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Calcolo Netto Fattura Forfettario 2026

Inserisci l'importo della fattura e il tuo settore: vedi subito quanto ti resta dopo imposta sostitutiva e contributi INPS. Funziona anche al contrario: dal netto desiderato alla fattura. Aggiornato alla normativa 2026.

Approfondimenti

Quanto ti resta netto da una fattura in regime forfettario? Dipende dall'importo e dal tuo settore ATECO. Ecco la tabella aggiornata 2026. Clicca su una riga per calcolare con quel valore.

Netto per importo fattura e settore ATECO, regime forfettario 2026
FatturaProfessionisti (78%)Servizi / IT (67%)Commercio (40%)Costruzioni (86%)
500 €340 € (68,0%)362 € (72,5%)418 € (83,6%)323 € (64,7%)
1000 €680 € (68,0%)725 € (72,5%)836 € (83,6%)647 € (64,7%)
2000 €1359 € (68,0%)1450 € (72,5%)1671 € (83,6%)1294 € (64,7%)
3000 €2039 € (68,0%)2174 € (72,5%)2507 € (83,6%)1940 € (64,7%)
5000 €3398 € (68,0%)3624 € (72,5%)4179 € (83,6%)3234 € (64,7%)
7500 €5097 € (68,0%)5436 € (72,5%)6268 € (83,6%)4851 € (64,7%)
10.000 €6797 € (68,0%)7248 € (72,5%)8357 € (83,6%)6468 € (64,7%)

Clicca su una riga per calcolare con quel importo. Gestione Separata INPS (26,07%), aliquota 15%. Importi arrotondati, aggiornati 2026.

Netto su fattura da 1000 €: quanto resta per settore

Su una fattura da 1000 €, un professionista (coefficiente 78%) incassa netto 680 €, con 117 € di imposta sostitutiva e 203 € di INPS. Un commerciante (coefficiente 40%) incassa invece 836 €: la differenza di 156 € e dovuta al coefficiente di redditivita piu basso che riduce la base imponibile.

Netto su fattura da 3000 €: quanto resta per settore

Su una fattura da 3000 €, un professionista (coefficiente 78%) incassa netto 2039 €, con 351 € di imposta sostitutiva e 610 € di INPS. Un commerciante (coefficiente 40%) incassa invece 2507 €: la differenza di 468 € e dovuta al coefficiente di redditivita piu basso che riduce la base imponibile.

Netto su fattura da 5000 €: quanto resta per settore

Su una fattura da 5000 €, un professionista (coefficiente 78%) incassa netto 3398 €, con 585 € di imposta sostitutiva e 1017 € di INPS. Un commerciante (coefficiente 40%) incassa invece 4179 €: la differenza di 781 € e dovuta al coefficiente di redditivita piu basso che riduce la base imponibile.

Netto su fattura da 10.000 €: quanto resta per settore

Su una fattura da 10.000 €, un professionista (coefficiente 78%) incassa netto 6797 €, con 1170 € di imposta sostitutiva e 2033 € di INPS. Un commerciante (coefficiente 40%) incassa invece 8357 €: la differenza di 1560 € e dovuta al coefficiente di redditivita piu basso che riduce la base imponibile.

Il calcolo del netto di una fattura in regime forfettario segue tre passaggi.

1. Reddito lordo: fattura per coefficiente di redditivita

Il primo step e moltiplicare l'importo della fattura per il coefficiente di redditivita del tuo codice ATECO. Per un professionista (78%), su una fattura da 3000 € il reddito lordo e 2340 €. Il restante 22% sono i “costi forfettari” che lo Stato ti riconosce.

2. Imposta sostitutiva: 5% o 15% sul reddito lordo

Sul reddito lordo si applica l'imposta sostitutiva. Se hai aperto la P.IVA da meno di 5 anni (nuova attivita), l'aliquota e il 5%; altrimenti il 15%. Su 2340 € di reddito lordo, l'imposta al 15% e 351 €, al 5% e solo 117 €. Se hai gia versato contributi INPS durante l'anno, questi si deducono dal reddito prima di calcolare l'imposta.

3. Contributi INPS: proporzionali alla cassa

I contributi INPS si calcolano sul reddito lordo. In Gestione Separata l'aliquota e il 26,07%: su 2340 € sono 610 €. Per Artigiani (~24%) e Commercianti (~24,48%) ci sono anche contributi fissi minimi. Per il dettaglio usa il calcolatore contributi INPS.

Risultato: netto = fattura meno imposta meno INPS

Su una fattura da 3000 €, il netto per un professionista al 15% e circa 2039 €. La percentuale netta e del 68,0%— il resto va accantonato per imposta sostitutiva e contributi INPS.

Il coefficiente di redditivita e il parametro chiave del regime forfettario: determina quale percentuale del fatturato e considerata reddito imponibile.

Coefficienti di redditivita per settore ATECO, regime forfettario 2026
Settore ATECOCoefficienteCosti forfettariNetto su 3000 €
Commercio al dettaglio40%60%2507 €
Intermediari del commercio62%38%2039 €
Informatica / Servizi IT67%33%2174 €
Attivita professionali78%22%2039 €
Costruzioni e impiantistica86%14%1940 €

Come trovare il proprio coefficiente

Il coefficiente e determinato dal codice ATECO della tua attivita, assegnato all'apertura della P.IVA. Nel calcolatore, seleziona il settore dal menu e il coefficiente si applica automaticamente. Se hai dubbi sul tuo codice ATECO, lo trovi nella visura camerale o nel cassetto fiscale dell'Agenzia delle Entrate.

Chi apre la P.IVA per la prima volta paga il 5% per i primi 5 anni. Dopo, si passa al 15%. Ecco quanto cambia per singola fattura.

Confronto netto fattura con imposta 5% vs 15%, regime forfettario 2026
FatturaNetto al 15%Netto al 5%Risparmio
1000 €680 €758 €+78 €
2000 €1359 €1515 €+156 €
3000 €2039 €2273 €+234 €
5000 €3398 €3788 €+390 €
8000 €5437 €6061 €+624 €
10.000 €6797 €7577 €+780 €

Requisiti per l'aliquota al 5%

L'aliquota ridotta spetta se: non hai avuto P.IVA nei 3 anni precedenti per la stessa attivita, non prosegui un'attivita di un familiare e non hai superato gli 85.000 € di fatturato. Per approfondire le tasse annuali, usa il calcolatore tasse forfettario.

La cassa previdenziale influenza pesantemente il netto di ogni fattura.

Confronto INPS per cassa previdenziale su fattura da 3.000 euro, 2026
CassaAliquotaINPS su 3000 €Netto
Gestione Separata26,07%610 €2039 €
Artigiani~24%4521 €-1872 €
Commercianti~24,48%4612 €-1963 €
Artigiani (rid. 35%)~15,6%2939 €-290 €

La riduzione del 35% per artigiani e commercianti

I forfettari iscritti alle gestioni artigiani o commercianti possono richiedere la riduzione del 35% sui contributi INPS. Riduce sia i contributi fissi che quelli variabili, aumentando il netto per fattura. Va richiesta all'INPS entro il 28 febbraio di ogni anno.

Sai quanto vuoi guadagnare netto, ma quanto devi scrivere in fattura? Ecco la tabella per professionisti e commercianti.

Quanto fatturare per ottenere un certo netto, regime forfettario 2026
Netto desideratoFattura (Profess. 78%)Fattura (Commercio 40%)
1000 €1471 €1197 €
1500 €2207 €1795 €
2000 €2943 €2393 €
2500 €3678 €2991 €
3000 €4414 €3590 €
4000 €5885 €4786 €

Come usare il calcolo inverso per i preventivi

Quando fai un preventivo a un cliente, parti dal netto che vuoi guadagnare e calcola l'importo da fatturare. Cosi eviti di sottovalutare le tasse. Il calcolatore ha una modalita dedicata: seleziona “Da netto a fattura” e inserisci l'importo desiderato.

Se emetti fatture di importo costante ogni mese, ecco la proiezione annuale per un professionista in Gestione Separata (aliquota 15%).

Proiezione annuale da fattura mensile a netto annuo, regime forfettario 2026
Fattura/meseFatturato annuoNetto/meseNetto annuoTasse annue
2000 €24.000 €1359 €16.308 €7692 €
3000 €36.000 €2039 €24.468 €11.532 €
5000 €60.000 €3398 €40.776 €19.224 €
7500 €90.000 €5097 €61.164 €28.836 €

Attenzione alla soglia degli 85.000 €

Se il fatturato annuo supera 85.000 €, esci dal forfettario dall'anno successivo (o immediatamente se superi 100.000 €). Con fatture da 7500 €/mese, il fatturato annuo e 90.000 €: sei oltre la soglia. Verifica con il confronto regimi cosa conviene in quel caso.

Su ogni fattura incassata, trasferisci subito la quota tasse su un conto separato.

Percentuali rapide per settore

Percentuale da accantonare per tasse su ogni fattura, per settore
SettoreAccantonare (15%)Accantonare (5%)
Professionisti (78%)32,0%24,2%
Servizi / IT (67%)27,5%20,8%
Commercio (40%)16,4%12,4%
Costruzioni (86%)35,3%26,7%

La strategia del conto dedicato

Apri un conto corrente o un sottoconto dedicato alle tasse. Ogni volta che incassi una fattura, trasferisci immediatamente la percentuale. Alle scadenze F24 avrai tutto pronto. Per le date esatte dei versamenti, consulta il calcolatore acconti P.IVA.

“Quanto devo fatturare per guadagnare come un dipendente?” E la domanda piu frequente di chi valuta il passaggio a P.IVA.

Confronto netto forfettario vs dipendente per RAL equivalente, 2026
RAL dipendenteNetto dipendente/meseFattura/mese equivalenteFatturato annuo
25.000 €~1530 €~2510 €~30.120 €
30.000 €~1800 €~2950 €~35.400 €
35.000 €~2020 €~3310 €~39.720 €
40.000 €~2200 €~3610 €~43.320 €

Professionista, Gestione Separata, coefficiente 78%, aliquota 15%. Netto dipendente stimato su 13 mensilita.

Cosa manca al forfettario rispetto al dipendente

  • Ferie retribuite (20+ giorni)
  • Malattia e maternita (copertura INPS ridotta)
  • TFR (circa 1 mensilita/anno)
  • Contributi pensione piu alti (33% vs 26%)
  • Tredicesima e quattordicesima

Per un confronto completo, usa il Piano B Forfettario che calcola il fatturato equivalente partendo dalla RAL.

Le principali novita del 2026 che impattano il netto delle fatture in regime forfettario.

Soglia 85.000 € confermata

Il tetto di fatturato per il regime forfettario resta a 85.000 €. Superandolo si esce dal regime dall'anno successivo. Oltre 100.000 €l'uscita e immediata.

Aliquote INPS 2026

Gestione Separata confermata al 26,07%. Artigiani al 24,00%, Commercianti al 24,48%. I minimali sono leggermente aggiornati all'inflazione. Tutti i valori nel calcolatore sono aggiornati al 2026.

Obbligo fatturazione elettronica per tutti

Dal 2024 la fatturazione elettronica e obbligatoria per tutti i forfettari, indipendentemente dal fatturato. Per i costi di gestione del primo anno, consulta il calcolatore costi apertura P.IVA.

Gli errori piu frequenti che portano a sottostimare le tasse su ogni fattura.

1. Dimenticare i contributi INPS

L'imposta sostitutiva al 15% sembra bassa, ma i contributi INPS in Gestione Separata aggiungono il 26,07%. Per un professionista, il totale e circa il 39% del reddito lordo, non il 15%.

2. Confondere il netto fattura con il netto annuo

Il netto di una singola fattura e una stima proporzionale. Il netto annuo reale puo essere diverso perche tiene conto dei contributi INPS gia versati (deducibili) e delle soglie dei contributi fissi per artigiani/commercianti.

3. Usare il coefficiente sbagliato

Il coefficiente di redditivita e fisso per codice ATECO. Un errore frequente e usare il 78% (professionisti) quando il proprio ATECO prevede un coefficiente diverso. La differenza tra 67% e 78% su 5000 € di fattura e di 226 € netti.

4. Ignorare la deduzione dei contributi gia versati

Se hai gia versato contributi INPS durante l'anno (con gli acconti di giugno), questi si deducono dal reddito prima di calcolare l'imposta sostitutiva sulle fatture successive. Il calcolatore ha un campo dedicato.

La domanda piu diretta: emetti una fattura, quanto ti entra davvero. Ecco la risposta per gli importi piu cercati, con imposta sostitutiva e contributi Gestione Separata gia scorporati.

Netto per importo fattura da 1.000 a 50.000 euro, professionista forfettario in gestione separata, aliquota 15%, coefficiente 78%
FatturaImposta sostitutivaContributi INPSNetto% netta
1000 €117 €203 €680 €68,0%
5000 €585 €1017 €3398 €68,0%
10.000 €1170 €2033 €6797 €68,0%
20.000 €2340 €4067 €13.593 €68,0%
50.000 €5850 €10.167 €33.983 €68,0%

Professionista forfettario, coefficiente 78%, Gestione Separata 26,07%, imposta sostitutiva 15%. Con l'aliquota al 5% dei primi 5 anni il netto sale.

10.000 euro lordi: quanto sono netti

Su una fattura da 10.000 € un professionista forfettario porta a casa circa 6797 €. Il reddito imponibile e 7800 € (78% del fatturato), su cui cadono 1170 € di imposta sostitutiva e 2033 € di contributi. Un commerciante, con coefficiente 40%, dalla stessa fattura tiene 8357 €.

Lo stesso importo cambia con il settore

Il coefficiente di redditivita muove il netto piu dell'aliquota. Su 20.000 € di fattura il commercio (40%) lascia 16.714 €, i servizi (67%) 14.497 €, le costruzioni (86%) 12.936 €. Scegli il tuo settore nel calcolatore in cima alla pagina per il numero esatto.

Il regime forfettario riconosce i costi in modo forfettario: ogni gruppo ATECO ha la sua percentuale. Trova il tuo gruppo, leggi il coefficiente, e sai su quale quota del fatturato paghi.

Coefficienti di redditivita per gruppo ATECO nel regime forfettario 2026, con costi riconosciuti e netto su fattura da 10.000 euro
Gruppo ATECOCodiciCoefficienteCosti riconosciutiNetto su 10.000 €
Industrie alimentari e bevande10 - 1140%60%8357 €
Commercio all'ingrosso e al dettaglio45 - 46 - 47.1/47.740%60%8357 €
Commercio ambulante di alimentari47.8140%60%8357 €
Commercio ambulante di altri prodotti47.82 - 47.8954%46%8357 €
Alloggio e ristorazione55 - 5640%60%8357 €
Intermediari del commercio46.162%38%7248 €
Altre attivita economiche (servizi)residuale67%33%7248 €
Attivita professionali e tecniche64 - 65 - 66 - 69 - 75 - 85 - 86 - 87 - 8878%22%6797 €
Costruzioni e attivita immobiliari41 - 42 - 43 - 6886%14%6468 €

Coefficienti fissati dall'allegato 4 della L. 190/2014, confermati per il 2026. La colonna netto usa Gestione Separata e aliquota 15%.

Il coefficiente segue il codice, non la scelta

Il coefficiente arriva dal codice ATECO dichiarato all'apertura della P.IVA: resta quello per tutta la durata dell'attivita. Lo trovi nella visura camerale o nel cassetto fiscale dell'Agenzia delle Entrate. Con piu codici ATECO attivi si applica il coefficiente dell'attivita prevalente per ricavi.

Coefficiente alto significa tasse alte

Un coefficiente all'86% considera reddito quasi tutto il fatturato: restano 14 punti di costi riconosciuti. Al 40% la base imponibile e meno della meta. Ecco perche a parita di fattura un commerciante tiene 1889 € in piu di chi opera nelle costruzioni.

Chi versa alla Gestione Separata addebita al cliente il 4% del compenso a titolo di rivalsa (art. 1 c. 212 L. 662/1996). E facoltativa, si concorda nel preventivo, e una parte dei contributi la copre il committente.

Fattura con rivalsa INPS 4%: compenso, rivalsa, totale fattura e netto in regime forfettario 2026
CompensoRivalsa 4%Totale fatturaNetto con rivalsaNetto senza rivalsa
1000 €40 €1040 €707 €680 €
2500 €100 €2600 €1767 €1699 €
5000 €200 €5200 €3534 €3398 €
10.000 €400 €10.400 €7068 €6797 €

La rivalsa e compenso a tutti gli effetti: entra nei ricavi, sconta il coefficiente di redditivita e concorre alla soglia degli 85.000 €.

La rivalsa entra nel reddito

A differenza del contributo integrativo delle casse professionali, il 4% di rivalsa resta nelle tue tasche e quindi e reddito imponibile. Su 5000 € di compenso la rivalsa vale 200 €: il netto cresce, e cresce anche la base su cui calcoli imposta e contributi. Il dettaglio dei contributi lo trovi nel calcolatore Gestione Separata INPS.

Chi applica la rivalsa

La applica il professionista con partita IVA iscritto alla Gestione Separata. Collaboratori e amministratori hanno gia due terzi dei contributi a carico del committente, quindi per loro la rivalsa resta fuori. Artigiani e commercianti versano alle proprie gestioni e la rivalsa del 4% resta estranea al loro schema.

Il forfettario emette fattura senza ritenuta d'acconto: incassa l'intero importo e versa le imposte per conto proprio. Il regime ordinario invece subisce il 20% trattenuto dal cliente sostituto d'imposta.

Confronto incasso immediato con e senza ritenuta d'acconto del 20% su fatture da 1.000 a 10.000 euro
FatturaRitenuta 20%Incasso ordinarioIncasso forfettarioLiquidita in piu
1000 €200 €800 €1000 €+200 €
2500 €500 €2000 €2500 €+500 €
5000 €1000 €4000 €5000 €+1000 €
10.000 €2000 €8000 €10.000 €+2000 €

La ritenuta e un anticipo IRPEF, recuperato in dichiarazione. Per il forfettario resta fuori gioco: l'imposta sostitutiva sostituisce l'IRPEF.

La dicitura da mettere in fattura

In fattura forfettaria scrivi: «Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 e successive modifiche. Compenso non soggetto a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, L. 190/2014». Questa riga evita che il cliente tratteinga il 20% per abitudine.

Il cliente ha trattenuto lo stesso: cosa fare

Capita quando l'ufficio contabilita del committente applica la ritenuta in automatico. La somma trattenuta resta un credito: la recuperi nel quadro RS del modello Redditi come ritenuta subita. La via rapida resta la nota al cliente con richiesta di storno e riemissione del pagamento per l'intero.

Le fatture forfettarie viaggiano fuori campo IVA: sopra 77,47 €di importo serve la marca da bollo da 2 €. Sulla fattura elettronica e bollo virtuale, assolto in via telematica.

Applicazione della marca da bollo da 2 euro sulle fatture forfettarie per soglia di importo e possibilita di addebito al cliente
Importo fatturaBollo dovutoTotale con bollo addebitatoIncidenza
50,00 €—50,00 €—
77,47 €—77,47 €—
100,00 €2,00 €102,00 €2,00%
500,00 €2,00 €502,00 €0,40%
1000,00 €2,00 €1002,00 €0,20%
5000,00 €2,00 €5002,00 €0,04%

Soglia fissata dal DPR 642/1972, tariffa art. 13. La soglia guarda l'importo del documento, quindi il bollo scatta gia da 77,48 €.

Il bollo si addebita al cliente

L'imposta e a carico di chi emette il documento, e la prassi consolidata consente di riaddebitarla in fattura come rimborso spese. Se la addebiti, i 2 € diventano ricavo e concorrono al reddito. Scadenze trimestrali e calcolo del dovuto sono nel calcolatore marca da bollo in fattura.

Quando la fattura resta libera dal bollo

Sotto i 77,47 € il bollo resta fuori. Restano libere anche le operazioni soggette a IVA (il regime ordinario applica l'IVA, quindi il bollo salta) e le fatture verso la Pubblica Amministrazione con scissione dei pagamenti dove l'IVA e comunque esposta.

Il forfettario vince quando i costi reali restano sotto i costi riconosciuti dal coefficiente. Un professionista al 78% ha 22 punti di costi forfettari: oltre quella soglia di spese reali, l'ordinario recupera terreno.

Confronto indicativo netto annuo tra regime forfettario e regime ordinario semplificato per fatturato da 20.000 a 85.000 euro
Fatturato annuoImponibile forfettario (78%)Imposta forfettaria 15%Aliquota IRPEF ordinarioCosti reali di pareggio
20.000 €15.600 €2340 €23%4400 €
30.000 €23.400 €3510 €35%6600 €
45.000 €35.100 €5265 €35%9900 €
65.000 €50.700 €7605 €43%14.300 €
85.000 €66.300 €9945 €43%18.700 €

Scaglioni IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 €, 35% fino a 50.000 €, 43% oltre. La colonna di pareggio indica i costi reali che eguagliano i costi forfettari.

La regola dei costi

Con costi reali sotto il 22% del fatturato, il forfettario resta avanti per un professionista. Chi ha magazzino, dipendenti, affitti o attrezzature pesanti supera spesso quella quota: li l'ordinario deduce tutto e recupera l'IVA sugli acquisti. Il confronto completo, con la tua struttura di costi, e nel calcolatore confronto forfettario e ordinario.

Oltre al fisco, contano gli adempimenti

Il forfettario tiene la contabilita leggera: registro incassi, fattura elettronica, un F24 di imposta sostitutiva. L'ordinario porta liquidazioni IVA periodiche, LIPE trimestrali, registri IVA e studio di commercialista piu impegnativo. Il costo della consulenza pesa nella scelta quanto le aliquote.

Su ogni incasso sposta subito la quota tasse su un conto dedicato. A giugno e novembre i soldi sono gia li, e le scadenze passano lisce.

Percentuale da accantonare per settore ATECO e aliquota, regime forfettario in gestione separata 2026
SettoreCoefficienteDa accantonare al 15%Da accantonare al 5%Su 3000 € al mese
Commercio40%16,4%12,4%493 €
Servizi / IT67%27,5%20,8%826 €
Professionisti78%32,0%24,2%961 €
Costruzioni86%35,3%26,7%1060 €

Percentuali calcolate su Gestione Separata 26,07%. Artigiani e commercianti aggiungono i contributi fissi annuali, dovuti anche a fatturato zero.

Il metodo del conto separato

Apri un secondo conto, anche gratuito. Appena il cliente paga, sposta la percentuale della tabella. Quel conto resta intoccabile fino all'F24. Chi segue questo metodo arriva a giugno con il saldo gia coperto e affronta il primo acconto con serenita.

Il primo anno chiede un margine in piu

Nel secondo anno paghi saldo e due acconti nello stesso anno solare: il carico di cassa arriva a circa il 200% dell'imposta annua. Accantona qualche punto oltre la tabella nei primi 24 mesi e il salto passa inosservato. Le date esatte le trovi nel calendario delle scadenze P.IVA.

Il forfettario concentra i versamenti in due mesi: giugno e novembre. Ecco le date con i codici tributo da riportare nell'F24.

Scadenze fiscali del regime forfettario 2026 con codici tributo F24
DataAdempimentoCodice F24Quota
16 febbraioContributi INPS fissi — 1ª rataAF/CFArtigiani e commercianti
16 maggioContributi INPS fissi — 2ª rataAF/CFArtigiani e commercianti
30 giugnoSaldo imposta sostitutiva anno precedente1792100% del dovuto
30 giugno1° acconto imposta sostitutiva179340% dell'imposta
30 giugnoSaldo e 1° acconto Gestione SeparataPXX / P10Professionisti
30 giugnoDiritto camerale annuale3850Iscritti al Registro Imprese
30 luglioStessi versamenti di giugno maggiorati1792 / 1793+0,40%
16 agostoContributi INPS fissi — 3ª rataAF/CFArtigiani e commercianti
16 novembreContributi INPS fissi — 4ª rataAF/CFArtigiani e commercianti
30 novembre2° acconto imposta sostitutiva179460% dell'imposta

Le scadenze che cadono di sabato o in giorno festivo slittano al primo giorno lavorativo successivo.

Sotto 257,52 euro l'acconto va tutto a novembre

Quando l'acconto complessivo resta sotto 258 €, il versamento si fa in unica soluzione entro il 30 novembre. Sopra quella soglia si divide in 40% a giugno e 60% a novembre.

Salti una data: il ravvedimento la chiude

Entro 14 giorni la sanzione resta allo 0,1% giornaliero, poi cresce per fasce. Versare spontaneamente con ravvedimento costa una frazione dell'accertamento: l'importo esatto lo calcoli con il calcolatore del ravvedimento operoso.

Dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica vale per tutti i forfettari, senza soglie. Ogni documento passa dallo SdI con i codici corretti.

Codici da usare nella fattura elettronica del regime forfettario: regime fiscale, natura operazione, tipo documento e bollo
Campo XMLCodiceSignificato
RegimeFiscaleRF19Regime forfettario L. 190/2014
NaturaN2.2Operazione non soggetta a IVA
TipoDocumentoTD01Fattura ordinaria
TipoDocumentoTD04Nota di credito
BolloVirtualeSIBollo da 2 € sopra 77,47 €
Aliquota IVA0,00Imposta assente in forfettario

Dodici giorni per trasmettere

La fattura immediata va allo SdI entro 12 giorni dalla data operazione. La fattura differita, per cessioni con DDT, entro il 15 del mese successivo. Lo SdI risponde con ricevuta di consegna: quella ricevuta e la prova dell'emissione.

Conservazione a norma per 10 anni

Le fatture elettroniche restano conservate digitalmente a norma per 10 anni. Il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate copre l'obbligo dopo adesione nel portale Fatture e Corrispettivi.

Il forfettario vive entro 85.000 €di ricavi incassati nell'anno. Oltre quella cifra si aprono due strade diverse, e la soglia dei 100.000 € segna lo spartiacque.

Effetti del superamento delle soglie di 85.000 e 100.000 euro nel regime forfettario
Ricavi incassatiRegime nell'anno in corsoRegime anno successivoIVA sulle fatture
Fino a 85.000 €ForfettarioForfettarioFuori campo
Da 85.001 a 100.000 €Forfettario fino al 31/12OrdinarioFuori campo per l'anno in corso
Oltre 100.000 €Ordinario dall'operazione di sforamentoOrdinarioIVA dalla fattura che supera

Soglie fissate dalla L. 197/2022 (art. 1 c. 54). Conta il criterio di cassa: rilevano gli incassi, quindi una fattura di dicembre pagata a gennaio slitta.

La fattura che supera i 100.000

Oltre i 100.000 €l'uscita e immediata: la fattura che fa superare la soglia porta gia l'IVA al 22% e da quel momento partono liquidazioni periodiche, registri IVA e LIPE. Le regole del versamento IVA sono nel calcolatore liquidazione IVA.

Il criterio di cassa come leva

Il forfettario conta gli incassi, mai le fatture emesse. Chi si avvicina alla soglia a fine anno concorda con il cliente un pagamento a gennaio: i ricavi cadono nell'anno nuovo e il regime resta stabile. Ricorda che la rivalsa INPS del 4% entra anch'essa nel conteggio.

Chi avvia una attivita davvero nuova paga il 5% per cinque periodi di imposta. Su un fatturato medio il risparmio complessivo supera spesso i 10.000 €.

Risparmio complessivo dell'aliquota al 5% rispetto al 15% nei primi cinque anni, per livello di fatturato annuo
Fatturato annuoImposta al 5%Imposta al 15%Risparmio annuoSu 5 anni
15.000 €585 €1755 €+1170 €+5850 €
25.000 €975 €2925 €+1950 €+9750 €
40.000 €1560 €4680 €+3120 €+15.600 €
60.000 €2340 €7020 €+4680 €+23.400 €
85.000 €3315 €9945 €+6630 €+33.150 €

Calcolo su coefficiente 78% al lordo della deduzione contributiva. Con i contributi dedotti il risparmio effettivo resta leggermente inferiore.

I tre requisiti della nuova attivita

L'aliquota ridotta spetta a chi rispetta tutte e tre le condizioni: nessuna attivita di impresa o lavoro autonomo nei 3 anni precedenti; attivita diversa da una mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo gia svolto, salvo il caso della pratica obbligatoria; ricavi entro 85.000 €se si prosegue l'attivita di un altro soggetto.

Cinque periodi di imposta, non cinque anni pieni

Il conteggio parte dal periodo di imposta di apertura, anche a dicembre inoltrato: una P.IVA aperta nel novembre 2026 usa il 5% fino al 2030 compreso. Dal sesto periodo scatta il 15%, e la quota da accantonare per fattura sale di circa 8 punti percentuali.

I contributi previdenziali versati nell'anno scendono dal reddito imponibile prima dell'imposta sostitutiva. Ogni euro di INPS versato abbassa di 15 centesimi l'imposta dovuta.

Effetto della deduzione dei contributi INPS versati sull'imposta sostitutiva dovuta, per livello di fatturato
FatturatoImponibile lordoContributi versatiImponibile nettoImposta risparmiata
20.000 €15.600 €4067 €11.533 €+610 €
35.000 €27.300 €7117 €20.183 €+1068 €
50.000 €39.000 €10.167 €28.833 €+1525 €
70.000 €54.600 €14.234 €40.366 €+2135 €

Deduzione prevista dall'art. 1 c. 64 L. 190/2014, rigo LM7 del quadro LM. Rileva il criterio di cassa: conta il versato nell'anno solare.

Versare a dicembre o a gennaio cambia l'anno

Un contributo pagato il 30 dicembre si deduce nell'anno che si chiude; lo stesso importo pagato il 5 gennaio scende sul reddito dell'anno nuovo. Chi ha un anno particolarmente ricco anticipa i versamenti a dicembre e porta la deduzione dove pesa di piu.

Il campo dedicato nel calcolatore

Inserisci i contributi gia versati nel campo apposito del calcolatore in cima alla pagina: il netto della fattura si aggiorna tenendo conto della deduzione, e l'imposta scende di conseguenza.

Parti dall'obiettivo e risali alla fattura. Utile per fissare la tariffa oraria e per valutare una proposta di collaborazione.

Fatturato mensile e annuo necessario per raggiungere un netto mensile obiettivo, per settore ATECO, regime forfettario 2026
Netto mensileFattura professionistiFattura commercioFatturato annuo (prof.)
1500 €2207 €1795 €26.484 €
2000 €2943 €2393 €35.316 €
2500 €3678 €2991 €44.136 €
3000 €4414 €3590 €52.968 €
4000 €5885 €4786 €70.620 €

Calcolo su Gestione Separata, aliquota 15%. Con l'aliquota al 5% dei primi cinque anni la fattura necessaria scende.

Dalla fattura alla tariffa oraria

Un professionista che punta a 2500 € netti al mese fattura circa 3678 €. Su 140 ore fatturabili al mese la tariffa parte da circa 26 € l'ora. Aggiungi le ore dedicate ad amministrazione e ricerca clienti per arrivare alla tariffa reale.

Il confronto con lo stipendio da dipendente

Un netto da P.IVA copre anche ferie, malattia e tredicesima, che nel lavoro dipendente arrivano a parte. Per un confronto equilibrato aggiungi circa il 20% al netto obiettivo, e usa il calcolatore dello stipendio netto per mettere i due mondi sulla stessa riga.

Come si calcola il netto di una fattura in regime forfettario?

Si applica il coefficiente di redditivita al totale fattura per ottenere il reddito lordo. Dal reddito lordo si calcolano l'imposta sostitutiva (5% o 15%) e i contributi INPS. Il netto e la fattura meno imposta e contributi.

Quanto resta netto su una fattura da 3.000 euro?

Per un professionista in gestione separata (coefficiente 78%, aliquota 15%), su una fattura da 3.000 euro restano circa 1.830 euro netti. Imposta sostitutiva circa 283 euro e contributi INPS circa 609 euro. La percentuale netta e circa il 61%.

Qual e la differenza tra netto fattura e netto annuo forfettario?

Il netto fattura mostra quanto ti resta da una singola fattura. Il netto annuo tiene conto del fatturato complessivo, delle deduzioni INPS gia versati e delle soglie. Questo calcolatore ti da il dettaglio per singola fattura.

Come funziona il calcolo inverso: da netto a fattura?

Inserisci quanto vuoi guadagnare netto dalla fattura e il calcolatore ti dice l'importo da fatturare. Tiene conto di imposta sostitutiva e contributi INPS proporzionali al tuo settore e alla tua cassa previdenziale.

Quanto devo accantonare per le tasse su ogni fattura?

La regola generale per un forfettario in gestione separata e accantonare circa il 35-40% di ogni fattura (per professionisti con coefficiente 78%). Con l'aliquota ridotta al 5% si scende al 30-35%. Il calcolatore ti da la percentuale esatta.

L'imposta sostitutiva al 5% vale anche per le singole fatture?

Se hai aperto la P.IVA da meno di 5 anni e rispetti i requisiti di nuova attivita, l'aliquota del 5% si applica su tutto il reddito dell'anno e si riflette proporzionalmente su ogni fattura.

I contributi INPS si pagano su ogni fattura o una volta l'anno?

I contributi INPS si versano con gli acconti e il saldo (giugno/novembre). E prudente accantonare la quota proporzionale su ogni fattura per avere i fondi pronti alle scadenze.

Il coefficiente di redditivita cambia il netto della fattura?

Moltissimo. Un commerciante (coefficiente 40%) ha costi forfettari pari al 60% del fatturato, quindi paga imposta e INPS solo sul 40%. Un professionista (78%) paga su quasi tutto. Stesso fatturato, netto diverso.

Quanto deve fatturare un forfettario per guadagnare 2.000 euro netti al mese?

Un professionista (coefficiente 78%) deve fatturare circa 3.280 euro al mese per avere 2.000 euro netti. Un commerciante (coefficiente 40%) ne basta circa 2.400. La differenza e dovuta al coefficiente di redditivita.

La fattura di un forfettario include l'IVA?

Il forfettario e esente IVA: le fatture riportano la dicitura di esenzione (art. 1 co. 54-89 L. 190/2014) e l'importo e al netto di IVA. Il cliente non puo detrarre l'IVA perche non viene addebitata.

Posso detrarre i contributi INPS gia versati dal calcolo della fattura?

I contributi INPS versati nell'anno sono deducibili dal reddito imponibile per il calcolo dell'imposta sostitutiva. Se hai gia versato contributi durante l'anno, l'imposta sulla fattura sara piu bassa. Il calcolatore ha un campo dedicato.

Come cambia il netto con la riduzione INPS del 35% per artigiani?

La riduzione del 35% si applica ai contributi INPS di artigiani e commercianti forfettari. Riduce sia i contributi fissi che quelli variabili, aumentando il netto per fattura. Va richiesta all'INPS entro il 28 febbraio.

10.000 euro lordi quanto sono netti in regime forfettario?

Per un professionista forfettario in gestione separata (coefficiente 78%, aliquota 15%) su una fattura da 10.000 euro restano circa 6.797 euro netti: 1.170 euro di imposta sostitutiva e circa 2.033 euro di contributi INPS. Con l'aliquota al 5% dei primi cinque anni il netto sale a circa 7.577 euro.

Il forfettario applica la ritenuta d'acconto del 20% in fattura?

Il forfettario emette fattura senza ritenuta d'acconto e incassa l'intero importo: l'imposta sostitutiva sostituisce l'IRPEF. In fattura va indicata la dicitura di esclusione ai sensi dell'art. 1 comma 67 L. 190/2014. Il regime ordinario invece subisce il 20% trattenuto dal cliente sostituto d'imposta.

Quando serve la marca da bollo da 2 euro sulla fattura?

La marca da bollo da 2 euro e dovuta sulle fatture fuori campo IVA di importo superiore a 77,47 euro. Sulla fattura elettronica e bollo virtuale, assolto in via telematica con scadenze trimestrali. L'imposta e a carico di chi emette il documento e puo essere riaddebitata al cliente come rimborso spese.

Cos'e la rivalsa INPS del 4% e come si calcola?

La rivalsa INPS del 4% e una maggiorazione facoltativa che il professionista iscritto alla Gestione Separata addebita al cliente per recuperare parte dei contributi (art. 1 comma 212 L. 662/1996). Su 5.000 euro di compenso vale 200 euro. La rivalsa e reddito a tutti gli effetti: entra nei ricavi e concorre alla soglia degli 85.000 euro.

Cosa succede se supero 85.000 euro di fatturato?

Tra 85.001 e 100.000 euro di ricavi incassati resti in forfettario fino al 31 dicembre e passi all'ordinario dall'anno successivo. Oltre 100.000 euro l'uscita e immediata: la fattura che supera la soglia porta gia l'IVA al 22%. Conta il criterio di cassa, quindi rilevano gli incassi e non le fatture emesse.

Quanto si risparmia con l'aliquota al 5% nei primi 5 anni?

Su un fatturato di 40.000 euro con coefficiente 78% l'imposta al 5% e di circa 1.560 euro contro 4.680 euro al 15%: il risparmio annuo supera i 3.100 euro, oltre 15.000 euro nei cinque periodi di imposta. Il conteggio parte dal periodo di imposta di apertura della partita IVA.

Quali codici servono nella fattura elettronica del forfettario?

Nel file XML vanno indicati RF19 come regime fiscale, N2.2 come natura dell'operazione (non soggetta a IVA), TD01 per la fattura ordinaria e aliquota IVA a zero. Sopra 77,47 euro si valorizza il bollo virtuale da 2 euro. La fattura immediata va trasmessa allo SdI entro 12 giorni dalla data operazione.

Quanto devo fatturare per avere 3.000 euro netti al mese?

Un professionista forfettario in gestione separata con aliquota 15% fattura circa 4.414 euro al mese per portare a casa 3.000 euro netti, pari a circa 52.968 euro di fatturato annuo. Un commerciante con coefficiente 40% ne fattura circa 3.590. La differenza dipende dal coefficiente di redditivita.

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Ultimo aggiornamento: marzo 2026