIPEZero4 invii l'anno
Dichiarazione IVA annualeZero1 febbraio – 30 aprile
Acconto IVA 27 dicembreZeroSì, salvo esoneri
Reverse charge / acquisti intra-UEIntegra e versa entro il 16 del mese dopoIntegra: neutro in liquidazione
Marca da bollo 2 € sopra 77,47 €Solo su operazioni fuori campo o esenti

La marca da bollo al posto dell'IVA

Sulle fatture forfettarie sopra 77,47 € va la marca da bollo da 2 €, e con la fattura elettronica la versi in modo cumulativo a trimestre. Quante ne devi e quando, lo vedi nel calcolo della marca da bollo in fattura.

Uscita dal forfettario: quando riparte l'IVA

Se in un anno superi 85.000 € di ricavi esci dal forfettario dall'anno successivo. Se superi 100.000 €, l'uscita è immediata: dalla fattura che sfonda la soglia applichi l'IVA e da lì partono liquidazioni e LIPE. Prima di arrivarci, confronta i due regimi con il confronto forfettario e ordinario e tieni pronto un piano B.

Quanto paga davvero un forfettario

Al posto dell'IVA e dell'IRPEF c'è l'imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi cinque anni) sul reddito forfettario, più i contributi. Il conto completo, con il tuo codice ATECO, è nel calcolo tasse del forfettario.

In contabilità la liquidazione chiude i conti "IVA a debito" e "IVA a credito" e sposta la differenza nel conto "Erario c/IVA". Ecco le quattro scritture, con i numeri dell'esempio.

1. Fattura di vendita: IVA a debito

Scrittura in partita doppia della fattura di vendita con IVA a debito
ContoDareAvere
Crediti v/clienti48.800 €
Ricavi di vendita40.000 €
IVA a debito8800 €

2. Fattura di acquisto: IVA a credito

Scrittura in partita doppia della fattura di acquisto con IVA a credito
ContoDareAvere
Merci c/acquisti15.000 €
IVA a credito3300 €
Debiti v/fornitori18.300 €

3. Liquidazione: giro a Erario c/IVA

A fine periodo chiudi i due conti IVA. Il debito è maggiore del credito, quindi Erario c/IVA va in avere per la differenza. Il trimestrale aggiunge una riga di interessi passivi indeducibili per la maggiorazione dell'1%.

Scrittura in partita doppia della liquidazione IVA periodica con giroconto a Erario c/IVA e maggiorazione 1 per cento
ContoDareAvere
IVA a debito8800 €
IVA a credito3300 €
Erario c/IVA5500 €
Interessi passivi 1% (solo trimestrali)55 €
Erario c/IVA (maggiorazione)55 €

4. Versamento con F24

Scrittura in partita doppia del versamento IVA con modello F24
ContoDareAvere
Erario c/IVA5555 €
Banca c/c5555 €

Se la liquidazione chiude a credito

Il conto Erario c/IVA va in dare per la differenza e resta aperto come credito verso l'Erario. Nel periodo successivo lo giri in avere insieme all'IVA a credito nuova: è il riporto, in partita doppia. Se chiedi il rimborso, lo riclassifichi in "Crediti v/Erario per rimborso IVA".

Tutte le cifre che governano la tua liquidazione nel 2026, in una tabella. Aggiornata alla normativa in vigore.

Soglie e importi di riferimento per la liquidazione IVA nel 2026
RegolaValore 2026Effetto
Limite trimestrale servizi500.000 €Sopra: liquidazione mensile obbligatoria
Limite trimestrale altre attività800.000 €Sopra: liquidazione mensile obbligatoria
Maggiorazione trimestrale1%Interessi indeducibili sui primi 3 trimestri
Versamento minimo periodico100 €Sotto: si cumula col periodo dopo, entro il 16 dicembre
Saldo annuale minimo10,33 €Sotto: versamento a zero
Acconto IVA88%Esonero sotto 103,29 €
Compensazione libera5000 €Oltre: visto di conformità
Rimborso senza garanzia30.000 €Oltre: visto o garanzia
Tetto compensazioni annue2.000.000 €Limite per tutti i crediti in F24
IVA per cassa2.000.000 €Volume d'affari massimo per l'opzione
Sanzione omesso versamento25%12,5% entro 90 giorni; ravvedibile
Interessi rate saldo annuale0,33% al meseRate fino al 16 dicembre

Fattura elettronica per tutti e liquidazione precompilata

Con la fattura elettronica obbligatoria per ogni partita IVA, forfettari inclusi, l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione nel portale Fatture e Corrispettivi le bozze dei registri IVA e della liquidazione periodica. Le confermi o le integri: i tuoi numeri e quelli del fisco partono dalla stessa base.

Sanzioni più leggere dal 2024

La riforma delle sanzioni (D.Lgs. 87/2024) ha portato l'omesso versamento dal 30% al 25% e ha reso il ravvedimento più conveniente: chi regolarizza entro un anno paga il 3,125% invece del 3,75% di prima. Vale per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, quindi per tutte le liquidazioni 2025 e 2026.

Rate del saldo fino a dicembre

Dal 2024 il saldo IVA si può rateizzare fino al 16 dicembre invece che fino a novembre: una rata in più, importi più piccoli. Le date di tutto l'anno, aggiornate, sono nel calendario fiscale della partita IVA.

Sono sempre gli stessi cinque. Riconoscili una volta e la liquidazione fila liscia ogni periodo.

1. Detrarre IVA che detraibile non è

Auto aziendale al 40%, telefonia al 50%, ristoranti e alberghi al 100% solo se documentati con fattura, omaggi sopra 50 € zero. Se metti in credito il 100% dell'IVA dell'auto, gonfi il credito di 1320 € su un'auto da 10.000 € di imponibile — e la differenza torna con sanzione.

2. Sbagliare il periodo di competenza

L'IVA sulle vendite va nel periodo in cui la fattura è emessa (o l'operazione effettuata), l'IVA sugli acquisti nel periodo in cui ricevi la fattura e la registri. Una fattura di fornitore datata 30 marzo ma ricevuta via SdI il 3 aprile entra nella liquidazione di aprile, salvo che tu la registri entro il 15 aprile con riferimento a marzo.

3. Dimenticare il credito del periodo precedente

Il credito riportato riduce il saldo e quindi anche la maggiorazione. Con 6600 € a debito, 2200 € a credito e 3000 € di credito precedente, il trimestrale versa 1414 € invece di 4444 €. Il campo "credito precedente" del calcolatore serve a questo.

4. Usare il codice tributo del mese sbagliato

Il 6004 è aprile, versato a maggio: chi scrive 6005 perché "lo pago a maggio" sposta il versamento sul mese dopo. Si corregge con un'istanza in Agenzia, ma intanto l'IVA di aprile risulta scoperta. Regola: il codice segue il mese dell'IVA, la scadenza segue il mese dopo.

5. Versare la LIPE e dimenticare l'F24 (o viceversa)

LIPE e versamento sono due adempimenti con due scadenze. Chi manda la LIPE il 31 maggio ma salta l'F24 del 16 maggio ha comunque un omesso versamento; chi versa e salta la LIPE ha una sanzione da 500 € in su. Segna entrambe le date nel calendario — meglio se te le ricorda qualcuno.

L'IVA che incassi è dell'Erario dal primo giorno. Chi lo tiene a mente versa sereno; ecco come farlo diventare un'abitudine.

Metti da parte l'IVA a ogni incasso

Apri un conto o un sotto-conto "IVA" e a ogni bonifico che entra sposta lì l'imposta: su 12.200 € incassati, 2200 €vanno da parte. Alla scadenza il saldo è già lì, e la maggiorazione dell'1% la copri con quello che il conto ha reso nel frattempo.

Fai la liquidazione a metà mese, non il 16

Le fatture di acquisto arrivano via SdI anche dopo la fine del mese. Registra tutto entro il 15 del mese successivo con riferimento al periodo precedente: la detrazione entra nel periodo giusto e il 16 hai solo da versare, con i numeri già chiusi.

Scegli la periodicità con i numeri, non con l'abitudine

Calcola il costo dell'1% sui tuoi saldi reali: se supera quello che la liquidità ti rende in due mesi, passa a mensile. La tabella qui sopra ti dà il costo per fascia in un colpo d'occhio; l'opzione si cambia da un anno all'altro con il quadro VO.

Usa il credito prima di chiedere il rimborso

Un credito sotto 5000 € si consuma in compensazione contro INPS e IRPEF senza visto, senza attese. Il rimborso ha senso sopra i 30.000 € o quando il credito è strutturale. Il quadro completo di IVA, contributi e imposte del tuo anno lo tieni nel cassetto, con una carta per ogni calcolo.

Come si calcola l'IVA da versare?

IVA da versare = IVA a debito (sulle vendite) − IVA a credito (sugli acquisti). Se il risultato è positivo si versa, se è negativo è un credito IVA da riportare, compensare o chiedere a rimborso.

Cos'è la liquidazione IVA periodica?

È il calcolo periodico (mensile o trimestrale) della differenza tra IVA incassata e IVA pagata, per determinare quanto versare all'Erario o quanto credito matura nel periodo.

Quando si versa l'IVA trimestrale?

Entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre: 16 maggio (1° trim.), 20 agosto (2°), 16 novembre (3°). Il saldo del 4° trimestre confluisce nella dichiarazione annuale (16 marzo).

Quando si versa l'IVA mensile?

Entro il 16 del mese successivo a quello di riferimento: l'IVA di gennaio entro il 16 febbraio, e così via. I contribuenti mensili non applicano la maggiorazione dell'1%.

Cos'è la maggiorazione dell'1% sull'IVA trimestrale?

I contribuenti trimestrali per opzione aggiungono l'1% a titolo di interessi, a compensazione del versamento differito rispetto ai mensili. Vale su tutti e quattro i periodi: anche sul conguaglio annuale del quarto trimestre, dove l'1% si indica nel rigo VL36 della dichiarazione IVA. Ne sono esenti solo i trimestrali speciali dell'art. 74 commi 4 e 5 (distributori di carburante, autotrasportatori, subfornitori), che sono trimestrali per natura.

Quali sono i codici tributo dell'IVA trimestrale?

6031 (1° trimestre), 6032 (2°), 6033 (3°), 6099 (saldo annuale con la dichiarazione, 16 marzo; il 6034 è riservato ai trimestrali speciali dell'art. 74). Per i mensili si usano i codici da 6001 a 6012, uno per mese.

Cosa succede se ho un credito IVA?

Il credito si può riportare al periodo successivo, compensare in F24 con altri tributi (oltre 5.000 € serve il visto di conformità) o chiedere a rimborso con i requisiti previsti.

Cosa succede se l'IVA da versare è sotto i 100 €?

Se l'importo da versare in un periodo è inferiore a 100 €, il versamento si rinvia al periodo successivo, cumulandolo con quello.

I forfettari fanno la liquidazione IVA?

No: i forfettari non addebitano IVA e non effettuano la liquidazione periodica né inviano la LIPE. La liquidazione riguarda le partite IVA in regime ordinario o semplificato.

Cos'è l'acconto IVA di dicembre?

Entro il 27 dicembre si versa l'acconto IVA, calcolato con metodo storico, previsionale o analitico. Si scomputa dalla liquidazione di fine anno.

Quando si può chiedere il rimborso del credito IVA?

Il rimborso si chiede in casi specifici: aliquota media sugli acquisti superiore a quella sulle vendite, acquisto di beni ammortizzabili, prevalenza di operazioni non imponibili (oltre il 25%), cessazione dell'attività. Si presenta con il modello TR (trimestrale) o in dichiarazione annuale.

Cos'è la cessione del credito IVA?

Il credito IVA annuale chiesto a rimborso può essere ceduto a terzi (banche, factor o altri soggetti) tramite atto notificato all'Agenzia delle Entrate. È una forma di smobilizzo del credito per ottenere liquidità prima dell'erogazione del rimborso.

Quando serve il visto di conformità per compensare l'IVA?

Per compensare in F24 crediti IVA superiori a 5.000 € annui serve il visto di conformità apposto da un professionista abilitato o dal responsabile del CAF. Sotto i 5.000 € la compensazione è libera.

I forfettari applicano il reverse charge?

I forfettari non addebitano IVA, ma se ricevono una fattura in reverse charge (es. da fornitore UE o servizi soggetti a inversione contabile) devono integrarla, versare l'IVA e non possono detrarla. Pur senza liquidazione periodica, in questi casi versano l'IVA con F24.

Cos'è la LIPE (comunicazione liquidazioni periodiche)?

La LIPE è la comunicazione trimestrale dei dati delle liquidazioni IVA periodiche, da inviare telematicamente all'Agenzia delle Entrate entro la fine del secondo mese successivo al trimestre. È distinta dal versamento ma segue lo stesso calendario.

Liquidazione IVA mensile o trimestrale: qual è il limite?

Puoi liquidare a trimestre se nell'anno precedente il volume d'affari è stato fino a 500.000 € per i servizi o fino a 800.000 € per le altre attività. Sopra questi limiti la liquidazione è mensile. L'opzione trimestrale costa l'1% di interessi sui primi tre trimestri e si comunica nel quadro VO della dichiarazione IVA.

Quanto costa la maggiorazione dell'1% in un anno?

Si applica al saldo a debito di ciascuno dei primi tre trimestri. Con 5.000 € di IVA netta a trimestre paghi 50 € a trimestre, 150 € l'anno. Con 20.000 € a trimestre sono 600 € l'anno. L'importo è indeducibile dal reddito.

Liquidazione IVA esempio: 40.000 € di vendite e 15.000 € di acquisti quanto verso?

Al 22% l'IVA a debito è 8.800 € e l'IVA a credito 3.300 €. Il saldo è 5.500 €. Un trimestrale aggiunge l'1% (55 €) e versa 5.555 € con il codice del trimestre; un mensile versa 5.500 € entro il 16 del mese successivo.

Cos'è la liquidazione IVA annuale?

È il conto finale dell'anno che si fa con la dichiarazione IVA, da presentare tra il 1° febbraio e il 30 aprile. Somma le liquidazioni periodiche, scomputa acconto e versamenti e determina il saldo da pagare entro il 16 marzo con il codice 6099, oppure il credito annuale da riportare, compensare o chiedere a rimborso.

Qual è il codice tributo per il saldo IVA annuale?

Il codice 6099, da indicare nell'F24 con l'anno d'imposta a cui si riferisce la dichiarazione. Si versa entro il 16 marzo, in unica soluzione o a rate mensili con interessi dello 0,33% al mese fino al 16 dicembre. Se il saldo è fino a 10,33 € il versamento è a zero.

Che differenza c'è tra codice tributo 6034 e 6099?

Il 6099 è il saldo annuale dei contribuenti mensili e dei trimestrali per opzione, scadenza 16 marzo. Il 6034 è l'IVA del quarto trimestre dei trimestrali speciali dell'art. 74 c. 4 DPR 633/72 (distributori di carburante, autotrasportatori e altri), che versano entro il 16 febbraio senza maggiorazione dell'1%.

Acconto IVA quando si paga?

Entro il 27 dicembre di ogni anno. Nel 2026 il 27 cade di domenica e il versamento slitta a lunedì 28 dicembre. Si usa il codice tributo 6013 per i mensili e 6035 per i trimestrali. L'importo si calcola con il metodo storico (88% dell'ultimo periodo dell'anno prima), previsionale o analitico.

Acconto IVA quando si recupera?

Nella liquidazione dell'ultimo periodo dell'anno: quella di dicembre per i mensili (versamento del 16 gennaio) e quella del saldo annuale per i trimestrali (16 marzo). L'acconto si sottrae dall'IVA dovuta e, se è più alto, la differenza diventa un credito.

Come si calcola l'acconto IVA con il metodo storico?

Prendi l'IVA dovuta per l'ultimo periodo dell'anno precedente, al lordo dell'acconto allora versato, e moltiplichi per l'88%. Se l'anno scorso a dicembre dovevi 4.000 €, l'acconto è 3.520 €. Se il risultato è sotto 103,29 € l'acconto è esonerato.

Quali sono le scadenze LIPE 2026?

Quattro invii: 1° giugno 2026 per il primo trimestre (il 31 maggio è domenica), 30 settembre 2026 per il secondo, 30 novembre 2026 per il terzo e 1° marzo 2027 per il quarto (il 28 febbraio è domenica), oppure dentro la dichiarazione IVA annuale se presentata entro febbraio. Chi liquida mensilmente invia comunque a trimestre, con tre moduli VP.

Quanto costa una LIPE inviata in ritardo?

La sanzione va da 500 € a 2.000 €. Se invii entro 15 giorni dalla scadenza si dimezza (da 250 € a 1.000 €). Con il ravvedimento operoso la riduci ancora, fino a 1/9 se regolarizzi entro 90 giorni: la LIPE tardiva costa meno di un controllo.

IVA a credito: come recuperarla?

In tre modi. Riporto: il credito entra nella liquidazione successiva e riduce l'IVA da versare. Compensazione: lo usi in F24 contro INPS, IRPEF e altri tributi, liberamente fino a 5.000 € l'anno e con il visto di conformità oltre. Rimborso: lo chiedi in dichiarazione annuale o con il modello TR se hai i requisiti dell'art. 30.

Qual è il limite annuo per le compensazioni in F24?

Il tetto è 2.000.000 € l'anno per il totale dei crediti compensati orizzontalmente. Per il credito IVA oltre 5.000 € serve il visto di conformità e la compensazione parte dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione o del modello TR. Ogni F24 con compensazione passa dai servizi telematici dell'Agenzia.

Cos'è l'IVA per cassa?

È il regime dell'art. 32-bis DL 83/2012 per chi ha volume d'affari fino a 2.000.000 €: l'IVA sulle vendite entra in liquidazione quando incassi, quella sugli acquisti quando paghi. L'imposta diventa comunque esigibile un anno dopo l'operazione, salvo procedure concorsuali del cliente.

Il reverse charge cambia l'IVA da versare?

No, se detrai al 100%: registri la stessa IVA sia a debito sia a credito nello stesso periodo e il saldo resta uguale. Su una fattura da 10.000 € in reverse charge annoti 2.200 € a debito e 2.200 € a credito. Cambia solo per chi ha detrazione limitata, come i forfettari, che versano l'IVA senza detrarla.

Perché con lo split payment la liquidazione chiude a credito?

Perché l'IVA delle fatture verso la PA la versa direttamente il cliente all'Erario: nella tua liquidazione entra zero a debito, mentre l'IVA sugli acquisti resta a credito. Chi lavora molto con la PA accumula credito ogni periodo e ha diritto al rimborso in via prioritaria.

Cosa succede se verso l'IVA in ritardo?

Per le violazioni dal 1° settembre 2024 la sanzione base è il 25% dell'imposta, ridotta al 12,5% se versi entro 90 giorni. Con il ravvedimento operoso paghi molto meno: 1,25% entro 30 giorni, 1,39% entro 90 giorni, 3,125% entro un anno, più interessi legali. Su 2.000 € di IVA versati con 30 giorni di ritardo la sanzione è 25 €.

Quali codici tributo si usano per il ravvedimento IVA?

Tre righe nell'F24: l'IVA con il codice del periodo originario (per esempio 6031 o 6004), la sanzione ridotta con il codice 8904 e gli interessi con il codice 1991. L'anno di riferimento è quello del periodo che stai regolarizzando.

Come si registra la liquidazione IVA in partita doppia?

A fine periodo chiudi i conti IVA a debito (in dare) e IVA a credito (in avere) e giri la differenza nel conto Erario c/IVA: in avere se è un debito, in dare se è un credito. Al versamento registri Erario c/IVA in dare e Banca in avere. La maggiorazione dell'1% dei trimestrali va in un conto di interessi passivi indeducibili.

L'IVA sotto i 100 € si versa comunque?

Se l'IVA dovuta in un mese o trimestre è fino a 100 €, il versamento si rinvia e si cumula con quello del periodo successivo, comunque entro il 16 dicembre dello stesso anno. La LIPE del periodo riporta l'importo lo stesso: slitta il versamento, non la comunicazione.

Un forfettario che supera 100.000 € deve fare la liquidazione IVA?

Sì, e subito: dalla fattura che supera i 100.000 € di ricavi il forfettario applica l'IVA e da lì partono liquidazioni periodiche, LIPE e dichiarazione annuale. Se invece resta tra 85.000 € e 100.000 €, esce dal regime dall'anno successivo e l'IVA parte dal 1° gennaio.

Si può rateizzare il saldo IVA annuale?

Sì, in rate mensili di pari importo: la prima entro il 16 marzo e le successive entro il 16 di ogni mese, fino al 16 dicembre. Sulle rate dopo la prima si applicano interessi dello 0,33% al mese. In alternativa si può spostare tutto al 30 giugno con la maggiorazione dell'1,60%.

Come si passa da trimestrale a mensile?

Se in un anno superi 500.000 € (servizi) o 800.000 € (altre attività) di volume d'affari, dall'anno successivo liquidi a mese. Anche chi resta sotto può scegliere il mensile per azzerare l'1% di interessi: basta comportarsi di conseguenza e indicarlo nel quadro VO della dichiarazione IVA.

L'IVA dell'auto aziendale entra tutta in liquidazione?

No: per auto e moto a uso promiscuo la detrazione è al 40%, quindi su 2.200 € di IVA porti a credito 880 €. Telefonia al 50%. Alberghi e ristoranti al 100% solo con fattura. Mettere in credito l'IVA piena è uno degli errori più frequenti nelle liquidazioni.

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Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2026