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Cedolare Secca 2026

Inserisci canone e reddito: scopri subito se conviene la cedolare secca o l'IRPEF e quanto risparmi. Aliquote 21%, 10% e affitti brevi, aggiornate al 2026.

Approfondimenti

Confronto su canone libero (21%) con un proprietario che ha 30.000 € di altro reddito. Il risparmio cresce con il canone.

Canone annuoCedolare 21%IRPEFRisparmio
6000 €1260 €2085 €825 €
9000 €1890 €3127 €1237 €
12.000 €2520 €4169 €1649 €
15.000 €3150 €5212 €2062 €
18.000 €3780 €6254 €2474 €
24.000 €5040 €8619 €3579 €

Confronto indicativo (altro reddito 30.000 €, Lombardia). Più alto è il reddito del proprietario, più la cedolare conviene.

Cedolare secca con canone di 9000 €: risparmi 1237 €

Con un canone annuo di 9000 €, la cedolare al 21% costa 1890 € contro 3127 € di IRPEF ordinaria: un risparmio di 1237 €l'anno per un proprietario con 30.000 € di altro reddito.

Cedolare secca con canone di 12.000 €: risparmi 1649 €

Con un canone annuo di 12.000 €, la cedolare al 21% costa 2520 € contro 4169 € di IRPEF ordinaria: un risparmio di 1649 €l'anno per un proprietario con 30.000 € di altro reddito.

Cedolare secca con canone di 15.000 €: risparmi 2062 €

Con un canone annuo di 15.000 €, la cedolare al 21% costa 3150 € contro 5212 € di IRPEF ordinaria: un risparmio di 2062 €l'anno per un proprietario con 30.000 € di altro reddito.

Cedolare secca con canone di 18.000 €: risparmi 2474 €

Con un canone annuo di 18.000 €, la cedolare al 21% costa 3780 € contro 6254 € di IRPEF ordinaria: un risparmio di 2474 €l'anno per un proprietario con 30.000 € di altro reddito.

La cedolare è semplicissima da calcolare; il confronto con l'IRPEF richiede un passaggio in più.

1. Cedolare = canone × aliquota

Si applica l'aliquota fissa all'intero canone annuo: 21% (canone libero) o 10% (concordato). Su 12.000 € al 21% sono 2.520 €, e basta: niente addizionali, niente imposta di registro.

2. IRPEF = canone imponibile × aliquota marginale

In IRPEF il canone è imponibile al 95% (libero) o 66,5% (concordato) e si somma al tuo reddito: viene tassato all'aliquota marginale (23%, 35% o 43%) più le addizionali regionale e comunale.

3. Il confronto: chi vince

Si confrontano le due imposte totali. Più alto è il tuo reddito (e quindi l'aliquota marginale), più la cedolare conviene. Il calcolatore lo fa in automatico con i tuoi dati reali.

Tre aliquote a seconda del tipo di contratto.

21% — canone libero (4+4)

L'aliquota ordinaria, per i contratti a canone libero (4 anni + 4) e i transitori non agevolati.

10% — canone concordato (3+2)

L'aliquota più conveniente, per i contratti a canone concordato (3+2), gli studenti universitari e i transitori agevolati nei Comuni ad alta tensione abitativa.

21% e 26% — affitti brevi

Per gli affitti brevi (fino a 30 giorni): 21% sul primo immobile scelto in dichiarazione, 26% dal secondo immobile in poi.

Dal 2024-2026 la cedolare sugli affitti brevi cambia in base a quanti immobili affitti.

21% sul primo immobile, 26% dal secondo

Chi destina più di un immobile agli affitti brevi applica il 21% sul primo immobile (scelto in dichiarazione — conviene indicare quello col canone più alto) e il 26% dal secondo in poi.

Oltre 4 immobili: attività imprenditoriale

Se destini più di 4 immobili agli affitti brevi nell'anno, l'attività è considerata imprenditoriale e serve la partita IVA: in quel caso il confronto va fatto con il regime d'impresa.

La cedolare si sceglie sul contratto: ecco gli adempimenti principali.

Come si esercita l'opzione

L'opzione si esercita alla registrazione del contratto con il modello RLI, oppure nelle annualità successive. Va comunicata al conduttore con raccomandata, rinunciando all'aggiornamento ISTAT del canone.

Quando e come si paga

Acconto (95%) entro il 30 giugno e il 30 novembre, saldo entro il 30 giugno dell'anno successivo, con F24 e i codici tributo 1840 (acconto prima rata), 1841 (acconto seconda rata) e 1842 (saldo).

Parti dal canone che incassi ogni mese e leggi l'imposta dell'anno. Aliquota 21% su canone libero, proprietario con 30.000 € di altro reddito in Lombardia.

Cedolare secca 2026 per canone mensile da 300 a 2.500 euro: imposta annua, IRPEF alternativa, risparmio e netto
Canone al meseCanone annuoCedolare 21%IRPEF + registroRisparmioNetto in tasca
300 €3600 €756 €1251 €495 €2844 €
400 €4800 €1008 €1668 €660 €3792 €
500 €6000 €1260 €2085 €825 €4740 €
600 €7200 €1512 €2502 €990 €5688 €
700 €8400 €1764 €2919 €1155 €6636 €
800 €9600 €2016 €3335 €1319 €7584 €
900 €10.800 €2268 €3752 €1484 €8532 €
1000 €12.000 €2520 €4169 €1649 €9480 €
1200 €14.400 €3024 €5003 €1979 €11.376 €
1500 €18.000 €3780 €6254 €2474 €14.220 €
2000 €24.000 €5040 €8619 €3579 €18.960 €
2500 €30.000 €6300 €11.274 €4974 €23.700 €

Clicca su una riga per aprire il calcolatore con quel canone già dentro. Valori arrotontati all'euro, aggiornati 2026.

Affitto da 500 € al mese: cedolare secca di 1260 €l'anno

Un canone di 500 € al mese fa 6000 € l'anno. La cedolare al 21% prende 1260 € e ti lascia 4740 € netti. Con l'IRPEF ordinaria pagheresti 2085 € fra imposta, addizionali e imposta di registro: la cedolare ti tiene in tasca 825 € in più ogni anno.

Affitto da 700 € al mese: cedolare secca di 1764 €l'anno

Un canone di 700 € al mese fa 8400 € l'anno. La cedolare al 21% prende 1764 € e ti lascia 6636 € netti. Con l'IRPEF ordinaria pagheresti 2919 € fra imposta, addizionali e imposta di registro: la cedolare ti tiene in tasca 1155 € in più ogni anno.

Affitto da 1000 € al mese: cedolare secca di 2520 €l'anno

Un canone di 1000 € al mese fa 12.000 € l'anno. La cedolare al 21% prende 2520 € e ti lascia 9480 € netti. Con l'IRPEF ordinaria pagheresti 4169 € fra imposta, addizionali e imposta di registro: la cedolare ti tiene in tasca 1649 € in più ogni anno.

Affitto da 1500 € al mese: cedolare secca di 3780 €l'anno

Un canone di 1500 € al mese fa 18.000 € l'anno. La cedolare al 21% prende 3780 € e ti lascia 14.220 € netti. Con l'IRPEF ordinaria pagheresti 6254 € fra imposta, addizionali e imposta di registro: la cedolare ti tiene in tasca 2474 € in più ogni anno.

Il canone è lo stesso (12.000 € l'anno): cambia il tuo reddito. Più sale, più la cedolare vince. Per vedere la tua aliquota marginale apri il calcolo IRPEF.

Confronto cedolare secca e IRPEF su canone 12.000 euro, per fascia di reddito del proprietario
Altro redditoAliquota marginaleCedolare 21%IRPEF sul canoneTotale IRPEFRisparmio
0 €23%2520 €2622 €2973 €453 €
15.000 €23%2520 €2622 €3013 €493 €
20.000 €26%2520 €2962 €3358 €838 €
28.000 €33%2520 €3762 €4169 €1649 €
35.000 €33%2520 €3762 €4169 €1649 €
40.000 €34.2%2520 €3902 €4309 €1789 €
50.000 €43%2520 €4902 €5310 €2790 €
75.000 €43%2520 €4902 €5310 €2790 €
100.000 €43%2520 €4902 €5310 €2790 €

Canone libero 12.000 €, residenza Lombardia. Il totale IRPEF include addizionali e l'1% di imposta di registro a carico del locatore.

Reddito fino a 28.000 €: la cedolare vince di poco

Con il primo scaglione al 23% la cedolare resta avanti, ma il margine è sottile: su 12.000 € di canone e nessun altro reddito il risparmio vale 453 €l'anno. Qui pesano le detrazioni: se hai molte spese detraibili al 19%, l'IRPEF ordinaria può riavvicinarsi.

Reddito fra 28.000 e 50.000 €: scaglione 35%

Dal secondo scaglione il canone viene tassato al 35% più addizionali. Su 12.000 € di canone la cedolare costa 2520 € contro 4169 € di IRPEF: 1649 € di risparmio secco, ogni anno, senza fare nulla.

Reddito oltre 50.000 €: scaglione 43%, il divario si allarga

Sopra i 50.000 € l'aliquota marginale è il 43%: lo stesso canone da 12.000 € porta l'IRPEF a 5310 € contro 2520 € di cedolare. Il risparmio sale a 2790 €l'anno, oltre il doppio rispetto a chi sta nel primo scaglione.

Il canone concordato porta la cedolare dal 21% al 10%: la metà abbondante dell'imposta resta a te. In cambio il canone segue i limiti dell'accordo territoriale del Comune.

Cedolare secca canone concordato al 10% per canone mensile: imposta, risparmio verso il 21% e netto
Canone al meseCanone annuoCedolare 10%Cedolare 21%DifferenzaNetto al 10%
300 €3600 €360 €756 €396 €3240 €
400 €4800 €480 €1008 €528 €4320 €
500 €6000 €600 €1260 €660 €5400 €
600 €7200 €720 €1512 €792 €6480 €
700 €8400 €840 €1764 €924 €7560 €
800 €9600 €960 €2016 €1056 €8640 €
900 €10.800 €1080 €2268 €1188 €9720 €
1000 €12.000 €1200 €2520 €1320 €10.800 €
1200 €14.400 €1440 €3024 €1584 €12.960 €
1500 €18.000 €1800 €3780 €1980 €16.200 €

Clicca una riga per aprire il calcolatore su quel canone e scegliere il tipo di contratto.

Chi può applicare il 10%: i tre requisiti

Servono tre condizioni insieme: un contratto a canone concordato (3+2, transitorio agevolato o per studenti universitari), un immobile in un Comune ad alta densità abitativa individuato dalla delibera CIPE, e un canone dentro i valori dell'accordo territoriale firmato dalle associazioni di proprietari e inquilini.

Comuni ad alta densità abitativa

Rientrano i capoluoghi di provincia, i Comuni confinanti con i capoluoghi e i Comuni con più di 10.000 abitanti inclusi nell'elenco CIPE, oltre ai Comuni colpiti da eventi calamitosi. Il Comune pubblica l'accordo territoriale con le fasce di canone al metro quadro per zona.

Attestazione di conformità: quando serve

Se il contratto è stipulato in autonomia, senza l'assistenza delle associazioni firmatarie, serve l'attestazione di conformità rilasciata da un'associazione firmataria dell'accordo. Costa tipicamente qualche decina di euro e certifica che canone e clausole rispettano l'accordo: è il documento che tiene in piedi il 10% in caso di controllo.

Canone concordato 3+2: durata e rinnovo

Il contratto dura 3 anni e si rinnova automaticamente per altri 2, salvo disdetta motivata del locatore. Il canone resta dentro le fasce dell'accordo per tutta la durata, e con la cedolare rinunci comunque all'aggiornamento ISTAT.

Su un canone da 700 € al mese risparmi 1.008 € l'anno

Un canone concordato da 700 € al mese vale 8400 € l'anno: al 10% l'imposta è 840 €, al 21% sarebbe 1764 €. Passare al concordato ti lascia 924 €in più ogni anno, e in dodici mesi ripaga molte volte il costo dell'attestazione.

Gli affitti brevi sono i contratti fino a 30 giorni, anche con servizi di pulizia e biancheria. La cedolare vale il 21% su un immobile scelto in dichiarazione e il 26% su tutti gli altri.

Tassazione affitti brevi 2026: cedolare 21% primo immobile, 26% dal secondo, confronto con IRPEF
Incasso annuoCedolare 21%Cedolare 26%DifferenzaIRPEF ordinariaNetto al 21%
3000 €630 €780 €150 €1012 €2370 €
5000 €1050 €1300 €250 €1687 €3950 €
8000 €1680 €2080 €400 €2700 €6320 €
10.000 €2100 €2600 €500 €3374 €7900 €
12.000 €2520 €3120 €600 €4049 €9480 €
15.000 €3150 €3900 €750 €5062 €11.850 €
20.000 €4200 €5200 €1000 €6749 €15.800 €
30.000 €6300 €7800 €1500 €10.974 €23.700 €

Confronto IRPEF su proprietario con 30.000 € di altro reddito in Lombardia. Sugli affitti brevi manca l'imposta di registro annuale.

Quale immobile mettere al 21%

La scelta si fa in dichiarazione dei redditi e conviene indicare l'immobile con l'incasso più alto: i 5 punti di differenza pesano di più dove il canone è maggiore. Su un immobile da 20.000 €l'anno il 21% costa 4200 € contro 5200 € del 26%: 1000 € di differenza da una scelta sola.

Intermediari e ritenuta d'acconto

Airbnb, Booking, le agenzie immobiliari e i portali che incassano il corrispettivo applicano una ritenuta sul canone lordo e la versano all'Erario come acconto della tua imposta. La ritenuta è a titolo d'imposta se hai optato per la cedolare, a titolo d'acconto se resti in IRPEF: in dichiarazione la trovi già scomputata.

CIN: il Codice Identificativo Nazionale

Ogni unità destinata alla locazione turistica o breve ha il CIN, il Codice Identificativo Nazionale rilasciato dalla banca dati del Ministero del Turismo. Il codice va esposto nell'annuncio e all'esterno dell'immobile: senza, portali e Comuni bloccano la pubblicazione e scattano le sanzioni amministrative.

Oltre 4 immobili: scatta la partita IVA

Chi destina più di 4 appartamenti agli affitti brevi nello stesso periodo d'imposta esercita attività d'impresa: serve la partita IVA e la cedolare esce di scena. A quel punto il confronto si sposta fra regime forfettario e ordinario — lo fai con il confronto forfettario-ordinario.

Ogni contratto ha la sua aliquota. Trova il tuo nella tabella e leggi subito quanto paghi.

Tipi di contratto di locazione e aliquota di cedolare secca applicabile nel 2026
Tipo di contrattoDurataCedolareImponibile IRPEFNote
Canone libero 4+44 anni + 421%95%Il contratto più diffuso
Canone concordato 3+23 anni + 210%66,5%Comuni ad alta densità abitativa
Transitorio agevolato1-18 mesi10%66,5%Con accordo territoriale e motivo transitorio
Transitorio ordinario1-18 mesi21%95%Fuori dai Comuni ad alta densità
Studenti universitari6 mesi - 3 anni10%66,5%Comuni sede di università
Affitto breve (≤ 30 giorni)Fino a 30 giorni21% / 26%95%26% dal secondo immobile
Foresteria (conduttore società)LiberaEsclusa95%Il conduttore agisce nell'esercizio d'impresa

Contratto di affitto transitorio e cedolare secca

Il transitorio dura da 1 a 18 mesi e richiede un motivo documentato (lavoro fuori sede, studio, cure). Se l'immobile sta in un Comune ad alta densità abitativa e il canone rispetta l'accordo territoriale, applichi il 10%. Fuori da quei Comuni il transitorio resta al 21%.

Cedolare secca per studenti universitari

Il contratto per studenti universitari va da 6 mesi a 3 anni, si stipula nei Comuni sede di università o di corsi distaccati, e gode del 10%. Su una stanza da 400 € al mese sono 4800 € di canone annuo e 480 € di imposta: 4320 € restano a te.

Contratto di foresteria: la cedolare resta fuori

Quando il conduttore è una società che prende l'alloggio per un dipendente, il contratto è stipulato nell'esercizio di un'impresa: la cedolare è esclusa e il canone entra in IRPEF al 95% con imposta di registro ordinaria.

La cedolare è una scelta tua, annuale e reversibile. Ecco i tre passaggi che la tengono valida.

1. Quando eserciti l'opzione

Alla registrazione del contratto con il modello RLI, entro 30 giorni dalla stipula o dalla decorrenza se anteriore. Se il contratto è già registrato, entri in cedolare dall'annualità successiva comunicandolo entro 30 giorni dalla scadenza dell'annualità precedente.

2. La raccomandata all'inquilino

Prima dell'opzione comunichi al conduttore, con raccomandata, la rinuncia agli aggiornamenti del canone — ISTAT compreso — per tutta la durata dell'opzione. La comunicazione tiene in piedi la cedolare: conservala insieme alla ricevuta di ritorno.

3. Come si revoca

La revoca si fa in ogni annualità successiva alla prima, entro 30 giorni dalla scadenza dell'annualità precedente, e riporta il contratto in IRPEF con imposta di registro annuale al 2%. Puoi rientrare in cedolare in un'annualità ancora successiva: l'opzione è ripetibile.

Contitolari: ognuno sceglie per sé

Se l'immobile ha più proprietari, ciascuno decide per la propria quota: uno può stare in cedolare e l'altro in IRPEF. Chi resta in IRPEF paga la sua parte di imposta di registro, che però resta dovuta sull'intero contratto.

Con la cedolare l'imposta di registro e il bollo escono dal conto. Ecco quanto vale, in euro, su un contratto tipo.

Imposta di registro e bollo risparmiati con la cedolare secca, per canone annuo
Canone annuoRegistro 2% totaleQuota locatore 1%Con cedolareRisparmio in 4 anni
6000 €120 €60 €0 €240 €
9000 €180 €90 €0 €360 €
12.000 €240 €120 €0 €480 €
15.000 €300 €150 €0 €600 €
18.000 €360 €180 €0 €720 €
24.000 €480 €240 €0 €960 €

Imposta di registro annuale al 2% del canone, di norma divisa a metà fra locatore e conduttore. La colonna "risparmio in 4 anni" è la quota locatore moltiplicata per la durata di un 4+4.

Il modello RLI in tre campi

Nel modello RLI indichi i dati del contratto, barri la casella "Cedolare secca" nella sezione dedicata e inserisci il codice identificativo dei dati catastali dell'immobile. La registrazione si fa online dall'area riservata dell'Agenzia delle Entrate o allo sportello.

Bollo: 16 € ogni 4 facciate

Fuori dalla cedolare il contratto sconta la marca da bollo da 16 € ogni 4 facciate scritte o 100 righe, per ogni copia da registrare. Con la cedolare il bollo salta insieme al registro. Se ti serve il conto del bollo su altri documenti usa il calcolo della marca da bollo.

Registro su un canone da 1.000 € al mese

Un canone da 12.000 € l'anno paga 240 € di imposta di registro, 120 € a carico tuo. Su un 4+4 sono 480 €che con la cedolare restano nel tuo conto, oltre al risparmio sull'imposta principale.

La cedolare segue lo stesso ritmo dell'IRPEF: un acconto sull'anno in corso e un saldo l'anno dopo, entrambi con F24.

Acconto e saldo della cedolare secca per canone annuo: importo delle rate e ripartizione
Canone annuoCedolare 21%Acconto totale1ª rata (40%)2ª rata (60%)
6000 €1260 €1260 €504 €756 €
9000 €1890 €1890 €756 €1134 €
12.000 €2520 €2520 €1008 €1512 €
15.000 €3150 €3150 €1260 €1890 €
18.000 €3780 €3780 €1512 €2268 €
24.000 €5040 €5040 €2016 €3024 €
30.000 €6300 €6300 €2520 €3780 €

Acconto pari al 100% dell'imposta dell'anno precedente. Sopra 257,52 € si divide in due rate (40% e 60%); sotto quella soglia si versa in unica soluzione con la seconda rata.

Il primo anno: solo saldo

L'anno in cui inizi l'affitto l'acconto è zero, perché si calcola sull'imposta dell'anno precedente che ancora manca. Paghi solo il saldo l'anno dopo, insieme al primo acconto: metti da parte la cifra fin da subito.

Sopra 257,52 €: due rate

Se l'acconto supera 257,52 € si divide in 40% con la prima rata e 60% con la seconda. Su un canone da 12.000 € l'acconto vale 2520 €: 1008 € con la prima rata e 1512 € con la seconda.

Sotto la soglia: unica rata

Con un acconto pari o inferiore a 257,52 € versi tutto in unica soluzione alla scadenza di novembre. Succede con canoni annui sotto i 1226 € circa.

Versamento in ritardo: il ravvedimento

Se salti una scadenza sistemi con il ravvedimento operoso: versi imposta, sanzione ridotta e interessi legali con lo stesso codice tributo. Il conto esatto lo trovi nel calcolo del ravvedimento operoso.

Tre codici, tre momenti. Vanno nella sezione Erario del modello F24, con l'anno di riferimento corretto.

Codici tributo F24 della cedolare secca: 1840, 1841, 1842 con descrizione e anno di riferimento
CodiceCosa versaQuandoAnno di riferimento
1840Cedolare secca — acconto prima rataScadenza di giugnoAnno in corso
1841Cedolare secca — acconto seconda rata o unica soluzione30 novembreAnno in corso
1842Cedolare secca — saldoScadenza di giugnoAnno precedente

Come si compila l'F24

Sezione Erario, colonna "importi a debito versati", codice tributo, rateazione in bianco per la cedolare e anno di riferimento nel formato AAAA. Il saldo di un anno e il primo acconto dell'anno dopo stanno nello stesso F24 con due righe: 1842 con l'anno vecchio e 1840 con quello nuovo.

Compensazione con altri crediti

La cedolare si compensa in F24 con i crediti che hai già: credito IRPEF da dichiarazione, crediti da bonus edilizi, eccedenze di altri tributi. La compensazione azzera l'esborso mantenendo il versamento valido alla data della delega.

Il canone va dichiarato ogni anno anche in cedolare. Cambia solo il quadro e la casella che barri.

Dove si indica la cedolare secca in dichiarazione: modello 730 quadro B e Redditi PF quadro RB
ModelloQuadroCosa indichiCasella cedolare
730Quadro B — Redditi dei fabbricatiRendita catastale, giorni, percentuale di possesso, canoneColonna "Cedolare secca" da barrare
Redditi PFQuadro RB — Redditi dei fabbricatiGli stessi dati del quadro BColonna dedicata + sezione II per acconti
730 / Redditi PFRiepilogo imposta sostitutivaCedolare dovuta, acconti versati, saldoCompilazione automatica dai quadri B/RB

Il codice di utilizzo giusto

Nel quadro B il codice di utilizzo distingue il canone libero dal concordato e dall'affitto breve: è il campo che fa scattare il 21% o il 10% nel calcolo. Il canone si riporta per intero, senza abbattimento, perché in cedolare si tassa il 100%.

730 precompilato: i dati arrivano già dentro

I contratti registrati e le ritenute degli intermediari confluiscono nel 730 precompilato: trovi il quadro B già popolato e ti resta la verifica di canone, giorni e quota di possesso. Il quadro completo lo apri con il simulatore 730.

Immobile sfitto per una parte dell'anno

I giorni di locazione si indicano nel quadro: la cedolare colpisce solo i canoni maturati nel periodo affittato. Per i mesi sfitti resta il reddito figurativo da rendita catastale, tassato in IRPEF a meno che l'IMU lo assorba.

Cedolare e IMU convivono: sono due imposte diverse su due basi diverse. L'IMU si paga comunque, anche quando opti per la cedolare.

Confronto fra cedolare secca e IMU sullo stesso immobile affittato: base imponibile, aliquota, scadenze
VoceCedolare seccaIMU
Base imponibileCanone annuo incassatoRendita catastale rivalutata × moltiplicatore
Aliquota21% o 10%Fissata dal Comune, base 0,86%
DestinatarioErarioComune
ScadenzeAcconto giugno e novembre, saldo giugnoAcconto 16 giugno, saldo 16 dicembre
Deducibilità reciprocaL'IMU resta indeducibile dalla cedolareLa cedolare lascia l'IMU invariata

Quanto pesano insieme su un canone da 1.000 € al mese

Su 12.000 € di canone la cedolare al 21% vale 2520 €. A questa si aggiunge l'IMU della seconda casa, che dipende da rendita e aliquota comunale: il conto preciso lo fai con il calcolo IMU, comune per comune.

Abitazione principale: IMU esente, cedolare solo se affitti

L'abitazione principale in categoria diversa da A/1, A/8 e A/9 resta esente IMU. Se affitti una stanza o una porzione, quella parte genera canone e può andare in cedolare, mentre l'esenzione IMU sull'unità resta legata alla residenza e dimora abituale.

Aliquota IMU ridotta per il canone concordato

Sui contratti a canone concordato l'IMU si applica con una riduzione al 75% dell'imposta: il canone calmierato ti fa risparmiare due volte, sulla cedolare al 10% e sull'IMU ridotta di un quarto.

La cedolare esce dall'IRPEF ma resta dentro il reddito che conta per ISEE, detrazioni e bonus. È il punto che sorprende più spesso.

Nel reddito di riferimento per le detrazioni

Il canone assoggettato a cedolare si somma al reddito complessivo per calcolare le detrazioni per lavoro dipendente, per familiari a carico e per determinare la spettanza di bonus e agevolazioni. Il risultato: la cedolare abbassa l'imposta, e insieme può ridurre qualche detrazione.

Nell'ISEE come reddito del nucleo

Nella DSU il canone in cedolare entra fra i redditi assoggettati a imposta sostitutiva del nucleo familiare, e alza l'ISEE insieme al valore patrimoniale dell'immobile. Per vedere l'effetto sul tuo indicatore apri il simulatore ISEE.

Effetto su Assegno Unico e bonus legati all'ISEE

Un canone da 9000 €l'anno che entra nell'ISEE sposta la fascia e con essa l'importo dell'Assegno Unico, il bonus asilo nido e le agevolazioni comunali. Fai il conto prima di firmare: la differenza fra imposte risparmiate e prestazioni ridotte va guardata tutta insieme.

Nel reddito per il familiare a carico

Un figlio o un familiare con un immobile affittato in cedolare conta quel canone ai fini della soglia di reddito per restare a carico. Superata la soglia, la detrazione per carichi di famiglia si ferma anche se l'IRPEF su quel canone è zero.

Dall'altra parte del contratto c'è chi paga il canone: anche l'inquilino ha le sue detrazioni, e la cedolare del proprietario lascia tutto intatto.

Detrazioni IRPEF per l'inquilino sul canone di locazione dell'abitazione principale
Tipo di detrazioneRequisito principaleA chi spetta
Inquilini di abitazione principaleContratto registrato come abitazione principaleEntro le soglie di reddito complessivo
Contratti a canone concordatoContratto 3+2 su abitazione principaleDetrazione più alta della ordinaria
Giovani under 31Abitazione principale diversa da quella dei genitoriPrimi 4 anni di contratto, entro soglia di reddito
Lavoratori trasferiti per lavoroTrasferimento della residenza per motivi di lavoroPrimi 3 anni dal trasferimento
Studenti universitari fuori sedeUniversità distante almeno 100 kmDetrazione al 19% entro il massimale di spesa

Le detrazioni per inquilini sono a importo fisso decrescente per fascia di reddito, salvo quella per studenti fuori sede che è al 19% della spesa. Verifica gli importi vigenti nelle istruzioni del modello dell'anno.

La cedolare del proprietario lascia intatta la detrazione

L'inquilino mantiene la sua detrazione qualunque regime scelga il locatore: sono due posizioni fiscali separate. Quello che cambia per il conduttore è la quota di imposta di registro, che con la cedolare sparisce anche dalla sua metà.

Canone concordato: detrazione più ricca per chi affitta

Il 3+2 è conveniente su entrambi i lati: il proprietario sta al 10% e l'inquilino accede alla detrazione maggiorata per canone concordato. È l'argomento più solido da mettere sul tavolo in trattativa.

Dove si inserisce nel 730

L'inquilino compila la sezione delle detrazioni per canoni di locazione del quadro E, indicando il codice della tipologia di contratto e i giorni in cui l'immobile è stato abitazione principale.

Affittare a un parente si può, e la cedolare resta aperta. Il comodato gratuito invece segue un binario tutto suo, perché canone non ce n'è.

Affitto a un parente: cedolare piena

Un contratto regolare con un figlio, un fratello o un genitore vale come qualunque altro: registri, opti per la cedolare e paghi il 21% o il 10% sul canone. Il canone deve essere reale e riscosso, con tracciabilità del pagamento: bonifico intestato, causale chiara.

Comodato gratuito: niente canone, niente cedolare

Nel comodato d'uso gratuito il canone è zero: la cedolare non ha base su cui posarsi. L'immobile resta tassato in IRPEF sulla rendita catastale, salvo che l'IMU la assorba. Il comodato registrato fra genitori e figli dà però diritto alla riduzione IMU del 50% della base imponibile, con i requisiti di legge.

Comodato con rimborso spese

Il rimborso delle sole spese condominiali e delle utenze mantiene la natura gratuita del comodato. Se invece quella somma eccede i costi effettivi diventa un corrispettivo mascherato: a quel punto è locazione, con registrazione e imposta dovute.

Contratto a canone calmierato fra parenti

Se affitti a un parente in un Comune ad alta densità abitativa puoi usare il canone concordato e la cedolare al 10%: su 6000 € di canone annuo sono 600 € di imposta contro 1260 € del 21%. La formula tiene insieme un canone contenuto per il familiare e un prelievo leggero per te.

Sui locali commerciali la cedolare ha una storia a parte: è stata introdotta come misura temporanea per i negozi in categoria C/1, e la sua vigenza va verificata anno per anno.

La regola generale: cedolare sull'abitativo

La cedolare secca nasce per le locazioni di immobili a uso abitativo (categorie catastali del gruppo A, esclusa A/10) e delle relative pertinenze, stipulate da persone fisiche fuori dall'esercizio d'impresa. Questo resta il perimetro stabile su cui contare.

Negozi C/1: la finestra agevolata e i suoi limiti

Per i negozi e le botteghe in categoria C/1 fino a 600 metri quadri la cedolare al 21% è stata ammessa per i contratti stipulati in una finestra temporale delimitata, con l'esclusione dei contratti che sostituivano locazioni già in corso fra le stesse parti sullo stesso immobile. Prima di impostare un contratto commerciale sulla cedolare, verifica la vigenza della misura per l'anno di stipula sul sito dell'Agenzia delle Entrate: la regola è cambiata più volte.

Uffici, capannoni e A/10: fuori dal perimetro

Uffici in A/10, capannoni industriali, magazzini e laboratori restano fuori dalla cedolare: il canone si tassa in IRPEF sul 95% con imposta di registro all'1% e bollo. Se l'immobile è intestato a una società, il canone entra nel reddito d'impresa — il conto lo fai con il calcolo tasse SRL.

Pertinenze: seguono l'abitazione

Box, cantine e posti auto affittati insieme all'abitazione, con lo stesso contratto, entrano in cedolare con l'unità principale. Affittati separatamente a un soggetto diverso restano fuori.

Le date che contano per chi affitta, in un colpo d'occhio. Il calendario completo degli adempimenti è nelle scadenze fiscali 2026.

Calendario delle scadenze della cedolare secca per il 2026 e il 2027: acconti, saldo, registrazioni
ScadenzaAdempimentoCodice tributo
Giugno 2026Saldo cedolare 2025 + prima rata acconto 20261842 + 1840
Luglio 2026Stessi versamenti con maggiorazione dello 0,40%1842 + 1840
30 settembre 2026Invio del modello 730/2026 con i canoni 2025
30 novembre 2026Seconda rata di acconto cedolare 20261841
Giugno 2027Saldo cedolare 2026 + prima rata acconto 20271842 + 1840
30 novembre 2027Seconda rata di acconto cedolare 20271841
Entro 30 giorniRegistrazione di un nuovo contratto con opzione cedolareModello RLI
Entro 30 giorniProroga, cessione o risoluzione del contrattoModello RLI

Le scadenze di versamento di giugno slittano al primo giorno lavorativo utile quando cadono di sabato o domenica. Verifica la data esatta di ogni anno sul calendario dell'Agenzia delle Entrate.

La scadenza dei 30 giorni per la registrazione

Il contratto si registra entro 30 giorni dalla stipula o dalla decorrenza se anteriore. Nello stesso termine eserciti l'opzione per la cedolare: rispettare quella data è il modo più semplice per tenere il 21% o il 10% al riparo.

Proroghe e risoluzioni vanno comunicate

Anche in cedolare la proroga e la risoluzione del contratto si comunicano con il modello RLI entro 30 giorni, pur restando esenti da imposta di registro. È un adempimento a costo zero che tiene pulita la posizione.

L'impianto della cedolare tiene: 21% sul libero, 10% sul concordato. Il movimento del 2026 riguarda gli affitti brevi e gli obblighi di identificazione.

Aliquote confermate su libero e concordato

Le due aliquote storiche restano dove sono: 21% per il canone libero 4+4 e per i transitori non agevolati, 10% per il canone concordato, gli studenti universitari e i transitori agevolati nei Comuni ad alta densità abitativa.

Affitti brevi: la doppia aliquota a regime

La struttura 21% su un immobile e 26% sugli altri è ormai a regime. La scelta dell'immobile agevolato si esercita ogni anno in dichiarazione: puoi cambiarla se l'anno dopo un altro appartamento rende di più.

CIN obbligatorio e banca dati nazionale

Il Codice Identificativo Nazionale è pienamente operativo: ogni struttura ricettiva e ogni unità in locazione breve o turistica ha il suo codice, da esporre negli annunci online e all'ingresso dell'immobile.

Più dati precompilati in dichiarazione

Contratti registrati, ritenute degli intermediari e comunicazioni delle piattaforme confluiscono nel precompilato: il quadro dei fabbricati arriva già popolato e il controllo si sposta sui giorni e sulla quota di possesso.

Due parole, due concetti. "Cedolare" perché colpisce la cedola, cioè il canone che incassi; "secca" perché è un'aliquota unica che chiude il conto.

Imposta sostitutiva: cosa sostituisce davvero

La cedolare prende il posto di quattro voci: IRPEF sul canone, addizionale regionale, addizionale comunale e imposta di registro annuale sul contratto, più il bollo. Quattro adempimenti diventano un versamento solo.

Chi può usarla

Le persone fisiche proprietarie o titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione) su immobili abitativi, che affittano fuori dall'esercizio di impresa, arte o professione. Società, enti e imprenditori restano nel regime ordinario.

Perché si chiama "secca"

Perché l'aliquota è piatta: il 21% resta il 21%che tu guadagni 10.000 o 100.000 euro. L'IRPEF invece è progressiva e cresce a scaglioni — ed è proprio questa differenza a generare il risparmio per chi ha redditi medio-alti.

Un esempio da 800 € al mese

Un canone da 800 € al mese fa 9600 € l'anno. In cedolare versi 2016 € e tieni 7584 €. In IRPEF, con 30.000 € di altro reddito, l'affitto ti costerebbe 3335 € fra imposta, addizionali e registro: 1319 € in più, ogni anno.

La cedolare vince quasi sempre, ma quattro situazioni ribaltano il conto. Guardale prima di firmare l'opzione.

1. Reddito basso e molte detrazioni

Con un reddito complessivo modesto e un carico di spese detraibili al 19% — mediche, mutuo, istruzione — il canone in IRPEF può essere assorbito dalle detrazioni e costarti quasi nulla, mentre la cedolare resta un 21% secco. Metti i numeri nel simulatore 730 e confronta le due strade.

2. Canone concordato con reddito nel primo scaglione

Nel concordato l'imponibile IRPEF scende al 66.5%: chi sta al 23%marginale paga un'imposta effettiva già vicina al 10% della cedolare. Il margine si assottiglia e le detrazioni possono fare la differenza.

3. Aggiornamento ISTAT che pesa

La cedolare costa la rinuncia all'adeguamento ISTAT per tutta la durata dell'opzione. Su un 4+4 con inflazione sostenuta la perdita di potere d'acquisto del canone può superare il risparmio fiscale: fai il conto sull'intera durata, anno per anno.

4. Contratti con più intestatari e quote diverse

Se il comproprietario resta in IRPEF, l'imposta di registro resta dovuta sull'intero canone: il tuo risparmio sul registro si dimezza. In quei casi conviene coordinare la scelta con gli altri titolari.

La cedolare tassa i canoni maturati, non quelli incassati. Quando l'inquilino smette di pagare esiste una via d'uscita, e va attivata nel modo giusto.

Il principio: si tassa il maturato

Per le locazioni abitative il canone concorre al reddito per competenza: entra in dichiarazione anche se resta sulla carta. La cedolare segue la stessa logica, e su un canone da 800 € al mese non pagato per sei mesi rischi 1008 € di imposta su denaro mai arrivato.

L'eccezione: l'intimazione di sfratto per morosità

Dal momento in cui avvii la procedura di convalida di sfratto per morosità, i canoni non percepiti escono dal reddito imponibile. È il passaggio che ferma l'imposta: agisci presto, senza aspettare la sentenza.

Il credito d'imposta sui canoni già tassati

Se hai già versato l'imposta su canoni poi accertati come non percepiti dal giudice, ti spetta un credito d'imposta pari a quanto pagato in più. Si recupera in dichiarazione nell'anno in cui arriva il provvedimento.

Immobili non abitativi: regola diversa

Per i locali commerciali il canone resta imponibile per competenza fino alla risoluzione del contratto, senza lo sbarramento legato allo sfratto. Il presidio migliore resta il deposito cauzionale e una fideiussione.

Gli inciampi si ripetono sempre negli stessi punti. Conoscerli in anticipo ti tiene la cedolare al sicuro.

Errori comuni nella gestione della cedolare secca e come rimediare
ErroreConseguenzaRimedio
Saltare la raccomandata all'inquilinoL'opzione resta contestabileInviare e conservare ricevuta di ritorno
Chiedere comunque l'adeguamento ISTATDecadenza dall'opzione per l'annualitàCongelare il canone per tutta l'opzione
Applicare il 10% fuori dai Comuni ad alta densitàRecupero d'imposta al 21% più sanzioniVerificare elenco CIPE e accordo territoriale
Abbattere il canone del 5% in cedolareImposta versata in menoIn cedolare si tassa il 100% del canone
Dimenticare l'acconto di novembreSanzione e interessiRavvedimento operoso con codice 1841
Usare il codice tributo dell'anno sbagliatoVersamento non abbinatoIstanza di correzione F24 all'Agenzia
Applicare la cedolare a un conduttore societàOpzione inefficaceRegime ordinario per la foresteria
Tenere il contratto senza registrazioneContratto nullo e sanzioni pesantiRegistrare entro 30 giorni, ravvedimento se tardi

L'errore più costoso: chiedere l'ISTAT

Basta una richiesta scritta di adeguamento per far cadere l'opzione dell'annualità: torni in IRPEF con addizionali e registro. Su un canone da 12.000 € vale fino a 1649 €di imposta in più. Se vuoi l'ISTAT, revoca prima la cedolare e rientra dopo.

L'errore più frequente: il 5% di troppo

La riduzione forfettaria del 5% appartiene all'IRPEF, la cedolare tassa l'intero canone. Su 12.000 € l'errore vale 126 € di imposta versata in meno, che torna con sanzione e interessi.

Sei mosse concrete che alzano il netto e tengono la posizione pulita, dalla firma al versamento.

1. Verifica il canone concordato prima del libero

Se l'immobile è in un Comune ad alta densità abitativa, confronta il 3+2 con il 4+4 prima di decidere. Su 9600 € di canone il concordato costa 960 € contro 2016 € del libero: 1056 € che spesso valgono più della differenza di canone calmierato.

2. Metti da parte l'imposta ogni mese

Accantona il 21% di ogni canone il giorno stesso in cui arriva: su 1000 € al mese sono 210 € da spostare, e a giugno la scadenza ti trova pronto. È la stessa logica degli accantonamenti della gestione degli acconti.

3. Scegli con cura l'immobile al 21% negli affitti brevi

La scelta si rifà ogni anno: metti al 21%l'appartamento che ha incassato di più. Fra un immobile da 20.000 € e uno da 8000 € la scelta giusta vale 600 € di differenza.

4. Tieni traccia scritta di tutto

Raccomandata con ricevuta, copia registrata del contratto, attestazione di conformità per il concordato, bonifici dei canoni: una cartella sola con questi quattro documenti regge qualunque controllo.

5. Rivedi la scelta ogni anno

L'opzione è annuale: se il tuo reddito cambia, ricalcola. Un anno di cassa integrazione o di redditi bassi può rendere l'IRPEF più conveniente, e rientrare in cedolare l'anno dopo è sempre possibile.

6. Guarda il netto, non l'imposta

Il numero che conta è quello che resta: su 12.000 € di canone la cedolare ti lascia 9480 € netti. Confronta sempre netto con netto, mettendo in conto IMU, spese di manutenzione e mesi di sfitto.

Le risposte che cerchi più spesso su aliquote, contratti, versamenti e dichiarazione.

Cos'è la cedolare secca e come funziona?

È un regime opzionale che tassa il canone d'affitto con un'imposta sostitutiva ad aliquota fissa (21% o 10%) al posto dell'IRPEF a scaglioni, delle addizionali e dell'imposta di registro e bollo.

Quanto si paga di cedolare secca nel 2026?

Il 21% sul canone per i contratti a canone libero (4+4), il 10% per i contratti a canone concordato (3+2). Per gli affitti brevi: 21% sul primo immobile e 26% dal secondo immobile in poi.

La cedolare secca conviene sempre?

Quasi sempre con redditi medio-alti: più alta è l'aliquota marginale IRPEF (35% o 43%), più la cedolare al 21% conviene. Con redditi bassi e molte detrazioni l'IRPEF ordinaria può essere competitiva: vanno confrontati i due scenari.

Su quale importo si calcola la cedolare secca?

Sull'intero canone annuo percepito (100%), senza riduzioni. In IRPEF invece il canone è imponibile al 95% per il canone libero e al 66,5% per il canone concordato.

Quanto si risparmia con la cedolare secca?

Dipende da canone e reddito. Su un canone di 12.000 € con un altro reddito di 30.000 €, il risparmio è di circa 1.600 € l'anno. Cresce con il canone e con l'aliquota marginale del proprietario.

Quando si applica il 10% (canone concordato)?

Ai contratti a canone concordato (3+2), agli accordi per studenti universitari e ai transitori agevolati stipulati nei Comuni ad alta tensione abitativa, secondo i parametri degli accordi territoriali.

Come funziona la cedolare sugli affitti brevi?

Per gli affitti brevi (fino a 30 giorni) si applica il 21% sul primo immobile (scelto in dichiarazione, conviene quello col canone più alto) e il 26% dal secondo immobile in poi. Oltre 4 immobili l'attività è imprenditoriale.

Come si opta per la cedolare secca?

L'opzione si esercita alla registrazione del contratto (modello RLI) o nelle annualità successive. Va comunicata al conduttore con raccomandata, rinunciando agli aggiornamenti ISTAT del canone per il periodo di opzione.

Quando si paga la cedolare secca?

Con acconto e saldo come l'IRPEF: l'acconto (95%) entro il 30 giugno e il 30 novembre, il saldo entro il 30 giugno dell'anno successivo, tramite F24 con i codici tributo 1840, 1841 e 1842.

Si può revocare la cedolare secca?

Sì: l'opzione si può revocare in ogni annualità successiva alla prima, tornando al regime IRPEF ordinario, con la registrazione e il pagamento dell'imposta di registro.

Quanto si paga di cedolare secca su un affitto da 500 euro al mese?

Un canone di 500 € al mese vale 6.000 € l'anno: al 21% la cedolare è 1.260 € e ti lascia 4.740 € netti. Con il canone concordato al 10% l'imposta scende a 600 € e il netto sale a 5.400 €.

Quanto si paga di cedolare secca su 1.000 euro al mese?

Su 12.000 € di canone annuo la cedolare al 21% è 2.520 €, con 9.480 € netti in tasca. In IRPEF, con 30.000 € di altro reddito, pagheresti 4.169 € fra imposta, addizionali e registro: 1.649 € in più.

Cedolare secca al 10 o al 21: come si sceglie?

Non si sceglie: dipende dal contratto. Il 10% spetta ai contratti a canone concordato 3+2, agli studenti universitari e ai transitori agevolati nei Comuni ad alta densità abitativa; tutti gli altri contratti abitativi stanno al 21%.

Quali sono i requisiti per la cedolare secca al 10%?

Servono tre cose insieme: contratto a canone concordato (3+2, transitorio agevolato o per studenti), immobile in un Comune ad alta densità abitativa dell'elenco CIPE, e canone dentro le fasce dell'accordo territoriale. Senza assistenza delle associazioni serve anche l'attestazione di conformità.

Cos'è l'attestazione di conformità del canone concordato?

È il documento con cui un'associazione firmataria dell'accordo territoriale certifica che canone e clausole rispettano l'accordo del Comune. Serve quando il contratto è stipulato senza assistenza delle associazioni ed è la prova che regge il 10% in caso di controllo.

Cosa sono i Comuni ad alta densità abitativa?

Sono i Comuni individuati dalla delibera CIPE: capoluoghi di provincia, Comuni confinanti con i capoluoghi, Comuni sopra i 10.000 abitanti inclusi nell'elenco e Comuni colpiti da eventi calamitosi. Solo lì il canone concordato dà diritto alla cedolare al 10%.

La cedolare secca si applica al contratto transitorio?

Sì. Il transitorio agevolato, stipulato in un Comune ad alta densità abitativa e conforme all'accordo territoriale, sta al 10%. Il transitorio ordinario, fuori da quei Comuni, applica il 21%.

Come funziona la cedolare secca per gli studenti universitari?

Il contratto per studenti universitari dura da 6 mesi a 3 anni, si stipula nei Comuni sede di università o di corsi distaccati e gode dell'aliquota del 10%. Su una stanza da 400 € al mese sono 480 € di imposta l'anno su 4.800 € di canone.

La cedolare secca vale anche per gli affitti brevi su Airbnb?

Sì: gli affitti fino a 30 giorni rientrano nella cedolare al 21% su un immobile scelto in dichiarazione e al 26% dal secondo in poi. La piattaforma applica la ritenuta sul canone e la versa come acconto della tua imposta.

Cos'è il CIN per gli affitti brevi?

Il CIN è il Codice Identificativo Nazionale rilasciato dalla banca dati del Ministero del Turismo per ogni unità in locazione breve o turistica. Va esposto negli annunci online e all'esterno dell'immobile: senza, i portali bloccano la pubblicazione e scattano sanzioni.

Quanti immobili posso affittare in affitto breve senza partita IVA?

Fino a 4 immobili destinati agli affitti brevi nello stesso periodo d'imposta. Dal quinto l'attività è considerata imprenditoriale: serve la partita IVA e la cedolare esce di scena.

Con la cedolare secca si paga l'imposta di registro?

No: la cedolare sostituisce anche l'imposta di registro annuale (2% del canone, di norma metà a carico del locatore) e il bollo. Su un canone da 12.000 € sono 120 € l'anno risparmiati dal locatore, 480 € su un 4+4.

Con la cedolare secca si paga comunque l'IMU?

Sì: sono due imposte diverse. La cedolare colpisce il canone, l'IMU il valore catastale dell'immobile e va al Comune. Sui contratti a canone concordato l'IMU si applica però ridotta al 75%.

La cedolare secca si può applicare ai negozi?

La cedolare nasce per gli immobili abitativi. Per i negozi in categoria C/1 fino a 600 metri quadri è stata ammessa con misure agevolative limitate nel tempo: prima di impostare un contratto commerciale sulla cedolare verifica la vigenza della misura per l'anno di stipula sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

La cedolare secca vale per gli uffici in categoria A/10?

No. Uffici in A/10, capannoni, magazzini e laboratori restano fuori dalla cedolare: il canone si tassa in IRPEF sul 95% con imposta di registro all'1% a carico del locatore e bollo sul contratto.

Box e cantine entrano nella cedolare secca?

Sì, se affittati insieme all'abitazione con lo stesso contratto: le pertinenze seguono l'unità principale. Affittate separatamente a un soggetto diverso restano fuori dalla cedolare.

Il reddito da cedolare secca entra nell'ISEE?

Sì: il canone assoggettato a cedolare rientra fra i redditi da imposta sostitutiva del nucleo nella DSU e alza l'ISEE, insieme al valore patrimoniale dell'immobile. Può quindi spostare la fascia di Assegno Unico, bonus nido e agevolazioni comunali.

La cedolare secca influisce sulle detrazioni IRPEF?

Sì: il canone in cedolare si somma al reddito complessivo per calcolare le detrazioni per lavoro dipendente, per familiari a carico e la spettanza dei bonus. Abbassa l'imposta sul canone, ma può ridurre qualche detrazione.

Un familiare con affitto in cedolare resta a carico?

Il canone in cedolare conta ai fini della soglia di reddito per restare fiscalmente a carico. Superata la soglia la detrazione per carichi di famiglia si ferma, anche se su quel canone l'IRPEF è zero.

L'inquilino perde la detrazione se il proprietario sceglie la cedolare?

No: le due posizioni fiscali sono separate. L'inquilino mantiene la detrazione per canoni di locazione dell'abitazione principale e, con il canone concordato, quella maggiorata. In più risparmia la sua metà di imposta di registro.

Dove si indica la cedolare secca nel 730?

Nel quadro B dei redditi dei fabbricati: indichi rendita, giorni, quota di possesso e canone, poi barri la colonna 'Cedolare secca' e scegli il codice di utilizzo corretto. Nel modello Redditi PF lo stesso dato va nel quadro RB.

Il canone si dichiara al 100% anche in cedolare?

Sì: in cedolare si tassa l'intero canone, senza abbattimenti. La riduzione forfettaria al 95% e quella al 66,5% del canone concordato appartengono solo al regime IRPEF ordinario.

Quali sono i codici tributo della cedolare secca?

Tre: 1840 per la prima rata di acconto, 1841 per la seconda rata o per l'acconto in unica soluzione, 1842 per il saldo. Vanno nella sezione Erario dell'F24 con l'anno di riferimento corretto.

Come si divide l'acconto della cedolare secca?

Se l'acconto supera 257,52 € si versa in due rate: il 40% con la scadenza di giugno e il 60% entro il 30 novembre. Sotto quella soglia si paga tutto in unica soluzione a novembre.

Il primo anno di affitto si paga l'acconto?

No: l'acconto si calcola sull'imposta dell'anno precedente, che il primo anno non esiste. Paghi solo il saldo l'anno successivo, insieme al primo acconto dell'anno nuovo.

Cosa succede se salto una scadenza della cedolare secca?

Puoi sistemare con il ravvedimento operoso: versi l'imposta con lo stesso codice tributo, più una sanzione ridotta in base ai giorni di ritardo e gli interessi legali. Prima ravvedi, meno costa.

Posso chiedere l'aggiornamento ISTAT con la cedolare secca?

No: l'opzione comporta la rinuncia a qualunque aggiornamento del canone, ISTAT compreso, per tutta la sua durata. Una richiesta scritta di adeguamento fa decadere l'opzione per quell'annualità.

Cosa succede se dimentico la raccomandata all'inquilino?

L'opzione resta contestabile in sede di controllo, perché la comunicazione della rinuncia agli aggiornamenti è un presupposto della cedolare. Invia la raccomandata prima dell'opzione e conserva la ricevuta di ritorno insieme al contratto.

Se l'immobile ha più proprietari, devono scegliere tutti la cedolare?

No: ciascun comproprietario decide per la propria quota. Chi resta in IRPEF paga la sua parte di imposte, ma l'imposta di registro resta dovuta sull'intero contratto, quindi il risparmio sul registro si riduce.

Posso affittare a un parente con la cedolare secca?

Sì, con un contratto regolare e registrato. Il canone deve essere reale e tracciabile, con bonifico intestato e causale chiara. Nei Comuni ad alta densità abitativa puoi usare il canone concordato e stare al 10%.

Il comodato gratuito può andare in cedolare secca?

No: senza canone la cedolare non ha base imponibile. L'immobile in comodato resta tassato in IRPEF sulla rendita catastale, salvo assorbimento da parte dell'IMU, e il comodato registrato fra genitori e figli dà diritto alla riduzione IMU del 50% della base imponibile.

Come si tassano i canoni non percepiti dall'inquilino moroso?

Il canone abitativo si tassa per competenza, quindi entra in dichiarazione anche se non incassato. Dal momento in cui avvii l'intimazione di sfratto per morosità i canoni non percepiti escono dall'imponibile, e per quelli già tassati spetta un credito d'imposta.

Si può cambiare idea e passare dall'IRPEF alla cedolare secca?

Sì: l'opzione si esercita anche in un'annualità successiva alla prima, comunicandola entro 30 giorni dalla scadenza dell'annualità precedente. Allo stesso modo si revoca e si può rientrare più avanti: la scelta è annuale e ripetibile.

Quanto si risparmia passando dal canone libero al concordato?

L'aliquota scende dal 21% al 10%: su 12.000 € di canone l'imposta passa da 2.520 € a 1.200 €, con 1.320 € l'anno in più nel tuo conto. In cambio il canone resta dentro le fasce dell'accordo territoriale del Comune.

La cedolare secca conviene con un reddito sotto i 28.000 euro?

Di solito sì, ma di poco: su 12.000 € di canone e nessun altro reddito il risparmio è di circa 453 € l'anno. Con molte spese detraibili al 19% l'IRPEF ordinaria può riavvicinarsi, quindi vale la pena confrontare i due scenari.

Serve un commercialista per gestire la cedolare secca?

Per un contratto abitativo standard te la cavi da solo: registri con il modello RLI, barri la casella cedolare, invii la raccomandata e versi con F24. Il supporto professionale aiuta su canone concordato, affitti brevi con più immobili e situazioni di morosità.

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026