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Calcolo Tasse P.IVA Ordinario 2026

Inserisci fatturato e costi reali — vedi IRPEF a scaglioni, addizionali, INPS e netto. Confronto automatico con forfettario. Aggiornato alla normativa 2026.

Approfondimenti

Quanto paga di tasse una P.IVA in regime ordinario? Dipende dal fatturato e dai costi reali. Ecco la tabella aggiornata 2026 per un professionista in Gestione Separata (regione Lombardia). Clicca su una riga per calcolare con il tuo fatturato.

Tasse P.IVA ordinario per fatturato e livello di costi, valori 2026
FatturatoTasse (costi 20%)Netto (costi 20%)Tasse (costi 40%)Netto (costi 40%)
30.000 €10.131 €13.869 €7197 €10.803 €
40.000 €14.050 €17.950 €10.131 €13.869 €
50.000 €18.040 €21.960 €13.070 €16.930 €
60.000 €22.227 €25.773 €16.010 €19.990 €
80.000 €30.599 €33.401 €22.227 €25.773 €
100.000 €39.888 €40.112 €28.506 €31.494 €

Clicca su una riga per calcolare con quel fatturato. Professionista, Gestione Separata, Lombardia. Importi arrotondati, aggiornati 2026.

Tasse P.IVA ordinario con fatturato 30.000 €

Con un fatturato di 30.000 € e costi pari al 20% (6000 €), le tasse totali ammontano a 10.131 € e il netto annuo e 13.869 €, con una pressione fiscale del 33,8%. Aumentando i costi al 40% (12.000 €), le tasse scendono a 7197 € e il netto sale a 10.803 €. Ogni euro di costo documentato riduce l'imponibile e genera un risparmio proporzionale all'aliquota marginale IRPEF.

Tasse P.IVA ordinario con fatturato 50.000 €

Con un fatturato di 50.000 € e costi pari al 20% (10.000 €), le tasse totali ammontano a 18.040 € e il netto annuo e 21.960 €, con una pressione fiscale del 36,1%. Aumentando i costi al 40% (20.000 €), le tasse scendono a 13.070 € e il netto sale a 16.930 €. Ogni euro di costo documentato riduce l'imponibile e genera un risparmio proporzionale all'aliquota marginale IRPEF.

Tasse P.IVA ordinario con fatturato 80.000 €

Con un fatturato di 80.000 € e costi pari al 20% (16.000 €), le tasse totali ammontano a 30.599 € e il netto annuo e 33.401 €, con una pressione fiscale del 38,3%. Aumentando i costi al 40% (32.000 €), le tasse scendono a 22.227 € e il netto sale a 25.773 €. Ogni euro di costo documentato riduce l'imponibile e genera un risparmio proporzionale all'aliquota marginale IRPEF.

Tasse P.IVA ordinario con fatturato 100.000 €

Con un fatturato di 100.000 € e costi pari al 20% (20.000 €), le tasse totali ammontano a 39.888 € e il netto annuo e 40.112 €, con una pressione fiscale del 39,9%. Aumentando i costi al 40% (40.000 €), le tasse scendono a 28.506 € e il netto sale a 31.494 €. Ogni euro di costo documentato riduce l'imponibile e genera un risparmio proporzionale all'aliquota marginale IRPEF.

L'IRPEF si calcola sul reddito imponibile (fatturato meno costi meno contributi INPS). Ecco quanto pesa l'IRPEF per ogni fascia di reddito.

IRPEF lorda, netta e aliquote per reddito imponibile, valori 2026
Reddito imponibileIRPEF lordaIRPEF nettaAliquota mediaAliquota marginale
10.000 €1700 €542 €23,0%23%
15.000 €2551 €1600 €23,0%23%
20.000 €3401 €2658 €23,0%23%
28.000 €4761 €4351 €23,0%23%
35.000 €5951 €5832 €23,0%35%
50.000 €9398 €9398 €25,4%35%
75.000 €16.042 €16.042 €28,9%43%
100.000 €23.990 €23.990 €32,4%43%

Clicca su una riga per calcolare. IRPEF netta = lorda meno detrazioni lavoro autonomo. Valori 2026.

Il regime ordinario tassa il reddito reale: fatturato meno costi effettivi documentati. Ecco i sei passaggi del calcolo.

1. Reddito lordo: fatturato meno costi documentati

Il primo step e sottrarre dal fatturato annuo tutti i costi inerenti all'attivita: affitto studio, utenze, attrezzature, collaboratori, formazione, assicurazione. Ogni costo documentato riduce direttamente la base imponibile. Con 50.000 € di fatturato e 20.000 € di costi, il reddito lordo e 30.000 €.

2. Contributi INPS: deducibili al 100%

I contributi INPS si calcolano sul reddito lordo e sono integralmente deducibili. In Gestione Separata l'aliquota 2026 e il 26,07%. Su un reddito lordo di 30.000 €, i contributi INPS sono circa 7821 €. Il reddito imponibile diventa 30.000 €7821 € = 22.179 €.

3. IRPEF a scaglioni progressivi

L'IRPEF 2026 si applica a scaglioni: 23% fino a 28.000 €, 35% da 28.001 € a 50.000 €, 43% oltre 50.000 €. Su un imponibile di 22.179 €, l'IRPEF lorda e tutta nel primo scaglione: 22.179 € × 23% = circa 5101 €.

4. Detrazioni: lavoro autonomo, familiari, spese 19%

Dall'IRPEF lorda si sottraggono le detrazioni: quella per lavoro autonomo (fino a 1265 € per redditi bassi, decrescente fino a 28.000 €), le detrazioni per familiari a carico e le detrazioni al 19% per spese mediche, mutuo e assicurazione vita. Per approfondire, usa il simulatore 730.

5. Addizionali regionali e comunali

Sul reddito imponibile si applicano anche l'addizionale regionale (da 1,23% a oltre 3% a seconda della regione) e l'addizionale comunale (da 0 a 0,9%). Su un imponibile di 22.179 €, le addizionali in Lombardia ammontano a circa 300 €.

6. Netto annuo: quanto resta in tasca

Il netto annuo e il fatturato meno costi meno tutte le imposte (IRPEF netta + addizionali + INPS). Con 50.000 € di fatturato e 20.000 € di costi, il netto annuo e circa 16.930 €.

L'IRPEF 2026 si applica per scaglioni progressivi: ogni porzione di reddito e tassata all'aliquota del proprio scaglione, non all'aliquota piu alta.

Scaglioni IRPEF 2026 con aliquote e importi massimi
ScaglioneAliquotaIRPEF su scaglione
Fino a 28.000 €23%max 6440 €
Da 28.001 € a 50.000 €35%max 7700 €
Oltre 50.000 €43%illimitato

Esempio: IRPEF su reddito imponibile di 40.000 €

28.000 € × 23% = 6440 €, poi 12.000 € × 35% = 4200 €. Totale IRPEF lorda: 10.640 €. L'aliquota media effettiva e il 26,6%, non il 35%. A questo importo si sottraggono le detrazioni per ottenere l'IRPEF netta.

Perche l'aliquota marginale conta piu di quella media

L'aliquota marginale (quella sull'ultimo euro guadagnato) determina il risparmio reale per ogni euro di costo deducibile. Se sei nello scaglione del 35%, ogni 1000 € di costi ti fa risparmiare 350 €di IRPEF. Per questo l'ordinario conviene soprattutto a chi ha redditi alti e molti costi: il risparmio per costo deducibile e piu alto.

Nel regime ordinario, ogni euro di costo deducibile documentato riduce il reddito imponibile. Il risparmio effettivo dipende dalla tua aliquota marginale IRPEF.

Risparmio fiscale per ogni 1.000 euro di costi deducibili
Aliquota marginaleRisparmio per 1000 € di costi
23% (reddito fino a 28.000 €)230 €
35% (28.001 €50.000 €)350 €
43% (oltre 50.000 €)430 €

Principali costi deducibili per P.IVA ordinaria

  • Affitto e utenze dello studio professionale
  • Compensi a collaboratori e dipendenti
  • Attrezzature e strumenti di lavoro (ammortamento)
  • Formazione professionale e aggiornamento
  • Spese di viaggio e trasferta
  • Assicurazione professionale
  • Contributi INPS (integralmente deducibili)
  • Spese di rappresentanza (deducibili al 75%)
  • Auto aziendale (deducibile al 20%, IVA al 40%)

Costi deducibili parzialmente: le percentuali da conoscere

Alcuni costi hanno limiti di deducibilita: l'auto aziendale e deducibile al 20% (IVA al 40%), il telefono cellulare all'80%, le spese di rappresentanza al 75%, i pasti al 75%. I costi promiscui (uso misto professionale/personale) vanno documentati con criterio di inerenza.

Oltre all'IRPEF, il reddito imponibile e soggetto ad addizionale regionale (da 1,23% a oltre 3%) e addizionale comunale (da 0 a 0,9%, media 0,8%).

Regioni con addizionale piu bassa e piu alta

Le regioni con addizionali piu basse sono Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta; le piu alte sono Lazio, Piemonte e Campania. La differenza puo superare i 1000 €/anno su redditi medi. Il calcolatore usa le aliquote regionali progressive aggiornate al 2026.

Come incidono le addizionali sul netto

Su un reddito imponibile di 30.000 €, le addizionali in Lombardia ammontano a circa 480 € (regionale + comunale). In Lazio possono superare i 700 €. E un costo spesso sottovalutato che pesa dal 1,5% al 4% del reddito.

I contributi INPS per P.IVA ordinaria funzionano come nel forfettario, ma la base imponibile e il reddito reale (fatturato meno costi), non quello forfettizzato.

Contributi INPS per cassa previdenziale, aliquote 2026
CassaAliquota 2026MinimaleDeducibilita
Gestione Separata26,07%Nessuno100% deducibile
Artigiani24,00%4521 €/anno100% deducibile
Commercianti24,48%4612 €/anno100% deducibile

Perche i contributi INPS sono piu bassi in ordinario

La differenza chiave: in ordinario i contributi INPS si calcolano sul reddito lordo (fatturato meno costi reali), non sul reddito forfettizzato. Se hai molti costi deducibili, la base imponibile INPS si riduce e i contributi sono piu bassi. Per il dettaglio dei contributi, usa il calcolatore contributi INPS.

Nel regime ordinario hai accesso alle detrazioni al 19% che nel forfettario perdi. Ecco le principali e quanto valgono.

Detrazioni 19% disponibili in regime ordinario
SpesaLimiteDetrazione max
Spese medicheIllimitato (franchigia 129 €)19% sull'eccedenza
Interessi mutuo prima casamax 4000 €760 €
Assicurazione vita/infortunimax 530 €101 €
Spese istruzionemax 800 €/figlio152 €/figlio
Spese funebrimax 1550 €295 €
Spese sportive figlimax 210 €/figlio40 €/figlio

Perche le detrazioni 19% favoriscono l'ordinario

Nel forfettario le detrazioni 19% sono perse perche l'imposta sostitutiva le esclude. Un professionista con 3000 € di spese mediche e 4000 € di interessi mutuo risparmia circa 1306 €all'anno in ordinario. Questa e una delle ragioni principali per cui l'ordinario puo convenire anche con fatturato sotto 85.000 €. Approfondisci con il confronto forfettario vs ordinario.

Il break-even tra i due regimi dipende dal settore. Ecco il confronto su 50.000 € di fatturato.

Confronto ordinario vs forfettario per settore su 50.000 euro di fatturato
SettoreCoeff.Netto ordinario (costi 40%)Break-even costi
Professionisti (avvocati, consulenti)78%16.930 €oltre 11.000 €
Servizi / IT67%16.930 €oltre 16.500 €
Commercio ingrosso40%16.930 €oltre 30.000 €
Commercio ambulante40%16.930 €oltre 30.000 €
Costruzioni / immobiliare86%16.930 €oltre 7000 €

Quando conviene restare in ordinario

  • Costi reali documentabili superiori alla quota forfettaria
  • Fatturato oltre 85.000 € (obbligo di uscita dal forfettario)
  • Detrazioni importanti (mutuo, spese mediche, familiari a carico)
  • Settori a basso coefficiente (commercio, ristorazione)
  • Clienti B2B che detraggono l'IVA (vantaggio competitivo)

Quando conviene passare al forfettario

Se i costi reali sono bassi e il coefficiente ATECO e alto (professionisti: 78%), il forfettario e quasi sempre piu vantaggioso. Per un confronto personalizzato, usa il confronto forfettario vs ordinario.

A differenza del forfettario (esente IVA), nel regime ordinario addebiti l'IVA in fattura e la versi periodicamente allo Stato.

Come funziona il meccanismo IVA

Addebiti il 22% (o aliquota ridotta) in fattura ai clienti. Detrai l'IVA sugli acquisti professionali. La differenza (IVA incassata meno IVA pagata) va versata trimestralmente (o mensilmente se il fatturato supera 400.000 €).

IVA: costo reale o partita di giro?

Se i tuoi clienti sono aziende (B2B), l'IVA e una partita di giro: il cliente la detrae e tu la versi. Il costo reale e zero. Se i clienti sono privati (B2C), l'IVA e un costo perche il privato la paga e tu la versi senza poterla recuperare. Per calcolare l'IVA su un importo specifico, usa lo scorporo IVA.

Una delle insidie della P.IVA ordinaria e trovarsi a giugno con le tasse da pagare e il conto vuoto. Ecco quanto accantonare ogni mese.

Accantonamento mensile consigliato per fatturato
Fatturato annuoAccantona/mese (costi bassi)Accantona/mese (costi alti)
30.000 €844 €/mese (33,8%)600 €/mese (24,0%)
40.000 €1171 €/mese (35,1%)844 €/mese (25,3%)
50.000 €1503 €/mese (36,1%)1089 €/mese (26,1%)
60.000 €1852 €/mese (37,0%)1334 €/mese (26,7%)
80.000 €2550 €/mese (38,3%)1852 €/mese (27,8%)

La strategia del conto dedicato

Apri un conto corrente separato e trasferisci automaticamente la percentuale ogni mese. Con costi bassi (20%), accantona il 40-50% del fatturato. Con costi alti (40-60%), il 25-35% e sufficiente. Per le scadenze esatte dei versamenti, consulta il calendario fiscale P.IVA.

Le principali novita fiscali 2026 che impattano la P.IVA in regime ordinario.

Conferma scaglioni IRPEF a tre aliquote

La riforma IRPEF a tre scaglioni (23%, 35%, 43%) e confermata per il 2026. Il secondo scaglione parte da 28.001 € (prima era 15.001 € al 25% e poi 28.001 € al 35%). Il primo scaglione ampliato al 23% beneficia soprattutto i redditi medi.

Detrazioni lavoro autonomo aggiornate

La detrazione per redditi da lavoro autonomo resta a 1265 € per i redditi piu bassi (fino a 5500 €), decrescente fino a zero a 28.000 €. Il calcolatore applica automaticamente le aliquote 2026.

Contributi INPS 2026

Gestione Separata confermata al 26,07%. Artigiani al 24,00% e Commercianti al 24,48%. I minimali sono aggiornati all'inflazione. Per il dettaglio, usa il calcolatore contributi INPS.

Gli errori piu frequenti che costano soldi ai professionisti in regime ordinario.

1. Dimenticare di accantonare per le tasse

Il fatturato incassato sembra alto, ma il 30-50% va allo Stato. Accantonare ogni mese evita sorprese a giugno e novembre.

2. Buttare scontrini e fatture di acquisto

Ogni fattura persa e un costo deducibile perso. Su un'aliquota marginale del 35%, una fattura da 500 € dimenticata costa 175 € di tasse in piu.

3. Restare in ordinario quando conviene il forfettario

Se i costi reali sono bassi e il coefficiente ATECO e alto, il forfettario fa risparmiare migliaia di euro. Verifica ogni anno con il confronto regimi.

4. Ignorare le detrazioni 19%

Spese mediche, mutuo, assicurazione vita: sono detrazioni che riducono direttamente l'IRPEF. In forfettario le perdi; in ordinario possono valere oltre 1000 €/anno.

5. Confondere deduzioni e detrazioni

Le deduzioni (costi professionali, INPS) riducono il reddito imponibile. Le detrazioni(19% su spese personali) riducono l'imposta. L'effetto e diverso: una deduzione di 1000 € vale dal 23% al 43% a seconda dello scaglione; una detrazione di 1000 € vale sempre 190 €.

Come si calcolano le tasse con partita IVA ordinaria?

Si calcola il reddito lordo (fatturato meno costi reali), si sottraggono i contributi INPS per ottenere l'imponibile, poi si applica l'IRPEF a scaglioni (23%, 35%, 43%), si sottraggono le detrazioni e si aggiungono le addizionali regionali e comunali.

Qual e la differenza tra regime ordinario e forfettario?

Il forfettario applica un'imposta sostitutiva fissa (5% o 15%) su un reddito calcolato con coefficiente forfettario. L'ordinario applica l'IRPEF progressiva sui costi reali documentati. L'ordinario conviene con molti costi deducibili o fatturato sopra 85.000 euro.

Quanto paga di tasse una P.IVA ordinaria su 50.000 euro di fatturato?

Dipende dai costi. Con 10.000 euro di costi (20%), le tasse totali (IRPEF + addizionali + INPS) sono circa 17.000 euro. Con 20.000 euro di costi (40%), scendono a circa 12.000 euro. Il calcolatore fornisce l'importo esatto per la tua situazione.

I contributi INPS sono deducibili in regime ordinario?

I contributi INPS sono integralmente deducibili dal reddito imponibile in regime ordinario. Riducono la base su cui si calcola l'IRPEF, generando un risparmio fiscale proporzionale all'aliquota marginale (dal 23% al 43%).

Quali costi posso scaricare con P.IVA ordinaria?

Tutti i costi inerenti all'attivita professionale: affitto studio, utenze, attrezzature, formazione, assicurazione professionale, compensi collaboratori, spese di viaggio, cancelleria. Devono essere documentati con fattura e inerenti all'attivita.

Quando conviene passare da forfettario a ordinario?

Quando i costi reali documentabili superano significativamente la quota forfettaria (100% meno coefficiente ATECO), oppure quando il fatturato supera 85.000 euro (obbligo di uscita). Il calcolatore include un confronto automatico.

Come funzionano le detrazioni per lavoro autonomo?

Chi ha P.IVA ordinaria ha diritto alla detrazione per redditi da lavoro autonomo: 1.265 euro per redditi fino a 5.500 euro, decrescente fino a zero oltre 28.000 euro. In piu, ha diritto alle detrazioni 19% per spese mediche e mutuo, e alle detrazioni per familiari a carico.

Le addizionali regionali e comunali sono uguali ovunque?

L'addizionale regionale varia da 1,23% (aliquota minima) a oltre 3% nelle regioni con aliquote piu alte. L'addizionale comunale va da 0 a 0,9%. La differenza tra una regione e l'altra puo superare i 1.000 euro all'anno.

Quanto devo accantonare ogni mese per pagare le tasse?

Con costi bassi (20% del fatturato) accantona il 40-50% del fatturato mensile. Con costi alti (40-60%) accantona il 25-35%. Il calcolatore mostra l'importo esatto. Consiglio: apri un conto dedicato e trasferisci ogni mese.

Le spese mediche sono detraibili in regime ordinario?

Le spese mediche sono detraibili al 19% sull'importo eccedente la franchigia di 129,11 euro. Su 2.000 euro di spese mediche, la detrazione e di circa 355 euro. La detrazione riduce direttamente l'IRPEF da pagare.

Come funziona l'IVA nel regime ordinario?

Nel regime ordinario si addebita l'IVA in fattura (di solito 22%) e si detrae l'IVA sugli acquisti. La differenza (IVA a debito meno IVA a credito) va versata trimestralmente o mensilmente. L'IVA e un costo solo se i clienti sono privati che non la detraggono.

Posso passare da ordinario a forfettario?

Se nell'anno precedente il fatturato e stato inferiore a 85.000 euro e rispetti gli altri requisiti (dipendenti sotto 20.000 euro, redditi lavoro dipendente sotto 35.000 euro se cumulati), puoi passare al forfettario dal 1 gennaio dell'anno successivo comunicandolo in dichiarazione.

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Ultimo aggiornamento: marzo 2026