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Convivente o a ore: due buste paga diverse

Il CCNL del lavoro domestico costruisce la retribuzione in due modi, e da qui nasce tutta la differenza tra i due cedolini. Chi convive ha una retribuzione mensile stabilita dal contratto per il suo livello. Le ore settimanali sono 54 per legge, la paga non si moltiplica: è quella cifra al mese. Chi lavora a ore ha una paga oraria minima per livello. Il mese si calcola moltiplicando la paga oraria per le ore mensili, che si ottengono così: ore settimanali × 52 ÷ 12. I livelli vanno da A (mansioni generiche) a DS (assistenza a persona non autosufficiente, con titolo). Badanti e colf stanno su livelli diversi perché diverse sono le mansioni.

Gli scatti di anzianità

Ogni due anni di servizio con lo stesso datore scatta un aumento: da 0,26 € l'ora al livello A fino a 0,40 € al livello DS. Sono automatici e si sommano al minimo — dopo sei anni una badante CS ha tre scatti in paga.

Cedolino 1: badante convivente, livello CS, 54 ore

È il caso più cercato: assistenza a una persona non autosufficiente, con vitto e alloggio inclusi. Ecco come si compone la busta paga mese per mese.

Perché il netto è 1.097 e non 1.193

La differenza sono i contributi a carico del lavoratore: 290,13 € ogni trimestre, cioè 96,71 € al mese, che il datore trattiene e versa all'INPS insieme alla propria quota. Vitto e alloggio non si sommano al netto in denaro — sono già goduti in natura. Contano però per TFR e tredicesima.

I contributi INPS: trimestrali, divisi in due

Qui il lavoro domestico ha una regola tutta sua. I contributi non si versano ogni mese ma ogni trimestre, entro il 10 del mese successivo alla fine del trimestre: 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, 10 gennaio. L'importo si calcola per ora lavorata, non in percentuale sulla retribuzione. Le fasce 2026, fissate dalla Circolare INPS n. 9/2026, sono tre per chi lavora a ore, più una tariffa unica agevolata per i conviventi: 1,24 € l'ora. La divisione è fissa: circa due terzi a carico del datore, un terzo trattenuto in busta al lavoratore.

Cedolino 2: colf a ore, livello B, 25 ore

Il secondo caso tipico: una colf con esperienza che viene tre mattine a settimana. Qui la paga parte dall'ora.

La busta paga per ore lavorate

Le ore cambiano tutto, in proporzione lineare. Ecco lo stesso livello B su quattro orari diversi.

Vitto e alloggio: quanto valgono davvero

Per chi convive, vitto e alloggio sono retribuzione in natura e hanno un valore convenzionale fissato ogni anno. Per il 2026: Colazione 2,00 € · Pranzo 2,33 € · Cena 2,33 € · Alloggio 6,66 € Totale 13,32 € al giorno, cioè 4.861,80 € l'anno. Non sono soldi che entrano in busta — sono già goduti. Ma entrano nella base di calcolo di TFR e tredicesima, e quindi alzano il costo annuo reale.

Quanto pesa sul TFR

Stessa badante CS convivente, unica differenza il vitto e alloggio: Con vitto e alloggio: TFR 1.539,77 € l'anno, costo totale 25.403,41 € Senza: TFR 1.149,62 € l'anno, costo totale 20.151,46 € La differenza di TFR è di 390 € l'anno, e non dipende da quanto paghi in contanti.

Il costo annuo vero, oltre le dodici mensilità

Chi assume ragiona sul netto mensile, ma il conto annuo comprende quattro voci in più: tredicesima, TFR, contributi a carico del datore e, per i conviventi, il vitto e alloggio. Ci sono anche 26 giorni di ferie l'anno da retribuire: non si aggiungono al costo, perché sono già dentro la mensilità, ma vanno pianificati.

Una parte torna indietro

I contributi versati dal datore sono deducibili dal reddito fino a 1.549,37 € l'anno (art. 10 TUIR). Chi assume una badante convivente raggiunge il tetto: è lo sconto fiscale pieno. Per l'assistenza a persone non autosufficienti c'è anche una detrazione del 19% sulle spese, fino a 2.100 € di spesa, se il reddito resta sotto i 40.000 €.

Domande frequenti sulla busta paga di colf e badanti

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Aggiornato il 15 settembre 2026

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