Approfondimenti
Il calcolo dello stipendio per colf e badanti segue regole diverse rispetto ai dipendenti di azienda: non si parte dalla RAL ma dalla paga oraria o mensile stabilita dal CCNL per livello contrattuale. Il datore deve poi aggiungere contributi INPS, TFR, tredicesima e ferie per ottenere il costo reale.
Colf non convivente: paga oraria × ore
Per le colf non conviventi lo stipendio mensile si calcola con la formula: paga oraria CCNL × ore settimanali × 52 ÷ 12. Ad esempio, una colf livello BS con 25 ore settimanali: € 7,45 × 25 × 52 ÷ 12 = € 806/mese lordi. Da questo importo il datore trattiene la quota INPS a carico della lavoratrice (circa un terzo del contributo orario).
Badante convivente: paga mensile fissa + vitto e alloggio
Per le badanti conviventi il CCNL stabilisce una retribuzione mensile fissain base al livello, a cui si aggiunge l’indennità di vitto e alloggio (circa € 6,25/giorno nel 2026) quando non forniti in natura. Esempio: badante livello CS convivente = € 1.097 di stipendio + circa € 190/mese di indennità vitto/alloggio.
I contributi INPS: chi paga e quanto
I contributi INPS sono a carico del datore per circa due terzi e del lavoratore per circa un terzo. Il datore versa l’intero importo trimestralmente e trattiene la quota del lavoratore dallo stipendio ogni mese. Per una colf con 25 ore/settimana nella fascia più bassa, il contributo totale è circa € 553/trimestre di cui € 370 a carico datore e € 183 a carico lavoratore.
TFR, tredicesima e ferie: gli accantonamenti nascosti
Oltre allo stipendio e ai contributi, il datore deve accantonare ogni mese: il TFR(retribuzione annua ÷ 13,5), il rateo di tredicesima (1/12 dello stipendio mensile) e le ferie(26 giorni/anno). Questi tre accantonamenti aumentano il costo reale del 20–25% rispetto al solo stipendio netto.
Valori calcolati per colf non convivente, livello BS (assistente a persone autosufficienti), senza anzianità.
| Ore/sett | Paga oraria | Stipendio/mese | Contributi/trim. | Costo totale/mese |
|---|---|---|---|---|
| 15h | 7,45€/h | 484 € | 332 € | 674 € |
| 20h | 7,45€/h | 646 € | 442 € | 899 € |
| 25h | 7,45€/h | 807 € | 553 € | 1123 € |
| 30h | 7,45€/h | 969 € | 663 € | 1348 € |
| 40h | 7,45€/h | 1291 € | 884 € | 1797 € |
Costi per badanti conviventi con diverse configurazioni di ore e livello, senza anzianità.
| Configurazione | Stipendio/mese | Contributi/trim. | Costo totale/mese |
|---|---|---|---|
| 30h — CS | 1194 € | 484 € | 1550 € |
| 40h — CS | 1194 € | 645 € | 1604 € |
| 54h — CS | 1194 € | 870 € | 1679 € |
| 54h — DS | 1682 € | 870 € | 2248 € |
Valori calcolati per badante non convivente, livello BS (assistenza a persona autosufficiente), senza scatti di anzianità. Per livelli superiori (CS, DS) gli importi aumentano in proporzione alla paga oraria minima.
| Ore/sett | Paga oraria | Stipendio lordo/mese | Netto lavoratore | Contributi/trim. | Costo totale/mese |
|---|---|---|---|---|---|
| 15h | 7,45€/h | 484 € | 447 € | 332 € | 674 € |
| 20h | 7,45€/h | 646 € | 597 € | 442 € | 899 € |
| 25h | 7,45€/h | 807 € | 746 € | 553 € | 1123 € |
| 30h | 7,45€/h | 969 € | 895 € | 663 € | 1348 € |
| 40h | 7,45€/h | 1291 € | 1193 € | 884 € | 1797 € |
Badante h24: quanto costa davvero
La ricerca “badante h24” è tra le più frequenti, ma va chiarito: il CCNL non prevede un orario di 24 ore. Il massimo per le conviventi è 54 ore settimanali, con almeno 8 ore di riposo notturno consecutivo e 36 ore di riposo settimanale.
Per garantire una copertura effettivamente h24, servono almeno 2 lavoratoricon turni alternati (es. diurno + notturno, oppure 6 giorni + 1 giorno di riposo a rotazione). Il costo complessivo si aggira intorno a € 4.000–4.500/mese, ovvero circa il doppio di una badante convivente singola. Per organizzare i turni e gestire due contratti, è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro.
I contributi INPS per i lavoratori domestici si versano ogni trimestredal datore di lavoro, in base alla fascia di retribuzione oraria ai sensi dell’art. 26 L. 339/2003. Il contributo trimestrale si calcola moltiplicando il contributo orario per le ore settimanali lavorate e per le 13 settimane del trimestre.
| Retribuzione oraria | Contributo/ora (con CUAF) | Contributo/ora (senza CUAF) | Contributi/trim. (25h/sett) |
|---|---|---|---|
| Fino a €9,61/h | € 1,70/h | € 1,71/h | € 553 |
| €9,61 — €11,70/h | € 1,92/h | € 1,93/h | € 624 |
| Oltre €11,70/h | € 2,34/h | € 2,34/h | € 761 |
Aliquote indicative 2026. I contributi esatti vengono aggiornati dall’INPS ogni anno con circolare. Le scadenze trimestrali sono: 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, 10 gennaio.
Come si calcolano i contributi INPS trimestrali per la colf?
Il calcolo dei contributi trimestrali segue questa formula: contributo orario × ore settimanali × 13. Ad esempio, per una colf con 25 ore settimanali e paga oraria di €7,45 (fascia fino a €9,61) il contributo trimestrale è €1,70 × 25 × 13 = € 553. Il datore è responsabile del versamento dell’intero importo (quota datore + quota lavoratore).
La busta paga (o cedolino paga) per colf e badanti ha un formato più semplice rispetto a quella di un dipendente di azienda, perché il lavoro domestico non prevede IRPEF in busta— i lavoratori domestici sono tassati direttamente in sede di dichiarazione dei redditi (se dovuta).
La busta paga della colf è obbligatoria?
Non esiste un obbligo di legge specifico per il lavoro domestico (a differenza di altri settori dove vale la L. 4/1953). Tuttavia il CCNL prevede la consegna di un prospetto pagaal lavoratore (art. 34). In caso di vertenza o contestazione, la mancanza di documentazione retributiva è sempre a sfavore del datore. È quindi fortemente consigliato redigere un cedolino mensile.
Voci della busta paga: cosa deve contenere
Un cedolino paga completo per colf e badanti deve contenere:
- Retribuzione: paga oraria × ore lavorate (non conviventi) o paga mensile (conviventi)
- Scatti di anzianità: importo degli scatti biennali maturati
- Indennità vitto/alloggio: solo conviventi, se non forniti in natura
- Eventuali straordinari: ore oltre l’orario contrattuale con maggiorazione
- Trattenuta INPS: quota contributi a carico del lavoratore (~1/3 del totale)
- Netto a pagare: importo effettivamente corrisposto al lavoratore
Esempio busta paga colf 25 ore settimanali
Colf non convivente, livello BS, 25 ore/settimana, senza anzianità:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Paga oraria CCNL (livello BS) | € 7,45/h |
| Ore lavorate nel mese (~108h) | 807 € |
| − Trattenuta INPS (quota lavoratore) | − 61 € |
| Netto a pagare | 746 € |
Esempio busta paga badante convivente 54 ore
Badante convivente, livello CS, 54 ore/settimana, con vitto e alloggio convenzionale:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Retribuzione mensile CCNL (livello CS) | 1194 € |
| Indennità vitto e alloggio | 0 € |
| Totale lordo | 1194 € |
| − Trattenuta INPS (quota lavoratore) | − 97 € |
| Netto a pagare | 1097 € |
Nei mesi con ferie fruite il cedolino può includere una voce “retribuzione ferie”. A dicembre si aggiunge la tredicesima mensilità.
Il CCNL per i lavoratori domestici prevede 8 livelli retributivi(da A a DS) in base alle mansioni svolte e al grado di specializzazione. Scegliere il livello corretto è obbligatorio per legge e determina la paga minima garantita.
| Livello | Mansioni tipiche | Paga minima/ora |
|---|---|---|
| A | Collaboratore domestico generico, senza esperienza specifica | € 6,51/h |
| AS | Baby sitter, assistenza generica a bambini | € 6,76/h |
| B | Collaboratore con esperienza, cura della casa e commissioni | € 7,01/h |
| BS | Assistente a persona autosufficiente (baby-sitter qualificata) | € 7,45/h |
| C | Cuoco, governante, autista con esperienza pluriennale | € 7,86/h |
| CS | Assistente con formazione specifica (badante qualificata, OSS) | € 8,30/h |
| D | Direttore di casa, maggiordomo, responsabile della famiglia | € 9,57/h |
| DS | Assistente diplomato infermieristico, con titolo abilitante | € 9,97/h |
Quale livello per colf? Quale per badante?
Per una colf che svolge lavori domestici generali si usa solitamente il livello B o BS. Per una badante che assiste una persona non autosufficiente il livello minimo è BS, ma se la badante ha formazione specifica (corso OSS, attestato assistenza) si applica il livello CS. Il livello DS è riservato a chi è in possesso di diploma infermieristico abilitante. Assegnare un livello inferiore a quello spettante espone il datore a sanzioni e recupero differenze retributive.
Il costo reale di una badante per il datore di lavoro comprende molte voci oltre allo stipendio: contributi INPS, TFR accantonato, rateo tredicesima, ferie maturate e — per le conviventi — vitto e alloggio. La tabella seguente mostra il costo mensile totalenelle configurazioni più comuni.
| Voce | Convivente 54h (CS) | Non conv. 25h (BS) | Non conv. 40h (BS) |
|---|---|---|---|
| Stipendio netto | € 1.097 | € 746 | € 1.193 |
| Contributi INPS (mensile) | € 290 | € 184 | € 295 |
| TFR accantonato | € 126 | € 65 | € 104 |
| Ferie e 13ª (rateo mensile) | € 100 | € 67 | € 108 |
| Vitto e alloggio | € 405 | — | — |
| TOTALE mensile | € 2.115 | € 1.123 | € 1.797 |
Stime indicative senza scatti di anzianità. Usa il calcolatore sopra per importi precisi in base al livello e alle ore effettive.
Badante convivente 54 ore: costo mensile completo
La badante convivente con 54 ore settimanali (limite CCNL per conviventi) a livello CS costa al datore circa€ 2.000–2.200/mese tutto compreso. Questo importo include lo stipendio contrattuale, i contributi INPS trimestrali spalmati su base mensile, il TFR accantonato, il rateo di tredicesima, le ferie maturate e il valore convenzionale di vitto e alloggio se forniti in natura.
Badante a ore: quanto costa 25 ore a settimana?
Una badante non convivente con 25 ore settimanali a livello BS costa al datore circa€ 1.100/mesetutto compreso. È la soluzione più economica per chi ha bisogno di assistenza nelle ore diurne, mantenendo l’anziano a casa propria.
Come tutti i lavoratori dipendenti, colf e badanti hanno diritto a TFR, ferie e tredicesima. Per il lavoro domestico esistono però alcune regole specifiche rispetto agli altri settori, in particolare sul TFR.
| Retribuzione/mese | TFR annuo | TFR mensile accantonato | Ferie (giorni/anno) | 13ª rateo mensile |
|---|---|---|---|---|
| 800 € | 770 € | 64 € | 26 gg | 67 € |
| 1000 € | 963 € | 80 € | 26 gg | 83 € |
| 1200 € | 1156 € | 96 € | 26 gg | 100 € |
| 1500 € | 1444 € | 120 € | 26 gg | 125 € |
TFR = retribuzione annua (comprensiva di 13ª e indennità vitto/alloggio) ÷ 13,5. Per i lavoratori domestici non si applica il contributo INPS dello 0,50% (riservato agli altri dipendenti).
Come si calcola il TFR per colf e badanti?
Il TFR per lavoratori domestici si calcola con la stessa formula generale (art. 2120 c.c.): retribuzione annua lorda ÷ 13,5. La retribuzione annua comprende lo stipendio × 12, la tredicesima e il valore convenzionale di vitto/alloggio se previsti. A differenza degli altri lavoratori dipendenti, i domestici non subiscono il prelievo INPS dello 0,50%sulla quota TFR (L. 297/1982 e circolare INPS n. 48/1985).
Ferie e tredicesima nel CCNL domestico
Il CCNL prevede 26 giorni lavorativi di ferie annue(art. 17), da fruire preferibilmente nel periodo giugno-settembre, con almeno due settimane consecutive. La tredicesima mensilità matura nella misura di 1/12 per ogni mese lavorato e va corrisposta entro il 21 dicembre.
Il datore di lavoro è tenuto a versare i contributi INPS per colf e badanti quattro volte l’anno, entro il 10 del mese successivo alla fine di ogni trimestre. Il mancato o ritardato pagamento comporta sanzioni e interessi.
| Trimestre | Periodo di competenza | Scadenza versamento |
|---|---|---|
| I trimestre | Gennaio — Marzo | 10 aprile 2026 |
| II trimestre | Aprile — Giugno | 10 luglio 2026 |
| III trimestre | Luglio — Settembre | 10 ottobre 2026 |
| IV trimestre | Ottobre — Dicembre | 10 gennaio 2027 |
Come si pagano i contributi INPS per colf e badanti?
I contributi si versano tramite bollettino MAV(Mediante Avviso) inviato dall’INPS, oppure tramite PagoPA accedendo al portale INPS con SPID o CIE, o ancora con F24(codice tributo DCOL). In caso di pagamento in ritardo è possibile avvalersi del ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni (art. 13 D.Lgs. 472/1997).
Il pagamento dei contributi INPS per colf e badanti avviene online tramite il portale INPS, oppure con bollettino MAV in banca. Ecco la procedura passo-passo per il 2026.
Accesso al portale INPS lavoro domestico
Per accedere al portale dei pagamenti:
- Accedere al sito inps.it con SPID, CIE o CNS
- Cercare “Lavoro domestico” nella barra di ricerca
- Selezionare “Portale dei pagamenti”
- Scegliere il rapporto di lavoro attivo e il trimestre da pagare
- Scaricare il bollettino MAV oppure pagare direttamente con PagoPA
Bollettino MAV o PagoPA: quale scegliere
Il bollettino MAV(Mediante Avviso) viene generato dal portale INPS e può essere pagato in banca, alla posta o tramite home banking. Il PagoPAè più veloce: si paga direttamente online dal portale INPS, dall’app IO o dal sito della propria banca. In alternativa, è possibile usare il modello F24 con il codice tributo DCOL, utile per chi preferisce un unico strumento per tutti i versamenti fiscali.
Contributi in ritardo: sanzioni e ravvedimento
In caso di pagamento dopo la scadenza trimestrale, l’INPS applica sanzioni civili del 5,25% annuo(tasso BCE + 5,5 punti) sull’importo dovuto, calcolate giorno per giorno dal giorno successivo alla scadenza. Per ritardi brevi, è possibile ridurre significativamente le sanzioni ricorrendo al ravvedimento operoso. Il mancato versamento dei contributi può comportare anche l’accertamento INPS con sanzione aggiuntiva fino al 40% dell’importo evaso.
Assumere una colf o badante «in nero» espone a sanzioni fino a € 7.200e alla responsabilità per infortuni e malattie. La regolarizzazione è semplice e protegge sia il datore sia il lavoratore.
Come assumere una colf o badante in regola
I passi da seguire per un’assunzione regolare sono:
- Lettera di assunzione: sottoscritta da entrambe le parti, con indicazione di livello CCNL, orario, retribuzione e modalità di convivenza.
- Comunicazione INPS: entro le 24 ore precedenti l’inizio del rapporto tramite il portale INPS domestici o Contact Center (numero verde 803164).
- Registrazione sul portale INPS: il datore riceve le credenziali per accedere al fascicolo previdenziale e pagare i bollettini trimestrali.
Il contratto deve indicare: orario di lavoro settimanale, livello CCNL, retribuzione oraria o mensile, durata del periodo di prova, e — se convivente — le modalità di vitto e alloggio. Per le lavoratrici si applicano le tutele di maternità previste dal D.Lgs. 151/2001.
Periodo di prova nel lavoro domestico
Il CCNL domestico prevede un periodo di prova di 8 giorni lavorativiper tutti i livelli. Durante questo periodo il rapporto può essere interrotto da entrambe le parti senza preavviso né indennità. Anche nel periodo di prova è obbligatoria la comunicazione preventiva all’INPS (art. 6 L. 339/2003).
Assumere colf e badanti in regola è un obbligo di legge e protegge il datore da sanzioni e contenziosi. La procedura si svolge interamente online tramite il portale INPS e richiede pochi minuti.
Documenti necessari per l’assunzione
Prima di comunicare l’assunzione all’INPS, preparare:
- Documento di identità del datore e del lavoratore
- Codice fiscale di entrambi
- Permesso di soggiorno valido (se il lavoratore è extracomunitario)
- Accordo scritto su orario, livello CCNL, retribuzione e data di inizio
Comunicazione obbligatoria INPS: entro quando
La comunicazione di assunzione va inviata entro le 24 ore precedentil’inizio del rapporto di lavoro (non dopo, ma prima). Si effettua:
- Online: portale INPS con SPID o CIE → sezione “Lavoro domestico” → “Assunzione”
- Contact Center: numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa)
- Patronato o CAF: con delega del datore
Completata la comunicazione, l’INPS assegna un codice rapporto di lavoroche servirà per il versamento dei contributi trimestrali.
Quanto costa mettere in regola una colf o badante
L’assunzione in sé è completamente gratuita: la comunicazione INPS non prevede costi. I costi partono dal primo giorno di lavoro: stipendio + contributi trimestrali + accantonamenti (TFR, tredicesima, ferie). Al contrario, il lavoro “in nero” espone a sanzioni da € 1.800 a € 7.200 per lavoratore(art. 3 D.L. 12/2002), oltre alla responsabilità per infortuni e alla perdita delle agevolazioni fiscali.
Molti datori di lavoro non sanno che parte dei costi per colf e badanti è fiscalmente agevolata. Esistono due distinte agevolazioni: una deduzione sui contributi INPS e una detrazione per le spese di assistenza a non autosufficienti.
| Tipo di spesa | Limite deducibile/detraibile | Tipo agevolazione | Risparmio max |
|---|---|---|---|
| Contributi INPS versati per colf/badante | € 1.549/anno | Deduzione IRPEF | ~€ 660/anno |
| Spese badante — assistenza non autosufficiente | € 2.100/anno | Detrazione 19% | € 399/anno |
Contributi colf deducibili: quanto si risparmia?
I contributi INPS versati per i lavoratori domestici sono deducibili dal reddito imponibile fino a un massimo di € 1.549,37/anno(art. 10, comma 2, TUIR). Attenzione: si tratta di una deduzione(riduce il reddito imponibile), non di una detrazione diretta dall’imposta. Con aliquota marginale al 33%, il risparmio fiscale massimo è circa € 511/anno. La deduzione va indicata nel modello 730 o nel modello Redditi PF.
Spese badante non autosufficiente: detrazione 19%
Se la persona assistita è riconosciuta non autosufficiente(art. 3 L. 104/1992 o certificazione medica), il datore può detrarre il 19% delle speseper l’assistenza fino a € 2.100/anno, a condizione che il reddito complessivo del contribuente non superi € 40.000. Il risparmio massimo è € 399/anno. Per simulare il risparmio fiscale complessivo, usa il simulatore 730.
La scelta tra badante convivente e non convivente è prima di tutto una decisione familiare, ma ha anche un impatto significativo sui costi e sugli obblighi contrattuali del datore di lavoro. Ecco un confronto completo.
| Voce | Convivente (54h) | Non conv. (25h) | Non conv. (40h) |
|---|---|---|---|
| Orario settimanale | 54h (max CCNL) | 25h | 40h |
| Stipendio netto/mese | € 1.097 | € 746 | € 1.193 |
| Vitto e alloggio | Sì (~€ 405/mese) | — | — |
| Contributi INPS/mese | € 290 | € 184 | € 295 |
| Costo totale/mese | € 2.115 | € 1.123 | € 1.797 |
| Costo totale/anno | € 25.380 | € 13.476 | € 21.564 |
Quando conviene la badante convivente?
La badante convivente conviene quando la persona anziana necessita di assistenza continuativaanche nelle ore notturne, nei fine settimana o in caso di emergenze improvvise. Pur avendo un costo assoluto più alto, il costo orario è più basso(circa € 8,50/h contro € 11–13/h per la non convivente) perché le ore di semplice “presenza” notturna si retribuiscono in modo ridotto secondo il CCNL.
Differenze contrattuali tra convivente e non convivente
Le principali differenze riguardano: la retribuzione (mensile fissa per conviventi, oraria per non conviventi), il vitto e alloggio (inclusi per i conviventi, con valore convenzionale stabilito dal CCNL), il riposo settimanale (36 ore consecutive per conviventi, domenica per non conviventi) e le ore di disponibilità notturna(retribuite al 33% per conviventi). Il datore ha inoltre l’obbligo di fornire una camera adeguata e di rispettare la privacy del lavoratore convivente.
Tre modalità molto richieste ma con regole diverse: badante notturna (solo fascia 22-06), h24 (in realtà sempre due persone in turni), part-time (minimo 25h/settimana conviventi). Capire bene orari e contratto evita irregolarità, cause del lavoro e contributi arretrati.
Confronto costi 2026: notturna, h24, part-time
| Tipo assistenza | Stipendio lordo/mese | Contributi/trim. | Costo totale/mese |
|---|---|---|---|
| Badante notturna convivente (solo presenza) | €1.100-1.300 | ~€90 | €1.430-1.630 + vitto/alloggio |
| Badante notturna convivente (assistenza attiva) | €1.300-1.500 | ~€100 | €1.630-1.830 + vitto/alloggio |
| Badante notturna non convivente (8h, 22-06) | €1.700-2.200 | ~€160 | €1.850-2.350 |
| Badante h24 (2 persone in turni) | €2.400-3.200 (totale) | ~€180-200 | €2.800-3.700 + vitto/alloggio |
| Colf part-time convivente (30h, minimo CCNL) | ~€720 | ~€55 | ~€795 + vitto/alloggio |
| Colf part-time non convivente B 20h/sett. (€7,01/h) | ~€608 | ~€47 | ~€655 |
Stime basate su CCNL Lavoro Domestico 2026 e tabelle INPS contributi trimestrali. Aggiungere €300-500/mese di vitto/alloggio reale per i conviventi (il valore contrattuale è solo convenzionale).
Badante notturna: convivente o non convivente?
La badante notturna convivente dorme in casa e garantisce presenza (eventuale assistenza su chiamata) tra le 21-22 e le 6-7. Ha vitto e alloggio inclusi e orario di lavoro diurno ridotto (qualche ora di assistenza la sera/mattina). Inquadramento tipico: livello BS o CS con maggiorazione presenza notturna. La non convivente notturnaviene solo di notte (es. 22:00-06:00) e poi torna a casa: il contratto è a ore, la paga oraria è superiore del 20-30% rispetto al lavoro diurno (le ore 22-06 sono tutte considerate "notturne" dal CCNL con maggiorazione).
Indennità di presenza notturna: quando si applica
Il CCNL distingue due situazioni: (1) assistenza notturna continuativa: il lavoratore è sveglio e garantisce assistenza attiva → retribuita come lavoro effettivo + maggiorazione 20%; (2) presenza notturna passiva (solo pernottamento con chiamata in caso di necessità): indennità CCNL (Tabella E). In regime di presenza esclusiva notturna 21:00-08:00 il valore 2026 arriva a circa €811/mese; in regime parziale o ad ore si calcola a €0,70/h (ca. €30/mese per 1 notte/settimana). Ogni intervento effettivo notturno va retribuito a parte.
Badante h24: perché una sola persona è irregolare
Il CCNL Lavoro Domestico (art. 15) impone: 11 ore consecutive di riposo tra due turni; 36 ore consecutive di riposo settimanale (24 domenica + 12 sabato pomeriggio); massimo 54 ore settimanalidi orario effettivo per conviventi. Una sola badante h24 viola tutti e tre i limiti. Le agenzie che offrono "badante h24 convivente" a €800-1.200/mese di fatto nascondono: (a) contratto a chiamata irregolare; (b) ore nere non dichiarate; (c) assenza di TFR/tredicesima. Se il lavoratore denuncia: condanna a pagare arretrati + sanzioni + iscrizione al libro matricola retroattiva.
Come organizzare l'assistenza 24/7 legalmente
Tre soluzioni regolari: (1) due badanti conviventi in turni 5,5 giorni ciascuna (es. lun-sab mattino + sab-dom pomeriggio-lun mattino): spesa ~€2.800-3.400/mese + vitto; (2) una badante convivente + copertura familiare/altra figura nei giorni di riposo (es. figlio che fa sostituzione 1,5 giorni a settimana): spesa ~€1.400/mese; (3) badante convivente + servizio diurno professionale (ADI domiciliare): spesa €1.400 + quota ASL/privata variabile.
Colf e badanti part-time: ore minime e calcolo
Per il convivente part-time il minimo contrattuale è 30 ore settimanali (per i livelli B, BS, C — art. 15 c.2 CCNL; il livello D per studenti 16-40 segue regole specifiche): sotto questa soglia il rapporto non può essere qualificato come "convivente" e perde le indennità collegate. Per il non convivente part-timenon c'è minimo assoluto, ma la paga oraria CCNL 2026 parte da €6,51 lordi (A) a €9,97 lordi (DS). Sotto le 10 ore/settimana l'accordo deve essere scritto con clausole specifiche sulle ore minime garantite, altrimenti scatta la presunzione di tempo pieno in caso di contenzioso.
Part-time: contributi INPS orari 2026
I contributi INPS per il lavoro domestico si calcolano a ora sulle ore effettivamente lavorate nel trimestre (Circolare INPS 9/2026). Fasce orarie 2026: paga fino a €9,61/h → contributo €1,70/h (di cui €0,43 lavoratore, €1,27 datore); paga €9,61–11,70/h → €1,92/h (€0,48 + €1,44); paga oltre €11,70/h → €2,34/h (€0,59 + €1,75). Se il rapporto supera le 24h/settimana si applica un forfettario di €1,24/h su tutte le ore (€0,31 lav + €0,93 dat). Le rate si pagano entro 10 gennaio/aprile/luglio/ottobre sul portale INPS datori domestici.
Il licenziamento del lavoratore domestico è sempre possibile senza dover indicare un "giustificato motivo" (non si applica la tutela dell'art. 18 o la procedura ordinaria del lavoro dipendente): il rapporto domestico è basato sulla fiducia e cessa su richiesta del datore con semplice preavviso scritto. Anche le dimissioni del lavoratore seguono regole specifiche, diverse dal Jobs Act, con preavviso dimezzato.
Preavviso di licenziamento colf/badante: tabella 2026
| Orario | Anzianità bassa | Anzianità alta |
|---|---|---|
| Oltre 25 ore/settimana | 15 giorni (fino 5 anni) | 30 giorni (oltre 5 anni) |
| Fino a 25 ore/settimana | 8 giorni (fino 2 anni) | 15 giorni (oltre 2 anni) |
| Licenziamento per giusta causa | Zero preavviso | Zero preavviso |
| Licenziamento durante il periodo di prova | Zero preavviso | — |
Per orari oltre 25h/settimana la soglia di anzianità è 5 anni; per orari fino a 25h/settimana la soglia è 2 anni (art. 40 CCNL Lavoro Domestico). Il preavviso si calcola in giorni di calendario, non lavorativi. Se non rispettato, il datore deve l'indennità sostitutiva pari alla retribuzione che sarebbe spettata nel periodo di preavviso.
Come scrivere la lettera di licenziamento: contenuti obbligatori
La lettera deve essere scritta e inviata via raccomandata A/R o PEC(con prova dell'invio). Contenuti:
- Data di invio
- Dati del datore e del lavoratore
- Data di cessazione del rapporto (dopo il periodo di preavviso)
- Motivazione (anche "motivi personali e familiari" va bene — non serve giustificato motivo)
- Invito a presentarsi per firma del libretto, consegna TFR, comunicazioni finali
Una formula standard: "Con la presente comunico la volontà di risolvere il rapporto di lavoro domestico in essere a far data dal GG/MM/AAAA, rispettando il preavviso contrattuale. La prego di considerarsi esonerata dal servizio dal [data] e di presentarsi il [data] per le operazioni di cessazione del rapporto (firma del libretto, consegna TFR e somme maturate)."
Licenziamento per giusta causa: quando si applica
La giusta causa consente la risoluzione immediata senza preavviso e senza indennità sostitutiva. Esempi riconosciuti dalla giurisprudenza: furto in casa del datore, aggressione fisica/verbale, abbandono dell'assistito senza preavviso, gravi negligenze con danni a persone/cose, false attestazioni di malattia, rifiuto ripetuto delle mansioni contrattuali. Non sono giusta causa: incompatibilità caratteriale, desiderio del datore di cambiare collaboratore, assenza breve giustificata, richiesta aumento stipendio. Serve sempre prova documentale.
Liquidazione finale: TFR, ferie, tredicesima
Al momento del licenziamento (o dimissioni), il datore deve pagare:
- TFR: una mensilità di retribuzione lorda per ogni anno di servizio / 13,5 (rivalutata annualmente ISTAT). Dovuto in tutti i casi, anche licenziamento per giusta causa.
- Ferie non godute: 26 giorni/anno di ferie, rateizzate per i mesi lavorati nell'anno in corso (se ne hai goduti meno, ti paga la differenza; se ne hai goduti più, ti trattiene).
- Tredicesima: una mensilità lorda, rateizzata per i mesi lavorati dell'anno.
- Indennità sostitutiva preavviso: se il datore non rispetta il preavviso (o il lavoratore se dimissionario); importo = retribuzione del periodo di preavviso non dato.
- Rimborsi e spese: eventuali importi anticipati per conto del datore (es. spesa, medicinali) da saldare.
Dimissioni colf: preavviso dimezzato
Per le dimissioni del lavoratore domestico il preavviso è la metà di quello del licenziamento: 7-8 giorni (fino a 5 anni, oltre 25h/sett.); 15 giorni (oltre 5 anni, oltre 25h/sett.); 4 giorni (fino a 25h/sett. con anzianità fino a 2 anni); 7-8 giorni (fino a 25h/sett. con anzianità oltre 2 anni). Non serve particolare formalità: basta una comunicazione scritta (anche WhatsApp è valido in giudizio se il datore risponde), ma meglio raccomandata/PEC per prova. Le dimissioni vanno poi formalizzate online sul portale Cliclavoro (convalida telematica) entro 7 giorni dalla comunicazione.
Dimissioni per giusta causa del lavoratore
La colf/badante può dimettersi per giusta causa (mancato pagamento dello stipendio per oltre 3 mesi, molestie sessuali, condizioni di lavoro incompatibili con la dignità della persona, imposizione di mansioni pericolose) senza preavviso e con diritto all'indennità sostitutiva + NASPI. La dimissione per giusta causa va motivata nella comunicazione scritta (con allegati: buste paga mancanti, certificati medici, testimonianze).
NASPI per colf licenziata: requisiti 2026
La colf/badante licenziata ha diritto alla NASPI se: (1) il licenziamento è "involontario" (non da dimissioni volontarie, salvo giusta causa); (2) ha almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti il licenziamento (per i lavoratori domestici il requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi è stato abolito dal 2022). Importo 2026: 75% dello stipendio medio mensile fino alla soglia di €1.456,72; oltre questa soglia si somma il 25% della parte eccedente, fino al massimale lordo di €1.584,70/mese. Durata: metà dei mesi lavorati ultimi 4 anni, max 24 mesi. Domanda: entro 68 giorni dal licenziamento su inps.it o patronato. L'importo viene accreditato sul conto dal mese successivo alla domanda.
Per calcolare l'importo esatto della NASPI spettante, usa il calcolatore NASPI — inserisci stipendio e mesi lavorati negli ultimi 4 anni per avere il netto mensile.
Per i lavoratori conviventi, il CCNL prevede vitto e alloggio in natura: il datore fornisce pasti e camera, ma il valore convenzionale (fiscale/contributivo) si somma alla retribuzione per il calcolo di contributi INPS, TFR, tredicesima. Conoscere il meccanismo evita errori sui cedolini.
Valore convenzionale vitto e alloggio CCNL 2026
| Voce | Valore giornaliero | Valore mensile (30 gg) |
|---|---|---|
| Pranzo / colazione | €2,33 | €69,90 |
| Cena | €2,33 | €69,90 |
| Alloggio | €2,00 | €60,00 |
| TOTALE vitto e alloggio | €6,66 | €199,80 |
Valori della Tabella F CCNL Lavoro Domestico, rivalutati annualmente ISTAT. Questi sono valori contabili usati per calcolare contributi INPS, TFR e tredicesima, non il costo reale sostenuto dal datore (che sarà di €300-500/mese in media).
Come funziona il vitto e alloggio in busta paga
Il valore convenzionale si aggiunge alla paga base lorda per calcolare contributi e TFR, poi viene detratto (non versato al lavoratore perché goduto in natura). Esempio su una badante convivente con paga base €1.200:
- Retribuzione base: €1.200/mese
- Vitto e alloggio convenzionale: +€199,80/mese
- Retribuzione lorda per contributi/TFR: €1.399,80
- Contributi INPS calcolati su €1.399,80: ~€97/mese
- Retribuzione netta versata al lavoratore: €1.200 - trattenuta INPS del lavoratore (~€26) = €1.174
- Vitto e alloggio goduti in natura (non in busta): —
Obblighi del datore sulla camera del lavoratore convivente
Il CCNL (art. 17) prevede che il datore fornisca al convivente camera singola, con letto, armadio, scrivania, finestra per aerazione e luce, serratura funzionante per garantire privacy. Il lavoratore ha diritto a: uso libero della camera anche fuori orario di lavoro, possesso della chiave, riservatezza (il datore non può accedere senza consenso). In caso di violazione (es. camera promiscua, telecamere nascoste, mancanza di serratura): il lavoratore può dimettersi per giusta causa con indennità sostitutiva + NASPI.
Vitto: composizione minima dei pasti
Il CCNL non dettaglia in modo preciso ma impone pasti "adeguati dal punto di vista nutritivo e qualitativo": colazione completa, pranzo con primo/secondo/contorno, cena bilanciata. Se il lavoratore ha esigenze alimentari specifiche (diete religiose, intolleranze certificate), il datore deve garantirle nei limiti del ragionevole. Non è obbligo del datore mangiare insieme al lavoratore, ma i pasti devono essere consumati in ambiente dignitoso (tavola apparecchiata, non in cucina di servizio).
Contratto badante "con vitto e alloggio": cosa verificare
Prima di firmare, controllare nel contratto: (1) indicazione chiara della camera (tipologia, arredi forniti); (2) valore convenzionale vitto/alloggio esplicitato con importi CCNL aggiornati; (3) ore di riposo diurno/notturno (minimo 11h consecutive tra due turni, 36h settimanali); (4) uso della cucina o preparazione pasti separata (spesso fonte di conflitti); (5) clausola su uso del bagno (privato o condiviso); (6) accesso a internet, TV, elettrodomestici.
Vitto e alloggio ESCLUSI: conversione in paga maggiore
Se il lavoratore convivente rinuncia a vitto e alloggio (preferisce mangiare fuori e dormire altrove nei giorni di lavoro), il datore deve maggiorare la paga di un importo pari al valore convenzionale (€199,80/mese) + eventualmente un po' di più per compensare. Attenzione: se rinuncia a entrambi perde lo status di "convivente" (viene ricondotto a non convivente con più ore/paga minori al CCNL non convivente) e vanno rivisti inquadramento e ore.
Le risposte alle domande più cercate su stipendio e costi per colf e badanti, aggiornate al 2026.
Come si calcola lo stipendio di una colf?
Lo stipendio di una colf non convivente si calcola moltiplicando la paga oraria minima (stabilita dal CCNL per livello) per le ore settimanali lavorate. Per le conviventi si applica la paga mensile prevista dal contratto. In entrambi i casi si aggiungono scatti di anzianità biennali.
Quanto costano i contributi per colf e badanti?
I contributi INPS per colf e badanti vengono versati trimestralmente dal datore di lavoro. L'importo varia per fasce di paga oraria: da 1,70€/ora per paghe fino a 9,61€ a 2,34€/ora per paghe superiori a 11,70€. Per i conviventi con oltre 24h/settimana l'importo è 1,24€/ora (Circolare INPS n. 9/2026).
Le colf e badanti hanno diritto al TFR?
Sì, le colf e badanti hanno diritto al TFR calcolato con la stessa formula dei dipendenti: retribuzione annua (compresa tredicesima) divisa per 13,5. Il TFR viene pagato alla cessazione del rapporto di lavoro.
Quante ferie spettano a colf e badanti?
Il CCNL domestico prevede 26 giorni lavorativi di ferie all'anno (escluse le domeniche). Le ferie maturano in proporzione ai mesi lavorati e devono essere fruite per almeno 2 settimane consecutive nel periodo giugno-settembre.
Quando si pagano i contributi INPS per colf e badanti?
I contributi INPS vanno versati trimestralmente: entro il 10 aprile (1° trimestre), 10 luglio (2° trimestre), 10 ottobre (3° trimestre) e 10 gennaio (4° trimestre). Il pagamento si effettua tramite PagoPA o bollettino MAV.
Quanto costa una badante convivente nel 2026?
Il costo di una badante convivente dipende dal livello e dalle ore. Per un livello CS (assistenza a persona con ridotta autosufficienza) con 54 ore settimanali, il costo totale per il datore è circa 2.000–2.100€/mese comprensivo di stipendio, contributi, tredicesima, TFR e vitto/alloggio convenzionale.
La colf ha diritto alla tredicesima?
Sì, la tredicesima mensilità spetta anche a colf e badanti. Si calcola sulla retribuzione mensile globale (inclusa l'eventuale indennità di vitto e alloggio per le conviventi) e va corrisposta entro il mese di dicembre. Se il rapporto inizia o termina durante l'anno, la tredicesima è proporzionata ai mesi lavorati.
Come funziona la malattia per colf e badanti?
Durante la malattia, il datore di lavoro domestico paga direttamente lo stipendio alla colf/badante (non l'INPS come per i dipendenti di azienda). L'indennità è pari al 50% della retribuzione per i primi 3 giorni e al 100% dal 4° giorno. Il periodo massimo indennizzabile è di 8, 10 o 15 giorni l'anno in base all'anzianità di servizio.
Come si fa il licenziamento di una colf o badante?
Il licenziamento di un collaboratore domestico richiede il preavviso (da 8 a 30 giorni in base all'anzianità e alle ore lavorate). Alla cessazione vanno pagati: TFR maturato, ferie non godute, tredicesima residua e preavviso (se non lavorato). Il datore deve comunicare la cessazione all'INPS entro 5 giorni tramite il portale del lavoro domestico.
Il datore di lavoro domestico può scaricare i contributi?
Sì, i contributi INPS versati per colf e badanti sono deducibili dal reddito del datore fino a un massimo di 1.549,37€ all'anno. La deduzione va indicata nel modello 730 o Redditi PF. Inoltre, le spese per l'assistenza a persone non autosufficienti (badanti) danno diritto a una detrazione del 19% fino a 2.100€, con ISEE sotto 40.000€.
Colf a ore: quante ore minime e massime?
Il CCNL domestico non prevede un minimo di ore settimanali, ma i contributi INPS hanno una soglia minima di calcolo. Per le colf non conviventi il massimo è 40 ore settimanali distribuite su 5 o 6 giorni. Per le conviventi è previsto un orario fino a 54 ore settimanali con riposo di almeno 36 ore consecutive (di cui 24 la domenica).
Vitto e alloggio: come si calcola per le conviventi?
Per le colf e badanti conviventi, il valore convenzionale di vitto e alloggio è stabilito annualmente dalla Commissione nazionale per l'aggiornamento retributivo. Nel 2026 il valore complessivo è di circa 6,25€/giorno. Questo importo si aggiunge alla retribuzione per il calcolo di TFR, tredicesima e contributi INPS.
La busta paga della colf è obbligatoria?
La busta paga non è formalmente obbligatoria per legge nel lavoro domestico, ma il CCNL prevede la consegna di un prospetto paga al lavoratore. In caso di vertenza o contestazione, la mancanza di documentazione retributiva è sempre a sfavore del datore di lavoro. È quindi fortemente consigliato redigere un cedolino mensile.
Quanto costa una colf per 4 ore a settimana?
Con livello B e 4 ore settimanali, il costo totale per il datore è circa 250–300€/mese comprensivo di stipendio, contributi INPS, TFR e tredicesima. Lo stipendio netto per la lavoratrice è circa 120€/mese. Per poche ore settimanali i contributi incidono in percentuale maggiore rispetto a orari più lunghi.
La colf ha diritto alla disoccupazione (NASPI)?
Sì, se licenziata e con almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti il licenziamento. La NASPI non spetta in caso di dimissioni volontarie, salvo dimissioni per giusta causa. L'importo si calcola come per tutti i dipendenti: 75% della retribuzione media fino alla soglia INPS, per un massimo di 24 mesi.
Come si calcola lo straordinario per colf e badanti?
Le ore straordinarie (oltre le 40h/settimana per non conviventi o 54h per conviventi) sono retribuite con una maggiorazione del 25% per le prime 8 ore e del 50% per le successive. Le ore in giorni festivi hanno maggiorazione del 60%. Il lavoro prestato di notte (dalle 22 alle 6) ha una maggiorazione del 20%.
Badante h24: è legale? Quanto costa?
Il CCNL non prevede un orario h24. Il massimo per conviventi è 54 ore settimanali, con riposo notturno di almeno 8 ore consecutive e riposo settimanale di 36 ore. Per copertura 24h servono almeno 2 lavoratori con turni alternati. Il costo complessivo è circa 4.000–4.500€/mese.
Come si indicano i contributi della colf nel modello 730?
I contributi INPS versati per colf e badante vanno indicati nel Quadro E, rigo E23 del modello 730, fino al limite deducibile di 1.549,37€ all'anno. Conservare le ricevute di pagamento dei bollettini MAV o PagoPA come documentazione. La deduzione riduce il reddito imponibile IRPEF.
La badante convivente ha diritto al giorno libero?
Sì, il CCNL prevede un riposo settimanale di 36 ore consecutive: 24 ore la domenica e 12 ore in un altro giorno concordato (solitamente il sabato pomeriggio). Il datore non può negare questo diritto. In caso di lavoro prestato la domenica, spetta una maggiorazione del 60% più il riposo compensativo.
Chi paga la malattia della colf?
Nel lavoro domestico l'indennità di malattia è a carico del datore di lavoro (non dell'INPS, come avviene per i dipendenti di azienda). Spetta il 50% della retribuzione per i primi 3 giorni e il 100% dal 4° giorno, per un massimo di 8, 10 o 15 giorni/anno in base all'anzianità di servizio.
Quanto costa una badante notturna nel 2026?
Una badante notturna convivente (presenza notte senza assistenza continuativa) costa circa €1.100-1.300/mese lordi + vitto e alloggio + contributi INPS (~€80-100/trimestre). Se l'assistenza notturna è continuativa (BS livello super con veglia attiva), il costo sale a €1.300-1.500/mese. Per assistenza solo di notte non convivente (es. 8 ore, 22:00-06:00) la tariffa oraria 2026 è di €8,40-8,95 lordi (paga base B/BS €7,01-7,45 + maggiorazione notturna +20% CCNL): spesa mensile €1.800-2.200 + contributi trimestrali €150-180. Varia per regione: Lombardia e Lazio più alte, Sud più contenute.
La badante h24 è legale?
Una singola badante h24 (24 ore su 24, 7 giorni su 7) NON è legale: il CCNL impone 11 ore di riposo consecutive tra un turno e l'altro e almeno 36 ore consecutive di riposo settimanale. Per garantire assistenza 24/7 servono due badanti che si alternano (turno 5,5 giorni ciascuna) oppure una badante più familiare/altra figura nei giorni di riposo. Il contratto 'badante h24' usato da alcune agenzie è spesso irregolare e espone il datore a cause di lavoro + contributi arretrati. Spesa reale due badanti convivente: €2.400-3.200/mese + contributi + vitto.
Badante part-time: ore minime e stipendio
Per le badanti/colf conviventi il CCNL Lavoro Domestico (art. 15 c.2) impone un minimo di 30 ore settimanali per i livelli B, BS, C. Per non conviventi non c'è un minimo contrattuale ma nella pratica si parte da 10-15 ore. Paghe orarie CCNL 2026 non conviventi: livello A €6,51/h, B €7,01/h, BS €7,45/h, C €7,86/h, CS €8,30/h, D €9,57/h, DS €9,97/h. I contributi INPS si calcolano sulle ore effettivamente lavorate (Circ. INPS 9/2026): fino a €9,61/h = €1,70/h; oltre €11,70/h = €2,34/h; oltre 24h/settimana forfettario €1,24/h.
Licenziamento colf o badante: preavviso e procedura
Il licenziamento è sempre possibile ma richiede preavviso scritto (lettera raccomandata o PEC). Per orari oltre 25 ore/settimana: 15 giorni fino a 5 anni di anzianità, 30 giorni oltre 5 anni. Per rapporti fino a 25 ore/settimana: 8 giorni fino a 2 anni di anzianità, 15 giorni oltre 2 anni. In mancanza di preavviso spetta un'indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo. Per giusta causa (furto, violazioni gravi, aggressione) il licenziamento è immediato senza preavviso. In ogni caso il datore deve pagare TFR, ferie non godute, tredicesima maturata (la quattordicesima non è prevista dal CCNL domestico).
Dimissioni colf: quanto preavviso deve dare?
Il preavviso per dimissioni del lavoratore è dimezzato rispetto al licenziamento. Orari oltre 25 ore/settimana: 7-8 giorni fino a 5 anni di anzianità, 15 giorni oltre 5 anni. Orari fino a 25 ore/settimana: 4 giorni fino a 2 anni, 7-8 giorni oltre 2 anni. Se non rispettano il preavviso, il datore può trattenere dalla liquidazione finale l'importo corrispondente ai giorni mancanti. Le dimissioni per giusta causa (mancato pagamento, molestie, condizioni di lavoro disumane) non richiedono preavviso e danno diritto all'indennità sostitutiva.
Colf licenziata: prende la NASPI?
Sì, le colf e badanti licenziate per qualsiasi motivo non imputabile alla loro volontà (licenziamento individuale, risoluzione per mutuo consenso, scadenza contratto tempo determinato) hanno diritto alla NASPI, purché abbiano almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti il licenziamento (dal 2022 il requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi è stato abolito per i lavoratori domestici). Importo NASPI 2026: 75% dello stipendio medio fino a €1.456,72/mese, poi +25% sopra, con massimale €1.584,70/mese. Durata: metà dei mesi lavorati negli ultimi 4 anni, massimo 24 mesi. Le dimissioni volontarie NON danno diritto alla NASPI (salvo giusta causa).
Vitto e alloggio badante: valore economico 2026
Il CCNL Lavoro Domestico (Tabella F) fissa per il 2026 questi valori convenzionali: pranzo/colazione €2,33/giorno, cena €2,33/giorno, alloggio €2,00/giorno, totale €6,66/giorno = €199,80/mese (su 30 giorni). Questo è il valore fiscale/contributivo, non il costo reale per il datore (il costo effettivo è molto più alto, €300-500/mese per pasti e utenze). Il valore convenzionale si aggiunge alla retribuzione lorda per il calcolo di contributi INPS e tredicesima, ma in pratica è trattenuto dalla busta paga (il lavoratore non lo riceve, gli viene fornito in natura).