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Le cinque voci dell'ultima busta

Quando un rapporto di lavoro finisce, l'ultima busta paga chiude tutti i conti aperti. Le voci sono queste. I giorni lavorati nel mese di cessazione, calcolati in proporzione ai giorni effettivi. Il rateo di tredicesima, cioè i dodicesimi maturati dall'inizio dell'anno. Se esce a settembre, sono nove dodicesimi. Ferie e permessi residui, pagati come indennità sostitutiva: quello che non hai goduto si monetizza. Il TFR, il trattamento di fine rapporto accumulato per tutti gli anni di servizio. Il preavviso, che può essere una somma in più o una trattenuta — dipende da come è andata.

Un caso concreto: dimissioni dopo 5 anni

RAL 28.000 €, assunto a settembre 2021, dimissioni a fine settembre 2026, con 8 giorni di ferie e 16 ore di permessi non goduti, preavviso lavorato regolarmente.

Perché il TFR è la voce più grande

Su cinque anni di servizio il TFR vale 11.011,54 € lordi, più del doppio di tutte le altre voci messe insieme. Matura ogni anno dividendo la retribuzione per 13,5, e si accumula. Su dieci anni con RAL 35.000 € arriva a 29.721,17 € lordi.

Quando arriva l'ultima busta paga

La regola pratica è semplice: l'ultima busta arriva alla normale scadenza di pagamento degli stipendi del mese successivo a quello in cui il rapporto è cessato. Se il tuo ultimo giorno è il 30 settembre e l'azienda paga il 10 del mese, l'ultima busta arriva intorno al 10 ottobre. La data precisa la fissa il CCNL applicato. Il TFR segue di solito lo stesso pagamento, ma qui i contratti si differenziano: alcuni CCNL prevedono termini più lunghi, fino a 30 o 45 giorni dalla cessazione. Per il TFR versato a un fondo pensione i tempi li stabilisce il fondo, e sono più lunghi.

Il TFR viene pagato con l'ultima busta paga?

Nella maggior parte dei casi sì, arriva insieme. Ma non è una regola di legge: dipende dal CCNL, che può concedere all'azienda fino a 30-45 giorni. Se il TFR è in un fondo pensione, invece, non passa dall'azienda: si richiede al fondo e i tempi sono quelli del regolamento, in genere alcune settimane.

Come viene tassato il TFR

Il TFR non segue l'IRPEF del mese, altrimenti l'aliquota schizzerebbe. Si applica la tassazione separata. Il meccanismo: si calcola l'aliquota media IRPEF degli ultimi cinque anni di reddito e si applica quella. Chi ha avuto redditi stabili intorno ai 28.000 € si ritrova con un'aliquota del 23%; chi ha guadagnato di più sale, ma sempre meno di quanto accadrebbe con la tassazione ordinaria. La rivalutazione annuale del TFR segue invece una strada sua: imposta sostitutiva del 17%.

Il preavviso: in più o in meno

Chi si dimette deve rispettare un periodo di preavviso, stabilito dal CCNL in base a qualifica e anzianità. Le strade sono due. Lo lavori: continui a lavorare per il periodo previsto e vieni pagato normalmente. Nessuna voce aggiuntiva nell'ultima busta. Non lo lavori: l'azienda ti trattiene l'indennità sostitutiva di preavviso, cioè quanto avresti guadagnato in quel periodo. Se invece sei tu a subire un licenziamento senza preavviso, l'indennità la ricevi tu.

Quanto pesa il preavviso non lavorato

Stesso caso, RAL 28.000 € e 5 anni di servizio, 15 giorni di preavviso dovuti: Preavviso lavorato: netto finale 11.969,78 € Preavviso non lavorato: netto finale 10.730,63 € La differenza è di 1.239,15 € trattenuti direttamente dall'ultima busta.

Dimissioni o licenziamento: cosa cambia

Sulle voci economiche dell'ultima busta la differenza è minima — ratei, ferie e TFR spettano in entrambi i casi. Quello che cambia è cosa viene dopo. Con il licenziamento hai diritto alla NASpI, l'indennità di disoccupazione. Con le dimissioni volontarie no, salvo i casi di dimissioni per giusta causa o durante il periodo protetto della maternità. Dal lato azienda, il licenziamento comporta il ticket di licenziamento da versare all'INPS: su 5 anni di servizio sono circa 1.949 €.

Dimissioni per giusta causa

Se ti dimetti per giusta causa — per esempio mancato pagamento dello stipendio o molestie — la posizione cambia: hai diritto alla NASpI e all'indennità di preavviso, che in quel caso la paga l'azienda a te.

Domande frequenti sull'ultima busta paga

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Aggiornato il 15 settembre 2026

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